ENGUERRAND DE COUCY

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1542

ENGUERRAND DE COUCY Enguerrand in provenzale sta per don Guerrano. Francese. Di Coucy-le-Chateau, nell’Aisne.

Signore di Coucy, conte di Soissons e di Marle, duca di Bedford. Signore di Mortague-sur-l’Exaut e di Fleuras.

1340 – 1397 (febbraio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1347 Francia

Trascorre i suoi primi anni sotto la tutela della madre e dello zio Giovanni de Coucy che vivono alla corte del re di Francia Giovanni il Buono.

……………….

Eredita il ducato d’Austria dalla madre; le sue aspirazioni vengono deluse da Alberto il Saggio.

1355 Francia Inghilterra Francia Quindicenne, combatte al fianco dei baroni piccardi nel battaglione di Moreau de Fiennes.
1356 Francia

Quando il re di Francia viene catturato dagli inglesi nella battaglia di Poitiers Enguerrand de Coucy è tra i 40 ostaggi consegnati agli inglesi a garanzia del pagamento del riscatto.

1358
Mag. Francia I suoi territori sono al centro della rivolta dei contadini, la Jacquery.  Enguerrand de Coucy raccoglie molti armati che mettono fine senza misericordia e pietà alla rivolta sociale.
1363 Gran Bretagna E’ ospitato nelle sue terre site nel Lancashire, nello Yorkshire, nel Cumberland e nel Westmoreland che sono rivendicate dalla nonna Caterina di Balliol.
1366 Gran Bretagna

Nella sua permanenza in Inghilterra si guadagna la stima del re Edoardo III. A metà luglio si sposa nel castello di Windsor, Berkshire, con la figlia del sovrano Isabella Plantageneto che gli porta una ricca dote comprendente la baronia di Bedford ed altre terre che si aggiungono a quelli già ereditati dalla nonna paterna. E’ insignito dell’ ordine della Giarrettiera.

1367 Francia

Riceve la contea di Soissons da Guido di Blois, di cui ha ottenuto la liberazione dal re inglese.

1368
Apr. Francia e Lombardia

E’ presente a Parigi alla feste date dai duchi di Berry e di Borgogna in onore del duca Lionel di Clarence, suo cognato, che sta per recarsi a Milano al fine di sposarvi Valentina Visconti, figlia di Galeazzo. Segue quest’ultimo a Milano.

Giu. Francia Il re di Francia gli dona 1000 franchi per coprire le spese a suo tempo sopportate in quanto ostaggio ed a copertura dei danni subiti. E’ invitato a rientrare in Francia.
Ago. Francia Libera nei territori da lui controllati i servi della gleba.
1369

Giu. Belgio A metà mese è segnalato a Gand per il matrimonio di Margherita di Fiandra con un figlio del re di Francia Carlo V, Filippo.
………………. Francia

Non si schiera nel conflitto sorto tra i re di Francia e di Inghilterra, preferendo recuperare i patrimoni materni che si trovano in Alsazia, in Brisgovia, in Argovia e nel Sungdau. Inizia a raccogliere truppe.

Sett. Coucy Duca d’Austria Francia

Entra in Alsazia alla testa di un piccolo contingente di cavalli piccardi, bretoni e normanni. Arruola pure il conte di Montbéliard per avere il suo aiuto contro i duchi d’Asburgo. Presto è costretto a rinviare la spedizione perché gli viene a mancare il sostegno delle città di Strasburgo e di Colmar.

1370
Gen. Cechia E’ segnalato a Praga. Chiede all’imperatore Carlo di Boemia di intervenire a suo favore a danno dei duchi d’Austria
………………. Francia Il rinnovo della guerra tra francesi ed inglesi lo convince a ritornare in Francia lasciando in Inghilterra la moglie ed una o due figlie.
1371

………………. Conte  Savoia Milano 100 lance

Viene condotto dallo zio Amedeo di Savoia. Attraversa le Alpi alla testa di 100 lance.

Sett. Chiesa Milano

Passa per 6000 fiorini agli stipendi del legato pontificio, il cardinale Pietro di Bourges, per combattere il signore di Milano Bernabò Visconti ed i suoi alleati. Devasta il marchesato di Saluzzo. Tra novembre e marzo conquista tre città e ne assedia una quarta.

1372
Lug. Piemonte Si scontra con la “Compagnia Bianca” di Giovanni Acuto,  intenta all’assedio di Asti.
Sett. Capitano g.le Emilia Viene nominato capitano generale della lega antiviscontea. Al campo di Scandiano.
1373

Gen. Toscana

E’ segnalato in Toscana con il conte Amedeo di Savoia.

Feb.

Il papa Gregorio XI lo appoggia nella disputa con i cugini in Austria per il possesso dell’ omonimo ducato.

Apr. Chiesa Milano Emilia e Lombardia

Esce da Ferrara con l’Acuto al comando di 800 lance. Varca il Po a Stellata, tocca Cento preceduto da  Galeotto Malatesta, attraversa il mantovano (tocca Ostiglia e Borgoforte) senza alcun riguardo apparente nei confronti di Ludovico Gonzaga che è rimasto neutrale nel conflitto; si dirige su Brescia. Jacopo dal Verme lo obbliga a ripiegare su Cremona.

Mag. Lombardia ed Emilia

Alla testa di 600 lance e di 700 arcieri si scontra con i viscontei a Montichiari: attacca con la solita furia francese; viene respinto; avanza allora  l’Acuto che, con i suoi inglesi, dopo un lungo contrasto mette in fuga  Anichino di Baumgarten, Bernabò e Gian Galeazzo Visconti. A 50 prigionieri italiani è imposta una taglia complessiva di 100000 ducati. Dopo la battaglia Enguerrand de Coucy raggiunge Modena con Raimondo di Turenna. Alcuni soldati francesi provocano con la loro condotta un tumulto nella città. E’ richiesto un rapido intervento di Amedeo di Savoia per limitare i danni.

