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EVERSO DELL’ANGUILLARA (Everso Orsini). Di Anguillara Sabazia. Conte.
Signore di Cerveteri, Anguillara Sabazia, Carbognano, Caprarola, Ronciglione, Capranica, Vetralla, Santa Severa, San Giovenale, Monticelli, Torrita, Vico nel Lazio. Fratello di Dolce dell’Anguillara, padre di Deifobo dell’Anguillara, cugino di Giovambattista dell’Anguillara, suocero di Antonello da Forlì. Insignito dell’ordine dell’Ermellino.
- 1398 ca.- 1464 (settembre)
Anno, mese | Stato. Comp. ventura | Avversario | Condotta | Area attività | Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
1416 | Anguillara | Sutri | Lazio | Compie alcune scorrerie nel territorio di Sutri (facendo anche alcuni prigionieri) con il fratello Dolce ed i congiunti Giovanni, Angelo e Giacomo dell’Anguillara. | |
1418 | |||||
Nov. | Lazio | Rende atto di omaggio al papa Martino V. | |||
1431 | |||||
Apr. | Chiesa | lazio | E’ nominato commissario del Patrimonio di San Pietro. | ||
………….. | Chiesa | Colonna | 50 cavalli | Lazio | Si accorda con il protonotario apostolico Francesco Condulmer per combattere i Colonna: gli è concessa una provvigione mensile di 240 fiorini. Viene a conoscenza di una razzia compiuta da Paolo Colonna nel territorio di Toscanella (Tuscania), che si conclude con il furto di 700 vacche condotte tutte verso Vetralla. Lascia Ronciglione, sconfigge il rivale e recupera il bestiame. |
Nov. | Chiesa | Vico | Lazio | Piomba sul castello di Vico e lo fa smantellare. | |
1432 | |||||
Sett. | Lazio | Attacca Vetralla con Giovanni Mostarda; assedia la città e pone il suo campo verso Viterbo su un tratto di mura rovinato vicino ad un mulino. | |||
1433 | |||||
………….. | Lazio | Si sdegna con il papa Eugenio IV per cui non prende parte al conflitto che oppone lo stato della Chiesa a Niccolò Fortebraccio. | |||
Mag. | Lazio | A Viterbo per accogliervi l’imperatore Sigismondo d’Ungheria. | |||
Lug. | Lazio | Con Giacomo di Capranica, governatore di Castro, impedisce alle truppe pontificie di Micheletto Attendolo di entrare in Ronciglione ed in Capranica. | |||
Ago. | Chiesa | Fortebraccio | Lazio | Si rappacifica con il pontefice. Contrasta a Roma Niccolò Fortebraccio che nella città giunge fino a ponte Milvio. | |
Ott. | 200 cavalli | Lazio | Porta continui assalti a Vetralla ed a Montagnola. Acquista dalla Camera Apostolica per 1750 fiorini il castello di Santa Severa, confiscato ai Vico. | ||
Dic. | Lazio | E’ informato che Angelo di Roncone si è impadronito di Blera con l’aiuto degli abitanti: si porta allora a Cerveteri con Orso Orsini (300 cavalli) e muove alla riconquista della località che viene messa a sacco. | |||
1434 | |||||
Giu. | Chiesa | Milano | Lazio | Conclude una tregua con Niccolò Fortebraccio. | |
Ott. nov. | Chiesa | Colonna Vico | Lazio | Allo scadere della tregua fronteggia i colonnesi a Roma nel borgo di San Pietro con Orso Orsini. Viene inviato dal vescovo di Recanati Giovanni Vitelleschi ad assalire Tolfa che appartiene ai Vico. A novembre deve desistere dalle operazioni di assedio. Ha una lite con il comune di Viterbo che sarà composta solo dopo cinque mesi. | |
1435 | |||||
Mag. | Lazio | Effettua varie scorrerie nei territori di Vetralla, Caprarola, Casamala e Carbognano. Giacomo di Vico chiede inutilmente protezione ai viterbesi ed a Francesco Sforza. Everso dell’Anguillara scorta il cardinale Vitelleschi a Roma ed a Viterbo. | |||
Giu. | Lazio | Cinge d’assedio Vetralla. Continua a devastare i raccolti del contado a Casamala, a Caprarola, a Carbognano ed a Giugnanello. | |||
Ago. | Lazio | Con Paolo della Molara assale nuovamente Vetralla. | |||
