GIAN GIACOMO DA TRIVULZIO citazioni

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-“Gian Giacopo Trivulzio was a classical scholar who took a historical interest in his profession.” TAYLOR

-“Era conosciuto per superbia e implacabile severità militare.” CANTU’

-“Era Gian Giacomo Trivulzio uno di quegli uomini i quali non hanno amici ma o devoti ammiratori, o accaniti accusatori. Cattivi all’ubbidire, eccellenti al comandare, facili verso l’uomo abbattuto, ma quanto meno aborrenti dell’altrui avvilimento altrettanto sdegnosi di ogni eguale; di quegli uomini in somma i quali hanno bisogno di una continua operosità e fortuna per coprire i minori difetti, e son tutto quando ottengono quasi a viva forza, gloria, onori, riverenza ed affezione: ma guai ad uomini così fatti quando cadono nel vivere privato. Restano loro i vizi acquisiti nell’esercizio del potere, e manca il potere che l’aveva prodotti…Di animo fu superbo, iracondo, violento, parziale, più atto a conquistare stima e morale preponderanza, che a conservarla..Era uomo da non volere e proseguire sia il bene sia il male, se non se sempre con foga e pienezza. Generoso, liberale, amico dell’ordine, prode, attivo, severissimo, sovente soccorreva i soldati col proprio denaro, sovente colla propria spada li castigava.” RICOTTI

-Con Niccolò Orsini e Virginio Orsini “Celeberrimo tota Italia, ac gloria militari clarissimi duces.,Natura nimis insolens.” BEAUCAIRE

-“Uomo a giudizio di tutti (come avevano confermato molte esperienze) di valore grande nella disciplina militare, e sottoposto per tutta la vita alla incostanza della fortuna, che ora lo abbracciava con prosperi successi, ora lo esagitava con avversi; e a chi meritatamente si convenisse quello che, per ordine suo, fu inscritto nel suo sepolcro: riposarsi in quello sepolcro Gianiacopo da Triulzi, che innanzi non si era mai riposato.” GUICCIARDINI

-“Quest’uomo sarebbe stato senza dubbio il più celebre e il migliore dei condottieri italiani se non si fosse attirato l’odio e la maledizione implacabile dei suoi compatrioti quando, per primo impose alla sua patria il giogo di una gente straniera…Il quale essendo pieno d’ogni qualità di virtù fu nondimeno per questa incomparabil lode chiarissimo, che spesse volte senza ferita de’ suoi ruppe eserciti grandi de’ nimici..Antico e gran Capitano.” GIOVIO

-“Il Trivulzio fu un gran soldato, un signore magnifico e d’animo reale. L’ambizione sua però fu rivolta più a soggiogare i nemici viventi ed a vendicarsene, che a procacciarsi una fama generosa presso la posterità..Con la sua ambizione rovinò la patria, scaccionne i naturali suoi duchi, e la immerse nelle miserie che l’afflissero per più di un secolo. Egli non ha diritto veruno alla nostra riconoscenza.” VERRI

-“A me pare il primo leone che sia estimato in questo exercito, zoé in le cose che dipendono da la militia.” SANUDO

-“Chef du parti français en Lombardie, et qui, vieilli sous les armes, avait conservé la réputation d’un infatigable et habile capitaine.” MIGNET

-“Era questo Trivulzio di bassa statura et di colore vivo, col naso adunco et alta fronte; non adornato di mondezza, ma di virile et militare virtù risplendente; iracondo, animoso, liberale in sua gioventù, ma in senectute scarso divenuto, ancora che ricco fussi di circa un milione e mezzo d’oro.” PRATO

-“Famoso per la sua avarizia, avrebbe..risposto a Luigi XII di Francia, che voleva invadere il Milanese: Pour faire la guerre avec succés, trois choses sont absolument nécessaires: premièrement, de l’argent, deuxièment de l’argent, et de troisièment de l’argent.” TOSI

-“Il quale, a quei tempi era in grandissima riputatione, per la multa isperienza, che era stimato avere delle cose militari.” PARUTA

