EVERSO DELL’ANGUILLARA

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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EVERSO DELL’ANGUILLARA  (Everso Orsini). Di Anguillara Sabazia. Conte.

Signore di Cerveteri, Anguillara Sabazia, Carbognano, Caprarola, Ronciglione, Capranica, Vetralla, Santa Severa, San Giovenale, Monticelli. Fratello di Dolce, padre di Deifobo, cugino di Giovambattista, suocero di Antonello da Forlì. Insignito dell’ordine dell’Ermellino.

+ 1398 ca.- 1464 (settembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1416 Anguillara Sutri Lazio

Affianca il fratello Dolce ed i congiunti Giovanni, Angelo e Giovanni nel compiere alcune scorrerie nel territorio di Sutri.

1418
Nov. Lazio

Rende atto di omaggio al papa Martino V.

1431
Apr. Chiesa Lazio

Viene nominato commissario del Patrimonio di San Pietro.

………….. Chiesa Colonna 50 cavalli Lazio

Si accorda con il protonotario apostolico Francesco Condulmer per combattere i Colonna: gli è concessa una provvigione mensile di 240 fiorini. Viene a conoscenza di una razzia compiuta da Paolo Colonna  nel territorio di Toscanella (Tuscania), che si conclude con il furto di settecento vacche condotte tutte verso Vetralla. Lascia Ronciglione, sconfigge il rivale e recupera il bestiame.

Nov. Chiesa Vico Lazio

Piomba sul castello di Vico e lo fa smantellare.

1432
Sett. Lazio

Attacca Vetralla con Giovanni Mostarda; assedia la città e pone il suo campo verso Viterbo su un tratto di mura rovinato vicino ad un mulino.

1433
………….. Lazio

Si sdegna con il papa Eugenio IV per cui non prende inizialmente parte alla guerra contro Niccolò Fortebraccio.

Mag. Lazio

A Viterbo per accogliervi l’imperatore Sigismondo d’Ungheria.

Lug. Lazio

Con Giacomo di Capranica, governatore di Castro, impedisce alle truppe pontificie di Micheletto Attendolo di entrare in Ronciglione ed in Capranica.

Ago. Chiesa Fortebraccio Lazio

Rappacificatosi con il pontefice, contrasta a Roma il Fortebraccio che, da parte sua, giunge fino a ponte Milvio.

Ott. 200 cavalli Lazio

Porta continui assalti a Vetralla ed a Montagnola. Acquista dalla Camera Apostolica per 1750 fiorini il castello di Santa Severa, confiscato ai Vico.

Dic. Lazio

E’ informato che Angelo di Roncone si è impadronito di Blera con l’aiuto degli abitanti: si porta allora a Cerveteri con Orso Orsini (300 cavalli) e muove alla riconquista della località che viene messa a sacco.

1434
Giu. Chiesa Milano Lazio

Conclude una tregua con il Fortebraccio.

Ott. nov. Chiesa Colonna  Vico Lazio

Allo scadere della tregua fronteggia i colonnesi a Roma nel borgo di San Pietro con Orso Orsini. Viene inviato dal vescovo di Recanati Giovanni Vitelleschi ad assalire Tolfa che appartiene ai Vico. A novembre deve desistere dalle operazioni di assedio. Ha una lite con il comune di Viterbo che sarà composta solo dopo cinque mesi.

1435
Mag. Lazio

Effettua varie scorrerie nei territori di Vetralla, Caprarola, Casamala e Carbognano. Giacomo di Vico chiede inutilmente protezione ai viterbesi ed a Francesco Sforza. L’Anguillara scorta il cardinale Vitelleschi a Roma ed a Viterbo.

Giu. Lazio

Cinge di assedio Vetralla; continua a devastare i raccolti del contado a Casamala, a Caprarola, a Carbognano ed a Giugnanello.

Ago. Lazio

Prende ancora parte  all’ attacco di Vetralla con Paolo della Molara.

