FEDERICO DA MONTEFELTRO Di Gubbio – Citazioni

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CITAZIONI

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Con Alfonso d’Aragona “Reputati i più formidabili Comandanti d’Italia.” ROSCOE

Con Domenico Malatesta “Trai Condottieri più celebri.” TONDUZZI

“Chiaro in quei tempi per gloria d’armi.” BRUTO

“Savio e valente capitano.” BROGLIO

“Esperto capitano.”PAGNANI

“Eminent condottiere.” TREASE

“Verzo ma savio capitano.” SANUDO

Con Roberto Malatesta “generali..prodi e al sommo celebri.” PIGNOTTI

Campagna di Toscana in 1450 “Iam Federicus adest etruscis laetus ab ores/ Dux belli studio pacis et arte nitens,/ Iamque suas repetit sedes ad tecta cohortum/ Horrida prodit hiems armigerarumque trahit.”LAPI

“Altro gran generale di quel tempo.”BURRIEL

“Optimum belli imperatorem.”ALBINO

“Virum bello ac  pace egregium.” BRACCIOLINI

“Che era tenuto un de’ migliori Capitani di quella età.” TARCAGNOTA

“Rei militaris perito.” FACIO

“Eccellentissimo capitano.” MACHIAVELLI

“Illustre e virtuoso sopra tutti gli altri regoli di quel tempo.”DELFICO

“Summae providentiae Ducem: cuius virtus multi iam bellis cogniti erat.” PICCOLOMINI

“Virum pace ac bello aeque clarissimum.” CAMPANO

“Grant saige homme et bon capitaine.” COMMYNES

“Principe di accorgimento e di valore non ordinario per cui da tutti i più potenti sovrani d’Italia, era a gara richiesto per condurre le loro truppe, e accolto co’ più singolari onori.” TIRABOSCHI

“Eccellentissimo in guerra, e più glorioso per fatti d’arme.” VESI

“Di grandissimo nome nelle guerre.” DE LELLIS

“Verum omnibus non solum militari laude, sed etiam imperio dignitateque antecellebat.” FABRONIO

“Valente e generoso principe fra quanti aveva in Italia a quei dì.”CRISTOFANI

“Fu quel tanto celebrato Capitano, che per i suoi valorosi pregi ed eccelsi meriti fu di conte creato duca d’Urbino.”GUERRIERI

“Prode e generoso Capitano..personaggio di tanto valore e di sì gran merito, che questo secolo non contò verun altro uguale a lui.” AMIANI

“Quae excellentium tum omni genere laudis virorum copia afflexerat, virtutis humanitatis.” SIGONIO

“Capitano di eserciti, chiarissimo di tutti ne’ tempi suoi; ma chiaro ancora, fra molte egregie virtù, per il patrocinio delle lettere.” GUICCIARDINI

“Princeps illustris et peritissimus rei militaris.”IVANI

“Invitto espugnatore di città..che mai tornò da imprese mal riuscite.” CONTI

“L’ultimo grande condottiero italiano, secondo il comun giudizio.” PIERI

“Molti storici attribuiscono anche a Federico da Montefeltro.. un ruolo importante nella congiura contro Lorenzo il magnifico..Una lettera in codice del Montefeltrano, risalente a due mesi prima del complotto e indirizzata ai suoi ambasciatori a Roma, documenta il grado di coinvolgimento del duca.” VIROLI

“States preferred circumspects captains who could keep their armies intact and avoid major losses. In the fifteenth century the careful, if unimaginative, Federigo da Montefeltro was more sought after as a commander than his daring contemporary and rival Sigismondo Malatesta.” CAFERRO

“Condottiero abile ed esperto.” MORO

“(Alla guerra di Ferrara) Homo vecchio de anni 65 in 70 al parere, et havea lo oglio drito cavato e stropiata la gamba sinistra.” Da una cronaca ferrarese riportata da MORO