Giu. ago. Emilia Viene riconfermato nel comando delle truppe pontificie. Ad agosto assedia  senza esito Piacenza.
1374

Gen.

E’ congedato a seguito dello sbandamento dell’ esercito pontificio. A fine mese può rientrare in Francia a Coucy-le-Chateau.

………………. Francia Mercenari Francia

Milita al servizio del re di Francia Carlo V; con il duca di Borgogna Filippo l’Ardito ed il maresciallo borgognone Guido di Pontallier disperde le bande di mercenari che da Mancheville, nei pressi di Chartres, stanno devastando i territori finitimi. Roberto Canolles, che ha a lungo desolato la Piccardia, riceve dal re Edoardo III l’ordine di non toccare le sue terre.

Ago. nov. Francia Il re di Francia gli fa consegnare 6000 franchi; a novembre è nominato maresciallo di Francia: rifiuta il titolo.
1375
Giu. ago. Coucy Duca d’Austria Francia Si prepara a rivendicare il possesso di alcuni territori svizzeri ai danni del duca d’Austria. Grazie al prestito di 40000 libbre avuto dal re di Francia, assolda per l’impresa i principali capitani delle compagnie di ventura operanti in Francia, di cui un grande numero è rappresentato da bretoni (tra costoro si contano Silvestro di Budes ed Olivier du Guesclin). Anche il papa Gregorio XI, pur di fare partire costoro dalla Francia, contribuisce alla sua impresa con 5000 franchi. La furia dei venturieri si abbatte su Dombes; Enguerrand de Coucy si sposta, poi,  in Borgogna e nello Champagne; a metà agosto irrompe nel ducato di Bar.
Sett. Coucy Cantoni Svizzeri Duca d’Austria Svizzera Francia Penetra nel Sungdau, occupa Waldenbourg ed il castello di la Clusa, ottiene Buren. Viene respinto dagli abitanti di Berna verso l’Alsazia e la Lorena.
Ott. nov. Svizzera Raccoglie armati da portare nei territori della madre. Ha il comando di 22000 mercenari inglesi e bretoni chiamati “gugler” (dal tipo di elmetto utilizzato, il Gugel, dal latino cuculla). Tale è la fama dei suoi uomini, fra i quali si segnala il gallese Owen Lawgich, che in pratica non trova opposizione. Il duca Leopoldo d’Austria   gli offre 20000 franchi l’anno ed il possesso di Ferrette. Enguerrand de Coucy rifiuta ritenendo l’offerta troppo inferiore alle sue aspettative.
Dic. Francia e Svizzera I suoi uomini depredano l’Alsazia. Il vescovo ed i magistrati di Strasburgo gli riconoscono 3000 fiorini per evitare il saccheggio della città. Sono al suo fianco lo zio Raoul de Coucy, il visconte di Meaux, il barone di Roye, Pietro di Bur e molti nobili dell’ Artois, della Hainault e della Piccardia. Invade nuovamente la Svizzera mettendo in difficoltà i Cantoni ed il duca d’Austria Leopoldo. Sono messi a sacco quaranta villaggi nel Sundgau; un centinaio di abitanti di Wattweiller sono uccisi senza pietà; sono dati alle fiamme il monastero francescano di Thaunn ed il convento di Schoenensteinbach. Attraversa il Giura e perviene nella pianura dell’Aargau. Il duca d’Austria si rinchiude nella fortezza di Breisach dopo avere fatto distruggere e dare alle fiamme fino al Danubio raccolti e foraggi. A metà mese gli svizzeri sconfiggono a Buttisholz una parte della sua armata; giorni dopo Owen Lawgich viene attaccato di sorpresa di notte nell’abbazia di Fraubrunnen. I suoi uomini, per la maggior parte inglesi, vengono sorpresi  nel sonno. Owen Lawgich vi subisce una pesante sconfitta salvandosi a stento con la fuga.
1376

Gen. Francia

Deve ritirarsi per la mancanza di vettovaglie e di foraggi e per il timore di disordini ed ammutinamenti da parte dei suoi soldati delusi e scontenti. Ripiega in Alsazia; la compagnia dei gugler è nuovamente disfatta ad Altkirch. A metà mese raggiunge un accordo con il duca d’Austria. Gli è ceduto il feudo del conte di Nidau, compresa la città di Buren.

Feb. Il re di Francia ordina a lui, ad  Olivier de Clisson ed al maresciallo di Sancerre di contrastare le compagnie di ventura che saccheggiano lo Champagne dopo essere state abbandonate dallo stesso de Coucy.
Apr. Francia Chiede invano di potere rientrare in Inghilterra con la moglie.
Estate/ autunno Belgio Compie una missione diplomatica per conto del sovrano francese presso la contessa d’Artois ed il conte delle Fiandre. Diviene membro del consiglio reale;  gli è corrisposta una provvigione annua di 1000 franchi. Nel periodo la figlia Maria vive alla corte francese.
Ott. E’ stipulato un trattato tra il de Coucy ed il duca d’Austria: rimangono al momento  sotto il suo controllo Nidau e Buren, che terrà fino al 1378 allorché dovrà cedere tali località agli abitanti di Berna.
……………… Gran Bretagna Ritorna in Inghilterra in occasione della morte del Principe Nero. Rientra in Francia ed assume il ruolo di consigliere del re Carlo V.
1377

Gen. giu. Gran Bretagna

Ad aprile muore il re Edoardo III e sale al trono  Riccardo II. Si mantiene neutrale. A causa della morte del padre ritorna invece in patria la moglie con  la figlia minore;  rimane invece al suo fianco la primogenita di nome Maria. Acquista molti archi per la difesa dei suoi castelli in caso di guerra. In tutto il semestre fa la spola tra Boulogne e Calais per cercare di rinnovare i trattati di pace tra Francia ed Inghilterra.