………….. Lazio

Al termine della guerra acquista dai pontifici Vetralla per 7000 fiorini,  Vico e Caprarola   per altri 7375 fiorini.

………….. Orsini Chiesa Lazio

Compie razzie di bestiame nel viterbese;  pretende che i suoi sudditi siano esonerati dal comprare il sale a Corneto (Tarquinia). Pone in atto nuove prepotenze per cui il cardinale Vitelleschi è obbligato a prendere alcune misure ai suoi danni.

1436
Mar. Chiesa Colonna Lazio

Con l’aiuto degli abitanti dei rioni di Parione e di Ponte, fautori della causa degli Orsini, riconquista ad Antonio da Pontedera Porta San Lorenzo a Roma;  costringe quest’ultimo a ritirarsi nella Marittima.

Apr. Lazio

Fa spianare il castello di Casamala per l’aiuto prestato dagli abitanti ai suoi avversari.

Mag. Lazio

Irrompe nel contado di Castelnuovo di Porto. Il cardinale Vitelleschi gli concede in enfiteusi Casamala dietro il canone di dieci libbre di cera.

1437
Giu. Chiesa Orvieto Umbria

Con Giovanni di Rieti e Rodolfo Oddi conquista il mulino di fronte al ponte della Mola sotto Monte Rubiaglio;  giunge sotto le mura di Orvieto. Dopo due giorni viene ripetuta l’incursione e sono fatti 60 prigionieri intorno allo stesso mulino.

Lug. Umbria Devasta l’orvietano.
………….. Chiesa Napoli Campania

Contrasta gli aragonesi agli ordini del cardinale Vitelleschi.

Nov. Lazio

Fa ritorno a Ronciglione.

1438
………….. Chiesa Orvieto Umbria

Con Angelo di Roncone, Simonetto da Castel San Pietro e Baldovino da Tolentino  espugna il castello di Mucarone.

Lug. Chiesa Foligno Umbria

Si accinge a combattere Corrado Trinci; è costretto a desistere per l’intervento del duca di Milano Filippo Maria Visconti.

1439
Giu. Chiesa Milano 400 cavalli Toscana e Umbria

Lascia il contado di Città di Castello;  alla testa di 1600/2000 cavalli assedia Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) alla cui difesa si trova Francesco Piccinino. Ne depreda il territorio con Simonetto da Castel San Pietro;  recupera Selci, Fonteroccoli, Lugnano, Castelfranco e Pietralunga. E’ richiamato al campo dal cardinale Vitelleschi.

Lug. sett. Chiesa Foligno 300 cavalli e 100 fanti Umbria

Affronta i Trinci; ottiene a patti Bevagna dopo quattro giorni di assedio;  attacca Foligno con Paolo della Molara, Sbardellato da Narni e Tartaglia da Foligno (3000 cavalli e 7/8000 fanti). La città si arrende a patti ai primi di settembre.

1440
Mar. Toscana e Lazio

Accompagna il cardinale Vitelleschi dalla Toscana a Roma;  allorché quest’ ultimo viene arrestato dal castellano di Sant’Angelo Antonio Rido, chiede la liberazione del prelato;  minaccia di dare l’assalto alla fortezza. Il Rido gli riferisce che il mandato di cattura è stato firmato dal papa.  L’Anguillara abbandona il prelato al suo destino ed  imbocca la via Cassia con ventidue cavalli e cinque muli sui quali sono trasportati i beni dello stesso Vitelleschi.  Si ritira a Ronciglione. Sorveglia la strada tra Roma e Viterbo per impedire azioni di brigantaggio;  passa al servizio del nuovo legato, il cardinale Ludovico Scarampo Mezzarota cui rende omaggio a Viterbo. E’ confermato nella sua condotta.

