DONATO DEL CONTE

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Condottieri di ventura

0505      DONATO DEL CONTE  (Donato Borri, Donato da Milano ) Detto “del Conte” perché sempre al fianco di Francesco Sforza. Di Milano. Signore di Vespolate, Corbetta e Castelleone.

1425 ca. – 1477 (maggio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1446 Sforza

Milita al servizio di Francesco Sforza; diviene così caro a tale condottiero che, poco per volta, sarà chiamato Donato del Conte perché si trova  sempre al fianco di tale condottiero.

1447
Nov. Milano Venezia Emilia

All’assedio ed all’ espugnazione di Piacenza.

1448
Sett. Lombardia

Partecipa alla battaglia di Caravaggio.

1449
Giu. Sforza Milano Lombardia

Si trova all’ assedio di Vigevano. Ha il comando di una squadra di galuppi (cavalli leggeri). Fa scavare una trincea che taglia il fossato e punta su un bastione; di notte si impadronisce del terrapieno.

1452
Sett. Milano Venezia Lombardia

Compie una scorreria nel cremasco. Gli vengono contro il conte Broccardo Persico, Grande Albanese, il Maffello ed il Rossetto, rinforzati  da Antonello da Corneto. Entra in Castelleone che è assediata dal Pollone.

Ott. Lombardia

Con Bartolomeo Colleoni ed il Sasso affronta Jacopo Piccinino e Tiberto Brandolini che hanno lasciato Porzano: ferisce il Brandolini con un colpo di lancia ed è scavalcato, a sua volta, da Ettore Brandolini. I suoi schioppettieri arrestano l’avanzata della cavalleria e della fanteria veneziana.

Nov. Lombardia

Affianca lo Sforza, ora duca di Milano, a Montichiari. Con il Sasso assale Pietro Paolo dell’Aquila nelle vicinanze di Manerbio; nel proseguio dell’azione contribuisce a respingere un attacco portato dal Piccinino a Calvisano.

1453
Lug. Lombardia

Viene catturato dagli arcieri di Giovannantonio di Gattamelata nei pressi di Montirone: si arrende nelle mani di un uomo d’arme del Piccinino. Qust’ultimo lo lascia libero nonostante le proteste del figlio del Gattamelata che ne pretende la taglia in quanto suo prigioniero: vi è un giurì d’onore,  favorevole a Donato del Conte, da parte di Guido Rangoni e di Cesare da Martinengo, per cui viene senza indugio rilasciato.

Ago. Lombardia

Affronta il Piccinino che si è fortificato in una palude presso Ghedi. Castelleone è assediata dai veneziani; è inviato in tale località dallo Sforza per prestare soccorso ai difensori. Riesce a superare il blocco ed a entrare in Castelleone fingendo di condurre una compagnia della Serenissima. La città si arrende agli avversari. Il del Conte si rifugia allora nella rocca e da qui segnala l’accaduto agli sforzeschi fermi a Pizzighettone. Vengono in suo aiuto Sacramoro da Parma e  Corrado da Fogliano; i due condottieri sforzeschi assalgono i veneziani. Il del Conte irrompe sugli avversari dal castello e sconfigge Matteo da Capua ed Orso Orsini che sono costretti a riparare a Crema.

1454 Lombardia

Fronteggia sempre il Piccinino. E’ segnalato alla difesa di Volta Mantovana.

1455
Lug. Milano Comp. ventura Toscana

Termina il conflitto. Si reca in Toscana per combattere la compagnia del Piccinino che ha incominciato a scorrere nel il senese. Dà il suo efficace apporto alla vittoria di Manciano /Castro: si contrappone con i suoi fanti all’avversario quando il campo sforzesco viene attaccato all’improvviso. Con la sua resistenza permette l’intervento vittorioso del da Fogliano e di  Roberto da San Severino.

