FEDERICO DA MONTEFELTRO Ghibellino

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Condottieri di ventura

1158      FEDERICO DA MONTEFELTRO  Ghibellino. Conte. Signore di Urbino, Pisa, Cagli e Fano. Padre di Nolfo e di Niccolò, cugino di Speranza.

+ 1322 (aprile)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1277  

 

 

 

 

 

Toscana

Ha l’incarico di podestà di Arezzo.

………………  

 

 

 

 

 

 

 

Viene scomunicato con il padre Guido.

1295  

 

 

 

 

 

 

 

E’ assolto con il padre da ogni censura ecclesiastica dal papa Bonifacio VIII.

1298  

 

 

 

 

 

 

 

 
Giu. Ghibellini Imola  

 

Romagna

Dopo la conquista di Imola da parte di Maghinardo da Susinana e di Galasso da Montefeltro è nuovamente colpito da interdetto del legato apostolico della Marca Guglielmo Durand. La sentenza è cassata dal papa allorché Bonifacio VIII ha bisogno dell’aiuto dei ghibellini per espugnare Palestrina feudo dei Colonna.

1299  

 

 

 

 

 

Toscana

Podestà di Arezzo.

1300  

 

 

 

 

 

 

 

 
Mag. Ghibellini Gubbio  

 

Umbria

Con Galasso da Montefeltro, il conte di Ghiaggiolo Uberto Malatesta ed Uguccione della Faggiuola entra in Gubbio per il Monte di Sant’Ubaldo.

Giu. Gubbio Chiesa Perugia  

 

Umbria

Resta a Gubbio un mese. La reazione della curia non si fa attendere. E’ scacciato dalla città dall’ intervento di Cante Gabrielli e dei perugini.

1301  

 

 

 

 

 

 

 

 
Feb.  

 

 

 

 

 

Romagna

Prende parte a Ravenna al parlamento generale indetto dal conte di Romagna, il cardinale Matteo di Acquasparta. Con Federico da Montefeltro si trova anche Maghinardo da Susinana.

Mag. Cesena Fuoriusciti  

 

Romagna

Ricopre in  Cesena (dall’anno precedente) l’incarico di capitano della città con Uguccione della Faggiuola e Ciappettino degli Ubertini. Ne viene scacciato da  Raule dei Mazzolini.

1302  

 

 

 

 

 

 

 

 
Ott. Arezzo Cesena  

 

Romagna

E’ podestà di Arezzo. Con Uguccione della Faggiuola accorre in soccorso di Bernardino da Polenta; nominato viceconsole dell’ arcivescovo con ravennati ed abitanti di Cervia pone l’assedio a Cesena, occupa i castelli del contado con l’eccezione di Roversano e di Fermignano, abbatte il castello che difende il porto di Cesenatico e fa interrare il porto.

1303 Arezzo Firenze Siena  

 

Toscana

Affronta i guelfi neri di Firenze con i ghibellini ed i guelfi bianchi. Con Ciappettino degli Ubertini sostituisce Uguccione della Faggiuola nella podesteria di Arezzo quando quest’ultimo rivela qualche esitazione nel combattere gli avversari; sconfigge fiorentini e senesi a Cennina.

1304  

 

 

 

 

 

 

 

 
Primavera  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ ancora podestà di Arezzo. Muove contro Firenze.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Investe Firenze, contro la quale ha fatto confluire ingenti forze dalla Romagna, da Bologna ed i guelfi bianchi toscani agli ordini di Aghinolfo di Romena. Baschiera della Tosa penetra nei borghi della città fino a piazza San Giovanni con due giorni in anticipo sul convenuto senza aspettare l’arrivo delle  masnade aretine di Federico da Montefeltro e di quelle pistoiesi di Tolosato degli Uberti: l’attacco è così facilmente respinto da Cante Gabrielli. Molti sono gli uccisi; i prigionieri sono impiccati nella piazza di San Gallo.

…………… Todi Guelfi  

 

Umbria

Da Pisa punta in Umbria per soccorrervi Todi.