Mag. Lazio

Muove su Civitavecchia;  consegna al legato quanto raccolto dei beni ecclesiastici al momento dell’arresto del cardinale Vitelleschi: gli viene restituita un’analoga cifra (1445 ducati) in conto degli stipendi di cui è creditore.

Giu. 230 cavalli Umbria Toscana

Milita al servizio del cardinale legato Ludovico Scarampo Mezzarota. Contrasta Niccolò Piccinino attorno a Città di Castello. A fine mese prende parte alla battaglia di Anghiari.

1441
………….. Chiesa Napoli Lazio

Affronta gli aragonesi nella campagna romana con Angelo di Roncone.

Sett. Umbria

A Ponte San Giovanni con 500 cavalli;  il giorno seguente si ferma a Perugia. Raggiunge poi  Foligno dove vi sono segnali di rivolta ai danni dei pontifici.

1442

 

Ago. sett.

 

Chiesa

 

Sforza Lazio

Combatte Francesco Sforza dopo essere rimasto neutrale per un anno. Lascia Vetralla e con Ranuccio Farnese fronteggia il Sarpellione; presto conclude una tregua di venti giorni con il capitano avversario. Alla sua scadenza viene attaccato in Vetralla dagli avversari: Everso dell’Anguillara li affronta con 200 cavalli.

Ott. Lazio

Assedia in Proceno Bernardo d’ Utri.

1443
Gen. feb. Lazio ed Umbria

Tenta inutilmente di opporsi a Sarpellione, che rientra da una razzia da Tolfa e Civitavecchia. Si collega con Angelo di Roncone e Pietro da Bevagna per cogliere in agguato il capitano sforzesco che da Orvieto si sta muovendo verso Tuscania. Il Sarpellione è sorpreso a Marta con 300 uomini tra fanti e cavalli; 54 sono i morti d’ambo le parti; tra i nemici sono catturati 50 fanti e venti cavalli.

………….. Lazio

Assale Viterbo, che viene conquistata grazie al tradimento di Alessio Tignosini.

Ago. Lazio

Lascia Viterbo con Angelo di Roncone, Ranuccio Farnese e Pietro Ramponi;  assedia Tuscania, alla cui difesa si trova Donnino da Parma con 40 cavalli e pochi fanti.

Sett. Lazio

I difensori di Tuscania si arrendono a patti alla condizione di non ricevere soccorsi entro il termine di dodici giorni. Alla loro scadenza l’Anguillara entra nella città.

1446 Sforza Chiesa Lazio

Con altri baroni appoggia lo Sforza ai danni dei pontifici; presto si rappacifica con il pontefice e lo Sforza è obbligato a lasciare l’Umbria.

1448
Ago. Firenze Napoli Toscana

Dà il proprio aiuto in Piombino a Rinaldo Orsini, signore della città: per tale fatto viene bandito dal re di Napoli.

1449 Toscana
1451
Apr. Lazio Protegge in Vico Palemone dell’Abate, uomo d’arme di Simonetto da Castel San Pietro;  lo aiuta a vendicarsi dell’uccisione del padre, voluta anni prima dal signore di Viterbo Giovanni Gatti, padre dell’attuale signore Prencivalle. Dopo l’uccisione di quest’ ultimo nei pressi di Sutri, l’Anguillara lo fa ospitare in Mugnano presso il genero Matteo Orsini.
1452
………….. Napoli Firenze Umbria

Si muove nel perugino per permettere il flusso dei rifornimenti al campo aragonese.

Giu. 900 cavalli e 200 fanti

 

Toscana

Con il figlio Deifobo  si unisce con l’esercito napoletano capitanato da Ferrante d’Aragona. E’ segnalato nei pressi di Montepulciano.

Lug. Toscana A fine mese,  al campo aragonese con Federico da Montefeltro.
Ago. Toscana

A metà agosto gli è consegnata metà paga. Tende un agguato ad Astorre Manfredi e lo mette in fuga causandogli la perdita di 500 cavalli. Alfonso d’Aragona lo ringrazia per il coraggio dimostrato nell’ occasione e per avere condotto al campo  alcuni pezzi di artiglieria prelevati dalle sue terre.

