GIACOMO DA CAIVANA

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Condottieri di ventura

0323      GIACOMO DA CAIVANA  (Giacomo Pavesi, Giacomo da Gaivana oppure di Gaivano, Galvano, Guaiaro, Vicense, Caivano, Gabano, Gaibana, Galbana, Garbana, Gaviano, Galiviano, Ivano, Ariano, Gambara, Suano, Vicenza,Vaina) Di Pavia; per alcuni cronisti è viceversa originario di Cremona.

+1446 (novembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1439
Giu. Milano Venezia Veneto

E’ sconfitto a Soave dagli sforzeschi.

Nov. Veneto

Affianca Niccolò Piccinino alla conquista di Verona. Quando Francesco Sforza irrompe, a sua volta, nella città  attraverso il castello di San Felice, si scontra con Manno Barile. Si trova coinvolto nel crollo del ponte della Navi causato dalla calca dei viscontei in fuga. Cade nell’Adige con la cavalcatura e riesce a salvarsi.

1440
…………….. Chiesa Napoli
Giu.. Milano Firenze Toscana

Segue Niccolò Piccinino in Toscana; partecipa alla battaglia di Anghiari.  Vi è catturato.

1441
Giu. Milano Venezia Lombardia

E’ inviato da Niccolò Piccinino con Perino Campofregoso (2000 cavalli e 500 fanti) alla difesa del castello di Martinengo, assediato da Francesco Sforza. Scaccia dalla località tutti coloro che non danno affidamento e provvede alle operazioni difensive. Prende parte alla battaglia di Cignano.

1442
Mar. Emilia

Esce da Piacenza e si sposta nel bolognese con Roberto da Montalboddo.

Mag. Chiesa Sforza

Combatte Francesco Sforza agli ordini di Niccolò Piccinino.

Lug. Marche

Coadiuva Cristoforo da Tolentino all’ assedio di Belforte del Chienti: durante un assalto è gravemente ferito ad un occhio.

1443
Nov. dic. Marche

E’ sconfitto a Montelauro; si trasferisce alla difesa di Monte San Pietrangeli con 1300 uomini  fra fanti e cavalli.  Con Niccolò Terzi respinge gli attacchi portati da Francesco Sforza. Il capitano avversario bombarda la località; Giacomo da Caivana fa riparare nottetempo i guasti provocati di giorno dalle artiglierie nemiche. Gli sforzeschi sono obbligati a dicembre a levare il campo. Il comune di Recanati delibera un dono a suo favore.

1444
Gen. Marche

E’ sempre alla difesa di Monte San Pietrangeli.

Mar. Marche

Per il ritardo delle paghe saccheggia parte di Monte San Pietrangeli, sicché gli abitanti sono costretti a rivolgersi al cardinale legato Domenico di Capranica.

Ago. Marche

Consiglia Francesco Piccinino ad accettare lo scontro con Francesco Sforza a Montolmo (Corridonia). Sconfitto, ripara a Recanati con Jacopo Piccinino. Da qui si dirige a Fabriano.

Sett. Marche

Su indicazione del capitano sforzesco Sarpellione imprigiona il Colella che ha fatto catturare Francesco Piccinino dagli avversari  subito dopo la battaglia di Montolmo. Al Colella, per il tradimento posto in essere, sono recisi gli orecchi, le mani, il naso e gli è tolto un occhio.

…………….. Milano Sforza 1500 cavalli
1445
Primavera Lombardia ed Emilia

Attraversa il cremonese ed il parmense;  nel suo transito con Beltramo Terzi danneggia i possedimenti di Giacomo da Salerno.

Ago. Emilia Romagna Marche

Esce da Bologna con 800 uomini fra cavalli e fanti; si collega a Cesena con Domenico Malatesta;  giunge nei pressi di Rimini per sostenervi l’azione di Sigismondo Pandolfo Malatesta. Colloca i suoi alloggiamenti tra Covignano, San Lorenzo in Monte e San Salvatore; muove contro Fano con i due Malatesta, Taliano Furlano e Roberto da Montalboddo. Quando Francesco Sforza abbandona Fano per ripiegare su Fermo, Giacomo da  Caivana si impadronisce di Montefano, Appignano e di altri castelli, persi nel proseguimento del conflitto il mese seguente.

