GERARDO DA CAMINO

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Castello di Fregona
Castello di Piai, Fregona (fonte immagine: prolocofregona.it)

GERARDO DA CAMINO  Conte di Ceneda. Signore di Camino, Vittorio Veneto, Valmareno, Cordignano, Formeniga, Fregona, Meduna di Livenza e Solighetto. Zio di Marsilio dei Rossi.

  • 1349
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1327
Mar.VenetoCon il fratello Rizzardo alla guardia di Meduna per conto del re di Boemia che, a sua volta, ha il controllo di Treviso. Il patriarca di Aquileja, il vescovo Pagano della Torra, reclama la signoria di tale località.
1328
Mag.VenetoCon il fratello Rizzardo chiede la protezione di Treviso per Motta di Livenza e Portobuffolé. I 2 da Camino, infatti, si sentono minacciati dal prossimo arrivo nel Veneto del capitano della contea di Gorizia Ugo di Duino, rappresentante del duca di Carinzia.
1329VeronaTrevisoVenetoCon il fratello Rizzardo coadiuva gli scaligeri ad impadronirsi di Treviso a spese di Guecellone Tempesta. Alla notizia della improvvisa morte di Cangrande della Scala fa ribellare ed occupa i castelli di Mussa, Mussetta e San Amelio.
1330
Giu.VenetoA fine mese, anche a nome del fratello, è convocato ad un convegno dal patriarca di Aquileja Pagano della Torre. Il tema è l’occupazione di Meduna di Livenza da parte dei caminesi. Si accede ad un compromesso, che prevede la cessione della località al patriarca e la contemporanea gastaldia di questa a Gerardo ed a Rizzardo da Camino. La contropartita è data dal matrimonio, da celebrarsi entro un anno, tra il figlio di Rizzardo, Tolberto, e Leonardina, figlia di Carlevario della Torre, nipote del patriarca. Il tentativo fallisce perché i due nfratelli non rispettano i patti (la consegna di una fidejussione di 2000 marche).
………….da CaminoVeronaVenetoAffronta, sempre con il fratello Rizzardo, il capitano scaligero Bonacio Gangalandi
1331
Apr.Veneto

E’ catturato in Conegliano dagli uomini di Marsilio da Carrara. Intervengono i veneziani che ottengono la sua liberazione perché cittadino della Serenissima. I veneziani si fanno promotori di un negoziato di pace.

1334
Giu.Veneto

Con il fratello Rizzardo fa uccidere da alcuni sicari il nipote Biachino da Camino venuto a fargli visita; subito dopo toglie ai congiunti Cessalto, Portobuffolé e Motta di Livenza.

1335
Gen.VenetoCon il fratello si incontra ai primi del mese con i rappresentanti di Venezia Bertuccio Gradenigo e Niccolò Priuli. I 2 sa Camino dichiarano di tenere le loro terre in nome della Serenissima. Gerardo e Rizzardo promettono di militare per i veneziani con 50 cavalli e 200 fanti. Accettano il comandante militare designato dalla Serenissima, purché non abbia giurisdizione nei loro territori.
1336
Lug.VeneziaVeronaVeneto

Fronteggia gli scaligeri di Mastino della Scala. Si unisce con Marsilio dei Rossi e si impadronisce di sorpresa di Oderzo dopo che nella città sono penetrati molti suoi partigiani travestiti da contadini. Gerardo da  Camino si impossessa di una porta e costringe alla resa a patti i difensori della rocca. Viene attaccato in Oderzo da Giovanni di Clermont e da Palmerio da Sesso, cui si uniscono nuove milizie capitanate da Alberto della Scala, da Marsilio e da Ubertino da Carrara, da Guecellone Tempesta e da Spinetta Malaspina (1600 cavalli e 6000 fanti). Giovanni di  Clermont dà alle fiamme alcuni mulini ed altri edifici fuori le mura. Il fumo contro rende difficile la difesa. Gerardo da Camino esce con i suoi cavalli tedeschi per spegnere gi incendi. Sopraffatto dal grande numero degli avversari che ha di fronte, tenta di rientrare in città per una porta. Inseguito, è catturato dentro Oderzo.

……………..Veneto

Viene condotto a Treviso; corrompe il suo guardiano e fugge dal carcere: il guardiano è scoperto ed è decapitato. Gerardo da Camino cade nuovamente nelle mani degli scaligeri;  è ora rinchiuso in catene in una prigione di Verona.

1338
Mar.VenetoViene liberato attraverso uno scambio di prigionieri con Guidoriccio da Fogliano. Si reca a Padova.
1339
Mar.Friuli

E’ investito dal patriarca di Aquileja Bertrando di San Genesio di alcuni feudi in Friuli, che già i suoi antenati hanno ottenuto in passato dalla chiesa aquileiese.

1343
Ott.Veneto

Con il fratello Rizzardo rinuncia a favore del vescovo di Ceneda (Vittorio Veneto) ad ogni diritto sui castelli di Serravalle, Valmareno, Formeniga, Reghenzuolo, Cordignano, Fregona,  Solighetto. Subito dopo è  investito dallo stesso presule di Cordignano,  Fregona,  Valmareno,  Solighetto e di Castello di Zumelle (quest’ultimo,  peraltro, in mano di terzi) in cambio di 8000 lire imperiali.

1349Muore.

NESSUNA CITAZIONE

Fonte immagine in evidenza: prolocofregona.it

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