Ago. Francia A fine mese scrive al re Riccardo II di voler combattere per i francesi;  restituisce pertanto l’ordine della Giarrettiera. Rifiuta ogni atto di omaggio vassallatico e gli sono confiscati tutti i suoi beni siti sul suolo inglese. La moglie e la figlia secondogenita Filippa rimangono in Inghilterra.
Sett. Francia Inghilterra Francia

Fronteggia gli inglesi;  si collega con le truppe del duca d’Angiò. Si impossessa di Bergerac e minaccia Bordeaux.

Dic. Francia

A Cambrai con Bureau de la Rivière per rendere omaggio all’imperatore Carlo di Boemia ed al figlio Venceslao prima del loro ingresso in Francia.

1378

Primavera Francia Navarra Francia

Agli ordini del duca di Borgogna affianca in Normandia Bureau de la Rivière nel contrastare le milizie del re di Navarra Carlo il Malvagio. Prende parte all’assedio di Bayeux, di Carenton, di Moulineaux, di Couches e di Passy. Conquista Evreux e a fine 1378 anche Cherbourg. La guerra si concluderà con la conquista di tutti i territori normanni che sono controllati dal re di Navarra.

……………….

Sempre nel periodo Bernabò Visconti gli promette in moglie la propria figlia Elisabetta.

1379
Mar. Francia Il re Carlo V visita Coucy-le-Chateau; il poeta di corte Eustache Deschamps compone una ballata in suo onore. E’ segnalato al fianco del re anche al castello di Vincennes: appoggia l’antipapa Clemente VII contro i partigiani del papa Urbano VI.
Apr. Francia Con Bureau de la Rivière conduce nuovi negoziati con gli inglesi a Boulogne. Le trattative proseguiranno  senza esito fino al marzo 1380. Nell’anno muore in Inghilterra la moglie Isabella.
………………. Francia Su invito del duca di Turenna cerca di dissuadere Giovanni d’Armagnac a spostarsi in Italia per combattere Gian Galeazzo Visconti a favore dei fiorentini.
1380

Lug.ago. Francia Inghilterra Francia

Gli è offerto il comando delle truppe alla morte, avvenuta nel mese, di Bertrand du Guesclin. Alla fine gli è preferito Olivier de Clisson perché Enguerrand de Coucy non parla il guascone. E’, viceversa, nominato capitano generale della Piccardia e gli è donata la castellania di Mortague-sur-l’Exaut; viene chiamato pure a far parte del consiglio di reggenza del Delfino. Predispone la difesa della Piccardia dagli attacchi inglesi: la sua azione è particolarmente abile al momento dello sbarco del duca di Buckingham, Tommaso di Woodstock, a Calais alla testa di 5060 uomini, di cui la metà arcieri. A seguito di una scaramuccia di un’ora a Troyes, i nemici entrano  nello Champagne;  mettono a sacco e danno alle fiamme ogni cosa. I francesi non accettano la battaglia campale  preferendo  tallonare da vicino gli avversari. Il duca di Buckingham,  giunge in Bretagna: la situazione politica sta mutando.

Sett. Francia

Muore Carlo V  e gli succede il giovane figlio Carlo VI. A metà mese il de Coucy è presente alla sua incoronazione.

………………. Asseconda uno sbarco in Scozia per sostenere gli scozzesi ai danni degli inglesi.
1381

Gen. Francia

Fa parte del consiglio reale che governa la Francia sotto la presidenza di Luigi d’Angiò. Avvia trattative di pace con il duca di Bretagna Giovanni di Montfort. Queste  si concludono nel seguente  marzo. E’ pure impegnato a Montreuil per negoziare un trattato di pace anche con gli inglesi.

Mar. Francia Gli inglesi sono costretti a reimbarcarsi.
………………. Francia Allestisce una rete di spionaggio a Calais, a Guines ed in altre località  controllate dagli avversari.
1382

Gen. Francia

Parigi è sconvolta dalla rivolta dei Maillotins contro le tasse. Negozia con i promotori  della sedizione.

Nov. Francia Fiandre Belgio

Sconfigge i comuni fiamminghi a Roosebecke dove ha con Luigi di Borbone il comando della terza schiera. Si distingue nel combattimento per il suo valore. Quando la parte centrale dell’esercito francese incomincia a cedere di fronte alla pressione degli avversari Enguerrand de Coucy si impadronisce di una collina inizialmente in mano fiamminga. Da qui è in grado di attaccare la retroguardia avversaria. Filippo van Artevelde muore; i fiamminghi sono disfatti.  Tra i nemici rimangono uccisi dai 16000 ai 18000 uomini. Dopo la vittoria insegue i fiamminghi  in fuga con l’Albret e 400 uomini d’arme per lo più bretoni.  Ne sono uccisi ancora più di 1000; tra costoro, molti di più muoiono annegati nelle paludi vicine mentre stanno cercando una via di scampo.

1383

Gen. Francia Con la vittoria punta su Parigi dove doma definitivamente la rivolta dei Maillotins. Gli sono consegnati 13200 franchi: un terzo della somma è da lui destinata a rafforzare le difese cittadine ed il castello sotto il suo controllo.
………………. Francia

Svolge con Thierry di Blois un arbitrato tra la città di Valenciennes e Thierry de Dixmunde.

………………. Francia Francia

Partecipa alla guerra contro il duca di Deux-Ponts.