1305  

 

 

 

 

 

 

 

 
……………… Chiesa Rimini Firenze  

 

Marche

Affianca il cardinale legato Napoleone Orsini contro Pandolfo Malatesta che, alla morte di Bonifacio VIII, si è inpadronito  di Fano,  Senigallia e  Fossombrone.

Dic.  

 

 

 

 

 

Marche

Federico da Montefeltro fa parte con i comuni di Fabriano, di San Severino Marche e di Matelica, degli “Amici della Marca” capitanati dal cugino Speranza; occupa Serrungarina e Montecampanaro dove è chiamato dai nobili fanesi.

1306  

 

 

 

 

 

 

 

 
Lug.  

 

 

 

 

 

Marche

Conquista Fano;  poco dopo Pandolfo Malatesta deve abbandonare anche Pesaro e Senigallia. Federico da Montefeltro compie un’incursione nel maceratese e si presenta sotto le mura del capoluogo. Dalla città esce il podestà Berardo da Varano. Deve ritirarsi. Nell’anno si impadronisce di Urbino di cui  manterrà la signoria fino alla morte.

………………  

 

 

 

 

 

Romagna  Toscana

Lascia la Romagna per sostenere il cardinale Napoleone Orsini ai danni dei fiorentini; per strada è molestato dalle milizie di Malatestino Malatesta che, con i riminesi ed i cesenati comandati da Uberto Malatesta, tentano di fermarlo a Montevecchio.

1307  

 

 

 

 

 

 

 

 
Giu. Chiesa Firenze  

 

Marche e Umbria

Accorre in aiuto del legato pontificio, il cardinale   Napoleone Orsini favorevole ai ghibellini. Con Speranza da Montefeltro muove verso Arezzo;  vince i Malatesta ad Uffogliano in Val Marecchia; si congiunge con i ghibellini dell’alta valle del  Tevere, con i Tarlati, gli Ubaldini ed il cardinale Orsini. Si impadronisce di Città di Castello;  combatte i fiorentini allestendo un esercito di 2500 cavalli e di 10000 fanti. L’azione non si conclude per la mancanza di volontà offensiva.

Ago. Urbino Rimini  

 

Romagna

Con Ciappettino degli Ubertini soccorre gli Ordelaffi ai danni dei Malatesta nell’occupazione di Bertinoro. Infligge gravi perdite agli avversari.

1308  

 

 

 

 

 

 

 

 
Apr. Forlì Cesena  

 

Toscana  Romagna

Costretto ad abbandonare Arezzo riprende l’iniziativa in Romagna; con Scarpetta Ordelaffi, forze imolesi, faentine e forlivesi attacca Cesena dove è sempre podestà il conte di Ghiaggiolo. Irrompe nella Valle di San Vittore e dà il guasto al territorio.

Ago.  

 

 

 

 

 

Romagna

Si addiviene ad una pace generale con la restituzione dei prigionieri.

………….. Capitano g.le Marche E’ nominato capitano generale della lega ghibellina per contrastare i guelfi comandati da Poncello Orsini e da Ubertino de Salis.
1309  

 

 

 

 

 

 

 

 
Mar.  

 

 

 

 

 

Toscana

Viene eletto podestà di Pisa.  Manterrà tale incarico per un quinquennio fino al 1313.

………………  

 

 

 

 

 

Umbria

Con la mediazione di Perugia conclude la pace con Città di Castello.

Giu. Chiesa Ancona  

 

Marche

Alla testa degli “Amici della Marca”, di Jesi, Osimo, San Severino Marche, Rocca Contrada (Arcevia) e di Camerino coadiuva il rettore della Marca Raimondo d’Attone contro Ancona. Le truppe avversarie sono sconfitte tra Chiaravalle e Camerata Picena; fra i nemici, comandati da Poncello Orsini, rimangono sul terreno 4000 uomini ed altri 1000 sono catturati.

1310 Impero Firenze Capitano g.le Toscana

Va incontro con il cugino Speranza all’imperatore Enrico di Lussemburgo; nell’ esercito imperiale Federico da Montefeltro ha il comando supremo dei contingenti italiani.