-“Gentil-homme de Milan bien apparenté, bon cappitaine et grand homme de bien.” COMMYNES

-“L’era..assai robusto, picolo, ed alquanto grosso. Si delectava de lettere, aveva un ragionar facetissimo, dittava benissimo e brevemente e nel parlare sempre interseriva qualche autorità istorica ovver pratica e, nello scrivere, qualche bella e grave sentenza. Expediva facilmente, e non era mai in ozio; accarezava cadauno e con bona gravità e, benché fusse cogitabondo, sempre tamen stava alegro. De l’arte militar era expertissimo.” ALBERI

-“Milanese, etiam lui expertissimo in le arme per essere antiquissimo in simel mestiero.” PRIULI

-“Grandissimo signore in Lombardia, e capitano famosissimo per molti generalati.” DI COSTANZO

-“Est un grand capitaine italien, toute les fois très-bon François, et qui fit de tres-grandes monstres d’armes poue le service da la France.” BRANTOME

-“Egli fu il maggiore nelle cose della militia, c’havesse questa famiglia..Fu supremo per i servitii fatti da lui alla corona di Francia.” SANSOVINO

-“Tal fu il Trivultio, già d’Insubria honore/ mentre al mondo mostrò forze e consiglio./ Nacque in riva al gran Po tanto valore:/ Et fu di Marte e di Bellona Figlio./ Tre volti hebbe, e tre alme, e per favore/ Del ciel, tre volte doppio anco l’artiglio./ Tal che tre volte morto esser dovea:/ L’uccise a un colpo solo l’invidia rea.” A.F. Rinieri. Da un sonetto raccolto dal GIOVIO

-“Eccellentemente tanto in progresso di tempo con egregi fatti divenne illustre, che tenuto era tra primi Capitani di quella età.. Fu il Trivultio di statura alta e quadrata; e assai forte; di volto bianco; d’occhi castagnicci e di capelli neri.” ROSCIO

-“Fu..questo Triulzo l’ornamento, e splendore dell’Italia nel mestiero de l’arme.” FINO

-“Capitano di gran grido.” LETI

-“Eccellentissimo capitano.” MAZZELLA

-“Capitano di gran fama.” ROSEO

-“Magni nominis ducem.” ANGELITA

-“Inter Insubres familia ortus, litteris ac liberalibus disciplinis juxta atque doctissime eruditus, prima munia militaria sub Galeacio Sfortia admodum adolescens strenuissime exercuit; animo ingenti, gloriae et honoris cupidus, laborum patientissimus; adeo ut ab negotiis nulla eum voluptas unquam remorata sit; summae vigilantiae, vitae frugalioris, corpore vegeto, ac tereti, toroso pectore, facie elata, altitudinis ingenii incredibilis, firmae memoriae, rarae eloquentiae, in conviviis splendidus ac lautus, in omnes liberalis et munificus, fidei cultor ac observantissimus. His virtutibus, suis charus, apud exteros clarus habebatur..Viro bello et pace clarissimo.” FLORO

-“Dux alioquin egregius et bellator insignis.” A.M.GRAZIANI

-“Viri magni nominis.” CIRNEO

-“Valoroso guerriero.” MARTORELLI

-“Uno dei più distinti capitani del suo tempo.” BOSI

-“Uno’ de’ famosissimi e valorosissimi guerrieri dell’età sua.” GHILINI

-“Animo excelso, ut inimici interpretabantur, inquieto, opibus nimiis.” RIPAMONTI

-“Bello paceque gestarum claritate rerum insignis, magnoque ad peregenda omnia ingenio natus..Omne bellica virtute praestantem, omnique castrensi scientia praeditum.” ARLUNO

-“Miser giacomo anchora capitano/ con molti armati vien hor franchamente/ per discacciar il duca di Milano.” RINUCCINI 

-“Era il treulzo alla coda de fanti/ & pare nella vista un drago fiero.” Da ” La rotta dei veneziani in Lombardia” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

-“Ipse in armis valens plurimum.. strenuous ille in armis et valens.” RIPALTA

-“Trivulce étoit le plus fin et le moins endurant des seigneurs Italiens.” VARILLAS