………….. | Lazio | Al termine della guerra acquista dai pontifici Vetralla per 7000 fiorini, Vico e Caprarola per altri 7375 fiorini. | |||
………….. | Orsini | Chiesa | Lazio | Compie razzie di bestiame nel viterbese; pretende che i suoi sudditi siano esonerati dal comprare il sale a Corneto (Tarquinia). Pone in atto nuove prepotenze per cui il cardinale Vitelleschi è obbligato a prendere alcune misure ai suoi danni. | |
1436 | |||||
Mar. | Chiesa | Colonna | Lazio | Con l’aiuto degli abitanti dei rioni di Parione e di Ponte, fautori della causa degli Orsini, riconquista ad Antonio da Pontedera Porta San Lorenzo a Roma; costringe quest’ultimo a ritirarsi nella Marittima. | |
Apr. | Lazio | Fa spianare il castello di Casamala per l’aiuto prestato dagli abitanti ai suoi avversari. | |||
Mag. | Lazio | Irrompe nel contado di Castelnuovo di Porto. Il cardinale Giovanni Vitelleschi gli concede in enfiteusi Casamala dietro il canone di 10 libbre di cera. | |||
1437 | |||||
Giu. | Chiesa | Orvieto | Umbria | Con Giovanni di Rieti e Rodolfo Oddi conquista il mulino di fronte al ponte della Mola sotto Monte Rubiaglio; giunge sotto le mura di Orvieto. Dopo due giorni viene ripetuta l’incursione e sono fatti 60 prigionieri intorno allo stesso mulino. | |
Lug. | Umbria | Devasta l’orvietano. | |||
………….. | Chiesa | Napoli | Campania | Contrasta gli aragonesi agli ordini del cardinale Vitelleschi. | |
Nov. | Lazio | A Ronciglione. | |||
1438 | |||||
………….. | Chiesa | Orvieto | Umbria | Con Angelo di Roncone, Simonetto da Castel San Pietro e Baldovino da Tolentino espugna il castello di Mucarone. | |
Lug. | Chiesa | Foligno | Umbria | Si accinge a combattere il signore di Foligno Corrado Trinci. Deve desistere a seguito delle minacce del duca di Milano Filippo Maria Visconti. | |
1439 | |||||
Giu. | Chiesa | Milano | 400 cavalli | Toscana e Umbria | Lascia il contado di Città di Castello; alla testa di 1600/2000 cavalli assedia Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) alla cui difesa si trova Francesco Piccinino. Ne depreda il territorio con Simonetto da Castel San Pietro; recupera Selci, Fonteroccoli, Lugnano, Castelfranco e Pietralunga. E’ richiamato al campo dal cardinale Vitelleschi. |
Lug. sett. | Chiesa | Foligno | 300 cavalli e 100 fanti | Umbria | Affronta i Trinci; ottiene a patti Bevagna dopo quattro giorni di assedio; attacca Foligno con Paolo della Molara, Sbardellato da Narni e Tartaglia da Foligno (3000 cavalli e 7/8000 fanti). La città si arrende a patti ai primi di settembre. |
1440 | |||||
Mar. | Toscana e Lazio | Accompagna il cardinale Vitelleschi dalla Toscana a Roma; allorché quest’ ultimo viene arrestato dal castellano di Sant’Angelo Antonio Rido, chiede la liberazione del prelato; minaccia di dare l’assalto alla fortezza. Il Rido gli riferisce che il mandato di cattura è stato firmato dal papa. L’Anguillara abbandona il prelato al suo destino ed imbocca la via Cassia con ventidue cavalli e cinque muli sui quali sono trasportati i beni dello stesso Vitelleschi. Si ritira a Ronciglione. Sorveglia la strada tra Roma e Viterbo per impedire azioni di brigantaggio; passa al servizio del nuovo legato, il cardinale Ludovico Scarampo Mezzarota cui rende omaggio a Viterbo. E’ confermato nella sua condotta. | |||
Mag. | Lazio | Muove su Civitavecchia; consegna al legato quanto raccolto dei beni ecclesiastici al momento dell’arresto del cardinale Vitelleschi: gli viene restituita un’analoga cifra (1445 ducati) in conto degli stipendi di cui è creditore. | |||
Giu. | 230 cavalli | Umbria Toscana | Milita al servizio del cardinale legato Ludovico Scarampo Mezzarota. Contrasta Niccolò Piccinino attorno a Città di Castello. A fine mese prende parte alla battaglia di Anghiari. | ||
1441 | |||||