1457 Piemonte Entra in possesso di Vespolate.
1460
Sett. ott. Milano Angiò Emilia Abruzzi Si trova a Parma; è pronto a trasferirsi nel regno di Napoli con due squadre di famigli d’arme del duca di Milano per sostenervi la causa del re Ferrante d’Aragona ai danni dei fautori di Giovanni d’Angiò. Ai primi di ottobre giunge negli Abruzzi ove è salutato con grandi festeggiamenti. Alla testa di 207 cavalli si collega nei pressi di Rieti con le milizie di Alessandro Sforza, di Federico da Montefeltro e di Marcantonio Torelli.
Nov. Lazio

Cade in un’imboscata ed è fatto prigioniero dal Piccinino. Liberato, si sposta in Sabina. Mette a sacco il castello di Poggio Nativo, alla cui difesa si trovano Roberto da Montevecchio e Battista del Balzo.

1461 Lazio

Con Alessandro e Bosio Sforza espugna quattro castelli appartenenti al signore di Palombara Jacopo Savelli;  sempre in Sabina contrasta le milizie di Silvestro da Lucino.

1462
Feb. apr. Lombardia ed Emilia

A fine mese giunge a Castelleone. Gli è ordinato di lasciare la località per intervenire a Piacenza a seguito della sollevazione degli abitanti conseguente sia alla notizia (falsa) della morte dello Sforza, sia all’elevata pressione fiscale sui ceti rurali. Attacca i sediziosi guidati dal conte Onofrio Anguissola. Pone il campo al Mezzanino, assedia il castello di Grazzano Visconti con Ludovico Gonzaga: molti contadini sono uccisi in un fatto d’arme; i prigionieri sono condotti a Piacenza legati. Il suo intervento si rivela molto duro, contrassegnato da arresti e da impiccagioni.

Mag. ott. Emilia

Onofrio Anguissola  è sconfitto ed è obbligato a fuggire, prima nei suoi castelli ed in un secondo momento a Genova. I capi della rivolta sono impiccati; Giovan Galeazzo Anguissola è incarcerato e condotto a Milano con Tiberto Brandolini, accusato di avere aiutato i ribelli. Solo ad ottobre saranno tolte le forche.

………….. Campania e Puglia

Ritorna nel regno di Napoli contro gli angioini: affianca ancora Alessandro Sforza in Terra di Lavoro ed in Puglia.

1463
………….. Abruzzi e Puglia

Viene catturato una terza volta dal Piccinino vicino a Sulmona. Rilasciato sull’ Ofanto, rientra nel ducato di Milano.

Lug. Lombardia A Milano.
1464
Gen. feb. Milano Genova Capitano g.le provvigionati

 

Liguria

Il re di Francia rinuncia ai suoi diritti su Savona e su Genova a favore del duca di Milano. Il del Conte si reca in Liguria con il da Fogliano; occupa Savona alla testa di 400 fanti. Ne lascia 100 di presidio nella città e si muove alla volta di Genova per scacciarne l’arcivescovo Paolo Fregoso.

Mar. Liguria

Si avvicina a Genova con Obietto  Fieschi.

Apr. Liguria

Supera la difesa di Giangaleazzo Fregoso ed entra in Genova per la Porta delle Vacche ed irrompe nella città seguito da Gaspare da Vimercate che lascia Cornigliano. Assedia il Castelletto e San Francesco, ultimi rifugi dei Fregoso.

Mag. Capitano artiglieria Liguria

Gli sono inviati in rinforzo un esperto artigliere quale Ambrogio Bascapé e  300 schioppettieri agli ordini di Giovanni Pietro Cagnola ed altre truppe condotte da Giampietro Bergamino. A metà mese giungono a Genova, da Pavia e da Milano, tre grosse bombarde, la “Corona”, la “Liona” e la “Bissona”: queste vengono piantate a Lucoli, a San Nicoloso ed a Fontana Marosa. Il del Conte dirige pure il fuoco di due spingarde che, dal campanile di San Sisto, molestano i difensori che escono alla ricerca di vettovaglie. Ottiene la fortezza in tre giorni dalla castellana Bartolomea Fregoso in cambio di 14000 fiorini.

