GABRIELE DA MARTINENGO

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Cerca nel sito:

Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

GABRIELE DA MARTINENGO  (Gabriele Tadini da Martinengo) Di Bergamo. Fratello di Girolamo, cugino di Fabrizio. Di Martinengo.

1476 – 1543 (giugno)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

………….. Lombardia Il padre è medico della famiglia Colleoni. E’ avviato agli studi matematici e militari; partecipa come aiutante tecnico alla ristrutturazione delle mura di Bergamo.
1509  

 

 

 

 

 

 

 

…………… Venezia Francia 30 fanti Veneto

Si reca a Venezia, gli sono dati una condotta e l’incarico di ingegnere addetto alle fortificazioni.

Estate  

 

 

 

 

 

Veneto

Si trova alla difesa di Padova.

1510 Venezia Francia Impero  

 

Veneto

Segue Lucio Malvezzi e Renzo di Ceri nella loro azione tesa alla conquista di Verona.

1511  

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Combatte come lancia spezzata nella compagnia di Renzo di Ceri alla difesa di Treviso. Viene accusato dal Consiglio dei Dieci di non dedicarsi al suo lavoro, di mormorare nei confronti della Signoria e di volere disertare nel campo nemico.

1512  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Alla difesa di Brescia: è ferito e fatto prigioniero allorché i francesi riconquistano la città. E’ poco dopo liberato.

1513  

 

 

 

 

 

 

 

…………… Venezia Spagna Milano  

 

Veneto e Lombardia

Si reca ancora a Venezia e gli viene dato il compito di supervisionare le difese delle piazzeforti riconquistate dai veneziani. Rientra nel cremasco.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Con il fratello Girolamo è sconfitto dagli sforzeschi nei pressi di Bergamo.

1514  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ sempre alla guardia di Crema. Si scontra con gli uomini di Giovanni Gonzaga per recuperare un convoglio di vettovaglie; rimane ferito nello scontro.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Batte gli sforzeschi ad Ombriano.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Affianca Bartolomeo da Villachiara a Bergamo allorché i veneziani si impadroniscono di parte della taglia imposta dagli spagnoli alla città.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Affianca Renzo di Ceri alla difesa di Bergamo.

1515  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

 

 

Su raccomandazione del Ceri il Consiglio dei Savi, seppure con qualche esitazione, gli concede una provvigione di 20 ducati per paga (per otto paghe l’anno) con l’obbligo di servire la Serenissima con due cavalli.

……………  

 

 

 

 

 

 

 

Milita agli ordini di Bartolomeo d’Alviano.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Prende parte all’assedio di Brescia.

1516  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si ammala a Mantova.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si sposta all’assedio di Verona. Agli ordini di Malatesta Baglioni dà un assalto al bastione di Porta Vescovo: il suo operato viene elogiato dai provveditori.

1518  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. giu.  

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Coadiuva Camillo da Martinengo nel rapimento a Brescia di Luisa Capriolo, figlia di Giulio Averoldi. Convocato a Venezia, è arrestato in una sala del Collegio dei Pregadi. A giugno è privato della condotta e viene bandito per dieci anni da tutte le terre ad est del Mincio.

1519  

 

 

 

 

 

 

 

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

Con il ritiro della denuncia da parte degli Averoldi ritorna ancora a Venezia su convocazione del Collegio. Viene assolto dal Consiglio dei Dieci.

1520  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Croazia e Grecia

Il Consiglio dei Savi lo invia a Creta come capitano delle fanterie e governatore di Candia: gli è aumentata la provvigione da 25 a 50 ducati per paga (sempre per otto paghe l’anno). Raggiunge via mare Capodistria;  si imbarca a Veglia su una galea diretta a Candia: con il Martinengo vi sono a bordo anche venti connestabili, venti capisquadra di schioppettieri e 30 provvigionati (pure schioppettieri). Fa costruire ad Hiraclion il bastione Martinengo, collocato tra quello di Betlemme  ed il bastione del Gesù.