1312  

 

 

 

 

 

 

 

 
Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana

Fronteggia i fiorentini alla testa di 500 cavalli e di 10000 fanti. Con la vittoria degli imperiali ad Incisa in Val d’Arno Federico da Montefeltro può riprendere l’iniziativa; devasta Santa Margherita a Montici e le colline attorno a Fiesole, si colloca a San Casciano in Val di Pesa con il cugino Speranza.

Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana

Con Uguccione della Faggiuola e Roberto di Fiandra (700 cavalli) si impossessa in Val d’Elsa del castello di Casole d’Elsa,  subito assediato da fiorentini e senesi.

1313  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.  

 

 

 

 

 

Toscana

Esce dal castello di Casole d’Elsa approfittando della rilassata vigilanza delle truppe che lo assediano. Ripara negli accampamenti imperiali.

Feb.  

 

 

 

 

 

Toscana

A Pisa; presenzia alla cerimonia in cui l’imperatore bandisce come ribelli molti abitanti di Firenze. E’ riconfermato da Enrico di Lussemburgo come vicario della città.

………………  

 

 

 

 

 

Umbria

Molesta in Umbria il territorio di Città di Castello.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

Lascia Pisa perché inviato dall’ imperatore ad Arezzo come suo vicario.

Ago.  

 

 

 

 

 

Toscana

Sempre con Uguccione della Faggiuola raggiunge a Montaperti Enrico di Lussemburgo con 200 cavalli, 2000 fanti aretini e molti ghibellini della Val d’Ambra. Dà il guasto al territorio finitimo. Alla morte dell’imperatore che avviene nella Maremma senese a Buonconvento l’esercito imperiale si sbanda. Federico da Montefeltro si porta immediatamente ad Arezzo con un ingente bottino. La maggior parte del bestiame razziato viene, tuttavia, perso durante la marcia.

1314  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ sempre vicario imperiale ad Arezzo.

1315
Mag. giu. Ghibellini Ancona Macerata Marche Viene eletto capitano degli “Amici della Marca” (Osimo, Fabriano, Recanati, San Severino Marche, Matelica, Cingoli, Serra San Quirico, Corinaldo, Montenovo/Ostra Vetere, Montecassiano, Montemilone/Pollenza e Monterubbiano). L’operato dei ghibellini consiste in un crescendo di violenze ai danni di Ancona, Macerata e di altre terre.  Gli “Amici” vengono messi al bando dalla curia. Fanno parte della lega ghibellina anche Rinaldo di Brunforte, Lomo da Jesi, Lippaccio da Osimo, Tommaso Chiavelli, Contuccio della Genga, Mizia di Corinaldo, Appigliaterra di Cingoli.
1316 Ghibellini Rimini Napoli  

 

Romagna

Guerreggia in Romagna contro gli angioini e Malatestino Malatesta; stipula presto una tregua con quest’ultimo.

1317 Urbino Chiesa  

 

Marche

Sottrae con la forza ai guelfi Recanati, Urbino, Cingoli e Fano. Con i ghibellini di Fermo e di Fabriano espugna nei pressi di Urbino Castelcavallino occupato in precedenza dai   Malatesta; invade  il maceratese e ne danneggia il territorio abbattendo piante, bruciando raccolti e case. Ottiene anche Cagli per trattato;  assedia nella rocca il podestà  Muzio Gabrielli. E’ condannato in varie riprese con Guido e Speranza da Montefeltro dal rettore della Marca. Attaccato dai perugini comandati da Oddo Oddi è costretto a cedere la località al nuovo pontefice Giovanni XXII.

1318  

 

 

 

 

 

 

 

 
Giu.  

 

 

 

 

 

Marche

Promette al rettore della marca d’ Ancona Amelio di Lautrec di restituire i castelli di Primicilio e di Pietralata e di riammettere in Urbino gli esuli guelfi.