Sett. Francia Inghilterra Francia e Belgio

Il vescovo di Norwich Enrico Spencer sbarca a Calais con 5000 uomini per aggredire i partigiani dell’ antipapa Clemente VII.  Il de Coucy fronteggia gli inglesi che invadono le Fiandre.

1384

………………. Coucy Bar Francia E’ coinvolto in una guerra privata con il duca di Bar: la vicenda si concluderà a dicembre con il matrimonio della figlia Maria con Enrico di Bar.
Mag. lug. Angiò Napoli Lombardia

Dota l’abbazia di Saint Médard, nei pressi di Soissons, di una grossa somma di denaro affinché sia detta una messa perpetua per lui ed i suoi famigliari. Nello stesso mese parte per l’Italia per appoggiare Luigi d’Angiò nel  suo tentativo di riconquista del regno di Napoli. Lo accompagnano il vescovo di Beaucaire, Milou de Dormans, Luigi d’Enghien, il conte di Brienne e di Conversano (20000 cavalli, più numerosi fanti; per altre fonti il contingente è meno numeroso consistendo in 1500 lance, vale a dire 5000 cavalli, e più fanti).   Il re di Francia gli fornisce 78000 franchi, dei quali 8000 sono pagati dal papa; altri 4000 franchi gli sono concessi a compenso di suoi crediti risalenti all’anno prima.  Attraversa le Alpi al passo del Moncenisio; si reca a Milano per prendere in consegna Lucia Visconti, figlia di Bernabò, che deve andare a nozze con il pretendente angioino. A luglio giunge a Milano. Il Visconti va incontro al de Coucy fuori Porta Vercellina. Il corteo entra in città; un ponte si rompe sotto il peso degli armati che lo sta attraversando.

Ago. Lombardia  Toscana

Assiste al matrimonio per procura tra la figlia del signore di Milano e Luigi d’Angiò. Prosegue la sua marcia verso il regno di Napoli alla testa di 8000 cavalli. I fiorentini, per tenerlo lontano dai propri territori, gli fanno preparare viveri in Romagna e nella marca di Ancona sul litorale adriatico. Si professa loro alleato, entra in Lucca e si accampa a San Piero in Campo. Bernabò Visconti, che gli ha fornito come guida Ruggero Cane, gli affida 45000 fiorini e gliene promette altri 20000 per le novità che riuscirà a porre in essere in Toscana. I pisani gli fanno avere doni e cavalli. Il de Coucy si reca a Lucca; i pistoiesi, viceversa, si collegano con i fiorentini e consegnano a questi ultimi 12000 fiorini al fine di essere soccorsi in caso di invasione del loro contado. Il de Coucy assicura tutti che le sue intenzioni sono pacifiche.

Sett. Angiò Firenze Pisa Siena Perugia Cortona Napoli Toscana

Invia propri ambasciatori al comune di Firenze per chiedere un prestito di 25000 fiorini. La sua richiesta non viene accettata; è invece invitato in città per un solenne banchetto. Da Lucca le sue truppe muovono di notte verso Empoli e l’Elsa, toccano Castelfiorentino dove si fermano tre giorni; puntano  su Poggibonsi; sono a San Miniato ed a Montespertoli.  Durante la loro marcia i soldati mettono a sacco ogni cosa, fanno prigionieri, uccidono chi tenta di resistere, si impadroniscono di qualche piccolo castello.  Di seguito il de Coucy penetra nel pisano e nel senese. Giunto ad Abbadia a Isola chiede ai senesi la medesima somma: gli è dato il passo, gli sono fornite vettovaglie, ma la risposta rimane in sostanza sempre la stessa. Le sue genti, sempre per rappresaglia, incominciano a mettere a sacco il territorio circostante e  rubano tutto ciò che trovano. Gli sono, infine, consegnati dai senesi 7000 fiorini perché si allontani dal contado; tocca Bigozzo, Rapolano Terme (dove si ferma otto giorni) e Gracciano. Tenta invano di entrare nel perugino; si congiunge con  l’Acuto e Giovanni degli Ubaldini per puntare sul territorio di Cortona.  Divide le sue schiere in due colonne;  a fine mese entra nottetempo in Arezzo con Marco da Pietramala e l’Ubaldini. Scende all’Alboreto, pianta le insegne del re angioino sulle mura, sfonda  la Porta di San Clemente e mette a sacco la città, prima le case dei guelfi e, poi, quelle dei ghibellini. Viene pure sottratto un busto di argento con la testa di San Donato. La reliquia sarà più tardi ritrovata in Romagna nelle mani di Sinibaldo Ordelaffi e verrà donata dai fiorentini agli abitanti di Arezzo. Solo la rocca non cade  nelle mani degli angioini; in essa vi si rifugia il governatore durazzesco di Arezzo, Giacomo Caracciolo con alcuni guelfi.

Ott. Angiò Firenze Toscana

Giunge la notizia della morte di Luigi d’Angiò.  Il de Coucy si trova isolato nell’Italia centrale in una situazione estremamente pericolosa. L’Acuto lo abbandona; Perugia, Pisa e Lucca si alleano con i fiorentini impegnandosi ad arruolare 800 lance in quindici giorni. Tali milizie sono raccolte  sotto un’unica bandiera blu su cui è riportata la parola “Pax” in lettere d’oro. Anche i bolognesi si uniscono con tale lega. E’ attaccato in Arezzo dai fiorentini comandati da Giovanni degli Obizzi e dall’Acuto.  Offre la città ai senesi per 20000 fiorini; nello stesso tempo si incontra con gli ambasciatori fiorentini Rinaldo Gianfigliazzi, Andrea Minerbetti e Giovanni Ricci. A fine mese un inviato del comune, nel frattempo, entra nella rocca e convince il Caracciolo alla resa a patti. Ne escono 110 soldati.