Giu. Lombardia Con la vittoria rientra in Lombardia.
Dic. Il duca di Milano gli dà il permesso di separare da Varese la terra di Vespolate. Nella stessa circostanza gli sono concessi in feudo molti terreni sottratti dallo Sforza al vescovo di Novara, nonché parecchi beni, sia allodiali che feudali, a Corbetta ed a Albairate.
1465 Milano Borgogna Capitano g.le Francia

Prende parte alla guerra della lega per il Bene Pubblico. Con Gaspare da Vimercate comanda il corpo di spedizione sforzesco inviato in soccorso del re Luigi XI composto di 2000 cavalli e di 1000 fanti. Agisce nella valle del Rodano dove assedia e si impadronisce di parecchi castelli minori tra i quali Aubepin nel Forez.

1466
Dic. Lombardia A Castelleone; negli ultimi giorni dell’anno consegna la rocca della località ad un fattore di Bianca Maria Visconti per conto della quale il del Conte l’ha custodita, attraversa l’Adda lasciando nel ducato moglie e figlio,  ripara nel veneziano a Crema. Nella precedente guerra del Bene Pubblico, infatti, Galeazzo Maria Sforza, figlio di Francesco, ha malamente sopportato l’indipendenza rivelata dal condottiero.  Nell’ autunno, inoltre, sono ridiscussi le condotte ed i posti di comando dell’esercito ducale: in tale occasione il del Conte  rivendica per sé una posizione di spicco. Il nuovo duca, invece, assistito dai fidati Cicco Simonetta ed Orfeo da Ricavo, non gli riconosce l’autorità desiderata. In secondo luogo Galeazzo Maria Sforza non nasconde un acuto fastidio per la protezione che il del Conte riceve dalla madre Bianca Maria, vedova di Francesco.
1467
Gen. feb. Lombardia Il duca gli fa sequestrare il feudo di Vespolate, presso Novara, che gli è stato donato dallo  Sforza, e lo concede al fratellastro Polidoro; lo tratta come un traditore mettendo  una taglia sulla sua testa e facendo porre la sua effigie sulle colonne del duomo, presso il Broletto e presso la corte dell’Arengo (da dove una mano amica, peraltro, la strappa). Il comando dei provvigionati della sua compagnia è dato a Francesco da Varese; il figlio Danilo, di otto anni, è imprigionato nel carcere di Porta Vercellina. A febbraio il del Conte rientra nel ducato e gli sono restituiti i feudi che gli sono stati sequestrati. Ha l’appoggio di Galeazzo Maria Sforza per procurare ad un nipote la prepositura di San Vittore di Corbetta, nella diocesi di Milano.
………….. Lombardia E’ organizzato un torneo o battaglia da svolgersi davanti al castello di Porta Giovia ed aperto a tutti con l’eccezione dei fuoriusciti.
Apr. Lombardia Prende parte ad un’edizione solenne della festa di San Giorgio. In testa alla processione degli stendardi vi sono vecchi capitani sforzeschi quali lo stesso del Conte, Fiasco da Giraso e capitani emergenti come il comandante dei galuppi ducali, il Donbello. Il del Conte si trova alla testa di una piccola squadra della famiglia ducale.
Lug. Milano Venezia Emilia

Combatte  Bartolomeo Colleoni. Partecipa alla battaglia di Molinella dove ha il comando del terzo squadrone; con Roberto da San Severino, i cavalli leggeri e 300 fanti assale i carriaggi degli avversari e circonda il loro campo.

