GIANFRANCESCO DA TRIVULZIO

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Castello di Mesocco
Castello di Mesocco

Last Updated on 2023/06/17

GIANFRANCESCO DA TRIVULZIO  Di Milano. Conte di Bassignana, marchese di Vigevano. Signore di Codogno, Mesocco e Castelnuovo Scrivia. Figlio di Gianniccolò da Trivulzio, genero di Teodoro da Trivulzio.

1509 – 1573 (luglio)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1513LombardiaSuccede al padre Gianniccolò nei suoi incarichi di Gran Cacciatore e Falconiere del ducato di Milano.
1516Il re di Francia Francesco I gli rinnova le investiture dei feudi paterni,
1518Diviene raccomandato degli svizzeri tramite il nonno Gian Giacomo da Trivulzio.
1520FranciaImpero30 lancePiemonte

Si trova nell’astigiano al comando di 30 lance, che hanno combattuto agli ordini del nonno. Rimane zoppo per un colpo di archibugio al ginocchio.

1521
Nov.

Lombardia

 Il palazzo di Gian Giacomo da Trivulzio di via Rugabella è messo a sacco dalle truppe imperiali. Gianfrancesco da Trivulzio è preso in custodia da Ferdinando d’Avalos, nipote della nonna Beatrice d’Avalos.
1522
Gen.LombardiaE’ dichiarato ribelle dal duca di Milano Francesco Sforza.
Mar.LombardiaE’ segnalato a Castelleone.
1524
Apr.FranciaImperoPiemontePrende parte alla battaglia di Romagnano Sesia: ferito, si fa condurre ad Ivrea.
Dic.LombardiaAlla difesa di Colombano al Lambro.
1525
Feb.Lombardia

E’ attaccato in San Colombano al Lambro da Bartolomeo da Villachiara, che  dispone di 1500 fanti. Il Trivulzio ha ai suoi ordini 200 cavalli leggeri e 300 fanti.

1526
Apr.FranciaA Saint-Sever.
1529

Con la pace di Bologna l’imperatore Carlo V gli conferma i privilegi ed i feudi che gli sono stati riconosciuti a suo tempo dai francesi.

1530
Feb.Impero100 cavalli leggeriEmiliaA Bologna, per l’incoronazione di Carlo V. Gli è concessa una condotta di 100 cavalli leggeri.
1534

Gli imperiali gli danno il comando di un colonnello di fanti. Viene accusato con Giannantonio Falletti dell’ avvelenamento del duca di Milano Francesco Sforza; è condannato a morte ed i suoi beni sono confiscati.

1536ImperoFranciaPiemonte e Francia

Sulla fine dell’anno si trova a Lione ed assiste al processo a carico del conte Sebastiano Montecuccoli, accusato di avere avvelenato il delfino su incarico di Carlo V.

1543

L’imperatore Carlo V dichiara nulla l’accusa che lo riguarda per quanto attiene la morte per veleno del duca di Milano in una causa presieduta dal governatore di Milano Alfonso d’Avalos. Si deve, tuttavia, allontanare poco dopo dalla corte per avere preso a schiaffi un ministro.

1550

E’ condannato in contumacia alla decapitazione per avere tentato di uccidere Ottaviano Bignami, suo procuratore. Due anni dopo sarà ancora assolto dall’imperatore.

1552
Ago.Austria

E’ segnalato al fianco di Carlo V allorché l’imperatore abbandona in gran fretta Innsbruck per riparare a Villach a seguito delle minacce rivoltegli dal duca Maurizio di Sassonia.

1571ChiesaUgonottiFranciaha il comando di un corpo di cavalleria ad Avignone allo scopo di contrastare gli ugonotti.
1573
Lug.Lombardia

Muore a metà mese a Mantova. E’ sepolto a Milano nella chiesa di San Nazzaro e Celso. Sposa Giulia da Trivulzio, figlia di Teodoro.

 CITAZIONI

-“Celui-ci servit d’abord la France, puis l’Empire, plusieurs petits princes italiens et enfin le pape. Il trahit tous ses maitres et fut plusieurs fois condamné à mort..Il avait, à qu’il semble, changé son nom contre celui de son beau-pére, Teodoro. Il eut un batard digne de lui (Niccolò), qu’il se vit forcé de désavouer.” PICOT

-“(Servì) molti principi, indifferente per tutti certamente, e fors’anche a tutti infedele, colmo di delitti privati, senza virtù pubbliche, vero ritratto della degradazione della specie italiana dopo le invasioni degli olttramontani.” LITTA

-Sulla sua tomba è riportata la seguente epigrafe “Io. Franciscus Io. Nicolai/ Filius Magni Trivultii/ Nepos marchio Vigevani/ et co. Musochi qui ab/ Adversa fortuna frangi/ Se numq.; passus est, post/ Erecta sepulchra parentum/ Hoc sibi vivens posuit.”

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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