Nov. Toscana Romagna

Ai primi del mese nel castello di Laterina raggiunge l’accordo con i fiorentini;  vende loro Arezzo per 50000 /60000 fiorini, dei quali 40000 destinati ai suoi uomini, 5000 a lui ed altri 5000 per coprire altre spese. Alla notizia Carlo da Pietramala ed i suoi seguaci se ne escono irati da Arezzo, perché ottengono sì che i loro i beni,  confiscati in precedenza dai fiorentini, siano loro restituiti; non ottengono, tuttavia, il permesso di risiedere nella città. A metà mese gli sono consegnati 47000 fiorini da Giovanni Giugni e da Piero del Palagio. Il de Coucy transita per Pontremoli, Forlì con le sue genti e, dopo pochi giorni, può allontanarsi dall’Italia per rientrare dopo due settimane in Francia.

1385
Feb. Piemonte

Si trova a Pinerolo; invita a raggiungerlo Ruggero Cane.

Mag. Comp. ventura Umbria

Si muove lungo la valle del Tevere sino alla Fratta (Umbertide). Si congiunge con Boldrino da Panicale.

Giu. Emilia Lombardia

Con altri condottieri costituisce una compagnia di 4000 cavalli per liberare Bernabò Visconti fatto incarcerare dal nipote Gian Galeazzo. Si getta sul bolognese;  il comune riconosce ai venturieri 35000 fiorini. La compagnia (detta “della Rosa”) è bloccata dai viscontei e si scioglie. Il de Coucy si sposta in Toscana a fine mese con l’Acuto e l’Ubaldini. Entra nel territorio di Cortona;  è invitato ad allontanarsi dal signore della città, Uguccione Casali. Rientra in Francia.

Lug. Francia

Ad Amiens, per i festeggiamenti del matrimonio di Carlo VI.

………………. Francia Cade dalla sua cavalcatura ad Avignone riportando varie fratture alle gambe: rimane immobilizzato per quattro mesi.
………………. Belgio e Francia

Accompagna il la Trémouille in soccorso della duchessa di Brabante. Convince il duca di Bretagna a rappacificarsi con il re di Francia e gli zii.

1386
Estate Scozia Appoggia Olivier de Clisson ed il maresciallo di Sancerre in Scozia con 1500 fanti e 800 cavalli. Le dispute che separano i vari clan scozzesi inducono presto i francesi ad un rapido ritorno in patria.
………………. Francia In questo periodo si sposa con Isabella di Lorena, sorella del duca di Lorena, di trent’anni più giovane. La donna gli porta in dote la signoria di Fleuras nei pressi di Liegi.
1387

………………. Si accorda con il duca Alberto d’Austria cui cede in pegno Buren e Nidau.
Mar. Francia

Il re Carlo VI in visita Coucy-le-Chateau, concede al de Coucy il permesso di stabilirvi sue fiere annuali. Sono discussi i piani di invasione dell’ Inghilterra.

Mag. Francia L’argomento di un prossimo conflitto con gli inglesi è affrontato in  consiglio reale.
Giu. Francia Giovanni di Montfort cattura Olivier de Clisson. Per tutti i mesi seguenti il  de Coucy si adopererà per ottenerne la liberazione.
………………. Francia Inghilterra Francia e Belgio

Combatte nelle Fiandre ed in Piccardia agli ordini del duca di Borgogna Filippo l’Ardito; si muove lungo i litorali normanni e vi attacca le navi inglesi.

1388
………………. Francia

E’ stipulata una nuova tregua con gli inglesi. Il de Coucy fa nuovamente parte del consiglio regio;  rafforza la sua amicizia con il fratello del re Luigi di Turenna (poi d’ Orléans).

Nov. Francia Viene nominato gran bottigliere di Francia.
1389

………………. Francia

Assiste al solenne ingresso della regina di Francia a Parigi. Nel periodo ha l’incarico di capitano della Guienna, un territorio che va da Dordogna al mare, che comprende l’ Auvergne ed il Limousin. E’ sfidato a duello da Thomas Mowbray, conte di Nottingham e futuro duca di Norfolk. Non accetta la sfida.

Ott. Francia

Al fianco del sovrano a Digione.

Nov. Francia

Si reca ad Avignone per l’incoronazione di Luigi d’Angiò.

Dic. Francia

Invia 100 uomini d’arme a Luigi di Borbone per la sua spedizione in Tunisia condotta contro il locale re ed altri maggiorenti berberi.

1390

Apr. Francia A fine mese fonda a Villeneuve, sulle rive dell’Aisne e nei pressi di Soissons, il monastero e la chiesa dei celestini.
Mag. Francia Tunisi Liguria e Tunisia

Prendono parte alla spedizione in Tunisia oltre a Luigi di Borbone ed al de Coucy anche il bastardo del duca di Lancaster John Beaufort, progenitore dei Tudor in Inghilterra, Jean de Vienne, Philippe d’Artois, conte d’Eu, Jean d’Harcourt, il cognato Philippe de Bar, Geoffrey Boucicaut, fratello del più famoso Jean. Partono da Marsiglia, imbarcati su navi genovesi, dai 1400 ai 1500 cavalli per un totale di 5000 uomini, compresi i fanti e gli arcieri. Si ferma a Genova e da qui si trasferisce in Africa con 22 galee. Ha il comando dell’ avanguardia ed è tra i primi a sbarcare; ha numerose scaramucce con i nemici. Assale Tunisi con le macchine da guerra che gli sono fornite dai  genovesi. L’assedio risulta breve, perché  il contrattacco nemico lo obbliga ad arretrare dopo avere subito notevoli perdite. Affronta indi il sultano berbero Abou-‘l-Abbas nella sua fortezza di Mehedia: dopo un assedio durato  nove settimane i genovesi, istigatori dell’ impresa, spingono i crociati a ritirarsi. Iniziano i negoziati. Il de Coucy riattraversa le Alpi con il Borbone  ed in sei settimane i due toccano Parigi.