Sett. Milano Duca Savoia Piemonte Partecipa alla campagna contro Filippo di Savoia (Filippo di Bresse). A fine mese abbandona il campo. E’ sospettato di  diserzione. Inseguito, è intercettato a Vespolate dal cameriere ducale Gian Francesco Attendolo: il del Conte è a cavallo ed è armato. Afferma che sta andando a Milano per incontrarsi con la duchessa Bianca Maria Visconti.
Ott. Piemonte A fine mese ritorna al campo nel novarese ove si congiunge con il marchese Bonifacio di Monferrato. Rimane probabilmente ferito in uno scontro a Ghemme.
Nov. Lombardia Con Pietro Francesco Visconti ed il Bergamino affianca a Milano il duca nel suo ingresso nel castello di Porta Giovia dove Galeazzo Maria Sforza vi si asserraglia  solo con uomini di propria fiducia. Tale soluzione non è senza conseguenze in quanto il duca vi trasferisce definitivamente la residenza e relega la corte dell’Arengo a sede degli uffici centrali e della cancelleria ducale.
Dic. Lombardia E’ segnalato cavalcare nel giardino dietro il castello di Porta Giovia a Milano.
1468
Gen. sett. Lombardia A fine mese fugge nuovamente a Crema nel veneziano. Tra gennaio e febbraio il duca gli fa pervenire molti segnali alternando lusinghe a minacce. A marzo Galeazzo Maria Sforza, irritato perché la madre continua a dargli fiducia ed affetto, le rivela un falso trattato di Donato del Conte per la consegna della rocca di Castelleone ad un connestabile veneziano. La terra ed il castello di Vespolate gli sono confiscate per essere concesse ad un favorito ducale, il cameriere Giovan Francesco Attendolo, figlio di Foschino. Il del Conte rientra nel ducato: a fine aprile presenzia alla benedizione degli stendardi che si effettua il giorno di San Giorgio. Nel corso della cerimonia è aspramente criticato dal duca il suo comportamento come quello di Troilo da Rossano. Segue un nuovo allontanamento ed un nuovo sequestro dei beni. A metà giugno il del Conte ritorna a Cremona al servizio di Bianca Maria Visconti. Il duca gli fa restituire il feudo di Corbetta e tutti i suoi beni mobili ed immobili; anche Vespolate gli viene presto riconsegnata. Da questo momento il del Conte presenzierà alle rassegne e provvederà al pagamento dei balestrieri a cavallo, mentre il collaterale Alessandro da Foligno sovraintenderà al pagamento degli stipendi dei provvigionati della guardia.
Ott. Milano Duca Savoia Piemonte ed Emilia Prende parte alla nuova spedizione contro Filippo di Bresse. Con la pace rientra con i suoi fanti nel piacentino.
Nov. Milano Correggio Capitano g.le fanteria Emilia Alla testa delle fanterie ducali interviene all’ assedio di Brescello. Rientrato da pochi giorni all’obbedienza ducale ha responsabilità di comando inferiori solo a quelle del capitano generale della lega Federico da Montefeltro. Presto le truppe ducali si abbandonano alla rapina sistematica del territorio. In quindici giorni l’impresa ha termine.
1469
Mag. Capitano g.le fanteria Lombardia Gli è consegnata solennemente dal duca la patente di nomina di capitano generale delle fanterie ducali. Il condottiero continua a partecipare a tutte le campagne militari sforzesche  ricevendo  onori e riconoscimenti.
Dic. Lombardia Esercita pesanti pressioni  sulle autorità del comune di Vailate affinché rilascino un provvigionato della sua compagnia incarcerato per più furti. Il mese seguente il duca darà ragione ai rappresentanti della cittadinanza.
1471
Giu. Milano Francia Piemonte

In seguito al riavvicinamento tra il re di Francia e Filippo di Bresse la duchessa Iolanda di Savoia chiede aiuto al duca di Milano. Il del Conte è nuovamente inviato in Piemonte alla testa di un contingente di fanteria forte di 400 balestrieri, di 100 schioppettieri e di 650 provvigionati.

Lug. Piemonte e Francia

A Torino ed a Susa. Presenzia ad un consiglio di guerra con l’Aspromont;  il giorno seguente muove alla volta di Chambéry con tre bombarde. Costretto al ripiegamento verso Montmélian, espugna e mette a sacco la località. Assedia il castello alla cui difesa si trovano 40 uomini.

Ago. Francia Lombardia

Rientra in Lombardia in conseguenza di una tregua fra i belligeranti. Accoglie a Cumignano sul Naviglio il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza.

1472
Primavera Milano

 

Francia

 

Capitano g.le fanteria

Ha sempre il comando della fanteria milanese, 11800 fanti: di costoro, ben 11000 sono provvigionati ducali, vale a dire soldati in servizio permanente o comunque reclutati direttamente dal governo e non tramite i condottieri.