-“Piccolo di corpo ma ben fatto, di fronte spatiosa, naso rilevato, con alquanto di zazzera, quale si vede in una medaglia di mano di Caradosso Foppa ed in un suo ritratto dipinto da Leonardo da Vinci.” LOMAZZO

-“Gentiluomo principale di Milano e il più eccellente Capitano che avesse l’Italia.” CASONI

-“Detto il magno Trivultio, per la grandezza di suoi fatti, che furono immortali…Fu nell’arte della militia invincibile…si ritrovò in diciassette fatti d’arme, e di sedici ne riportò gloriosa vittoria, cosa nel vero degna di meraviglia: che pochi se ne ritrovano scritti nell’historie computando anche i capitani romani ch’habbino trionfato de sedici fatti d’arme.” MORIGI

-“Il qual era uno de li grandi condutieri de lo re (de) Franza.” DE’ BIANCHI

-“Schivo dell’altrui regno/ Forte il Trivulzio armò l’arco Francese/ E ‘l suo Milan fé segno:/ Or se chiamarlo è degno/ Forse crudel mentre l’Italia offese,/ Certo non vil nelle guerriere imprese.” CHIABRERA

-“Vray soldat et expert Capitaine.” BELLE-FOREST

-“Non guardò ad altro, né hebbe altro nella sua mente d animo generoso, che la libertà della patria di Milano.” PUCCINELLI

-“Clarus domi militiaeque.”RUCELLAI

-Con Girolamo da Trivulzio “Caballeros milaneses foragidos, enemigos de su duque y capitanes de gente de armas del rey de Francia.” SANDOVAL

-“Genere et factis clarus.”ALBINO

-“Rinomato generale di armata.” TALLEONI

-“Segnalato Capitano…capitano maturi d’anni e d’esperienza.” VERDIZZOTTI

-“Huomo singulare.” SANTI

-“S’acquistò…nome di capitano eccellente.” BALDI

-“Gran general Milanese.” BURRIEL

-“Valoroso maresciallo.” BIFFIGNANDI

-“Sperimentato capitano.” CERRI

-“Diventò uno dei più celebri capitani del suo tempo.” GALANTINO

-“Uomo agli Italiani d’infausta memoria e nemico personale del Moro (Ludovico Sforza).” SOMMI PICENARDI

-“Illustre e famoso capitano.” DE LELLIS

-“Capitano di somma esperienza e valore.” MAFFEI

-“Sobrio, vigilante e prudente, il quale aveva il raro merito di contener in disciplina le truppe.” G. ROVELLI

-“Fu il Coriolano del suo secolo.” A-VALLE

-“Teneva in Vigevano residenza a ricevere li suoi redditi e altri negozii pertinenti al suo dominio; faceva stampar monete e Musocco, nelle quali era scritto “Io. Iacobus Triultius marchio Vigevani et Franciae marescalcus.” NUBILONIO

-“Che nel’armi è tanto ardito/…/ Ioaniacobo traulcio il vecchio franco/ come un leon ferito intorno andava/ hora dal dritto, hora dal sinistro fianco/ per agiutarsi, e poco li giovava/ perché i suoi cavallier veniano a manco/ sì la sguicciara turbba i molestava/ da tutti i canti con tanto flagello/ che pareva quel loco un mongibello.” DEGLI AGOSTINI

-“Capitano di gran nome.” CALCAGNI

-“Era orgoglioso e vendicativo…Non sapeva frenare l’ira, e abusava in tal modo della sua autorità da rendersi odioso…L’amore della gloria e una forte ambizione lo portò sempre ad essere fedele alla Francia. Il Trivulzio fu di tempra adamantina…Figura eroica ed avvincente la sua vita fu tutto un privilegio di signorilità, una severità austera di costumi…Fu grande soldato; visse soprattutto tra i suoi militi guidandoli con fermezza ed ardimento in tante battaglie.” BIGNAMI

