GERARDO DA MONTELORO

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Condottieri di ventura

1168      GERARDO DA MONTELORO  (Gerardo di Mathelor, Gerardo di Mantelor)) Tedesco.

+ 1385 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1378  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. lug. Padova Venezia  

 

Veneto

Segue Giovanni degli Obizzi all’assedio di Mestre. Fa trasportare due gatti (sorta di macchine da guerra) nel fossato al cui riparo i carraresi attaccano i difensori sulle mura: costoro rispondono con sassi,  verrettoni e frecce. Con Francesco Novello da Carrara cerca di convincere l’Obizzi ad utilizzare altro materiale d’assedio perché i veneziani sono stanchi. Affianca Francesco Novello da Carrara in un inutile assalto alle mura: all’ esito negativo dell’ attacco critica l’operato dell’Obizzi perché non ha fatto riposare le truppe durante lo scontro.

Ago.  

 

 

 

Capitano g.le Veneto

L’impresa di Mestre fallisce anche per la presenza della peste nel campo padovano;  subentra all’  Obizzi nel comando dell’ esercito.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Cavalca nel trevigiano con Arcuano Buzzaccarini: dà alle fiamme diversi mulini, fa 150 prigionieri e razzia molto bestiame. Rientra a Padova.

Ott.  

 

 

 

 

 

Veneto

Con i suoi ungheri scorta i contadini intenti alla vendemmia a Noale. I trevigiani escono dalla città e lo attaccano con vigore: il combattimento dura molte ore;  il Monteloro viene catturato con molti ungheri e contadini. Sarà liberato poco dopo attraverso uno scambio con Niccolò da Gallerano: deve promettere di non prendere le armi contro la Serenissima per un mese.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

Esce da Padova con Arcuano Buzzaccarini e Francesco Novello da il Carrara; effettua una scorreria nel trevigiano, cerca di salire con alcuni soldati sulle mura del capoluogo. Le scale si rivelano inadeguate al compito perché non dell’ altezza giusta. A Padova.

1379  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Veneto

Sempre con Arcuano Buzzaccarini lascia Padova per dirigersi a Romano d’Ezzelino; ne  devasta il territorio e vi fa molti prigionieri. Assedia Giacomo da Medicina in tale castello e ne intercetta la sorgente che alimenta i pozzi interni; entra nel borgo; l’ingresso nella fortezza di Becco da Pisa con 50 fanti frustra le sue intenzioni.

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

Assale nuovamente il castello di Romano d’Ezzelino con l’ausilio delle truppe di Bassano del Grappa. Occupa il borgo; il capitano della città Andrea Morosini ne esce con 200 fanti e lo obbliga a ripiegare. Il Monteloro decide di assediare la località ed utilizza per più giorni bombarde, baliste e mangani. Gli si presenta  un ingegnere, Fasuola di Val di Lamone, che gli è inviato da Francesco da Carrara. E’ fatto costruire per prima cosa un gatto per proteggere i lavori dei guastatori sotto terra; sono puntellati i lati che sostengono una torre;  questa precipita portando con sé parte delle mura. Il borgo è espugnato e messo a sacco; Andrea Morosini si rinchiude nel castello e vi scaccia tutte le donne e gli inabili alla difesa. Arcuano Buzzaccarini  rispedisce tutti indietro con la minaccia di morte.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

Fasuola di Val di Lamone fa costruire un altro cunicolo che penetra sotto la rocca: la minaccia provocata da tale misura spaventa tanto i veneziani che si arrendono alla condizione di non ricevere soccorsi dall’esterno entro dieci giorni.   Gli ostaggi sono condotti a Bassano del Grappa ed a metà mese  Romano di Ezzelino si arrende. L’ ingegnere ottiene in premio il governo del castello. Il Monteloro si sposta subito dopo a Noale, ne tenta l’ espugnazione per cinque giorni;  a causa delle forti piogge deve fare ritorno a Padova.

Ago.  