Sett. Marche

E’ chiamato alla difesa di Osimo;  vi invia il connestabile Michele da Pavia per controllare lo stato delle fortificazioni cittadine. Si accampa con le sue truppe fuori della Porta di Vaccaro; gli abitanti gli consegnano cinquanta some di grano ed una bombarda per il recupero delle terre del contado.

Ott. Marche

A Recanati; con Sigismondo Pandolfo Malatesta e Baldovino da Tolentino entra per trattato in Rocca Contrada (Arcevia) dopo un breve assedio. Altre terre in mano degli sforzeschi sono cinte d’assedio.

Nov. Marche

Giacomo da Caivana depreda l’anconetano fin sulle porte del capoluogo perché Castelfidardo  è pervenuta in mano a tale comune. Fa molti prigionieri, razzia numeroso bestiame e mette a sacco i castelli di Montesicuro, Sappanico e Falconara: gli anconetani si pongono sotto la protezione della Serenissima.

1446
Feb. Marche

E’ contattato dai veneziani.

Mar. Marche

Infesta nuovamente il contado di Ancona; occupa Montesicuro, Gallignano ed Offagna; scorre fin nei pressi di Ancona. Riconsegna agli osimani la bombarda avuta precedentemente  in prestito: si parla di un suo avvicinamento a Francesco Sforza e di un suo ingresso in Jesi.

Giu. Chiesa Sforza Marche

E’ assoldato dal cardinale legato Ludovico Scarampo; assedia Tolentino che si è ribellata ai pontifici. Continuano, nel frattempo, le sue pratiche con i veneziani: gli è offerta una condotta di 400 lance e di 200 fanti.

Lug. Marche

Staziona tra Fossombrone e Fano;  partecipa al consiglio di guerra in cui si decide di portare avanti ad oltranza la campagna e di scacciare Francesco Sforza dalle Marche. Entra in Tolentino, che cede a patti; punta su Osimo dove è raggiunto da 1000 fanti e 1000 cavalli aragonesi condotti dal viceré degli Abruzzi Raimondo Boilo. Di seguito raggiunge il Metauro con 6000 uomini, fra cavalli e fanti.

Ago. Romagna

Riceve  offerte di ingaggio anche dai fiorentini affinché abbandoni il campo ecclesiastico, uccida il cardinale Ludovico Scarampo e Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Sett. Romagna e Marche

Ottiene Montefabbri. Lascia Montefiore Conca con Roberto da Montalboddo ed il legato pontificio per rientrare nelle Marche.

Ott. Marche

Il cardinale Scarampo rifiuta la battaglia campale con gli sforzeschi per il comportamento ambiguo tenuto da Giacomo da Caivana.

Nov. Marche

Sospettato di tradimento, è imprigionato a San Lorenzo, presso Tavoleto, ed è condotto ad Arcevia. E’ fatto decapitare di notte dal legato pontificio.

 CITAZIONI

“Huomo molto esperto nell’arte della guerra.” CORIO

“Homo excellente ne l’arte militare.” CAGNOLA

“Uno delli più famosi conduttieri che avesse ditto Patriarca.” GRAZIANI

“Ad tutanda menia longe peritissimum.” DECEMBRIO

“Vir impigro et rei militaris perito…Virum sane fortem et rei militaris non imperitum.” SIMONETTA

“Uomo molto esperto nell’arte guerresca.” GIUSTINIAN

“Strenuo duce..Capitan valorooso.” TALLEONI

“Molto esperto comandante.” DE MINICIS

“Nel fiume (l’Adige) tucti si in vanno/ color, che sopra al ponte erano allora,/ e ‘l fondo retrovar con molto danno/ Qual ve rimase, qual uscì dei fora:/ che mò dal fiume, e ‘l suo cavallo ancora.” SPIRITO

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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