-“Veggendo le milizie per la soverchia indulgenza e dolcezza indisciplinate, disubbidienti, restie alla fatica, e ad ogni eccesso anche più vergognoso rivolte, cominciò ad ammonirle, a gastigarle anche con severità che pare soverchia, e sopra tutto a tenerle in continui esercizi e movimento, ora facendo suonare a battaglia anche in tempo di notte, ora ordinando un finto assalto, ora facendo empir fosse, appianar alture, e tutto ciò per indurarle alla fatica, e toglierle all’ozio. Lagnavasi la soldatesca, è vero, di tanto rigore, ma pure ubbidiva dal timor vinta e dal rispetto verso d’un comandante che all’età di settanta e più anni, precedeva tutti col proprio esempio quasi fosse un vil fantaccino.” ROSMINI

-Alla battaglia della Bicocca “Il signor Joan Jacopo gridava/ Voltatevi canaglia che vi è incarcho,/ Et subito l’insegna lui pigliava/ Con un forzer d’oro e argento carco/ Fece portar via e spesso lui giurava/ Per S. Catalina e per S. Marco,/ Che farò vendetta avanti ch’io moro/ Di Svizzeri e di questo putto Moro.” Da un poema riportato dal ROSMINI

-“Destinato a passare alla storia come il Magno…Uno dei più abili condottieri.” MORO

-“Un ottimo uomo di guerra.” SCARDIGLI

-“Il quale gran celebrità in questa guerra (in difesa di Bona di Savoia) si acquistò per il valore e l’ingegno.” LEO

-“Tenuto era tra i primi Capitani di quella età.. Fu il Trivultio di statura alta, e quadrata: e assai forte: di volto bianco: d’occhi castagnicci: e di capelli neri.” CAPRIOLO

-“Illustre Milanese, valoroso soldato e nemico personale del Duca Lodovico il Moro.” A.D. ROSSI

-“Etait un gentilhomme représentant une des familles les plus puissantes de la Lombardie. Ennemi mortel de Sforze et des San-Severino, tout puissants près de Ludovic, il avait offert, suivant l’usage en Italie, ses services à la maison d’Aragon..S’il abandonna un des premiers, et un peu trop tot, la maison d’Aragon, il resta fidèle a la France jusqu’à sa mort. Il la servit sous trois rois dans les plus hautes positions militaires et il mourut de chagrin d’avoir reçu de François Ier, dit Brantome, un léger reproche qu’il n’avait pas mérité.” DE LA PILORGERIE

-“Sommo condottiero dei suoi tempi, l’unico fra gli italiani dell’epoca che è riuscito a battere gli svizzeri.” PELLEGRINI

-“Un capitano d’Italia ribellato/ vien con il re di Franza tanto experto/…/ Jacomo da triulzi per suo merto/ che di tante virtù si mostrò adorno.” Da “La rotta di Parma” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

-“Iacobo de traulzi con gran gloria/ fu racevuto nel paterno nido/ e per triumpho de tanta victoria/ se sentea per Milano un alto crido/ che de franza facea chiara memoria/ ciascun volea mostrarse amico fido/ ch’el populo che sol la roba honora/ el vincitor con riverentia adora.” Da “La guerra del Turco e la presa di Modone” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

-Alla battaglia di Melegnano “…el vecchio franco/ Trovossi a piedi in mezo il martial ballo/ Perché le vene il suo destrier a’ manco/ Non per suo mancamento error o fallo/ Ferito in un ginochio al lato manco./ Si adoprò tanto lì a piede con il brando/ Ch’Hetor di Troia nel famoso Orlando/ Non fe mai tanto a piede con il brando.” Da “Guerre orrende d’Italia” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

-“Personalità sfaccettata di soldato alieno da brutalità, lettore di classici e committente di artisti – Bramantino, Leonardo da Vinci, Bernardino de’ Conti -, soprannominato Magno da Massimiliano I, ma detestato, accusato da una storiografia spicciola d’avere mutato casacca portando “stranieri” in Italia; a giudizio più equilibrato ne risalta il destino nell’epitaffio “numquam quievit”, e di audaci mediazioni tra invasori, fazioni locali e popoli assoggettati a gravose imposizioni.” VIGANO’ (Dizionario Biografico degli Italiani)

