GIACOMO DI FIORE

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1953

Condottieri di ventura

0680      GIACOMO DI FIORE  Tedesco.

  • 1360 ca.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1352
……….FirenzeMilanoToscana

Ha l’incarico di difendere il Mugello contro i viscontei comandati da Giovanni Visconti da Oleggio. Non riesce a precludere agli avversari i passi che portano a tale territorio.

Ago. sett. ott.Toscana

Con Salvestro dei Medici è assediato in Scarperia con 150 cavalli scelti e 300 masnadieri per la maggior parte fiorentini.  Di fronte vi sono invece 5000 barbute, 2000 cavalli e 6000 fanti, per lo più forniti dagli Ubaldini e dagli altri ghibellini. Giungono a Giacomo di Fiore rinforzi da Spugnoli e da Montegiovi; gli sono pure consegnate vettovaglie per resistere un anno, armi e munizioni a volontà. Scarperia non è tuttavia dotata di una cinta muraria completa. Nell’evenienza Giacomo di Fiore fa costruire un doppio fossato. Con la terra di risulta fa erigere un terrapieno, rinforzato con steccati e contrafforti. Giovanni Visconti da Oleggio intima inutilmente la resa ai difensori; ha inizio l’assedio. Vi è un primo attacco generale da parte nemica: dopo 6 ore  i viscontei sono costretti a ripiegare sulle proprie posizioni. Nel primo fossato sono state calate 64 scale, nel secondo solo 3 a testimonianza di una furibonda resistenza.  Nei 2 giorni seguenti gli avversari concentrano le loro speranze nella galleria sotterranea giunta a sole 20 braccia dal lato della cinta muraria che intendono fare crollare. I difensori, a loro volta, scavano altri cunicoli sotterranei nel tentativo di intercettare quello degli assedianti. Alla fine riescono nel loro intento uccidendo e ferendo un grande numero degli addetti allo scavo; non contenti, effettuano un   contrattacco che termina con l’incendio di 2 castelli di legno costruiti per proteggere i lavori di scavo. Seguono da parte viscontea una serie di altri attacchi condotti  con un gran numero di macchine d’assedio: gatti, castelli mobili, mangani. Sono distrutte case e fortificazioni, frecce e pietre bloccano l’ avanzata degli assedianti; alla fine sono date alle fiamme dai difensori anche le macchine ossidionali. Negli stessi giorni alcuni tedeschi della guarnigione di Scarperia riescono, mescolandosi con i loro compatrioti che assediano il castello, a portare messaggi di richiesta di aiuto a Firenze. Il comune raccoglie 1800 cavalli e 3500 masnadieri. Sono inoltre, attesi 200 cavalli da Siena ed altri 600 da Perugia. L’esercito fiorentino si porta a Borgo San Lorenzo, a meno di 6 miglia da Scarperia. Dopo 40 giorni Firenze promette ai difensori non solo paga doppia e mese compiuto, ma anche la rafferma di un anno; agli abitanti è promessa l’esenzione dalle tasse per 10 anni. Anche Giovanni Visconti da Oleggio promette ai suoi paga doppia, mese compiuto ed il bottino derivante dal saccheggio di Scarperia; i suoi connestabili pretendono anche un premio extra di     10000 fiorini per la conquista del castello.  Sono selezionati per un attacco notturno 300 uomini, che aspettano solo l’occasione per farsi notare in combattimento per essere in tal modo armati cavalieri. Costoro devono scalare le mura nel punto più in ombra. Gli altri, invece, devono attirare l’attenzione dei difensori conducendo azioni diversive, accendendo una grande quantità di falò e facendo molto strepito. I soldati superano il primo ed il secondo fossato; sono scoperti mentre tentano di scalare le mura. Vengono respinti con forti perdite. La scarsità di vettovaglie, il grande numero di feriti ed il timore delle piogge autunnali spingono, infine, Giovanni Visconti da Oleggio a levare l’assedio. Giacomo di Fiore e Salvestro dei medici sono armati cavalieri dal podestà di Firenze ed ottengono ciascuno un premio di 500 fiorini.

1360Muore.

 CITAZIONI

-“Valoroso capitano tedesco.” PIGNOTTI

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