FABIO ORSINI Signore di Mentana

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FABIO ORSINI  Signore di Mentana. Figlio di Paolo, fratello di Camillo, cognato di Vitellozzo Vitelli.

1476 – 1503 (dicembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1487  

 

 

 

 

 

 

 

Giovanissimo compone un carme eroico.

1495  

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Siena Firenze  

 

Toscana

Entra in Montepulciano in  soccorso dei senesi.

1498  

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Orsini Colonna  

 

Lazio

Con Bartolomeo d’Alviano, Morgante Baglioni, Giulio Vitelli, Saccoccio da Spoleto, Giulio Orsini, Giovanni di Ceri e Gian Giordano Orsini prende parte all’assedio di Palombara Sabina alla cui difesa si trova Troilo Savelli.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lazio ed Umbria

Scorta da Roma a Spoleto Lucrezia Borgia,  cugina della moglie Girolama Borgia e pronipote del papa Alessandro VI, con una compagnia di arcieri.

1499  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

 

 

Lazio ed Umbria

Scorta ancora Lucrezia Borgia da Roma a Spoleto assieme con Jofré Borgia: la figlia del papa Alessandro VI vi deve infatti assumere la carica di governatore della città.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Roma. Libera dal carcere di Tor di Nona un suo partigiano: non vi è nessuna reazione ufficiale al suo gesto.

1500 Chiesa Faenza  

 

Romagna

Combatte per Cesare Borgia ai danni dei Manfredi.

1501  

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Romagna

Entra in Faenza.

Lug. Francia Napoli  

 

Campania e Lazio

Affronta gli aragonesi per conto dei francesi. Cattura in Campania Troilo Savelli e lo imprigiona nella rocca di Catino in Sabina.

1502  

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Chiesa Firenze  

 

Toscana

Con Giampaolo Baglioni muove contro i fiorentini.

Lug. Chiesa Firenze  

 

Toscana

Entra in Arezzo con Vitellozzo Vitelli e Piero dei Medici alla testa di 50 cavalli e di 300 archibugieri. Dopo la fuga del commissario fiorentino Antonio Giacomini dal campo di Castelluccio al Borro (Castelluccio) con il Medici propone, inutilmente,  di inseguire gli avversari, di impadronirsi di Montevarchi e di spingersi sotto Firenze: prevalgono le opinioni di Giampaolo Baglioni e di Vitellozzo Vitelli che consigliano di rafforzare le posizioni conseguite perché sono in arrivo soccorsi ai fiorentini da parte dei francesi. Fabio Orsini si ferma con il Baglioni al campo di Ponte a Buriano; sempre con tale capitano si trasferisce nel Casentino a Rondine allorché si avvicina l’Imbauult Rivoire: alla fine Cesare Borgia impone a tutti di allontanarsi dalla Toscana.

Dic. Chiesa Senigallia  

 

Marche

Assale i della Rovere in Senigallia; è segnalato a Morro d’Alba.

1503  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Orsini Chiesa  

 

Marche Toscana e Lazio

Contrasta i pontifici dopo l’uccisione a Senigallia di Vitellozzo Vitelli e di Oliverotto da Fermo. Abbandona Morro d’Alba; giunge a Montalboddo (Ostra) con Giampaolo Baglioni, le milizie vitellesche e quelle di Francesco Orsini (in tutto 500 cavalli, 4/5000 fanti ed un buon numero di schioppettieri e balestrieri a cavallo). E’ messo in fuga da Michelotto Coreglia che conduce 2000 cavalli. Ripara a Pitigliano dove è ospitato da Ludovico Orsini.  Si collega con Troilo Savelli;  insieme i due condottieri attaccano un castello pontificio. Esce poi  da Cerveteri con Organtino Orsini; con Giulio Orsini minaccia i nemici da Ceri e da Bracciano infestando l’agro romano. Conquista in un primo momento il Ponte Nomentano a Roma;  ne viene poco dopo respinto dai pontifici. Entra in Fiano Romano e si spinge fino a Nerola (dove si trova con soli 70 cavalli) confidando negli aiuti dei colonnesi.

Feb.  

 

 

 

 

 

Lazio ed Abruzzi

Viene bandito come ribelle dai pontifici. Con Organtino Orsini si ritira inizialmente a Cerveteri, di seguito ad Isola Farnese con Franciotto Orsini. Con Muzio Colonna, Troilo Savelli e Franciotto Orsini soccorre il duca di Traietto. A Bracciano.