………………. Sardegna Sicilia Lazio Toscana

Reimbarcatosi, giunge all’isola di Conigliera;  si dirige in Sardegna: per conto dei genovesi ottiene in un sol giorno il castello di Cagliari, cui segue poco dopo la resa a patti di Anguillastra. Si trasferisce a Messina dove viene ospitato da Manfredi Chiaromonte; alla partenza per la Francia, quest’ultimo dona due corsieri al duca di Borbone ed uno al  Coucy. Tocca, sempre via mare, Terracina, Piombino, l’isola d’Elba, Portofino e Genova.

………………. Francia Rientrato in Francia, su pressione del nuovo signore di Milano Gian Galeazzo Visconti, viene inviato dal duca di Turenna, genero dello stesso Visconti, presso Giovanni d’Armagnac per indurlo a non accettare il soldo dei fiorentini per combattere i viscontei. Ottiene una risposta negativa.
1391
Feb. Francia

E’ impegnato con i negoziatori inglesi per trovare un accordo che soddisfi entrambe le parti: è stipulata una tregua di nove mesi.

Ott. dic Francia Negozia a Tours un trattato con Giovanni di Montfort.
1392

………………. Francia I duchi di Lancaster e di York giungono ad Amiens per un trattato di pace. Nell’occasione il de Coucy può rivedere dopo sette anni la figlia Filippa. Non viene raggiunto alcun accordo dopo due settimane di trattative.
Ago. Francia

Segue il re a Parigi;  si trova al fianco del sovrano a Le Mans allorché Carlo VI incomincia a dare i primi segni di squilibrio mentale.

………………. Capitano g.le Francia

Si reca in Bretagna con il la Trémouille per annunciare al locale duca che il re è divenuto pazzo. Quando Carlo VI riprende in via provvisoria le sue facoltà il de Coucy lo accompagna nei suoi pellegrinaggi a Notre Dame-de-Liesse ed a Saint-Denis. Svolge parimenti la funzione di capitano generale e cerca di fare rispettare in Guyenne le tregue firmate con gli inglesi. Rientra a Parigi ed il consiglio reale decide di dare il via ad una spedizione in Italia.

1393

Gen. Francia E’ inviato dal duca Luigi d’Orleans ad Avignone con altri due emissari.
Apr. Francia

Sempre ad Avignone.

Mag. Francia

Va incontro all’antipapa  con il vescovo di Noyon, il duca di Borbone e l’ammiraglio di Francia Jean de Vienne per discutere della bolla di creazione del regno di Adria accordato nel 1379 da Clemente VII a  Luigi d’Angiò.

1394

………………. Piemonte

Si fa promotore di un trattato tra il marchese del Monferrato, il principe di Savoia-Acaia ed il conte di Savoia.

Lug. Francia Genova Capitano g.le Piemonte

Viene eletto da Luigi d’Orleans  luogotenente, procuratore e capitano generale. Stipula accordi con Antoniotto Adorno e Carlo del Carretto ai danni dei genovesi. Si stabilisce ad Asti appartenente al duca Luigi d’ Orleans.

Sett. Piemonte e Liguria

Ha l’incarico di portare a termine l’alleanza con Gian Galeazzo Visconti ed iniziare le operazioni nella riviera ligure. E’ raggiunto ad Asti da Ramazzotto della Mella;  insieme con tale condottiero coordina la propria azione ai danni di Savona.

Nov. Liguria

Conquista Savona;  assedia  Genova. Durante le operazioni lo affiancano Jean de Roye con 200 uomini d’arme e 50 arcieri, Jean de Trie, Pierre de Vieuville e Guillaume de Bracquemont (100 uomini d’arme e 50 arcieri). Negli stessi giorni si parla di una sua nuova spedizione nel centro Italia. Bernardo della Serra si offre di consegnargli, a nome del duca d’ Orleans, le città, le fortezze ed i castelli da lui controllati nel Patrimonio. Il de Coucy, per ringraziarlo, gli fa avere il mese successivo un dono di 100 fiorini a nome del duca.

Dic. Piemonte Lombardia

Lascia Asti per recarsi a Pavia. Stipula in tale città una convenzione, riguardante il possesso di Genova, con il signore di Milano dalla quale, tuttavia, non sortisce alcun effetto. Deve, affrontare notevoli difficoltà economiche causate dalle forti spese per la guerra contro i genovesi che lo costringono ad impegnare i gioielli ed il vasellame. La guerra costa ai francesi 25000 franchi d’oro il mese; l’ammontare sale a 31000 franchi se si comprendono anche le pensioni.

1395

Mar. mag. Piemonte e Liguria

Ad Asti. Apprende che il re di Francia ha accettato le offerte dei genovesi ed ha deciso che il duca d’ Orleans ceda al sovrano Savona per la somma di 300000 fiorini. Deve licenziare Facino Cane e Bertolino da Verona, i quali rimangono per qualche mese in zona in attesa del saldo delle loro paghe dai francesi. Gli è dato l’ordine di unirsi con gli ambasciatori inviati da Parigi per trattare con i genovesi le condizioni con le quali essi offrono la signoria della città a Carlo VI. Il de Coucy, deluso da questi  avvenimenti, non si reca a Genova; rafforza invece le difese di Savona, assediata per terra e per mare dal doge Antoniotto Adorno. Prende la strada di Savigliano, Cherasco, Dogliani, Ceva, Garessio, risale la valle del Tanaro, occupa Pornasio ed il bacino del torrente Arozia; attraversa le Alpi e si impossessa di Diano Marina, di Porto Maurizio e di Lingueglia. L’Adorno è obbligato a levare l’assedio. A maggio, infine, lascia il servizio di Luigi d’Orleans per ritornare a quello del re di Francia.