Dic.  

 

 

 

 

 

Grecia

Esprime nuove direttive sulle fortificazioni del Monte di San Demetrio che discordano da quelle esposte in precedenza da  Giano Fregoso.

1521  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Grecia

Ha ai suoi ordini 3500 uomini, di cui 500 schioppettieri: ne vuole licenziare alcuni. Il duca di Candia Antonio Morosini ed il capitano Sebastiano Giustinian si oppongono alla sua decisione. Chiede ai veneziani altri schioppetti ed alabarde perché vuole raggiungere con le ordinanze un organico di 20000 uomini.

1522  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Rodi Impero Ottomano  

 

Grecia

E’ persuaso da fra Antonio Bosio a passare alla difesa di Rodi minacciata dai turchi. Il gran maestro dell’ ordine gerosolimitano chiede invano alla Serenissima il suo operato: i veneziani rifiutano di dargli licenza per non inimicarsi gli ottomani. Nonostante ciò Gabriele da  Martinengo abbandona Candia a bordo di un brigantino con due amici (Giorgio di Conversalo e Benedetto di Scaramosa) e giunge di nascosto a Rodi. 2 galee cercano invano di intercettarlo: il duca di Candia fa mettere a sacco la sua casa e confisca tutti i suoi beni. Viene bandito.

Ago.  

 

 

 

Capitano g.le Grecia

Entra a far parte dell’ordine dei cavalieri di Rodi nella chiesa di Santa Maria della Vittoria;  gli è dato il comando di parte delle truppe con l’incarico di provvedere  alle fortificazioni dell’ isola. Gli è riconosciuta una provvigione annua di 1200 ducati ed ai suoi due capitani viene concesso uno stipendio annuo di 100 ducati. Gli è anche promesso un baliatico a sua scelta in Italia, non appena se ne liberi uno: il papa Adriano VI gli concede una rendita su benefici ecclesiastici in Ponente per 3000  ducati l’anno. Il Martinengo  focalizza la sua attenzione soprattutto su 4 aspetti: nel controbattere ogni azione offensiva, nei fuochi artificiati, nelle ritirate e nell’ allestimento di mine e contromine. E’ in tal modo che sono numerosi assalti. In particolare organizza  energiche contromanovre agli scavi di trincee parallele alle difese cittadine protetti da palizzate. Mentre le gallerie ottomane avanzano il Martinengo fa costruire ingegnosi strumenti di ascolto: membrane di pelli tese su telai alle quali sono attaccati campanelli così sensibili da tintinnare alle più piccole vibrazioni sotterranee. Fa pure collocare delle mine per intercettare i cunicoli ed uccidere nel buio gli scavatori; si avvale della polvere da sparo per costringere i minatori ad uscire dalle loro trincee; piazza elaborate trappole per colpire gli avversari con un micidiale fuoco incrociato. Per il caso in cui un cunicolo non sia tempestivamente identificato fa scavare buchi di aerazione a spirale nelle fondazioni delle mura per diminuire l’impatto delle cariche esplosive degli avversari. Scopre in tal modo che i turchi scavano una mina sotterranea presso la chiesa di San Giovanni della Fontana verso il fossato di Provenza: i guastatori nemici muoiono bruciati o affogati.

Sett.  

 

 

 

 

 

Grecia

Difende validamente il baluardo di Sant’Atanasio, collocato dietro il baluardo d’Inghilterra ove pure una forte esplosione ha permesso agli attaccanti di usufruire di un’apertura di nove metri nella cinta muraria; pure senza frutto risultano altri attacchi turchi portati al baluardo di Spagna.

Ott.  