“I particolari sui fasti di questa corte ce li segnala una “Memoria felicissima dello Illustrissimo Signore Duca Federico duca d’Urbino e de la sua famiglia che teneva, opera di Susec antiquo cortigiano”, dalla quale si ricava l’immagine di una Urbino assurta al rango di grande corte principesca, non seconda a quelle di Francia e Inghilterra, con i vari ruoli e gradi gerarchici, da quelli nobili con una schiera di conti, tra parenti e giovani delle più nobili famiglie italiane, al personale subalterno, con maestri di scherma e di ballo, suonatori e cappellani, damigelle, paggi, camerieri, scudieri e staffieri.” RENDINA

“(Con la sua morte) se ne andava così “el primo capitano de gente d’arme d’Italia”, come assicurò un anonimo cronista volterrano. Formatosi alla scuola di Niccolò Piccinino, continuatore della tradizione braccesca, seppe da essa trarre l’arte del temporeggiare, la cautela nelle decisioni da prendere con la ragione più che con l’istinto. Passato poi a militare con Francesco Sforza erede della tradizione paterna, vide e imparò la tattica e la strategia di un capitano che sulla forza dell’assalto improvviso e intelligente basava il suo modo di intendere la battaglia. Federico andò oltre sviluppando la capacità di fondere le due scuole e di creare un suo modo di combattere che si basava sul cauto temporeggiare della prima scuola e sulla spontaneità guidata della seconda. Forgiò poi il tutto sulla potenza delle nuove armi da fuoco, su cui poggiò la grandezza di un ducato che trasformò in ricettacolo di sapienza, scienza, arte e cultura.” STAFFA

“Si distinse tra i più grandi combattenti dell’Italia del Quattrocento, prestando la propria abilità e le proprie truppe a molti signori italiani, cui regalò vittorie memorabili.” TANZINI

“Federico non dimenticò mai gli anni passati alla “Casa zoiosa”: non solo, infatti, quarant’anni più tardi, teneva nel suo studio il ritratto di Vittorino da Feltre, ma aveva nella biblioteca la biografia del maestro insieme con il “De liberis educandis” del Vergerio. Anche quando, solo quindicenne, Federico fu lontano da Mantova, continuò a “cavalcare, armeggiare, giocare di spada” e a praticare esercizi che se imparano per chi vole esercitare l’arte militare” (VERGERIO); un’arte alla quale si mostrava disposto, pur senza cessare di coltivare validamente anche gli studi letterari.” SETTIA

“Inizialmente commissionato per la camera da letto del duca nel Palazzo Ducale di Urbino, il “Ritratto del duca Federico e di suo figlio Guidobaldo” di Pedro Berruguete (Galleria Nazionale delle Marche, Urbino) è una raffigurazione domestica di uno dei più celebri capitani di ventura del XV secolo…Come suggerito dal ritratto del Berruguete, Federico si era guadagnato la reputazione di comandante tra i migliori del suo tempo e non solo, e sembrava riassumere tutto il positivo che poteva esserci in un condottiere del XV secolo. Fin dal 1464 Gianmario Filelfo (figlio di Francesco) l’aveva acclamato “nuovo Ercole” e aveva composto un poema epico, il “Martiados”, per degnamente celebrare Federico in quanto quasi mitico eroe in armatura; un ruolo riproposto con magnificenza stilistica in un’agiografica biografia di Pierantonio Paltroni. Perfino il fiorentino Cristoforo Landino osservò nelle “Disputationes Camaldulenses” che Federico meritava senza dubbio di “esser paragonato ai migliori capitani dell’età antica.”” LEE

  BIOGRAFIE SPECIFICHE

-B. Baldi. Vita e fatti di Federigo da Montefeltro duca d’Urbino.

-B. Boeck – A. Tonnesmann. Federico da Montefeltro. Arte, stato e mestiere delle armi.

-F. Filelfo. Vita di Federico d’Urbino.

-G. Muzio. De’ fatti di Federico di Montefeltro duca d’Urbino.

-G. De’ Rossi. Vita di Federico da Montefeltro.

-G. Santi. La vita e le gesta di Federico da Montefeltro duca d’Urbino.

-R. de la Sizeranne. Federico da Montefeltro, capitano, principe, mecenate (1422-1482)

-W. Tommasoli. la vita di Federico da Montefeltro. 1422-1482