Mag. Piemonte

Raggiunge Vercelli con molti provvigionati, alloggiati nella cittadella e nelle osterie vicine alla città: i soldati sono di guardia alla duchessa Iolanda di Savoia per tutto il tempo che si fermano in Vercelli l’ambasciatore francese, il Cominges, e Filippo di Bresse.

1473
Mag. Piemonte

Iolanda di Savoia lo invia a Vercelli con 200 fanti.

Dic. Lombardia

Si incontra a Milano con il duca, Francesco Secco e Giovanni Pallavicini per valutare la situazione di Genova.

1474
Gen.

Viene richiesto il suo intervento in Piemonte dal duca di Savoia.

1475
Apr. Lombardia In occasione della festa di San Giorgio il duca gli fa confezionare una speciale giornea “alle corone”.
1476
Mar. Piemonte

E’ inviato una volta di più in Piemonte con 2000 fanti, apparentemente per soccorrervi la duchessa di Savoia dalle intimidazioni del duca di Borgogna Carlo il Temerario.

Giu. Milano Duca di Borgogna

 

Lombardia Piemonte

Attraversa il Ticino con il pretesto di una scorreria effettuata dalle truppe del vescovo di Ginevra Gian Luigi di Savoia che hanno provocato un danno di 40000 ducati ad alcuni mercanti milanesi. Il del Conte occupa Volpiano (controllata dal marchese del Monferrato) con l’istruzione di depredare ogni cosa. Pianifica le operazioni di saccheggio avvalendosi degli insegnamenti ricevuti dal suo vecchio maestro, lo Sforza. Prima divide sulla carta i borghi, le strade e gli edifici da colpire; li distribuisce tra le squadre e, infine, dà il via all’azione che si svolge in ordine e senza sovrapposizioni. Tocca Vespolate; transita per le terre del conte di Valperga con 200 uomini d’arme e 3000 uomini fra balestrieri e fanti; ha con sé anche una bombarda e quattro spingarde; guada il Sesia e giunge a Casanova; da qui si sposta a Cigliano dopo una faticosa marcia di quattordici miglia compiuta in nove ore. Si impossessa del porto di Mazzè ed attraversa la Dora Baltea; nel Canavese ottiene Montanaro, terra appartenente all’abate di San Benigno, che si arrende a seguito di un breve bombardamento. Il castello è messo a sacco il giorno seguente. Gli sono inviati in rinforzo 50 balestrieri agli ordini di Berlingieri Caldora e di Marchino d’Abiate ed altri 50 comandati da Antonio Caracciolo assieme con  quattro spingarde e due organetti. Lasciato nella rocca Nizzardo Crivelli,  si sposta all’assedio di San Benigno Canavese che si difende virilmente con balestre, spingarde e sassi. Il del Conte pianta le artiglierie, un barile di polvere da sparo prende fuoco e provoca un incendio nel suo campo; nonostante tutto è in grado di proseguire nelle  operazioni. Il castello si arrende a patti a condizione di non ricevere soccorsi entro un giorno. Il paese è dato alle fiamme con l’eccezione della chiesa e del monastero.

Lug. Milano

 

Fieschi

 

Piemonte

Attacca Feletto, i cui abitanti per non subire il sacco gli riconoscono una taglia di 500 ducati; analogo risultato (taglia di 500 ducati) ha la  decisione di assalire Lombardore.  Presto è richiamato da Galeazzo Maria Sforza per impadronirsi di Masserano a spese di Innocenzo Fieschi. Nel frattempo la duchessa di Savoia è catturata dai fautori del duca di Borgogna: giunge un contrordine che gli indica di rafforzarsi in Montanaro, Lombardore e Feletto. Alla notizia che l’erede del ducato di Savoia è riuscito a sfuggire alla cattura con l’aiuto di un condottiero piemontese al servizio di Carlo il Temerario (Luigi Tagliente), il del Conte si avvicina alla rocca di Masserano. Invia Balzarino da Lodi ed Antonio di Pozzobonello a trattare con Innocenzo  Fieschi (sospettato di connivenza con Obietto Fieschi) la consegna della rocca. Riceve due bombarde la “Bissona” e la “Buona” e si prepara all’ assedio. Alcuni suoi soldati sono sorpresi a rubare nelle terre del duca di Savoia: il duca di Milano ordina di impiccarli. Iniziano gli assalti a Masserano. Il Fieschi  contatta il del Conte tramite Giovanni da Verona;  si arrende agli sforzeschi cedendo loro tutte le sue fortezze e consegnando in ostaggio i suoi famigliari. Il condottiero lascia a Masserano  Giovanni del Conte, e si porta con la sua compagnia a Bolgaro secondo gli ordini ricevuti.