 

 

 

 

 

Grecia

In un solo giorno sono ricacciati dal Martinengo cinque assalti nel cui corso sono fatte brillare dai cavalieri di Rodi cinquanta mine. Aumenta l’affanno dei cavalieri dell’ ordine gerosolomitano che chiedono invano soccorsi ai paesi cristiani. Viene respinto un ulteriore pesante assalto al baluardo di Spagna che costa la vita a 3000 turchi uccisi dal fuoco delle artiglierie e degli archibugi. Gli avversari si impossessano del barbacane della Posta di Spagna ed incominciano a fare crollare le mura con i guastatori. Il Martinengo fa costruire uno steccato ed altri ripari dietro le mura e vi posiziona molti pezzi di artiglieria in modo da disturbare i lavori: è ferito ad un occhio da un colpo di schioppetto mentre sta ispezionando le opere difensive. La palla gli esce dietro l’orecchio. Guarirà solo dopo un mese e mezzo; l’occhio è perso.

Dic.  

 

 

 

 

 

Grecia

I turchi conquistano le linee della prima e della seconda Mandra; il Martinengo ne fa costruire una terza; cade nelle mani dei nemici anche il barbacane del baluardo di Spagna. Il gran maestro chiede a lui ed a Prégeant de Bidoux un parere sulle possibilità di continuare a difendere Rodi con efficacia: la sua risposta è negativa.  Hanno così inizio le trattative per la resa. E’ rotta la tregua ed ha nuovamente inizio  il bombardamento della città; in pochi giorni i difensori sono costretti ad arrendersi a patti. Tra gli attaccanti si contano dagli 80000 ai 90000 morti, di cui 25000 a causa di malattie infettive e per la carenza d’acqua; tra i soli cavalieri sono uccisi 420 uomini. Il Martinengo  si imbarca nottetempo su un brigantino perché teme giustamente che gli impegni presi dai turchi non siano da costoro rispettati.

1523  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Puglia

Ai primi di gennaio il gran maestro Philippe Villiers de l’Isle Adam lascia Rodi sulla grande caracca “Santa Maria”, che issa drappi neri a lutto sulle vele e l’immagine della Vergine Dolorosa con la scritta “Afflictis tu spes unica”. Insieme a tale nave salpano dall’isola le galee “San Giovanni” e “Santa Caterina”, la chiatta “Perla” ed una piccola galea, la  “Siciliana”. Accompagnano il gran maestro il metropolita di Rodi, 180 cavalieri sopravvissuti e circa 4000 isolani a bordo di 50 imbarcazioni minori. Il Martinengo tocca Zante;  giunge poi a Gallipoli da dove contatta il viceré di Napoli.

……………  

 

 

 

 

 

Campania e Lazio

Da Napoli  si reca a Roma dove il pontefice lo conferma nella commenda di Santo Stefano a Conversano.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lazio e Spagna

Lascia Roma e raggiunge Madrid con il priore di Castiglia e fra Antonio Bosio per chiedere all’ imperatore Carlo V l’utilizzo come base logistica da parte dell’ordine gerosolomitano delle isole di Malta e di Gozo.

1524  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. ago. Impero  

 

Capitano artiglieria Spagna e Portogallo

A Burgos con l’imperatore. Gli è affidato il comando delle artiglierie spagnole ed aragonesi con uno stipendio di 2000 ducati l’anno. Gli è pure concesso un priorato in Portogallo: raggiunge tale sede ad agosto.  Deve rinunciare al beneficio perché, nel frattempo, se ne è appropriato un fratello del re lusitano.

Ott. Impero Francia  

 

Lombardia

Prende parte alla difesa di Pavia. Antonio di Leyva lo destina alla costruzione di nuovi ripari, trincee, cavalieri ed altre opere militari difensive. Il  Bonnivet decide di assalire la città dalla parte del Ticino: il Martinengo utilizza tutti i cittadini per costruire nuovi ripari verso il fiume;  con l’ausilio di un’abbondante pioggia che ingrossa le acque del fiume scoraggia ogni velleità di attacco.

1525  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Partecipa alla battaglia di Pavia.

Primavera  

 

 

 

 

 

Marocco e Regno di Napoli

Ha l’incarico di preparare un piano per il rafforzamento delle difese di Melilla in Marocco; è nominato priore di Barletta ed ha il compito di provvedere alla difesa delle coste del regno di Napoli.

