FILIPPO DA PISA

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Condottieri di ventura

1503      FILIPPO DA PISA  (Filippo Tibertelli)

  • 1414 (luglio)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1382PerugiaFuoriusciti 

 

Umbria

Ha l’incarico di recuperare Castelnuovo  appartenente ai Michelotti: i priori consegnano 1000 fiorini ad alcuni soldati ed il castello perviene in pochi giorni in potere dei perugini.

1386

Mar.PadovaVerona 

 

Veneto

Con Bartolomeo Boccanera si trova nei pressi di Conegliano con 60 lance e venti ungheri al fine di danneggiare gli scaligeri.

Lug. 

 

 

 

1000 cavalliVeneto

Si trova a Padova allorché viene stipulato il contratto per la liberazione di Ostasio da Polenta, catturato il mese precedente nella battaglia di Brentelle.

1387

Feb. 

 

 

 

 

 

Veneto

Partecipa con altri capitani carraresi ad un consiglio di guerra che si svolge a Cerea.

Mar. 

 

 

 

 

 

Veneto

A Castelbaldo per un nuovo consiglio di guerra. Prende parte alla omonima battaglia in cui combatte inserito nella seconda schiera, forte di 1000 cavalli, con Giovanni degli Ubaldini, Giovanni Tedesco da Pietramala e Borso Gambara. Con costoro respinge gli avversari che hanno superato il fossato che separa i contendenti.

1390

Nov.MilanoFirenze Padova 

 

Piemonte

Opera  nell’alessandrino per bloccare il passo all’eventuale arrivo di Giovanni d’Armagnac.

1391

Lug. 

 

 

 

 

 

Piemonte Veneto

Prende parte alla battaglia di Castellazzo in cui i cavalli francesi vengono sgominati a seguito di un combattimento che dura tre ore. Un suo scudiero (Benzio Bussazzi) si imbatte nell’Armagnac che vede morente sulla riva di un ruscello. Lo fa prigioniero e lo conduce ad Alessandria dove il capitano francese viene riconosciuto. Subito dopo la vittoria Filippo da Pisa si trasferisce a Verona per coadiuvare Ugolotto Biancardo ai danni dei carraresi.

1394EsteFerrara 

 

Emilia

Si collega con Giordano da Savignano e favorisce la causa di Azzo d’Este contro il marchese di Ferrara. Depreda la Garfagnana e la montagna modenese.

1396
Mag.FirenzeComp. venturaToscanaViene assunto in aspetto dai fiorentini per difendere il territorio della repubblica dalle scorrerie della compagnia di Giovanni da Barbiano.
Ago.Comp. venturaPerugia 

 

Toscana Umbria

Minaccia di scorrere in Umbria con Bartolomeo Boccanera e Ludovico Gabriotto Cantelli. Biordo dei Michelotti assolda 550 fanti e richiama il fratello Ceccolino dal regno di Napoli: quest’ultimo tallona da vicino i tre capitani con 1200 cavalli per controllare i loro movimenti. Alla fine il signore di Perugia consegna ai venturieri 4500 fiorini, di cui 2000 subito, 2000 entro ottobre e 500 al solo Cantelli. Per la stipula dell’atto Filippo da Pisa si reca più volte a Perugia: gli sono donati per la sua collaborazione 100 fiorini mentre altri 25 vanno ad un suo cancelliere.

Nov.FirenzePisa 

 

Toscana

Piero Gambacorta è  ucciso in Pisa e la signoria della città perviene sotto il controllo di Jacopo d’Appiano. Spinto dal vescovo di Pisa Lotto Gambacorta e dal conte Niccolò da Montescudaio Filippo da Pisa (400 cavalli e molti fanti) preme  sulla città  per riportarvi al potere i Gambacorta. Staziona tra Colle Val d’Elsa e Volterra con Niccolò della Gherardesca. Giunge a San Casciano in Val di Pesa, si ferma a Putignano e perviene di notte  alla Porta del borgo di San Marco. Gli vengono contro Jacopo e Vanni d’Appiano che lo respingono con i balestrieri alla porta: nella città non sorgono i tumulti sperati a favore dei Gambacorta per cui dopo un’ora di combattimento Filippo da Pisa deve ritirarsi a San Casciano in Val di Pesa ed a Lavaiano. Assale per tre volte il castello di Fabrica. Si impadronisce della località facendovi entrare dieci soldati. A fine mese tenta Terricciola; è costretto a spostarsi in Valdarno tra Cascina, Settimo e San Casciano facendovi gravi danni. I saccomanni della compagnia giungono con le loro scorrerie fino a San Lorenzo alle Corti.