………….. | Chiesa | Napoli | Lazio | Con Angelo di Roncone affronta gli aragonesi nella campagna romana. | |
Sett. | Umbria | A Ponte San Giovanni con 500 cavalli; il giorno seguente si ferma a Perugia. Raggiunge poi Foligno dove vi sono segnali di rivolta ai danni dei pontifici. | |||
1442 | |||||
Ago. sett. | Chiesa | Sforza | Lazio | Combatte Francesco Sforza dopo essere rimasto neutrale per un anno. Lascia Vetralla e con Ranuccio Farnese fronteggia il Sarpellione; presto conclude una tregua di venti giorni con il capitano avversario. Alla sua scadenza viene attaccato in Vetralla dagli avversari: Everso dell’Anguillara li affronta con 200 cavalli. | |
Ott. | Lazio | Assedia Bernardo d’Utri in Proceno. | |||
1443 | |||||
Gen. feb. | Lazio ed Umbria | Tenta inutilmente di opporsi a Sarpellione, che rientra da una razzia da Tolfa e Civitavecchia. Si collega con Angelo di Roncone e Pietro da Bevagna per cogliere in agguato il capitano sforzesco che da Orvieto si sta muovendo verso Tuscania. Il Sarpellione è sorpreso a Marta con 300 uomini tra fanti e cavalli; 54 sono i morti d’ambo le parti; tra i nemici sono catturati 50 fanti e venti cavalli. | |||
………….. | Lazio | Assale Viterbo. la città viene conquistata grazie al tradimento di Alessio Tignosini. | |||
Ago. | Lazio | Lascia Viterbo con Angelo di Roncone, Ranuccio Farnese e Pietro Ramponi; assedia Tuscania, alla cui difesa si trova Donnino da Parma con 40 cavalli e pochi fanti. | |||
Sett. | Lazio | I difensori di Tuscania si arrendono a patti alla condizione di non ricevere soccorsi entro il termine di dodici giorni. Alla loro scadenza l’Anguillara entra nella città. | |||
1446 | Sforza | Chiesa | Lazio | Con altri baroni appoggia lo Sforza ai danni dei pontifici; presto si rappacifica con il pontefice e lo Sforza è obbligato a lasciare l’Umbria. | |
1448 | |||||
Ago. | Firenze | Napoli | Toscana | Dà il proprio aiuto in Piombino a Rinaldo Orsini, signore della città: per tale fatto viene bandito dal re di Napoli. | |
Ago. | Firenze | Napoli | Toscana | Interviene in soccorso del signore di Piombino Rinaldo Orsini. Per tale fatto viene bandito dal regno di Napoli da Alfonso d’Aragona. | |
1449 | Toscana | ||||
1451 | |||||
Apr. | Lazio | Protegge in Vico Palemone dell’Abate, uomo d’arme di Simonetto da Castel San Pietro; lo aiuta a vendicarsi dell’uccisione del padre, voluta anni prima dal signore di Viterbo Giovanni Gatti, padre dell’attuale signore Prencivalle. Dopo l’uccisione di quest’ ultimo nei pressi di Sutri, l’Anguillara lo fa ospitare in Mugnano presso il genero Matteo Orsini. | |||
1452 | |||||
………….. | Napoli | Firenze | Umbria | Opera nel perugino in modo da permettere il flusso dei rifornimenti al campo aragonese. | |
Giu. | 900 cavalli e 200 fanti | Toscana | Si collega con il figlio Deifobo all’esercito aragonese capitanato da Federico da Montefeltro e dal duca di Calabria Ferrante d’Aragona (11196 cavalli e 5100 fanti). E’ segnalato nelle vicinanze di Montepulciano. | ||
Lug. | Toscana | A fine mese, al campo aragonese con Federico da Montefeltro. | |||
Ago. | Toscana | A metà agosto gli è consegnata metà paga. Tende un agguato ad Astorre Manfredi e lo mette in fuga causandogli la perdita di 500 cavalli. Alfonso d’Aragona lo ringrazia per il coraggio dimostrato nell’ occasione e per avere condotto al campo alcuni pezzi di artiglieria prelevati dalle sue terre. | |||
1453 | |||||
Ago. | Toscana | Si porta con Federico da Montefeltro all’assedio di Castellina in Chianti. Si accampa presso il fiume Orcia. E’ qui colpito con il Montefeltro dalla malaria che lo costringe a rientrare nelle sue terre per curarsi. | |||