Giu.  

 

 

 

 

 

Francia

E’ segnalato alla volta di Perpignano.

Dic.  

 

 

 

 

 

Spagna Sovraintende alle opere di fortificazione di San Sebastian e di Fuenterrabia. Si avvale dell’operato degli ingegneri italiani Antonio Bagherotto, Antonio Bosis e Benedetto da Ravenna.
1526  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Liguria

Affianca il Connestabile di Borbone a Savona.

Sett.  

 

 

 

 

 

Liguria

Alla difesa di Genova: la città è assalita per mare dai francesi di Pietro Navarro, dai pontifici di Andrea Doria e dai veneziani di Alvise d’Armer.

Ott.  

 

 

 

 

 

Liguria

Con Greco Giustiniani assale da cinque punti il campo nemico di Portofino con 6000 fanti: respinto da 700 fanti e da 300 balestrieri e provvigionati, comandati da Filippino Doria, è costretto a ripiegare dopo sette ore di scontri con l’uccisione di 80 uomini ed il ferimento di altri 200.

Nov.  

 

 

 

 

 

Liguria

Aumentano le difficoltà per le sue milizie a causa sia della mancanza di vettovaglie, che per la peste entrata in Genova.

1527  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Liguria

Costruisce a Portofino alcuni bastioni per impedire l’ormeggio alla flotta nemica.

Ago.  

 

 

 

 

 

Liguria

Cesare Fregoso si avvicina a Genova; il Martinengo esce dalla città per farglisi contro con 2500 fanti e due pezzi di artiglieria. Alla Porta di San Lazzaro cattura alcune sentinelle veneziane, recupera il monastero di San Benigno, in alto rispetto a Genova, e fa prigioniero il Borragino con l’intera guarnigione. Segue la controffensiva degli avversari favorevole a questi ultimi: il condottiero si rifugia prima nella Lanterna, sale, successivamente, su una barca di pescatori e si dà alla fuga. Inseguito, è catturato dal Fregoso che gli impone una taglia di 10000 scudi.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene incarcerato nel castello di Cremona.

1528  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ trasferito nel castello di Brescia a seguito del pagamento di una taglia di 4000 ducati.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A causa di una sua malattia il castellano Giovan Francesco Mocenigo gli permette di uscire dalla fortezza per essere ospitato nella casa di Giano Fregoso: le autorità veneziane sono contrarie alla misura e lo fanno rientrare in una torre del castello dove viene controllato da numerose guardie.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ consegnato a Giano Fregoso che lo libera in cambio del rilascio del figlio Annibale, prigioniero, a sua volta, di Antonio di Leyva.

1529  

 

 

 

 

 

 

 

……………  

 

 

 

 

 

Puglia

Fronteggia in Puglia le milizie del Ceri. Al termine del conflitto è coinvolto da Fernando Alarcon ai lavori di rafforzamento dei castelli di Barletta, Manfredonia e Trani.

Ago.  

 

 

 

 

 

Liguria

A Genova, al fianco dell’ imperatore Carlo V.

1530  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Emilia

Presenzia a Bologna alla cerimonia dell’ incoronazione dell’ imperatore.

1531  

 

 

 

 

 

 

 

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Casalmaggiore, con il marchese di Vasto Alfonso d’Avalos.

1532  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Impero Impero Ottomano  

 

Austria

Si segnala alla difesa di Vienna contro i turchi del sultano Solimano.

Lug.  

 

 

 

 

 

Germania

Si muove fra Ratisbona e Norimberga; ritira alcuni pezzi di artiglieria da condurre a Vienna.

Ott.  

 

 

 

 

 

Friuli

Transita per  Chiusaforte e si incontra con l’amico Battistino Corso, che milita al servizio dei veneziani.

Nov.  