Ott. nov. Piemonte E’ segnalato sul Sesia con l’esercito ducale. Nel periodo è investito gode di grande responsabilità. I suoi rapporti con il duca, tuttavia, hanno modo di peggiorare ancora una volta. Si ammala e si ritira a Vespolate in preda ad una grave alterazione mentale. Durante la malattia il duca gli associa nel comando delle fanterie un figlio. Guarisce presto ed i motivi di tensione sembrano superati.
Dic. Lombardia

E’ assassinato a Milano, nella chiesa di Santo Stefano, Galeazzo Maria Sforza.

1477
Apr. Milano

 

Fieschi

 

Liguria

Combatte ancora i Fieschi che si sono ribellati all’autorità ducale. Con Roberto da San Severino muove in soccorso, a Genova  della guarnigione del Castelletto, assediata da lungo tempo dagli uomini di Obietto Fieschi. Con la vittoria rientra a Milano.

Mag. Lombardia

Viene fatto arrestare dal ministro Cicco Simonetta in quanto partecipe della congiura ordita dai fratelli di Gian Galeazzo Sforza (Ludovico, Ascanio, Ottaviano e Sforza Maria) e da Roberto di San Severino ai danni della duchessa di Milano Bona di Savoia. Rinchiuso nei Forni di Monza, è sottoposto alla tortura della corda (consistente nella torsione delle spalle della vittima sotto il proprio peso) su ordine del capitano di giustizia Girolamo Bernieri. Confessa la trama volta all’uccisione di Galeazzo Maria Sforza, di Cicco Simonetta ed all’ occupazione del Castello Sforzesco, mentre il San Severino avrebbe dovuto sollevare la popolazione nelle strade. Il del Conte viene ucciso in carcere; secondo alcuni autori muore in un tentativo di fuga con un altro prigioniero. Si rompe il lenzuolo che ha utilizzato per calarsi da una finestra della rocca e si sfracella sui sassi del fossato circostante.

 CITAZIONI

“Omo egregio in disciplina militare.” COLLENUCCIO

“Vir sane in arte bellica plurimum celebratus.” GALLO

“Qui erat ex primis armorum ductoribus.” DIARIUM PARMENSE

“Huomo egregio in disciplina militare..Giovane eccellente, e essercitato nelle armi” CORIO

“Rei militaris propter diurnum belli usum non ignarum.” SIMONETTA

“Generale valente ed altrettanto ambizioso.” ARICI

“Giovane di grand’ardire e nemico della paura.” MORIGI

“Miles bona fide,” PORCELLIO

“Era uno valente et gagliardo uomo d’arme sulla sella et era de li alevi de ill.mo duca Francesco, ma dall’altro canto non aveva cervello et era tanto bestiale che il governo de ogni impresa in luy saria stato pericoloso.” Da una testimonianza di Bona di Savoia ripresa dal PETRUCCI

Con Roberto da San Severino “Uomini d’altissimo valore” I. CANTU’

Con il Sasso “Egregi Capitani sforzeschi.” DRAGONETTI

“Condottiero di gran nome.” VARESE

“Giovane gagliardo ed essercitato nell’armi..Egregio capitano.” NUBILONIO

“Il Borri era un gran soldato, conosceva meglio di chiunque altro i segreti dell’organizzazione militare del ducato ed era un uomo-simbolo per tutti gli sforzeschi: ma aveva una personalità irrequieta, indocile e incline ai colpi di testa.” COVINI

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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