FRANCESCO TORELLI Conte di Montechiarugolo

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Condottieri di ventura

1981      FRANCESCO TORELLI Conte di Montechiarugolo. Figlio di Marsilio, fratello di Cristoforo, nipote di Guido.

+ 1518 (settembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1480  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Napoli Impero Ottomano  

 

Puglia

Combatte i turchi nella guerra di Otranto. Sconfitto in uno scontro sfugge a stento alla cattura.

1483 Firenze Venezia  

 

Lombardia

Contrasta i veneziani nel bresciano.

1495
…………. Francia Napoli  

 

Regno di Napoli

Combatte nel regno di Napoli nella compagnia di Paolo Vitelli.

Lug. Firenze Pisa Toscana Agli stipendi dei fiorentini contro i pisani. E’ segnalato al campo di Ponsacco.
1498  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Emilia

Con il fratello Cristoforo incarcera a Montechiarugolo lo zio Guido.

Ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

Consegna Guido Torelli al duca di Milano Ludovico Sforza. Francesco Gonzaga cerca inutilmente di convincere i veneziani a concedergli una condotta.

1499  

 

 

 

 

 

 

 

 

…………. Francia Milano  

 

 

 

Ha il comando di una compagnia di uomini d’arme.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Nel Castello Sforzesco, a Milano, presta il giuramento di fedeltà al re Luigi XII. Nell’anno si sposa con Damigella da Trivulzio.

1500  

 

 

 

 

 

 

 

 

…………. Sforza Francia  

 

Emilia

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia e Toscana

E’ assalito dai francesi in Montechiarugolo: prende parte alla difesa del castello con la moglie, dodici donne e 60 fanti. Si arrende dopo un giorno di fuoco di artiglieria: fatto prigioniero è condotto a Pisa; la moglie, Damigella da Trivulzio, cugina di Gian Giacomo, e le donne sono condotte a Parma; undici difensori sono impiccati. Liberato, passa al servizio dei francesi.

1503  

 

 

 

 

 

Emilia

Fedele alla causa francese viene nominato conte di Montechiarugolo al posto del fratello Cristoforo allorché acquista tale feudo da Antoine de Gimel e da Aimone di Prie.

1507
Apr. Francia Genova Emilia Transita per Parma. E’ diretto verso la Liguria per  combattere i genovesi.
1509 Francia Venezia  

 

 

 

 

1512  

 

 

 

 

 

 

 

 

………….. Firenze Venezia Spagna  

 

Lombardia

Raggiunge le truppe del la Palisse per affrontare svizzeri e veneziani; rimane alla difesa di Brescia allorché i francesi si ritirano in Piemonte. Con la caduta di Firenze in potere degli spagnoli gli è intimato dalla lega di abbandonare tale città: i francesi si oppongono alla sua partenza.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Con la resa di Brescia agli spagnoli ne può facilmente uscire; giunto a San Giacomo Mella, è bloccato da 500 fanti veneziani che vogliono svaligiarlo. Viene salvato da  Giampaolo Baglioni che lo fa riparare nel suo campo.

1515  

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Francia Impero 50 lance Emilia

E’ segnalato nel parmense. Bartolomeo d’Alviano consiglia i veneziani di prenderlo al proprio servizio con una condotta di 100 lance; passa invece agli stipendi dei francesi.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ segnalato a Fornovo con 300 uomini d’arme.

1516  

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. mag. Emilia A Parma. Fautore della parte Rossa (la guelfa) sospetta un colpo di mano nella città da parte degli avversari facenti parte della fazione ghibellina, chiamata anche delle Tre Parti. Per contrastare tale obiettivo fa giungere nella città tre compagnie di fanti francesi per lo più guasconi. I soldati francesi entrano nelle case, chiudono le porte e si comportano in esse da padroni. La città si solleva e costringe i fanti transalpini a rifugiarsi nella Ghiaia. Guelfi e ghibellini una volta tanto agiscono congiuntamente a servizio di una causa comune. Interviene il Torelli con i suoi aderenti; si porta alla Ghiaia e convince i soldati ad uscire dalla città. Si muovono anche gli abitanti del circondario per dare la caccia a costoro. I soldati riescono ad attraversare il Taro (dopo avere subito alcune perdite) ed a raggiungere nel territorio di Busseto l’abbazia di Chiaravalle. Sempre sospettoso nei confronti dei ghibellini lascia anch’egli la città; si reca a Montechiarugolo ed a Guardasone per chiedere soccorsi agli alleati Borromeo. Ai primi di maggio vengono in suo soccorso 600 fanti comandati da Paride Scotti. Per tutti questi fatti il Torelli viene convocato a Milano con il luogotenente del governatore del ducato Jean de Tours, il la Fragna, al fine di giustificare il proprio operato.
Giu. Concordia Mirandola Emilia Si muove con la sua compagnia a sostegno della figlia di Gian Giacomo da Trivulzio Francesca contro il cognato della donna Giovan Francesco della Mirandola.
Lug. Emilia I suoi uomini d’arme pongono i loro alloggiamenti a Langhirano e nei paesi finitimi suscitando ovunque forti proteste.
Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Il re di Francia Francesco I gli conferma l’acquisto di Montechiarugolo e lo nomina governatore di Parma. E’ molto odiato nell’espletamento del suo incarico.

Dic.  

 

 

 

 

 

Emilia

Fa alloggiare i suoi uomini nelle terre da lui controllate  anziché in Lombardia.

1517  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Al termine del conflitto gli viene ridotta la condotta da 50 a 25 lance.

Feb. Emilia I francesi licenziano la sua compagnia per le numerose malversazioni compiute nel parmense ai danni della popolazione locale.
Mar. giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si offre vanamente ai veneziani. A maggio appoggia il conte di Novellara Alessandro Gonzaga nelle sue pretese su Guastalla ai danni del cugino Achille Torelli: quest’ultimo è a sua volta appoggiato da Galeazzo Pallavicini. Il Torelli si muove;  è obbligato a desistere prontamente perché alla difesa del castello si trovano 3000 uomini. A giugno è ancora segnalato nel parmense.

Ott. Francia 25 uomini d’arme e 50 arcieri a cavallo. Emilia Si reca a Parma con il fratello Cristoforo per incontrarvi il Lescun. Nella città vengono ospitati entrambi nel palazzo già appartenente a Francesco Sforza. La comunità fa loro un bel presente. Gli è concessa dai francesi una condotta di 25 uomini d’arme e di 50 arcieri a cavallo.
1518  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Emilia Sempre con il fratello Cristoforo ed il cugino Achille accoglie in Parma il genero,  il conte Giovan Pietro da Belgioioso. Sono organizzate per l’occasione grandi feste cui partecipano sia i guelfi che i ghibellini locali.
Sett.  

 

 

 

 

 

 

 

Muore all’inizio del mese. Gli sono tributati funerali solenni Accompagnano la bara numerosi frati francescani ed eremitani, nonché  100 preti ognuno con una torcia in mano. E’ sepolto a Montechiarugolo nel monastero delle monache.

 CITAZIONI

“A’ bona fama.” SANUDO

“Coinvolto nelle lotte fra guelfi e ghibellini.”

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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