1453
Sett. Toscana

Rientra in Toscana; con Giovanni Ventimiglia minaccia i senesi che non hanno voluto prestare soccorso agli aragonesi.

………….. Marche

Aiuta nella marca d’Ancona i ribelli allo stato della Chiesa sdegnando anatemi e scomuniche, che sono minacciate nei suoi confronti dal papa Niccolò V.

1454
Mag. Spoleto Norcia Chiesa 1500 cavalli e 1500 fanti Umbria

E’ assoldato da Spoleto (1500 cavalli ed altrettanti fanti) per combattere gli abitanti di Norcia dietro un compenso di 15000/ 25000 ducati depositati in un banco a Narni a fronte delle paghe dei suoi uomini. A seguito di una contestazione sull’ erogazione di tale somma entra con la forza in Narni.  Il pontefice gli proibisce di accettare la condotta. L’Anguillara rifiuta di obbedire ed assedia Norcia: si colloca al campo della Sibilla. Le operazioni sono condotte  fiaccamente.  Braccio Baglioni e Giacomo da Sangemini lo costringono ad allontanarsi; Spoleto si sottomette ai pontifici ed è  lasciato solo.

Giu. Umbria e Lazio

Fugge verso Leonessa, Cittaducale, Foglia (Magliano Sabina). Persi 150 cavalli e ottanta some di carriaggi, attraversa il Tevere su tre barche;  con 70 cavalli continua la fuga per Civita Castellana (dove può passare con la connivenza del congiunto Angelo di Roncone militante nel campo avverso) e Monterano. Si reca  a Vetralla e vi fa uccidere e ferire alcuni suoi famigliari che hanno raccolto dell’orzo senza il suo permesso.

Ago.

Invia 600 fanti al conte di Pitigliano Aldobrandino Orsini in lotta contro i senesi.

………….. Lazio

Si impossessa del castello di Marta, tolto a Gabriele Francesco Farnese.

1455
Feb.

Spedisce altri 300 cavalli e 400 fanti ad Aldobrandino Orsini.

Mar. Anguillara Chiesa Lazio

Alla notizia di una grave malattia del papa occupa Cerveteri con 400 cavalli e 100 fanti; è ferito da un verrettone ad una gamba mentre cerca di conquistare il castello. Stipula una tregua di sei mesi con i pontifici.

Apr. Lazio

Si inimica con Napoleone Orsini per il possesso di Monticelli. Si reca a Roma all’ incoronazione del nuovo pontefice Callisto III. Un suo uomo d’arme uccide un armigero del rivale; l’Anguillara è assalito in Campo dei Fiori da 3000 armati che mettono a sacco l’osteria di Bartolomeo di Nerone dove alloggia con i suoi uomini. E’ salvato dall’ azione del papa, dei Colonna, del conte di Tagliacozzo Gian Antonio Orsini, del prefetto della città Francesco Orsini, del cardinale Latino Orsini i quali riescono a placare la furia dei suoi avversari. Stipula una pace effimera con Napoleone Orsini tramite Giovanni Baroncelli e Lelio della Valle.

Mag. Anguillara Orsini Lazio

Riprende la lotta con Napoleone e Roberto Orsini; con l’aiuto dei Colonna obbliga costoro a lasciare Roma.  Nuovi scontri si hanno nel Patrimonio di San Pietro. Negli stessi giorni viene contattato da Jacopo Piccinino (tramite Silvestro da Lucino) affinché si unisca con la sua compagnia per invadere il senese.

Giu. Comp. ventura Siena Lazio e Toscana

A seguito dell’arrivo della compagnia del Piccinino nel senese, ne approfitta  per occupare  Pianiano (Cellere) con la rocca; scorre nella maremma tra Capalbio e Cetona;  si ritira con le prede ed i prigionieri nello stato della Chiesa. I senesi protestano inutilmente.