Mar.  

 

 

 

 

 

Lazio

Tenta di demolire due castelli di Gian Giordano Orsini (Sant’Angelo Romano e San Polo dei Cavalieri) per impedire che cadano in potere degli avversari: gli abitanti si oppongono al suo obiettivo e lo pongono in fuga.

Giu. Francia Spagna  

 

Lazio e Abruzzi

Si trova a Sgurgola ed a Tagliacozzo; occupa la Marsica. E’ respinto nel lago Fucino da Fabrizio Colonna.

Ago. sett.

 

Orsini

 

Chiesa  

 

Lazio

Alla morte del papa ed alla   altrettanto improvvisa malattia di Cesare Borgia rientra a Roma per la Porta di San Pancrazio con Ludovico Orsini alla testa di 400 cavalli e di 500 fanti. Assale 400 fanti spagnoli che provengono da Città di Castello; sono tutti uccisi per le vie cittadine. Sono pure  dati alle fiamme  case e fondachi appartenenti a mercanti ed a cortigiani della medesima nazionalità: sempre per vendicare la morte del padre sono ammazzati altri spagnoli nel canale del Ponte (la via del Banco di Santo Spirito) e nel palazzo Sora. Narrano le cronache che, ebbro di vendetta, si lavi il volto nel sangue delle sue vittime. Si ferma a Monte Giordano;  vi fa piantare alcune forche davanti al palazzo in cui ha il suo alloggio per intimare a chiunque l’interruzione dei disordini. Presto  è costretto a ritornare a Mentana per l’accordo raggiunto da Prospero Colonna con Cesare Borgia e per le pressioni del collegio dei cardinali.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lazio

Si allea con Giampaolo Baglioni, Ludovico degli Atti e Bartolomeo d’Alviano;  con tali condottieri, cui si unisce anche Renzo di Ceri, assale il Borgo Leonino quando il duca Valentino tenta di fuggire da Roma. Nello scontro è ferito il balivo di Caen e corre il pericolo di essere ucciso anche il cardinale di Rouen, Giorgio d’Amboise. Cesare Borgia trova scampo in Castel Sant’ Angelo. Fabio Orsini attacca  alcuni cavalli leggeri pontifici presso porta Torrione (Porta Cavalleggeri) e ne fa strage: fra i morti vi è anche il Remolines, fratello del governatore di Roma, il cardinale di Sorrento. Sempre preso dalla sua sete di vendetta non manca il giorno seguente dal porre a sacco il palazzo di Giovanni Matuzzi marito di Isabella Borgia. Con la morte di Pio III è obbligato dal cardinale Giuliano della Rovere a lasciare Roma con Bartolomeo d’Alviano, Giampaolo Baglioni e gli altri Orsini. Si collega  con Forzone di Ceri e compie alcune rappresaglie ai danni dei colonnesi. A fine mese ha ai suoi ordini solo 25 cavalli.

Dic. Spagna Francia  

 

Campania

Partecipa alla battaglia del Garigliano dove tenta di conquistare una testa di ponte sulla sponda opposta del fiume. E’ ucciso da un verrettone che lo colpisce alla testa dopo essere penetrato nell’elmo. Sposa Girolama Borgia, pronipote del papa Alessandro VI. Il personaggio di Fabio Orsini, insieme con quelli di Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo e Michelotto Coreglia, è stato inserito nel videogioco “Assassin’s Creed: Brotherhood” prodotto dalla Ubisoft.

 CITAZIONI

“Giovane tra i soldati italiani di non piccola aspettazione.” GUICCIARDINI

“Aveva 27 anni ed era di grande aspettazione. Poliziano lodava i suoi progressi negli studi. Dettava, diccome Cesare, a quattro secretarj, e scriveva egli stesso ad un tempo.” LITTA

“Giovane valoroso.” GIOVIO

“Giovane egregio.” BASTIANO

“Fu la sua morte invero, di grandissima perdita all’illustrissima famiglia sua, come quello che vivendo era per salire, per quello che si poteva sperare, da tanto alto principio, a quella altezza di nome, che può desiderare di salire italiano alcuno di sangue illustre e di stato.” OROLOGI

“Giovene di grande speranza.” ULLOA

Immagine: https://en.wikipedia.org/wiki/Fabio_Orsini#/media/File:Blason_fam_it_Orsini.svg