 

 

 

Capitano g.le Veneto

Giunge a Castelcarro e da qui si trasferisce all’assedio di Chioggia, bloccata  dal mare dai genovesi. Costringe i veneziani a retrocedere;  attacca con i genovesi la testa del ponte che unisce la città alla terraferma; con Giacomaccio da Porcia conquista il ponte levatoio ed un grosso bilfredo che ne ostacolano l’accesso. Ha il comando dell’attacco generale contro Chioggia condotto da terra. Divide l’esercito in tre parti: la prima di 2000 uomini sotto il comando di Giorgio Tedesco e di Geremia da Peraga, la seconda agli ordini di Arcuano Buzzaccarini e dello Squarciamischia (2500 uomini, altri capitani Francesco dei Sorizzi e Francesco da Peraga), la terza di 4000 fanti è comandata da Cermisone da Parma e da Giovanni di Santorso. Con Arcuano Buzzaccarini promette un premio di 150 ducati a favore di chi riesca ad incendiare il ponte: un genovese entra in una piccola barca, si caccia sotto il ponte con paglia, pece e polvere di bombarda e vi dà fuoco. In breve divampa l’incendio; i veneziani si ritirano dalle  loro postazioni; genovesi e carraresi irrompono in Chioggia. Nella piazza nasce un nuovo violento scontro; la città è conquistata e messa orribilmente a sacco: i morti sono 860, i prigionieri più di 3800. Il podestà Piero Emo si arrende a patti nelle mani del Monteloro con tutti i difensori. A fine mese il condottiero abbandona Chioggia per i frequenti litigi con Pietro Doria riguardanti la divisione delle prede e le esorbitanti richieste di denaro avanzate dai genovesi. Ritorna a Padova con Francesco da Carrara e gli ungheri.

…….  

 

 

 

 

 

Veneto

A seguito di un consiglio di guerra con gli ambasciatori genovesi e Francesco da Carrara è stabilita una nuova azione offensiva nel trevigiano: esce da Padova per  la Porta della Trinità (o di Codalunga), si avvia verso Treviso e si ferma con il campo a Quinto di Treviso: è nominato capitano generale al suo posto Arcuano Buzzaccarini.

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

Passa alla difesa di Chioggia in occasione di un assalto portato da Vittore Pisani; fronteggia Becco da Pisa che sta avanzando verso la città.

1380  

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si porta ancora una volta sotto Treviso con Guecellone e Gerardo da Camino: per impedire il vettovagliamento della città è costruita in trentasette giorni una grande bastia a Casale sul Sile. Il Monteloro inizia ad assediare la città; le operazioni proseguono con il bombardamento dell’ abitato.

1381  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Padova Austria  

 

Veneto

E’ firmata la pace con i veneziani. La guerra continua ora con il nuovo signore di Treviso il duca Leopoldo d’Austria. Il Monteloro si muove in tutti i villaggi posti fra il Piave, il Musone ed il Montello (lungo la direttrice Montebelluna, Onigo e Quero) per ostacolare il flusso dei rifornimenti al capoluogo.

……..

 

Aquileja

 

 

 

 

 

Friuli

 

Milita al servizio del patriarca di Aquileja Filippo di Alençon che lo nomina capitano di Udine. Abita a Padova.

1382  

 

 

 

 

 

Austria

Si reca in Austria con Bonifacio Lupo, Paganino da Sala, Francesco Lion e Michele da Rabatta per trattare l’acquisto di Feltre.

1383  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto e Friuli

Affianca Giovanni da Barbiano sul Livenza; assale Motta di Livenza alla cui difesa si trova Gerardo da Camino; attacca Conegliano e scorre nel pordenonese con 150 lance con l’usuale sequela di furti,  razzie di bestiame ed  incendi di case. A queste, seguono altre depredazioni similari nel contado di Ceneda (Vittorio Veneto).

……….  

 

 

 

 

 

 

 

Viene ancora inviato presso il duca d’Austria allo scopo di trattare la pace con Paganino di Sala, Francesco Lion, Michele di Rabatta e Bonifacio Lupo: Treviso perviene in potere dei carraresi.

1385  

 

 

 

 

 

 

 

Muore.

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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