Sett. Urbino Chiesa  

 

Marche

Il rettore della Marca promuove una lega guelfa tra le città di Camerino, di San Severino Marche e di Matelica contro gli “Amici della Marca” ed i conti di Urbino. Federico da Montefeltro apre le ostilità contro Berardo da Varano, occupa e saccheggia Apiro con i fuoriusciti di Jesi. E’ dichiarato eretico ed idolatra ed è colpito da interdetto con il cugino Speranza: per tutta risposta scaccia da Nocera Umbra il conte Bernardino da Marsciano, entra nottetempo in Cagli e ne espelle il podestà Cantuccio Gabrielli. La città è messa orrendamente a sacco.

………………  

 

 

 

 

 

Marche

Cavalca nel maceratese e ne mette a ferro e fuoco tutto il contado; si impadronisce di Cingoli ed assieme a Lippaccio da Osimo occupa Fano. Soccorre in Castelleone Scattone di Brunforte, ivi assediato dai pontifici.

1319  

 

 

 

 

 

 

 

 
………………  

 

 

 

 

 

Marche

Amelio di Lautrec ed il giudice generale della Marca Niccolò da Reggio condannano Federico da Montefeltro per l’eccidio di Cagli al pagamento di 10000 lire ravennati ed alla confisca dei beni. E’ dichiarato ribelle allo stato della Chiesa. Il condottiero abbandona  Cagli; prima di allontanarsi dalla città pretende dagli abitanti 630 lire a saldo delle paghe dei suoi uomini.

………………  

 

 

 

 

 

Umbria

Con i ghibellini marchigiani e quelli di Spoleto scaccia da Spoleto i  guelfi locali, dei quali molti sono uccisi ed altri imprigionati. Gli vengono contro i perugini ed i guelfi toscani, guidati dal governatore del ducato Rinaldo di Sant’Artemia.

Sett.  

 

 

 

 

 

Umbria

Con il vescovo di Arezzo Guido Tarlati aiuta  Muzio di Francesco e Vanni da Poppi (podestà di Assisi) a scacciare i guelfi anche da quest’ultima città; i ribelli, spinti da Muzio di Francesco, si appropriano del tesoro di San Francesco e si impadroniscono di numerosi oggetti preziosi che saranno venduti sui mercati di Arezzo, di Firenze e di Fabriano per 14000 fiorini.

Nov.  

 

 

 

 

 

Umbria

Invia 600 cavalli a Muzio di Francesco per sollevare Spoleto e Nocera Umbra ai danni degli ecclesiastici. Con la cattura del balivo della curia generale del legato Buonagrazia da Parma e del figlio di costui Gerarduzzo  (gettati in carcere, costoro hanno lingua, orecchi e naso mozzati) Federico da Montefeltro è condannato dal pontefice ad una multa di 100000 marchi.

1320  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.  

 

 

 

 

 

Marche

Combatte Ancona con i soccorsi del vescovo di Arezzo (cinque bandiere di cavalli agli ordini di Tarlatino Tarlati).

………………  

 

 

 

 

 

Marche e Umbria

Piomba su Urbino; fa ribellare Assisi;  libera Spoleto dall’assedio dei perugini guidati dal governatore del ducato di Spoleto Rinaldo di Sant’Artemia.

Ott.  

 

 

 

 

 

Marche

Viene nuovamente scomunicato con il cugino Speranza perché non vuole restituire allo stato della Chiesa la città di Urbino ed i castelli del contado.

1321  

 

 

 

 

 

 

 

 
……………  

 

 

 

 

 

Marche

Occupa Fano;  ne è scacciato poco dopo dai pontifici.

Mar. ago.  

 

 

 

 

 

Romagna  Marche e Umbria

Piomba nel riminese e lo mette a sacco: occupa Cerasolo, Montescudo e Montegridolfo con il cugino Speranza, Uberto Malatesta, Paoluccio  della Faggiuola e Lippaccio da Osimo: riceve anche aiuti da Guido Tarlati che invia milizie aretine comandate da Pier Saccone Tarlati e da Castruccio Castracani. La  sorpresa non ha gli effetti sperati perché Rimini, con i soccorsi dei bolognesi, resiste. Ad agosto, batte gli avversari a Cingoli. Lascia il cugino Speranza ed i figli alla difesa di Urbino ed accorre in Umbria. E’ nominato capitano di Spoleto;  fronteggia i perugini.