Giu. Francia Genova Piemonte

Con il denaro che gli è prestato da Gian Galeazzo Visconti e con altro raccolto mediante tasse, taglie, balzelli vari e domande ai comuni ed ai vassalli dell’astigiano, assolda 1234 cavalli leggeri, 122 lance, 27 arcieri e 400 fanti.

Lug. Piemonte e Liguria

Esce da Cherasco, punta su Savona e libera la città dall’assedio. Ferito all’assedio di Laigueglia, rientra a Cherasco perché non è in grado di guidare le truppe. Colpito dalla febbre, resta in Piemonte per consolidare la posizione di Savona.

Ago. Ambasciatori genovesi offrono la signoria della città al re di Francia.
Ott. Piemonte

Lascia per sempre Asti.

Dic. Lombardia e Francia

Si trova a Pavia per la ratifica del patto di alleanza tra il duca d’ Orleans ed i Visconti; rientra in Francia e si fa rimborsare dal duca le spese sopportate a suo nome durante la campagna.

1396

Apr. Francia

Lascia Parigi per rispondere all’appello dell’imperatore Sigismondo d’Ungheria rivolto contro i turchi del sultano Bajazet. Si incontra a Digione con il Boucicaut per studiare un piano comune.

Mag. Lombardia

Giunge con Enrico di Bar al castello di Pavia ed invita il duca di Milano a non frapporre ostacoli all’azione francese su Genova.

………………. Impero Impero Ottomano Bulgaria Si trova inserito in un esercito di 7500/9000 uomini. nella realtà non vi è unità di comando. Gli alleati sono in contrasto tra di loro perché gli ungheresi vogliono affrontare i turchi sui loro confini mentre i francesi puntano a marciare su Costantinopoli. La loro arroganza, inoltre, irrita gli alleati anche per i saccheggi perpetrati nel loro passaggio. I crociati conquistano Vidin nella Bulgaria occidentale; cade in loro potere Rachova (Ozyekova) a seguito di un attacco notturno in cui il de Coucy, il d’Eu, il Boucicaut, Jean de la Marche e Philippe de Bar riescono ad impadronirsi del ponte levatoio.  La città viene messa orrendamente a sacco e data alle fiamme. Un migliaio di prigionieri è scelto per ottenere un riscatto: tutto ciò irrita gli ungheresi che giudicano tali fatti come un insulto al loro re, l’imperatore Sigismondo d’Ungheria.
Sett. Bulgaria

L’armata procede su Nicopoli (Nicopolis Ad Istrum). La città è assediata: alla sua difesa si trova Toghan Beg. Una colonna di turchi è sorpresa in un agguato predisposto dal  Coucy con 500 lance. E’ fatta strage degli avversari. La vittoria alimenta nei francesi la fiducia nel loro valore; nascono discordie nel campo alleato con rilassamento generale della disciplina. A fine mese i turchi attaccano i crociati; i francesi, nonostante l’ opinione contraria del de Coucy, decidono di lottare all’avanguardia e di attaccare gli ottomani con la cavalleria pesante. La  decisione è alla fine avallata anche dall’imperatore.  I francesi sono sconfitti;  ciò provoca un fuggi fuggi generale nelle altre schiere. Tra i crociati rimangono sul campo 12000 uomini, tra i turchi più di 20000.  Il de Coucy è fatto prigioniero con Jean de  Nevers, il Boucicaut,  Jean de la Marche ed altri capitani: è condotto nudo davanti al sultano il quale ordina che tutti i prigionieri con un’età superiore ai venti anni (con l’eccezione del Nevers e del Boucicaut che sono in grado di pagare un sostanzioso riscatto) siano uccisi in sua presenza, perché i crociati nella conquista di Rachowa hanno, a loro volta, passato a fil di spada 2000 prigionieri (anche cristiani)  perché di intralcio al proseguo delle operazioni. Sono così decapitati 3000 uomini; i più giovani sono costretti a militare nell’esercito ottomano. Il de Coucy è incarcerato; condotto a Gallipoli   cade in una profonda depressione.

1397

Feb. Turchia

Muore a metà mese a Bursa in Bitinia. Ordina che il suo  corpo sia trasportato in Francia per essere sepolto a Villeneuve nel monastero dei celestini. Solo il suo cuore e le ossa raggiungeranno il suo paese per essere tumulati nel monastero della Santissima Trinità. Le ossa, viceversa, saranno cremate  nell’ abbazia di Nogent-sous-Coucy mentre il resto del cadavere è già stato cremato in Turchia. Dispone per testamento cospicue somme a favore del monastero della Santissima Trinità, di 21 chiese e cappelle, di 5 cantorie, dei poveri di Parigi e di quelli delle sue terre. Eustache Deschamps scrive un canto funebre in suo onore. E’ ricordato in un’opera del Montoliou intitolata “Les grottes de Lindenthal ou le chateau de Thorberg.” Walter Scott lo ricorda in “Anne of Geierstein or the Maiden of the Mist.” Barbara W. Tuchman, infine, ne tratta la biografia in “A Distant Mirror”.