-“La leadership di Giangiacomo Trivulzio in seno alla fazione guelfa aveva cominciato a delinearsi già all’indomani della caduta del Simonetta, ma emerse poi con indubbio rilievo tra la fine degli anni Ottanta ed i primi anni Novecento, soprattutto dopo la sua definitiva rottura col Moro.” SOMAINI

-Con Virginio Orsini e Niccolò Orsini “I tre migliori condottieri di cui possa disporre l’Italia. Virginio Orsini, il Pitigliano ed il Trivulzio: prudenti e circospetti i primi due, audace e impetuoso il terzo.” PIERI

-La battaglia di Melegnano “Il Trivulzio, capitano che avea veduto tante cose, affermava questa essere stata battaglia non d’arme, ma di giganti; e che diciotto battaglie alle quali era intervenuto erano state, a comparazione di questa, battaglie fanciullesche.” GUICCIARDINI

-“Francesco Guicciardini faceva dire al maresciallo di Francia Giangiacomo Trivulzio: “Le guerre si fanno con le armi de’ soldati e col consiglio de’ capitani; fannosi combattendo in su la campagna, non co’ disegni che degli uomini imperiti si notano in su le carte, o si dipingono col dito o con una bacchetta nella polvere.” La tecnologia avrà infine i suoi riconoscimenti soltanto nell’inoltrata età moderna.” SETTIA

-“Nel 1506-08, tornato a Milano, Leonardo da Vinci ricevette dal condottiero Gian Giacomo Trivulzio l’incarico di realizzare la sua tomba monumentale, che doveva includere una statua equestre bronzea. Nonostante gli studi approfonditi di L-eonardo (disegni con cavallo o impennato) il progetto non fu mai realizzato.” AL OVERVIEW

-“Fu in grado di accumulare ingenti ricchezze che in parte, secondo lo spirito del tempo, vennero impiegate per finanziare opere artistiche come quelle dovute al Bramantino: la cappella Trivulzio della Basilica di San Nazaro Maggiore, dove fu sepolto, e il ciclo dei dodici “Arazzi Trivulzio dei Mesi”, ora conservati al Castello Sforzesco di Milano. Ebbe una ricchissima biblioteca, in gran parte confluita nella Biblioteca Trivulziana, sempre al Castello Sforzesco.” WIKIPEDIA

-“Se qualcuno esaminasse difatti con più attenzione il corso illustre della vita di costui, il Trivulzio, scoprirà certo non esser giunto a diventar tal quale lo conosciamo con la pigrizia e i piaceri disdicevoli; ma quel vegliò quand’era necessario, accelerò la marcia, si batté con più asprezza (contro nemici persino ostinatamente contrari a rendersi), mise in fuga nemici, predò accampamenti, mai cedette: da tali origini iniziò Gian Giacomo a esser il Magno. Fondamenti di tanti onori sono i seguenti: freddo, caldo, veglia, fame, insomma ogni fuga dai piaceri, e anzitutto l’incrollabile fedeltà verso tutti.” MADRIGNANO