1456
Mar. Chiesa Lazio

Soccorre in Vetralla il rettore del Patrimonio, il vescovo di Siracusa Paolo di Santafede; entra in Viterbo in occasione di alcune discordie cittadine.

Apr. Lazio

Il papa Callisto III convince l’Anguillara a venire a patti con  l’Orsini; allorché la tregua viene rotta il pontefice emana una bolla in cui impone la pace ai due contendenti sotto pena di una multa di 50000 ducati per l’eventuale trasgressore. Anche il conte di Tagliacozzo Gian Antonio Orsini dà il proprio apporto nel separare i due antagonisti.

………….. Chiesa Impero Ottomano Grecia

Affianca il cardinale Scarampo nella sua campagna contro i turchi.

………….. Lazio

Ritorna in Italia; rinasce la contesa con l’Orsini a causa della morte di Gian Antonio Orsini e della sua pretesa alla contea di Tagliacozzo in quanto il figlio Deifobo ne ha sposato l’unica figlia.

1457
Gen. Anguillara Orsini Lazio

Lascia Vetralla con 700 uomini ed attacca il castello di Tigliano. L’Orsini gli viene contro e lo obbliga a rientrare in Ronciglione.

Apr. Lazio

Assale con 700 uomini Galera, alla cui difesa si trova Corrado d’Alviano con 200 soldati (24 morti e 40 feriti nello scontro).

Lug. Lazio

Menelao di Vico gli toglie Caprarola. L’Anguillara si vendica confiscando a Sicuranza ed a Menelao di Vico i beni  posseduti da tale famiglia nei territori di Vico, Casamala e Casale.

Sett. Lazio

Sigla una nuova tregua con Napoleone, Roberto,  il cardinale Latino  e Giovanni Orsini arcivescovo di Trani. Oggetto della contesa è anche il controllo di Caprarola, di Santa Pupa e di Rota.

Dic.

Viene spinto dal cardinale Prospero Colonna a prestare soccorsi al signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta, in difficoltà di fronte alle milizie aragonesi comandate da Federico da Montefeltro e dal Piccinino. Invia in Romagna Antonello da Forlì e Giovambattista dell’Anguillara.

1458
Feb. Anguillara Orsini Lazio

Si impadronisce di nuovo di Monticelli ai danni dell’ Orsini.

Apr. Lazio

Su pressione del nuovo papa Pio II, a seguito di una mediazione del cardinale Pietro Barbo (futuro Paolo II), conclude una tregua di trenta mesi con l’Orsini, Menelao e Sicuranza di Vico e Corrado d’Alviano. E’ prevista una multa di 50000 ducati per chi la violi. Allo stesso intento hanno collaborato il re di Napoli ed il rettore del Patrimonio. Il trattato sarà rotto dopo breve tempo dallo stesso Anguillara.

Lug. Anguillara Vico  Chiesa Lazio

Aggredisce Caprarola; Callisto III avoca a sé il possesso del castello che affida (con Vico) al nipote Ludovico Borgia, prefetto di Roma. Alla morte del papa Everso dell’Anguillara si asserraglia in Vico per difendersi dagli Orsini. Spinge il Piccinino ad entrare in Umbria; da parte sua depreda vari territori dello stato della Chiesa.

Ago. Lazio ed Umbria

Ottiene per trattato Carbognano, imprigiona il commendatore di Santo Spirito a Roma e lo conduce a Ronciglione, assale Vallerano e Giuglianello, entra in Nepi; alla fine il nuovo pontefice Pio II riesce a sedare le lotte fra le fazioni. Anche Everso dell’ Anguillara si adegua, stipula con l’Orsini una tregua di trenta mesi. A metà agosto viene chiamato dagli spoletini per contrastare l’avanzata del Piccinino.