Sett. | Toscana | Ritorna in Toscana. Con Giovanni Ventimiglia minaccia i senesi che non vogliono prestare soccorso agli aragonesi. | |||
………….. | Marche | Aiuta nella marca d’Ancona i ribelli allo stato della Chiesa sdegnando anatemi e scomuniche minacciate nei suoi confronti dal papa Niccolò V. | |||
1454 | |||||
Mag. | Spoleto | Norcia Chiesa | 1500 cavalli e 1500 fanti | Umbria | E’ assoldato da Spoleto (1500 cavalli ed altrettanti fanti) per combattere gli abitanti di Norcia dietro un compenso di 15000/ 25000 ducati depositati in un banco a Narni a fronte delle paghe dei suoi uomini. A seguito di una contestazione sull’ erogazione di tale somma entra con la forza in Narni. Il pontefice gli proibisce di accettare la condotta. L’Anguillara rifiuta di obbedire ed assedia Norcia: si colloca al campo della Sibilla. Le operazioni sono condotte fiaccamente. Braccio Baglioni e Giacomo da Sangemini lo costringono ad allontanarsi; Spoleto si sottomette ai pontifici ed è lasciato solo. |
Giu. | Umbria e Lazio | Fugge verso Leonessa, Cittaducale, Foglia (Magliano Sabina). Persi 150 cavalli e 80 some di carriaggi, attraversa il Tevere su 3 barche; con 70 cavalli continua la fuga per Civita Castellana (dove può passare con la connivenza del congiunto Angelo di Roncone militante nel campo avverso) e Monterano. Si reca a Vetralla e vi fa uccidere e ferire alcuni suoi famigliari che hanno raccolto dell’orzo senza il suo permesso. | |||
Ago. | Lazio | Invia 600 fanti al conte di Pitigliano Aldobrandino Orsini in lotta con i senesi. Nel periodo si impossessa del castello di Marta a spese di Gabriele Francesco farnese. | |||
1455 | |||||
Feb. | Lazio | Spedisce in soccorso del conte di Pitigliano altri 300 cavalli e 400 fanti. | |||
Mar. | Anguillara | Chiesa | Lazio | Alla notizia di una grave malattia del papa occupa Cerveteri con 400 cavalli e 100 fanti; è ferito da un verrettone ad una gamba mentre cerca di conquistare il castello. Stipula una tregua di sei mesi con i pontifici. | |
Apr. | Lazio | Si inimica con Napoleone Orsini per il possesso di Monticelli. Si reca a Roma all’ incoronazione del nuovo pontefice Callisto III. Un suo uomo d’arme uccide un armigero del rivale; l’Anguillara è assalito in Campo dei Fiori da 3000 armati che mettono a sacco l’osteria di Bartolomeo di Nerone dove alloggia con i suoi uomini. E’ salvato dall’ azione del papa, dei Colonna, del conte di Tagliacozzo Gian Antonio Orsini, del prefetto della città Francesco Orsini, del cardinale Latino Orsini i quali riescono a placare la furia dei suoi avversari. Stipula una pace effimera con Napoleone Orsini tramite Giovanni Baroncelli e Lelio della Valle. | |||
Mag. | Anguillara | Orsini | Lazio | Riprende la lotta con Napoleone e Roberto Orsini; con l’aiuto dei Colonna obbliga costoro a lasciare Roma. Nuovi scontri si hanno nel Patrimonio di San Pietro. Negli stessi giorni viene contattato da Jacopo Piccinino (tramite Silvestro da Lucino) affinché si unisca con la sua compagnia per invadere il senese. | |
Giu. | Comp. ventura | Siena | Lazio e Toscana | A seguito dell’arrivo della compagnia di Jacopo Piccinino nel senese, ne approfitta per occupare Pianiano (Cellere) con la rocca. Scorre nella maremma tra Capalbio e Cetona; si ritira con le prede ed i prigionieri nello stato della Chiesa. I senesi protestano inutilmente. | |
1456 | |||||
Mar. | Chiesa | Lazio | Soccorre in Vetralla il rettore del Patrimonio, il vescovo di Siracusa Paolo di Santafede; entra in Viterbo in occasione di alcune discordie cittadine. | ||
Apr. | Lazio | Il papa Callisto III convince Everso dell’Anguillara a venire a patti con Napoleone Orsini; allorché la tregua viene rotta il pontefice emana una bolla in cui impone la pace ai due contendenti sotto pena di una multa di 50000 ducati per l’eventuale trasgressore. Anche il conte di Tagliacozzo Gian Antonio Orsini dà il proprio apporto nel separare i due antagonisti. | |||