 CITAZIONI

“Qui estoit un moult vaillant chevallier et bon capitaine.” D’ORRONVILLE

“Qui estoit grand seigneur et vaillant chevalier.” J. DES URSINS

“Gran signore in soe contrade.” CORPUS CHRONIC. BONOMIENSUM

capitano energico e risoluto.” GALLI

“Fu uomo quanto valoroso, altrettanto modesto.” PITTI

“Enghiramus quidam Gallus, vir domi potens et militia clarus.” BRUNI

Qui était le plus sage et le plus aimable chevalier de son temps..C’était le seigneur le plus rempli de grace et de persuasion de toute la chrétienté; partout où il était allé, en France, en Angleterre, en Allemagne, en Lombardie, nul n’avait su plaire tant que lui; c’était son naturel, et de plus il avait vu beaucoup de pays, beaucoup d’hommes et beaucoup d’affaires..En lui finit l’illustre maison de Coucy, descendant des anciens comtes de Guines….(Con la morte in prigionia) Ainsi finit chez les infidèles, loin de sa famille et de la France, ce noble et vaillant Enguerrand de Coucy, grand bouteiller de France, qui, simple baron, avait tant de loyauté, de vaillance et de merite, qui nul n’était plus grand seigneur, et qu’on disait communement: Je ne suis roi, ni prince aussi,/ Je suis le sire de Coucy. ” DE BARANTE

“Vir domi potens et militia clarus.” SANT’ANTONINO

“Belli clarus in Italiam.” BUONINCONTRI

“Il gran sir di Cousi che di presente/ Con sue gente Francesca e Taliana/ Passava i monti vigorosamente,/ Per Lombarda venendo in la Toscana/ per danneggiar i nemici del Duca/ E fare a Carlo la speranza vana/ Che gente di Toscana non conduca/ In suo aiuto e che promessa fatta/ Dal Fiorentin a lui fosse caduca/…  (Riguardo il sacco di Arezzo) “Così fermò el mercato el Sir con loro/ et ricivé fiorin sexanta milia/ con la brigata di suo concistoro.” B. DI GORELLO

“C’est le bon segneur de Couci/ Qui m’a vouvent le poing fouci/ De beaux florins à rouge escaille.” FROISSART

“St. Lambert, Coucy, La Fère/ Marle, Oisy, and St. Gobain,/ Weep for your lord, the good seigneur/ Who seved so well his sovereign/ With prowess great in many lands/…/Who for the faith in Turkey died,/ Let us pray God to pardon him.” DESCHAMPS. Riportato da THE MEDIEVAL COMBAT SOCIETY

“A French nobleman who had travelled to England as a hostage after Brétigny, stayed to marry Edward III’s daughter, and become known to the English as Sir Ingelram. Hero of Barbara Tuchman’s doleful history of the fourteenth century, “A Distant Mirror”, Coucy was known in Italy as Inghiramo, or as the Siri di Così.” COOPER

“Since he had first marched at fifteen against the English, and eighteen hunted down the Jacquerie, the range of Coucy’s experience had extended over an extraordinary variety of combat, diplomacy, government, and social and political relationships. As son-in-law of Edward III, holding double allegiance to two kings at war, his position had been unique. He had seen war as captain or one of the command in eleven campaigns – in Piedmont, Lombardy, Switzerland, Normandy, Languedoc, Tuscany, northern France, Flanders, Guelders, Tunisi, Genoa: he had commanded mercenaries, and fought as ally or antagonist of the County of Savoy, Gregory XI, Hawkwood, the Visconti, the Hapsburgs, the Swiss, Navarrese, Gascons, English, Berbers, the Republic of Florence and nobles of Genoa. As diplomat he had negotiated with Pope Clemente VII, the Duke of Brittany, the Count of Flanders, the Queen of Aragon, with the English at peace parleys, and the rebels of Paris. He had had one temperamental and extravagant wife eight years his senior, and a second approximately thirty years his junior. He had served as adviser and agent of the two royal Dukes, Anjou and Orléans, as Lieutenant-General of Piccardy and later of Guienne, as member of the Royal Council, as Grand Bouteiller of France, and had twice been the preferred choice for Constable. He had known and dealt with every kind of character from the ultra-wicked Charles of Navarre to the ultra-saintly Pierre de Luxembourg.” TUCHMAN

“Enguerrand VII, le dernier des membres de l’illustre maison de Coucy qui ait porté le titre de sire de Coucy, est assurément l’un des plus grandes figures de notre histoire  nationale pendant la seconde moitié du XIV° siècle. Gendre du roi d’Angleterre Edouard III, allié à toutes les familles souveraines, il joue comme homme de guerre et comme diplomate un role préponderant: son nom se trouve melé à la plupart des hautes questions politiques qui sont alors débattues; les missions les plus délicates, les commandements le plus périlleux lui sont confiés. On le voit percourir avec gloire les champs de bataille de l’Europe entière, s’illustrant en Ecosse, en Fiandre, en Allemagne, en Italie er jusq’en Afrique, avant d’aller mourir prisonnier des Turcs en Asie-Mineure. Sa valeur et son habileté sont encore rehaussées par la grandeur de son caractère: il sacrifie ses intérets au désir de servir son roi, en renonçant à tous les avantages que lui assurent ses liens de parenté avec la famille royale d’Angleterre, et donne un magnifique exemple de désintéressement en refusant, à la mort de du Guesclin, l’épèe de connétable de France, dont il trouve Olivier de Clisson plus digne que lui.” DURRIEU

   BIOGRAFIE SPECIFICHE

-The Medieval Combat Society. Historical information. Enguerrand VII de Coucy, 7th Earl of Bedford, Count of Soissons, seigneur of Coucy and Montmirial.

P. Durrieu. La prise d’Arezzo (1384) par Enguerrand VII sire de Coucy.

Immagine: https://www.geni.com/people/Enguerrand-II-de-Coucy/6000000004533150728

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