Sett. Lazio

La firma della tregua di trenta mesi con i pontifici non gli impedisce di tenere in agitazione il Patrimonio.

1459
Giu. Fuoriusciti Viterbo Lazio

Ordisce un complotto in Vetralla per abbattere la signoria dei Gatti in Viterbo.

Lug. Anguillara Vico  Chiesa Lazio

Sempre contro Menelao di Vico, depreda il contado di Caprarola. Il capitano pontificio Giovanni Malavolti invia alla difesa della località il connestabile Losa con 36 fanti: l’Anguillara assale il castello e lo conquista.

Ago. Fuoriusciti Viterbo Lazio

Coadiuva il fuoriuscito Alessio Tignosini ad entrare in Viterbo ai danni dei Gatti. Costui approfitta di un buco nelle mura presso la Porta di San Sisto ed irrompe nella città seguito da 60 fanti assoldati a Canepina. Il giorno seguente Everso dell’Anguillara invia con 60 cavalli Antonello da Forlì e Camillo da Roncone in soccorso del Tignosini. Gli attaccanti si spingono per le contrade e danno il sacco ad alcune case; sono uccisi due fautori dei Gatti. Gli avversari si rifugiano nella rocca e tutta la città rimane in potere dei maganzesi (la fazione rappresentata del Tignosini) per tre giorni. Un enorme bottino è inviato a Vetralla. Con l’arrivo di rinforzi pontifici i suoi uomini preferiscono ritirarsi portando con sé molti prigionieri. Le truppe della Chiesa recuperano Viterbo e catturano il Tignosini, che sarà decapitato.

Sett. Angiò Napoli  Chiesa Toscana

Combatte a favore di Giovanni d’Angiò contro aragonesi e pontifici.  A Livorno, dove i suoi uomini riforniscono di biscotto la flotta angioina. Scopre a Carbognano una congiura e fa impiccare sette uomini tra Ronciglione e Vico; cerca anche di togliere Anguillara Sabazia ai nipoti, figli del fratello Dolce, e di impadronirsi di Ceri.

1460
Sett. Lazio ed Abruzzi

Alla notizia di una malattia del papa Pio II vende molto bestiame per avere il denaro sufficiente per mettere in ordine alcune squadre.  Chiama il Piccinino nella campagna romana; occupa Orte ed invade la contea di Albe.

Ott. Lazio

Blocca Roma con le sue masnade, mentre il Piccinino si collega con Colonna e Savelli. L’Anguillara conquista  Anguillara Sabazia.

Nov. Lazio

Compie una scorreria al borgo di San Leonardo e vi razzia settemila pecore, quattrocento vacche e duecento cavalle: il bestiame è condotto a Vetralla. Entra in Tolfa.

1461
Feb. Lazio

Depreda Scrofano, pure appartenente agli Orsini: l’incursione termina con l’uccisione di tredici uomini ed il ferimento di altri 60, nonché con il furto di trecento vacche e di altro bestiame, che viene al solito condotto a Vetralla per esservi venduto.

Mag. Chiaravalle Todi Umbria

Aiuta i Chiaravalle nelle loro scorribande nel todino; saccheggia il castello di Sismano,  di cui sono signori Giacomo ed Andrea degli Atti.

1464
………….. Lazio

Formula con Broccardo Persico, cancelliere del  Piccinino, un piano per attentare alla vita del papa Pio II. Quando la trama viene scoperta fa imprigionare alcuni suoi famigliari e li accusa di avere cercato di assassinarlo con la connivenza di un cugino del pontefice Gregorio Lolli. Si ritira nei suoi domini.

Mag.

Si accorda con i senesi.

