FILIPPO GUAZZALOTTI Di Prato

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Condottieri di ventura

0825      FILIPPO GUAZZALOTTI  Di Prato. Suocero di Bartolomeo Boccanera.

1330 ca.- 1390 (giugno)

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

 

1352
Mar. lug. Toscana A marzo sono giustiziati a Firenze sette membri della sua famiglia. Filippo Guazzalotti si dissocia immediatamente dalla posizione politica dei congiunti. A luglio in una supplica dichiara di rifiutare ogni legame con il suo casato; è pronto a mutare abitazione, insegna araldica e persino il cognome; chiede di essere considerato un vero guelfo come sono stati in passato tutti i suoi avi. Gli è imposto dai fiorentini di abbandonare Prato e di risiedere a Firenze. Nell’anno si sposa con Isabella dei Medici, figlia di Salvestro.
1362 Firenze Pisa Toscana Combatte i pisani. E’ armato cavaliere sulle porte di Pisa.
1370

 

Giu.

 

Ferrara

 

Milano

 

400 cavalli

 

Al servizio di Niccolò d’Este. E’ inviato in soccorso dei fiorentini;  contrasta le truppe di Bernabò Visconti.

Autunno Emilia Ha l’incarico di podestà a Ferrara.
1371 Emilia Affronta i viscontei nel reggiano.
1372

 

Apr. Emilia A fine mese i capitani avversari gli inviano il guanto di sfida. Accetta: è sconfitto.
Giu.

 

Emilia

 

Ai primi di giugno, alla testa di 1000 fanti e di 700 cavalli, è sconfitto nuovamente e fatto prigioniero a Rubiera da Giovanni Acuto, da Corrado di Rotestein e da Giovanni di Rielen.

1373
Mag. Ferrara Savignano Emilia Ha ancora il comando delle milizie estensi per domare la rivolta di Giovanni e di Cagnino da Savignano ribellatisi su istigazione del Visconti.
1374
Autunno Emilia Staziona nel modenese.
1375

 

Giu.

 

Capitano g.le

 

Emilia

 

Su mandato di Luigi Gonzaga si incontra a San Felice sul Panaro con l’Acuto ed alcuni ambasciatori fiorentini. Tratta con i venturieri che, licenziati dai Visconti, si stanno mettendo in marcia verso la Toscana. Vuole evitare il saccheggio del mantovano; offre prima 4000 ducati, poi 6000, cifre lontane dalle pretese della compagnia. In ogni caso Filippo Guazzalotti ottiene dall’Acuto l’impegno che non sarebbero stati dati alle fiamme i raccolti. A metà mese chiude le trattative e rientra a Ferrara.

1376
Lug. Emilia

A Modena in qualità di capitano generale per gli estensi. Nel castello cittadino Niccolò d’Este gli concede in feudo alcune tenute poste tra Occhiobello e Gurzone nel Polesine; gli è pure conferita la cittadinanza di Ferrara.

1380
Ago.

 

Emilia

 

Ha sempre l’incarico di capitano a  Modena. Fa seguire da proprie spie i movimenti delle compagnie di Carlo di Durazzo dirette verso il regno di Napoli.

1381

 

……. Romagna

 

Di stanza a Lugo come  castellano.

Ago.

 

Romagna

 

Occupa, a nome dei marchesi di Ferrara Niccolò ed Alberto d’Este, Cotignola, Conselice e Bagnacavallo, cedute agli estensi da Giovanni Acuto per 60000 ducati. Prende pure possesso di tre bastie nelle vicinanze di Bagnacavallo (San Giorgio, Villanova e di una terza di cui è ignoto il nome).

1382
Mag. giu. A seguito dell’accordo che ha posto fine al conflitto tra Venezia ed i carraresi di Padova con Cinello da Savignano e Tommaso da Tortona ha il compito di fissare i confini tra i rispettivi stati.
1383

 

Apr.

 

Ferrara

 

Austria

 

Veneto

 

Viene inviato da Niccolò d’Este in soccorso dei carraresi contro il duca d’Austria. Si porta a Mogliano Veneto;  ostacola l’ingresso in Treviso di vettovaglie provenienti da Mestre e Musestre.

Mag.

 

Ferrara

 

Austria

 

Veneto

 

Esce da Noale con Bernardo Scolari, si dirige a Montebelluna, transita per Serravalle (Vittorio Veneto) ed entra nella pianura di Belluno. Si ferma nei pressi della città e dà alle fiamme il ponte sul Piave con alcune case piene di persone. Costretto a ripiegare su Feltre, abbandona il territorio intimorito.