 

 

 

 

 

Friuli e Veneto

Giunge a Spilimbergo con quattro sagri, sei cannoni e cento carri di polvere da sparo e munizioni varie; con lui sono anche 850 cavalli e 450 fanti ancora agli stipendi degli imperiali; lo  seguono pure 2000 fanti italiani licenziati a Villach. Nella sua marcia tocca Conegliano, guada il Piave, si dirige verso Treviso, Bassano del Grappa, Vicenza e Verona. L’imperatore intercede sui veneziani a suo favore;  è perdonato per la sua diserzione da Candia.

1533  

 

 

 

 

 

 

 

Estate  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si reca a Martinengo.

1535  

 

 

 

 

 

 

 

…………… Impero Impero Ottomano  

 

Libia e Tunisia

A Barcellona, per un consiglio di guerra. Appoggia Andrea Doria alle espugnazioni di Tripoli, di La Goletta e di Bona.

……………  

 

 

 

 

 

Lazio

Alla fine della campagna si ferma per qualche mese a Roma.

……………  

 

 

 

 

 

 

 

Rientra nel veneziano, rinuncia alla milizia attiva e gode di una pensione annua di 666 ducati, pari ad un terzo della provvigione annua goduta fino a quel momento.

1537  

 

 

 

 

 

Veneto e Grecia

Si reca a Venezia; il Senato vuole utilizzare la sua esperienza. Il Martinengo riceve l’incarico di rivedere le opere difensive dell’ arcipelago greco, nonché le fortificazioni di Crema e Cremona.

1543  

 

 

 

 

 

 

 

……………  

 

 

 

 

 

Belgio

E’ consultato dagli imperiali per le fortificazioni di Anversa.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

Muore ai primi di giugno a Venezia per un attacco apoplettico. E’ sepolto nella città nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Amico del matematico Niccolò Tartaglia che gli dedica la “Traduzione dell’Evolide Meganese” e lo fa interlocutore del dialogo “Quesiti et invention diverse”. I suoi studi sono oggetto di interesse da parte di Galileo Galilei. Ritratto del Tiziano; la Serenissima gli dedica pure una medaglia, opera di Giovanni da Cavino.  Martinengo gli ha dedicato la sua via principale.

 CITAZIONI

“Huomo grande con barba lunga, et homo di gran fama.” SANUDO

“Dotato di buone letture, e di bellissimo ingegno, e nelle cose della guerra esercitatissimo; e dilettandosi delle scienze matematiche, e particolarmente delle cose appartenenti alle fortificationi, alla difesa, e all’espugnatione delle città, era riuscito ingegniero rarissimo, sì ch’in quei tempi, pochi, o nessun pari haveva..Huomo di grandissima fatica, e travaglio; molto vigilante, e della persona sua oltra modo valoroso, e ardito.” BOSIO

“Era riverito per nome di coraggioso valore.” SANSOVINO

“Celeberrimo ingegnere bergamasco, a cui vuolsi attribuire l’invenzione delle parallele da lui messe in opera la prima volta all’assedio di Rodi.” BOSI

“La cui perizia nella costruzione di militari macchine spiccò per tutto l’assedio (di Rodi), e specialmente in isventare le mine, le quali dopo grandissimo travaglio e per le sorgenti acque, o per l’interposizione di resistente fondo selcioso, loro riusciva di avvicinar alle mura.” A. MOROSINI

“Personaggio dotato di perspicace talento nell’arte della guerra, assai perito nelle scienze matematiche, versatissimo particolarmente nella fortificazione, difesa ed espugnazione delle piazze, ingegnere rarissimo, sicché pochi, o nessuno pari al suddetto ritrovavasi in tutta l’Europa..Così grande era la stima, che in tutta l’Europa erasi acquistata il Tadino, che quasi tutti gli scrittori del decimo sesto secolo, e molt’altri ancora ne’ secoli posteriori ci lasciarono onorata ricordanza nelle loro istorie della dottrina, coraggio ed esperienza, unite alla nobiltà de’ natali di un tanto celebre eroe.” GALLIZIOLI