Sett. Lazio

Muore ai primi del mese a Cerveteri. E’ sepolto a Roma nella chiesa di Santa Maria Maggiore vicino al padre Dolce. Nel suo testamento è prevista la donazione alla stessa chiesa di 400 ducati per la celebrazione di messe in suffragio della sua anima; di 800 ducati all’ospedale ed alla compagnia dell’ Immagine del Salvatore; al genero Antonello da Forlì il castello di Rota ed una vigna nel territorio di Vetralla. Dà inizio a Bracciano alla trasformazione della rocca dei prefetti di Vico nell’attuale castello concepito, ad un tempo, per essere piazzaforte militare e palazzo di rappresentanza. Sposa Francesca Orsini.

 CITAZIONI

“Come il Malatesta (Sigismondo Pandolfo), si era alleato con tutti i nemici dei papi, da uomo che religione e sacerdozio teneva in dispregio. Tuttavia, queste idee non gli impedivano di pensare alla salute dell’anima sua; lasciò infatti un legato al capitolo dei canonici di S. Maria Maggiore e donò cospicue somme all’ospedale del Laterano che, ancor oggi, mostra il suo stemma sulla facciata. A Trastevere resta del suo palazzo un tetro torrione sulla cui cima, durante le feste natalizie, veniva allestita una sorta di gigantesco presepe.” GREGOROVIUS

“Everso..assunse la tutela dei nipoti, anche se si comportò da ladro più che da tutore, non conoscendo cosa più dolce del rubare. Esperto nelle armi, nocque non meno ai parenti e agli amici che ai nemici. Verso i pontefici romani, benché fossero suoi signori, si mostrò sempre ostile. Attaccato ai propri beni e avido di quelli altrui, non aveva rispetto né per la religione né per Dio, e diceva che il mondo è governato dal caso e che le anime degli uomini sono mortali al pari di quelle delle bestie. Blasfemo e crudele, era per lui altrettanto facile uccidere un uomo quanto una pecora. Per torturare i prigionieri che odiava escogitò strumenti di spietato e inaudito tormento. Quelli fra i suoi sudditi che erano disposti a sevire nel suo esercito li nutrì con frutti e rapine, gli altri li oppresse sotto dura tirannide…Strappava le mogli e le figlie ai suoi sudditi, le portava al palazzo e le prostituiva; ovunque erano stupri e adulterii. Corse anche voce che Everso si fosse macchiato d’incesto, violando la purezza delle figlie. Quanto ai figli, spesso li frustò e li minacciò con la spada. Saccheggiò anche i beni della chiesa. Timoroso con gli audaci, forte contro gli imbelli, quando era necessario capace di sopportare la fatica e il digiuno, altrimenti, in tempo di pace, ubriacone, ingordo e schiavo dei piaceri.” PICCOLOMINI

“Per cagion sua non erano in verun tempo sicure le strade, perché facendo il mestiere de’ masnadieri, assassinava i pellegrini (diretti a Roma).” MURATORI

“Dominum quidem oppidis, magna et opulenta terrarum ditione, armis potentem et opibus.” CANENSI

“Uomo senza coscienza, ribelle sempre che l’utile lo consigliasse, masnadiere e ladrone.” BALAN

“Animoso e corragioso huomo, e in quell’età di molto nome e valore, ma temuto grandemente dalla corte Romana per la sua bravura.” SANSOVINO

“Figura di ribelle e di potente signore che fu il prodotto del suo tempo e della indole sua forte e avventurosa.” SORA

“Tiranno della campagna romana, che scanna gli uomini, rapisce le donne, offende ogni legge.” BELOTTI

“Fiero e crudele..che molto al suo tempo tribuò Santa Chiesa, nemicho delli preti.” BROGLIO

Con Napoleone Orsini e Federico da Montefeltro “Ductores summos viros.” FABRONIO

Con Napoleone Orsini, Antonio Caldora, Orso Orsini “Tutti huomini di grandissima sperienza nelle cose della guerra.” DE LELLIS

Sconfitta di Mulazzano “Napolion, posposto giù l’imperio/ quanto può fuge, suspirando ratto,/ ferito anch’ello..” SANTI

Immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Everso_II_degli_Anguillara

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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