………….. | Chiesa | Impero Ottomano | Grecia | Prende parte alla spedizione organizzata dal cardinale Ludovico Scarampo contro i turchi. | |
………….. | Lazio | Ritorna in Italia; rinasce la contesa con l’Orsini a causa della morte di Gian Antonio Orsini e della pretesa dell’Anguillara alla contea di Tagliacozzo in quanto il figlio Deifobo ne ha sposato l’unica figlia. | |||
1457 | |||||
Gen. | Anguillara | Orsini | Lazio | Lascia Vetralla con 700 uomini ed attacca il castello di Tigliano. L’Orsini gli viene contro e lo obbliga a rientrare in Ronciglione. | |
Apr. | Lazio | Assale con 700 uomini il castello di Galeria, alla cui difesa si trova Corrado d’Alviano con 200 soldati (24 morti e 40 feriti al termine dello scontro. | |||
Lug. | Lazio | Menelao di Vico gli toglie Caprarola. L’Anguillara si vendica confiscando a Sicuranza ed a Menelao di Vico i beni posseduti da tale famiglia nei territori di Vico, Casamala e Casale. | |||
Sett. | Lazio | Sigla una nuova tregua con Napoleone, Roberto, il cardinale Latino e Giovanni Orsini arcivescovo di Trani. Oggetto della contesa è anche il controllo di Caprarola, di Santa Pupa e di Rota. | |||
Dic. | Viene spinto dal cardinale Prospero Colonna a prestare soccorsi al signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta, in difficoltà di fronte alle milizie aragonesi comandate da Federico da Montefeltro e dal Piccinino. Invia in Romagna Antonello da Forlì e Giovambattista dell’Anguillara. | ||||
1458 | |||||
Feb. | Anguillara | Orsini | Lazio | Si impadronisce di nuovo di Monticelli ai danni di Napoleone Orsini. | |
Apr. | Lazio | Su pressione del nuovo papa Pio II, a seguito di una mediazione del cardinale Pietro Barbo (futuro Paolo II), conclude una tregua di trenta mesi con l’Orsini, Menelao e Sicuranza di Vico e Corrado d’Alviano. E’ prevista una multa di 50000 ducati per chi la violi. Allo stesso intento hanno collaborato il re di Napoli ed il rettore del Patrimonio. Il trattato viene rotto dopo breve tempo dallo stesso Anguillara. | |||
Lug. | Anguillara | Vico Chiesa | Lazio | Aggredisce Caprarola; Callisto III avoca a sé il possesso del castello che affida (con Vico) al nipote Ludovico Borgia, prefetto di Roma. Alla morte del papa Everso dell’Anguillara si asserraglia in Vico per difendersi dagli Orsini. Spinge il Piccinino ad entrare in Umbria; da parte sua depreda vari territori dello stato della Chiesa. | |
Ago. | Lazio ed Umbria | Ottiene per trattato Carbognano, imprigiona il commendatore di Santo Spirito a Roma e lo conduce a Ronciglione, assale Vallerano e Giulianello, entra in Nepi; alla fine il nuovo pontefice Pio II riesce a sedare le lotte fra le fazioni. Anche Everso dell’ Anguillara si adegua, stipula con l’Orsini una tregua di trenta mesi. A metà agosto viene chiamato dagli spoletini per contrastare l’avanzata del Piccinino. | |||
Sett. | Lazio | La firma della tregua di trenta mesi con i pontifici non gli impedisce di tenere in agitazione le terre del Patrimonio. | |||
1459 | |||||
Giu. | Fuoriusciti | Viterbo | Lazio | Organizza a Vetralla una trama volta ad abbattere in Viterbo la signoria dei gatti. | |
Lug. | Anguillara | Vico Chiesa | Lazio | Sempre contro Menelao di Vico, depreda il contado di Caprarola. Il capitano pontificio Giovanni Malavolti invia alla difesa della località il connestabile Losa con 36 fanti: l’Anguillara assale il castello e lo conquista. | |
