GIANNETTO D’ACQUASPARTA

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GIANNETTO D’ACQUASPARTA ( Giovanni Antonio d’Acquasparta ). Di Acquasparta.

+ 1424 ( giugno)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1413  

 

 

 

 

 

 

 

 
Apr. Chiesa Napoli 60 lance Lazio

Lascia Bologna, transita per Siena e si porta nelle terre di Paolo Orsini. Giunge in soccorso di quest’ultimo ai danni di Muzio Attendolo Sforza.

1415  

 

 

 

 

 

 

 

 
Giu. Siena  

 

48 lance Toscana

Il condottiero è debitore di 900 ducati nei confronti del Tartaglia. Per potere fare fronte al suo impegno assume con i senesi una condotta di 48 lance per sei mesi (con un anno di beneplacito).  La repubblica scrive al Tartaglia di stare tranquillo riguardo al suo credito, perché a Giannetto d’Acquasparta sarebbe stata defalcata per ogni mese della sua condotta la somma di 150 ducati. Quest’ultimo viene, inoltre, minacciato di non ricevere la lettera di ben servito al termine della condotta nel caso in cui non ottemperi alle sue obbligazioni nei confronti del Tartaglia.

1416 Siena Pitigliano  

 

Toscana

Con Arrigo della Tacca fronteggia le milizie di Bertoldo Orsini. E’ catturato in un’imboscata.

1417 Siena  

 

 

 

Toscana

E’ riconfermato dai senesi nella condotta.

1419  

 

 

 

 

 

Contrasta Braccio di Montone. Affianca Muzio Attendolo Sforza nel todino.

Sett. Chiesa Perugia  

 

Umbria

Investe Orvieto e ne provoca la neutralità. Risale la valle del Paglia verso il Tevere.

Ott.  

 

 

 

 

 

Umbria

Si unisce con lo Sforza ed il Tartaglia tra Narni e Todi; marcia su Spoleto ed Assisi.

1424  

 

 

 

 

 

 

 

 
Giu. Perugia Chiesa  

 

Abruzzi

Milita agli ordini del Montone. Partecipa alla battaglia dell’Aquila dove ha il comando della tredicesima squadra. Muore in combattimento per un colpo di lancia mentre sta difendendo il guado dell’Aterno al fine di coprire la ritirata agli altri capitani bracceschi.

 CITAZIONI

“Non sì tosto venia per ripassare,/ Eranli adosso li nostri Aquilani/ Como nel fiume prendeano l’entrare;/ Or chi vedesse menare de mani/ Con lance, e ronchi li culpi toccare,/ E tutti era talliati como cani/ Come magnifici beccari in quell’arte./ Fu moorto Jannetto d’Acquasparta.” CIMINELLO

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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