“Egli vivente gli fu coniata una assai cara medaglia di bronzo, col suo ritratto barbuto in abito di cavaliere Gerosolomitano, e scritto attorno Gabriel. Tadin. Berg. Eq. Hier. Caes. Tormen. Praef. Gen.: e nel rovescio quattro cannoni in batteria col motto Ubi Ratio, Ibi Fortuna Profugata, e la data del MCCCCCXXXVIII.” PROMIS

“Inter vicinos heroas, et inclyta in armis/ Tadinus Gabriel nomina clarus erat./ Ipse auro quoties spoliisque Orientis onustus/ Traxit captivas in sua castra manus./ Praedones pelagi quoties, et robore, et astu/ Caepit, et affixit classica rostra thalis?/ Ille Rodum reliquos inter defendit ab hoste/ Custodis donec prodita fraude fuit./ Viribus hanc totis, et aperto Marte Tyrannus/ Tentaverat frustra subdere Turca sibi.” Da un sonetto di A. MUZIO, ripreso dal GALLIZIOLI

“Homo valente et de ingenio.” ULLOA

“Cabriel di martinengo, il qual era/ in candia lo baron provisionato/ intese a Rhodi era giunta la fera./ Di andargli drento sì fa inanimato/ per provar s’el sapeva l’arte vera/ del martial ballo contra el renegato/ & forse che Dio lo inspirò nel core/ per salvar Rhodi da tanto dolore/…/ Fo facto capitaneo zenerale/ con lo stendardo in man del Crocifisso/ nel pecto una gran croce imperiale./ Sì gran maestro al baron gli ebbe misso/ al popul della terra triomphale/ quel per avanti in paura era misso/ stava in gaudio in festa e in canto sì riso/ che spera el suo nemico aver conquiso./…/Fe gran cose con la spada in mano.” PEROSINO DELLA ROTONDA

Alla battaglia di Ombriano “Gabriel di martinengo s’adoprava/ virilmente da prodo cavalliero,/ e la sua propria vita non curava/ per acquistar honor su quel sentiero/ e questo, e quello morto al pian mandava/ tal ch’apena potea col suo destriero/ passar i corpi ch’eran su la terra/ in quella dispietata, e horribil guerra.” DEGLI AGOSTINI

“Ma ‘l Martinengo, ingegner che s’adava,/ Come pratico in guerra e sapiente,/ Presto fé fare una contracava/ Che tutta la montagna dirupava.” Dal “Lamento di Rodi” di B. DEGLI ALESSANDRI riportato dal MEDIN-FRATI

“Uomo ruvido, energico innovativo e coraggioso, Tadini valeva un migliaio di uomini. Si mise all’opera (alla difesa di Rodi) rafforzando le difese, calcolando distanze e campi di tiro e mettendo a punto le killing zones.” CROWLEY

A Rodi. “Venne creato cavaliere di san Giovanni “honoris causa” al suo arrivo sull’isola, e divenen il geniale ideatore di soluzioni che contribuirono a fare del porto-città di Rodi il complesso meglio fortificato dell’intero mar Mediterraneo.” PELLEGRINI

“Uno dei più famosi ingegneri militari dell’epoca..Durante l’assedio (di Rodi) diede un importante contributo ai difensori, costruendo ingegnosi strumenti in grado di individuare le gallerie in costruzione dei turchi e preparando contro-mine che fecero strage nell’esercito assediante. Inoltre, facendo costruire enormi sfiatatoi, sotto le fortificazioni, annullò gli effetti di molte esplosioni innestate dai nemici. Di lui abbiamo un ritratto eseguito da Tiziano nel 1538, che lo presenta nell’abito di cavaliere di San Giovanni, privo dell’occhio destro, perso per un proiettile di archibugio passato attraverso una feritoia mentre..ispezionava le fortificazioni di Rodi.” GIANI

 

 

 

     BIOGRAFIE SPECIFICHE

-G. Gallizioli. Memorie per servire alla storia della vita di Gabriele Tadino priore di Barletta.

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
Print Friendly, PDF & Email