GHERARDINO SPINOLA Di Genova

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Condottieri di ventura

1882      GHERARDINO SPINOLA  Di Genova. Ghibellino. Signore di Lucca, Montecatini Alto, Pescia e Tortona.

+ 1346 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1312 Napoli  

 

 

 

 

 

Ha l’incarico di Gran Ciambellano del re di Napoli Roberto d’Angiò;  fa pure parte del suo consiglio.

1315 Impero  

 

 

 

 

 

Viene nominato viceammiraglio della flotta imperiale.

1318 Milano Genova Napoli  

 

Liguria

Con altri Spinola si allea con i viscontei per combattere i genovesi e gli angioini.

1320  

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

 

 

Lazio

Comanda a Ponza la flotta dei ghibellini genovesi che appoggia il re di Sicilia Federico d’Aragona ai danni degli angioini.

1322  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Milano Chiesa Capitano g.le

 

Piemonte

Con Marco Visconti e Francesco di Garbagnate giunge in soccorso di Bassignana  assediata da Raimondo di Cardona. Al comando di una flotta fluviale si scontra con gli avversari: il Cardona è catturato dopo un combattimento di quattordici ore.

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Piemonte

Si sposta nel vercellese per assalire il vescovo del capoluogo: ottiene per trattato Costanzana ed a forza Puliaco, Viverone e San Germano Vercellese.

1329  

 

 

 

 

 

 

 

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Lombardia

Sconfigge i pontifici alla testa dei fuoriusciti genovesi.

Giu. sett. Lucca Firenze Castracani  

 

Toscana

Acquista Lucca dalla compagnia tedesca del Cerruglio comandata da Marco Visconti di volta in volta, secondo le fonti, per 30000/60000/74000 fiorini.  In precedenza la città è stata offerta invano dagli stessi mercenari alla repubblica fiorentina. Parte della somma necessaria per l’acquisto (40000 fiorini) Gherardino Spinola la ottiene in prestito da quattro ricchi genovesi (Pietro Bassi, Bonifazio Cybo, Paolino de’ Mari e Giannotto Gentile). Si obbliga a restituire tale somma entro un anno; nell’attesa dà loro in pegno le terre di Camaiore, Pedona, Pietrasanta e Massa (Massa di Lunigiana). Entra in Lucca;  il suo ingresso provoca le ire dei fiorentini che si sentono defraudati nelle loro ambizioni. Fa venire da Savona molti suoi fautori per respingere gli attacchi che gli sono portati dai  Castracani.

Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana

Per assicurarsi il suo dominio fa rientrare in Lucca numerose famiglie avverse ai Castracani quali i Quartigiani, i Pogginghi e gli Avogadro. Si offre anche ai Rossi per difendere Parma dal legato pontificio Bertrando del Poggetto.

1330  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ attaccato dai fiorentini;  è aiutato da Spinetta Malaspina.  Entra in Pescia agevolmente. Espugna la rocca di Uzzano e vi cattura l’intero presidio che ne è alla difesa.  Si avvicina indi con 300 balestrieri a Montecatini Alto per prestare soccorso ai difensori.  Assale gli steccati avversari per liberare la località dall’assedio. E’ respinto ogni suo tentativo. Sfida vanamente a battaglia Amerigo Donati; costui rifiuta il combattimento per rimanere con le sue truppe nei ripari. Lo Spinola rimane  ferito da uno dei suoi uomini durante un assalto; sfiduciato, rientra a Lucca.

Mag.  