Ago.  

 

 

 

 

 

 

 

Riorganizza la reazione ghibellina intervenendo in Fabriano, Serra San Quirico ed in altre località. Federico da Montefeltro è accusato di eresia e di culti idolatrici ed è scomunicato ancora una volta da Giovanni XXII.

Sett.  

 

 

 

 

 

Umbria

I Malatesta (Pandolfo e Ferrandino) passano al contrattacco e si accampano a Montefabbri alle porte di Urbino.

Dic.  

 

 

 

 

 

 

 

L’arcivescovo di Ravenna lo dichiara una volta di più eretico, idolatra e nemico della Chiesa. Il papa ordina la crociata nei suoi confronti: è previsto nel bando che chi militi per i un anno contro Federico da Montefeltro  la concessione di un’indulgenza pari a quella che la Chiesa è solita dare ai crociati in partenza per la Terrasanta. Il signore di Urbino è assalito dalle schiere dei Trinci di Foligno, da quelle dei Gabrielli di Gubbio, dai perugini e dai soldati di Città di Castello: non è al contrario  adeguatamente soccorso dagli alleati il vescovo di Arezzo e Castruccio Castracani.

1322  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.  

 

 

 

 

 

Marche

Pandolfo e Ferrandino Malatesta lo costringono ad abbandonare l’idea di prestare soccorso a Recanati ed a ritornare alla difesa di Urbino: la città è sempre più gravata da nuovi balzelli.

Apr.  

 

 

 

 

 

Marche

Urbino si solleva a Federico da Montefeltro; è assalito nella torre maestra mentre in città  penetrano in trionfo i suoi avversari.  Si presenta alla folla con il figlio Francesco, tutti e due con il capestro al collo e chiedenti misericordia. E’ trucidato con il figlio dagli astanti su istigazione del vescovo di Rimini. Il cadavere è trascinato per terra fino ad una fossa dove viene sepolto in una buca piena di letame di cavallo perché scomunicato. Altri due figli riescono a fuggire da Urbino per essere catturati a Gubbio; un altro,  più piccolo, è fatto prigioniero sempre in Urbino. Il cugino Speranza fugge nel castello di San Marino. L’ arma di Federico da Montefeltro è scolpita nell’ oratorio di Santa Maria e presso i bagni di Montepisano da lui fatti restaurare.

 CITAZIONI

“Aveva dimostro nell’armi l’usato valore di sua famiglia in molte guerre.” UGOLINI

Con Uguccione della Faggiuola “Valenti capitani.” PARDI

“Federico figlio di Guido riuscì non inferiore al padre nel valore militare, sebbene non così fortunato nel fine della sua vita e nel governo dei popoli.” COLUCCI

“(La sua) carriera.. suggerisce che addirittura nell’incarico podestariale, quand’era conferito per ragioni inizialmente militari, si possano individuare le radici del mercenariato italiano trecentesco.” BARBERO

Ricordato in un’epigrafe metrica nel pergamo del duomo di Pisa, scolpito da Giovanni Pisano “Iam dominante Pisis concordibus atque divisis/ Comite Montis Feretru Federici.”

Epigrafe che lo ricorda posta nella chiesa di Montepisano “Annis millenis trecentis, et duodenis,/ In dicto anno Iulium dum perderet aestas,/ Arbitrio pleno capitaneus, atque potestas,/ Urbis realis Pisanae cum generalis/ Esset magnificus comes, et fortis Federicus/ Feretris Montis venis erumpere portis,/ Balnea tam clara sunt montis haec reparata,/ Praeceptore sero fatio comitis Bavatero,/ Cui dat nota plebatus de Galeata/ Tot sanat morbos simul, undas vix habet orbis.”