Ago. | Fuoriusciti | Viterbo | Lazio | Coadiuva il fuoriuscito Alessio Tignosini ad entrare in Viterbo ai danni dei Gatti. Costui approfitta di un buco nelle mura presso la Porta di San Sisto ed irrompe nella città seguito da 60 fanti assoldati a Canepina. Il giorno seguente Everso dell’Anguillara invia con 60 cavalli Antonello da Forlì e Camillo da Roncone in soccorso del Tignosini. Gli attaccanti si spingono per le contrade e danno il sacco ad alcune case; sono uccisi due fautori dei Gatti. Gli avversari si rifugiano nella rocca e tutta la città rimane in potere dei maganzesi (la fazione rappresentata del Tignosini) per tre giorni. Un enorme bottino è inviato a Vetralla. Con l’arrivo di rinforzi pontifici i suoi uomini preferiscono ritirarsi portando con sé molti prigionieri. Le truppe della Chiesa recuperano Viterbo e catturano il Tignosini, che sarà decapitato. | |
Sett. | Angiò | Napoli Chiesa | Toscana | Combatte a favore di Giovanni d’Angiò contro aragonesi e pontifici. A Livorno, dove i suoi uomini riforniscono di biscotto la flotta angioina. Scopre a Carbognano una congiura e fa impiccare sette uomini tra Ronciglione e Vico; cerca anche di togliere Anguillara Sabazia ai nipoti, figli del fratello Dolce, e di impadronirsi di Ceri. | |
1460 | |||||
Sett. | Lazio ed Abruzzi | Alla notizia di una malattia del papa Pio II vende molto bestiame per avere il denaro sufficiente per mettere in ordine alcune squadre. Chiama il Piccinino nella campagna romana; occupa Orte ed invade la contea di Albe. | |||
Ott. | Lazio | Blocca Roma con le sue masnade, mentre il Piccinino si collega con Colonna e Savelli. Si impadronisce di Anguillara Sabazia a spese di un nipote, figlio del fratello Dolce, perché ritenuto amico di Napoleone Orsini. | |||
Nov. | Lazio | Compie una scorreria al borgo di San Leonardo e vi razzia 7000 pecore, 400 vacche e 200 cavalle: il bestiame è condotto a Vetralla. Entra in Tolfa. | |||
1461 | |||||
Feb. | Lazio | Depreda Scrofano, pure appartenente agli Orsini: l’incursione termina con l’uccisione di 13 uomini ed il ferimento di altri 60, nonché con il furto di 300 vacche e di altro bestiame, che viene al solito condotto a Vetralla per esservi venduto. | |||
Mag. | Chiaravalle | Todi | Umbria | Aiuta i Chiaravalle nelle loro scorribande nel todino; saccheggia il castello di Sismano, di cui sono signori Giacomo ed Andrea degli Atti. | |
1464 | |||||
………….. | Lazio | Formula con Broccardo Persico, cancelliere del Piccinino, un piano per attentare alla vita del papa Pio II. Quando la trama viene scoperta fa imprigionare alcuni suoi famigliari e li accusa di avere cercato di assassinarlo con la connivenza di un cugino del pontefice Gregorio Lolli. Si ritira nei suoi domini. | |||
Mag. | Si accorda con i senesi. | ||||
Sett. | Lazio | Muore ai primi del mese a Cerveteri. E’ sepolto a Roma nella chiesa di Santa Maria Maggiore vicino al padre Dolce. Nel suo testamento è prevista la donazione alla stessa chiesa di 400 ducati per la celebrazione di messe in suffragio della sua anima; di 800 ducati all’ospedale ed alla compagnia dell’ Immagine del Salvatore; al genero Antonello da Forlì il castello di Rota ed una vigna nel territorio di Vetralla. Dà inizio a Bracciano alla trasformazione della rocca dei prefetti di Vico nell’attuale castello concepito, ad un tempo, per essere piazzaforte militare e palazzo di rappresentanza. Sposa Francesca Orsini. |
CITAZIONI
-“Come il Malatesta (Sigismondo Pandolfo), si era alleato con tutti i nemici dei papi, da uomo che religione e sacerdozio teneva in dispregio. Tuttavia, queste idee non gli impedivano di pensare alla salute dell’anima sua; lasciò infatti un legato al capitolo dei canonici di S. Maria Maggiore e donò cospicue somme all’ospedale del Laterano che, ancor oggi, mostra il suo stemma sulla facciata. A Trastevere resta del suo palazzo un tetro torrione sulla cui cima, durante le feste natalizie, veniva allestita una sorta di gigantesco presepe.” GREGOROVIUS