-“A Milano Gian Giacomo era stato molto vicino al centro del potere: forse “allievo” del duca Francesco, intimo di Galeazzo (Maria Sforza), dopo la sua morte fu chiamato a far parte di un gruppo ristretto come il consiglio segreto in castello, in cui pare fosse stato inizialmente inserito come guelfo; da questa posizione chiave, in cui rimase per qualche anno, anche dopo l’accordo tra la reggente (Bona di Savoia) e Ludovico il Moro (Ludovico Sforza), ottenne incarichi politici e militari di rilievo. E’ di questi anni l’aumento del suo patrimonio, anche feudale, ben oltre l’impegno in questo senso dei fratelli e dei cugini. Presente nel novarese (con Vespolate, 1477), nel 1482 diventa, con l’evidente appoggio ducale, l’unico titolare dei beni che la sua famiglia teneva a livello della mensa vescovile parmense, a Boretto e Gualtieri, tra Parma e Reggio, e compra terre a Morbio, nel comasco. Il passo decisivo era avvenuto poco prima, fuori dello stato di Milano, con l’acquisto, nel 1480, dell’imprendibile castello di Mesocco: nel quadro della guerra tra Milano ed i Grigioni, con la mediazione e nell’interesse del governo milanese, che almeno fino al 1493, quando ne appoggiò ulteriori acquisti, grazie ai quali egli arrivò a controllare il San Bernardino e lo Spluga, contava su questa sua posizione per il controllo militare di quei confini e per la possibilità di esercitare un’influenza in quell’area…Per un breve momento (1496-98) Gian Giacomo si sarebbe trovato a essere contemporaneamente cittadino (e feudatario) milanese, titolare di alcune baronie in Francia e nel Regno di Napoli, feudatario imperiale per Mesocco e la Mesolcina, del vescovo di Coira per il Rheinwald e il Safirathal, membro della lega Grigia, soggetto dunque di un fascio di contrastanti doveri verso diversi principi, e, almeno in teoria, in quanto membro della lega, potenzialmente l’eguale del principe, per il quale era in quel momento un aderente, quando questi aveva rapporti con la lega.” ARCANGELI

-Era stato alla corte degli Sforza fin dai “teneri anni” compagno di Galeazzo Maria Sforza e poi per Ludovico fu la sponda guelfa che controbilanciava le ambizioni dei principali ghibellini, anche se la posizione a corte dei Pallavicini già faceva pendere la bilancia da una parte. Ebbene, i posteri sanno bene “come andrà a finire” e il nome di Trivulzio evoca inevitabilmente la grande inimicizia degli anni di fine secolo quando Gian Giacomo si schierò con il re Luigi XII, divenne maresciallo di Francia e governatore di Mlano dopo la vittoria francese. Fu il Trivulzio a sconfiggere Ludovico nell’aprile 1500, ma ciò che accadde dopo non può far dimenticare che tra i due esisteva in questi anni un’intesa sia pure venata da qualche reciproca diffidenza perché entrambi erano personalità dal carattere forte e suscettibile..Un famoso aneddoto che viene narrato nella storia milanese si riferisce a un (presunto) scambio di ingiurie tra Ludovico e Gian Giacomo Trivulzio. Il primo gratificava il Trivulzio dell’epiteto di “mugnaio”, alludendo alle sua proprietà fondiarie, e quello rspondeva dandogli del “villano di Cotignola”, con riferimento ai trascorsi ignobili dei suoi avi”. COVINI

-” Nella piazza dei Santi Nazzaro e Celso a Milano gli è  eretta una statua in bronzo con la seguente epigrafe “Io. Iac. Magn. Trivultius, march. Vigev. Gub. exiguum hoc/ Grandioris statuae simulacrum platea S. Nazarii erigenda,/ Civit. Mediol. Gnati animi tanti principi./ Expugnata Alexandria, deleto exercitu, Ludovicum Sf. Mediol./ Duc. expellit, reversum apud Novariam sternit, capit.” Sopra la porta maggiore della medesima chiesa compare la seguente scritta “Io. Iacobus Trivultius, marchio Vigevani, marescalcus Franciae,/ inter militares labores religionis observantissimus, sacellum hoc/ Assumptae Virginis erexit et dotavit MDXVIII die V augusti.” Sulla sua tomba, infine, è inscritta la seguente epigrafe “Io. Iacobus/ Magnus Trivultius/ Antonii filius/ Qui numquam/ Quievit.Quiescit./ Pace.”

     BIOGRAFIE SPECIFICHE

-C. De’ Rosmini. Dell’istoria intorno alle militari imprese e alla vita di Gian Jacopo Trivulzio detto il Magno.

-G.G. Albriono-G.A. Rebucco. Vita del Magno Trivulzio. A cura di Marino Viganò. Fondazione Trivulzio.

-A. Madrignano. Le imprese dell’illustrissimo Gian Giacomo Trivulzio il Magno. A cura di Marino Viganò. Fondazione Trivulzio.

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