 

 

 

 

 

Toscana

Riceve in soccorso dai pisani 600 cavalli e 300 balestrieri; con tali forze riprende gli attacchi contro i fiorentini (1000 cavalli e moltissimi fanti). Gli avversari rifiutano la battaglia campale preferendo rimanere trincerati dietro quindici miglia di fossi e steccati.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

Supera il ponte di Nievole, vince a Pieve a Nievole alcune compagnie capitanate da Jacopo dei Medici e dal francese Tebaldo di Castiglio; penetra in Montecatini Alto e vi porta numerosi soccorsi. Litiga con Francesco Castracani; un seguace di quest’ultimo lo ferisce nel corso di una rissa. Il Castracani è costretto a darsi alla fuga mentre alcuni suoi aderenti sono condotti a Lucca per esservi giustiziati.  Nel contempo la pressione dei fiorentini, comandati da Alamanno degli Obizzi e da Amerigo Donati, si fa sempre più efficace, per cui dopo otto giorni lo Spinola decide di ritirarsi dividendo i suoi uomini, parte a Pescia, parte a Vivinaia e parte a Lucca. I fiorentini costruiscono un forte a Quarantole dove si trovano le fonti d’acqua che alimentano la città.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Montecatini Alto si arrende a  patti a metà mese, dopo un assedio di undici mesi, salve le persone, le armi e le cavalcature.

Ago. nov.  

 

 

 

 

 

Toscana

I fiorentini cercano di sollevare Lucca ai danni drllo Spinola; il condottiero reprime ogni tentativo;  fa  decapitare Pagano dei Quartigiani con un nipote ed altri membri della sua famiglia. Occupa Buggiano; è assediato in Lucca.

Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana

Tratta con i fiorentini per cedere Lucca; si accorda viceversa con Giovanni di Boemia che gli garantisce la carica di vicario della città ed una congrua somma.

1331  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. apr.  

 

 

 

 

 

Toscana ed Emilia

Giungono a Lucca 800 cavalli tedeschi condotti dal maresciallo di Giovanni di Boemia. Costoro prendono possesso della città. Non sono mantenute le promesse fattegli. Lo Spinola deve abbandonare la Toscana lamentandosi di avere speso nella recente campagna 30000 fiorini. Si porta a Modena dove si trova l’imperatore.

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Liguria

Rientrato in Liguria contribuisce a sedare le lotte tra le fazioni ed a riformare gli statuti repubblicani sia a Genova che a Savona.

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Lazio

Ricopre l’incarico di senatore a Roma.

1346  

 

 

 

 

 

Liguria

Muore.

 CITAZIONI

“Gran ricco di denari, e di maritimi navigli.” BUGATI

“Era huomo di ricchezze, e potenza maggiore di quanti altri della Nobiltà genovese: lontanissimo da tutte le cittadinesche tenzoni, d’animo temperato, amator della patria..Fu invincibile alla fatica non mai ozioso.” DE’ CRESCENZI

“Comperò Lucha et ebela in domino,/…/ Trenta milia fiorini misse il dughino;/ Ma poco tempo vi bastò tiranno/ Alla ciptà fé danno./ E ancho a sé, però che perdé il prezzo.” Da un poema riportato dal SERCAMBI

“Capitano valoroso e guerriero ardito.” FOGLIETTA

“Ricco e ghibellino genovese.” MAZZAROSA

Con Marco Visconti “Capitanei et duces partis Ghibellinae.” ALFERIO-G.VENTURA

“Vir fortis, magnae et probitatis amicus.” GRANCHI

“Uomo potente, e valoroso, che si crede essere stato il primo genovese, che militasse in terra agli stipendi de’ principi stranieri.” VOLPI

“Qui ea tempestate magnum usum in re militari habere ferebatur.” MERULA

“Potentissimo Capitano..La sua prudenza ne’ pacifici governi fu eguale alla sua prodezza ne’ militari: onde meritò di governare Roma come senatore, in tempi che la dignità di quel grado ambivasi fino da’ principi di regio sangue.” DEZA

“Gentiluomo Genovese ricchissimo e capitano dei Ghibellini.” TRONCI

“Manu strenuum, partaque nuper victoria de pontificiis maximi Guelphorumque copiis in Gallia Cisalpina clarum.” BEVERINI

“Era..così potente per ricchezza che uomo valoroso ed esperto capitano.” VARESE

“Leader politico ghibellino, ma anche capitano al servizio dei Visconti e dell’imperatore, nonché banchiere capace di concentrare poderosi finanziamenti.” BARBERO

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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