Dic.MilanoFirenze 

 

Toscana

Entra in Pisa Luca di Canale con 400 cavalli e 400 fanti:  Filippo da Pisa è obbligato a ritirarsi a Ponsacco, Prata, Perignano, Lavaiano e Cevoli in Val di Cecina. Si accampa  ad Asciano ed a Fabrica dove sorgono gravi dispute nel suo campo. La  compagnia si scioglie. Si collega con Ludovico Gabriotto Cantelli ed affianca Giovanni da Barbiano ai danni dei fiorentini con 1500 cavalli. Sempre con il Cantelli si fa corrompere dagli avversari e decide di abbandonare le operazioni. Il Cantelli riesce ad anticipare i sospetti e si mette in salvo; Filippo da Pisa è invece scoperto ed incarcerato. Liberato, viene assoldato dai perugini.

1397
Gen.PerugiaFuoriusciti100 lanceUmbria
Giu.FirenzeMilano 

 

Toscana

Con Paolo Orsini fiancheggia il Boccanera in una scorreria nel pisano portata nonostante gli ordini contrari del capitano generale Bernardo della Serra.

Lug. 

 

 

 

 

 

Toscana

Con la decapitazione del Boccanera per insubordinazione si allontana dal campo con Paolo Orsini. Viene richiamato dai fiorentini.

Ago.MilanoFirenze 

 

Lombardia

E’ inviato nel mantovano per contrastare i viscontei agli ordini di Carlo Malatesta. Lascia Reggiolo e devasta con 300 cavalli il parmense: nell’ incursione sono toccate Berotto, Gualtieri, Poviglio, Meletolo e Cogruzzo; sono razziati duemila capi di bestiame e sono fatti prigionieri cento uomini. Nello stesso mese defeziona nel campo visconteo e si pone agli ordini di Jacopo dal Verme. Si accampa a Borgoforte;  cerca di impadronirsi del castello che blocca il ponte sul Po per potere penetrare nel serraglio di Mantova. Assale il campo della lega antiviscontea a Governolo; nella battaglia ha con Francesco Visconti il comando della sesta schiera forte di 1500 cavalli. Sostiene l’azione di Ottobono Terzi e si scontra con Conte da Carrara. E’ catturato.

1398

Mar.PerugiaChiesa700 cavalliUmbria

Alla morte di Biordo dei Michelotti coadiuva il fratello di quest’ultimo Ceccolino contro i pontifici.

Dic.FerraraComp. venturaCapitano g.leEmilia e Romagna

Con Francesco Buzzaccarini ed i capitani della “Compagnia della Rosa” Giovanni Malvicini, Tommasino Crivelli, Tommaso da Castello e Giovanni dell’ Ischia affronta la compagnia di Bartolomeo Gonzaga. Costringe l’avversario ad abbandonare il modenese ed a ritirarsi in Romagna. Sul fiume Ronco  sbaraglia il Gonzaga che è fatto prigioniero con tutti i suoi uomini.

1399

Ago.BolognaCunio 

 

Emilia

Combatte per Carlo Zambeccari contro i Bentivoglio e Giovanni da Barbiano che sconfigge a Spilamberto. Cattura Manfredo da Barbiano e lo fa condurre a Modena; Giovanni da Barbiano ed il figlio Conselice, parimenti fatti prigionieri, sono invece scortati a Bologna per esservi decapitati.

Sett.FerraraCunioCapitano g.leEmilia

Recupera Vignola.

1403

Sett.FerraraMilano 

 

Lombardia

Segue Niccolò d’Este contro i viscontei in soccorso di Francesco Novello da Carrara. Affianca Uguccione Contrari alla conquista di Brescia. A seguito di un compromesso tra i guelfi ed i ghibellini della città si ritira e ritorna a Padova.

Nov.PadovaMilanoCapitano g.leVeneto

E’ nominato capitano generale da Francesco Novello da Carrara  contro i viscontei. Si muove alla volta di Verona alla cui difesa si trova Ugolotto Biancardo; si acquartiera a San Martino Buon Albergo; spesso scorre nel vicentino dove fa prigionieri e razzia bestiame.

Dic. 

 

 

 

 

 

Veneto

Viene raggiunto da Francesco Terzo da Carrara e da Ubertino da Carrara; si sposta a Torri di Quartesolo;  sul Bacchiglione edifica due bastie a difesa di un ponte di legno  utilizzato per reprimere le continue molestie portate dai vicentini. Entra nel veronese e si ferma ad Albaredo d’Adige.