-“Everso..assunse la tutela dei nipoti, anche se si comportò da ladro più che da tutore, non conoscendo cosa più dolce del rubare. Esperto nelle armi, nocque non meno ai parenti e agli amici che ai nemici. Verso i pontefici romani, benché fossero suoi signori, si mostrò sempre ostile. Attaccato ai propri beni e avido di quelli altrui, non aveva rispetto né per la religione né per Dio, e diceva che il mondo è governato dal caso e che le anime degli uomini sono mortali al pari di quelle delle bestie. Blasfemo e crudele, era per lui altrettanto facile uccidere un uomo quanto una pecora. Per torturare i prigionieri che odiava escogitò strumenti di spietato e inaudito tormento. Quelli fra i suoi sudditi che erano disposti a servire nel suo esercito li nutrì con frutti e rapine, gli altri li oppresse sotto dura tirannide…Strappava le mogli e le figlie ai suoi sudditi, le portava al palazzo e le prostituiva; ovunque erano stupri e adulterii. Corse anche voce che Everso si fosse macchiato d’incesto, violando la purezza delle figlie. Quanto ai figli, spesso li frustò e li minacciò con la spada. Saccheggiò anche i beni della chiesa. Timoroso con gli audaci, forte contro gli imbelli, quando era necessario capace di sopportare la fatica e il digiuno, altrimenti, in tempo di pace, ubriacone, ingordo e schiavo dei piaceri.” PICCOLOMINI
-“Per cagion sua non erano in verun tempo sicure le strade, perché facendo il mestiere de’ masnadieri, assassinava i pellegrini (diretti a Roma).” MURATORI
-“Dominum quidem oppidis, magna et opulenta terrarum ditione, armis potentem et opibus.” CANENSI
-“Uomo senza coscienza, ribelle sempre che l’utile lo consigliasse, masnadiere e ladrone.” BALAN
-“Animoso e corragioso huomo, e in quell’età di molto nome e valore, ma temuto grandemente dalla corte Romana per la sua bravura.” SANSOVINO
-“Figura di ribelle e di potente signore che fu il prodotto del suo tempo e della indole sua forte e avventurosa.” SORA
-“Tiranno della campagna romana, che scanna gli uomini, rapisce le donne, offende ogni legge.” BELOTTI
-“Fiero e crudele..che molto al suo tempo tribulò Santa Chiesa, nemicho delli preti.” BROGLIO
-Con Napoleone Orsini e Federico da Montefeltro “Ductores summos viros.” FABRONIO
-Con Napoleone Orsini, Antonio Caldora, Orso Orsini “Tutti huomini di grandissima sperienza nelle cose della guerra.” DE LELLIS
-Sconfitta di Mulazzano “Napolion, posposto giù l’imperio/ quanto può fuge, suspirando ratto,/ ferito anch’ello..” SANTI
-“Il fatto.. che malgrado l’ampiezza dei suoi domini e la sua personale capacità militare, l’Anguillara non sia riuscito, neppure in un periodo di così grave crisi per lo Stato della Chiesa, a crearsi una signoria indipendente, merita una spiegazione. Ed essa è forse da ricercarsi da una parte nelle arretrate condizioni sociali ed economiche del Patrimonio, che bloccarono i grandi feudatari, e l’Anguillara in particolare, nei muniti domini di campagna, senza permettere l’inserimento nella vita politica delle città e l’assorbimento delle città nei loro domini; dall’altra nella presenza di forze politiche potenti, che contrastarono in ogni modo e in ogni momento i disegni dell’Anguillara: la Chiesa, gli Orsini, i guelfi delle varie città del Patrimonio. Si aggiunga a tutto ciò il fatto che l’Anguillara non riuscì mai a coltivare alleanze fuori del ristretto, mondo laziale e in nessun momento riuscì ad inserirsi autorevolmente nel complesso gioco politico italiano.” DIZIONARIO BIOGRAFICO DEGLI ITALIANI
Immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Everso_II_degli_Anguillara