1385

 

Ferrara

 

Cunio Faenza

 

Romagna

 

Ricopre sempre l’incarico di castellano di Lugo. Si impadronisce del castello di Zagonara a spese dei conti di Cunio; ottiene anche Cotignola e Bagnacavallo che toglie ad Astorre Manfredi.

1386 Emilia Fa parte del consiglio di Niccolò d’Este.
1387
Ago. Emilia A Modena. Luogotenente di Modena con Aldovrandino Ariosti: ha compiti di controllo e di coordinamento delle truppe assoldate dagli alleati degli estensi.
1388

 

……….. Romagna

 

Occupa Conselice.

 

Mar. apr.

 

Emilia

 

A fine marzo muore Niccolò d’Este; nuovo marchese di Ferrara è Alberto d’Este. Quest’ultimo sigla a Pavia un accordo con Gian Galeazzo Visconti. Filippo Guazzalotti è segnalato a Ferrara.

Mag. Emilia A metà mese è contattato a Ferrara dai fiorentini Filippo Adimari e Vanni castellani.
Lug. Firenze Siena 20 lance Toscana A seguito di una congiura (sventata) ai danni di Alberto d’Este e dell’uccisione dei cospiratori Filippo Guazzalotti abbandona Ferrara e rientra a Firenze. Ha il comando di venti lance. A fine mese è inviato con la sua compagnia a Montepulciano, oggetto del contrasto che oppone fiorentini e senesi. Scorre a Torrita di Siena e rimane alla guardia di Montepulciano fino alla fine dell’ anno.
1389

 

Apr.

 

Firenze

 

Milano Siena

 

Toscana

 

Con Pazzino Donati e Francesco Allegri accoglie calorosamente  a Firenze Francesco Novello da Carrara che si sta preparando alla riconquista di Padova contro i viscontei.

Sett.

 

100 lance

 

Emilia e Romagna

 

Giunge a Bologna ed a Bertinoro per proteggere la vita di Francesco Novello da Carrara minacciata dai partigiani di Carlo Malatesta. Quest’ultimo, infatti,  coadiuva la politica del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti.

1390

 

Gen.

 

Toscana

 

Si trova in Val di Chiana con 200 lance e 1000 balestrieri per fronteggiare i senesi ed i viscontei. Si impossessa di Chiusi con Cecco di Diana e ne assedia la rocca: interviene  a favore dei difensori Paolo Savelli con 300 lance. Filippo Guazzalotti fa dare alle fiamme alcune case e ripara a Montepulciano: per la fretta, lascia nelle mani degli avversari la bandiera della parte guelfa che viene portata a Siena.

Feb. Toscana Agli inizi del mese è segnalato a Firenze. Viene condotto per sei mesi con una provvigione mensile di 100 fiorini. E’ pure concessa ai figli Niccolò ed Ugo una compagnia di quindici lance.
Giu.

 

Umbria e Toscana

 

Si allontana dal perugino con Giovanni Colonna ed il genero Bartolomeo Boccanera (600 cavalli); assale Foiano della Chiana con 300 cavalli. A metà mese cade in un  agguato tesogli nei pressi da Giovanni Tedesco da Pietramala ed è fatto prigioniero con gli altri due  capitani. Liberato, si trasferisce alla difesa del castello di Marciano, investito sempre dal Pietramala. Fa calare il ponte levatoio per attaccare gli avversari: gli viene chiusa la porta alle spalle e gli abitanti tirano sassi e colpi di balestra sui suoi uomini. Deve  arrendersi. Rilasciato dopo un banchetto cui è stato invitato dal Savelli, si reca a Montepulciano. Si ammala in pochi giorni e muore non senza sospetto di essere stato fatto avvelenare da Gian Galeazzo Visconti per vendicare in tal modo l’analoga morte per mano dei fiorentini di Giovanni degli Ubaldini.

 CITAZIONI

“Valente capitano.” PIGNA

“Lustra bis octo aderant tercentum mille per annos/ Quae castrum tangunt Salicetum et moenia portam/ Condita sunt populis Estensis marchio tunc cum/ Sceptra Nicolais mulcebat dulcia nostris/ Hacque Guazalotus capitaneus urbe Philippus/ Tunc aderas nobis Platexi Lippe potestas/ Estensi Tuscus sed vectigalia divo/ Servare..” Versi riportati dal TIRABOSCHI, che compaiono presso la porta di Saliceto, a Modena per ricordare il compimento delle opere di rafforzamento delle mura cittadine.

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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