1404

Gen. 

 

 

 

 

 

Veneto

Sempre contrastato da Ugolotto  Biancardo, Filippo da Pisa inizia la costruzione di una forte bastia ad Albaredo d’Adige; ne fa costruire un’altra con un ponte a Porcile (Belfiore).

Mar. 

 

 

 

 

 

Veneto

Con Giacomo e Francesco Novello da Carrara fronteggia nel serraglio di Padova Facino Cane: respinge più volte i tentativi offensivi di tale condottiero volti a superare un ponte; assale il  campo dell’avversario e gli infligge alcune perdite.

Apr. 

 

 

 

 

 

Veneto

Con il ritiro di Facino Cane nel vicentino Filippo da Pisa entra prima in Legnago, accolto dagli abitanti, ed il giorno successivo in Porto con Brunoro ed Antonio della Scala; tocca Montagnana e cavalca verso Verona per restaurarvi la signoria degli scaligeri. Perde alcuni giorni sotto Cologna Veneta per impadronirsi del castello di Illasi; si accampa davanti a Verona presso Porta Vescovo;  irrompe nella città dopo un combattimento notturno al cui termine il Biancardo è costretto a rifugiarsi nella cittadella. Si porta a Campo di Marte dove è armato cavaliere dal signore di Padova con Niccolò d’Este, Giacomo da Carrara, Luca Lion, Brunoro ed Antonio della Scala, Giovanni Visconti e Nanne Strozzi; penetra, infine, nella cittadella e ne prende possesso. Ora è Filippo da Pisa ad armare cavalieri alcuni nobili padovani e veronesi tra i quali vi è Calcino Tornielli. Viene lasciato alla difesa della città allorché Francesco Novello da  Carrara e Niccolò d’Este si allontanano da Verona; a fine mese si colloca con Ludovico Buzzaccarini, Tommasino da Parma e Morello d’Alessandria a Torri di Quartesolo con l’obiettivo di assediare Vicenza.

Lug.PadovaVenezia 

 

Veneto

Si accampa a Rustega per difendere il serraglio di Padova.

Ago. 

 

 

 

 

 

Veneto

Respinge un attacco di Malatesta Malatesta al campo di Gorgo. In un primo tempo la vittoria sembra arridere agli avversari; il pronto intervento di Francesco Novello da Carrara e di Ludovico degli Obizzi volge la sorte a suo favore.

Sett. 

 

 

 

 

 

Veneto

E’ informato sul fatto che i veneziani hanno superato il serraglio di Padova nel contado di Piove di Sacco; con Ubertino da Carrara ripiega verso Stra e rinforza le difese che intercorrono da Oriago, a Stra ed a Vigodarzere.

Dic. 

 

 

 

 

 

Veneto

Paolo Savelli supera le difese del serraglio di Arino: Filippo da Pisa si ritira con i suoi uomini nel territorio di Piove di Sacco;  giunge a Ponte San Niccolò nei pressi di Padova. Si collega con Manfredo da Barbiano e Lorenzo Attendolo per attaccare il capitano avversario a Camponogara: nonostante le pressioni sua e di Ugo di Monforte l’iniziativa sfuma per il tradimento di Manfredo da Barbiano che, corrotto dai veneziani, accampa pretestuose motivazioni per non agire.

1405

Gen. feb.FerraraVenezia 

 

Emilia

Combatte sempre i veneziani agli stipendi del marchese d’Este. Blocca ad Ariano Ferrarese sul Po Giovanni da Tossignano con 200 cavalli; lo sconfigge a febbraio e gli cattura alcuni cavalli con tre connestabili di fanti.

1407

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia

A Ferrara, per il battesimo di Leonello d’Este.

1408

Giu.FerraraParma 

 

Emilia

Combatte Ottobono Terzi. Raggiunge Modena con Niccolò d’Este ed Uguccione Contrari al comando di 600 cavalli. Viene nominato governatore della città.

1414

Lug. 

 

 

 

 

 

Emilia

Muore a metà mese a Ferrara, a Santo Stefano, in una casa già appartenente a Bichino da Marano. E’ sepolto con tutti gli onori nella chiesa di San Domenico.

 CITAZIONI

-“Espertissimo Cavaliere, e di gran valore.” VERCI

-“Il quale era uno virile cavaliero et consigliero de lo illustrissimo marchexe da Este et uno dignissimo Conduttiero.” DIARIO FERRARESE

-“Prode capitano.” SPRETI

-“Egregium et strenuum scutiferum..Bellici negotii expertissimus.” DELAITO

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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