CRISTOFORO GAETANI

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Condottieri di ventura

0736      CRISTOFORO GAETANI  (Cristoforo Caetani) Di Sermoneta. Conte di Sermoneta, conte di Sant’Agata dei Goti, conte di Morcone; barone di Tocco. Signore di Minturno. Zio di Ruggero.

1361 – 1441(maggio)

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

 

1384

 

Napoli

 

Angiò

 

 

 

Campania

 

Inizia la sua carriera nelle armi. Affianca il padre Giacomo nel  combattere per Carlo di Durazzo contro Luigi d’Angiò.

1390

 

Napoli

 

Angiò

 

 

 

Lazio

 

Si trova a Gaeta; contrasta ancora le milizie di Luigi d’Angiò.

1392

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Al servizio di Ladislao d’Angiò. Fronteggia gli avversari con il duca di Sessa, Alberico da Barbiano, il conte di Alife, Cecco dal Borgo, il conte di Loreto, il conte di San Valentino ed altri nobili del regno.

1393

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio e Abruzzi

 

Si accampa sul Garigliano con Alberico da Barbiano e Cecco dal Borgo al comando di 3000 cavalli e 1600 fanti; vi è un consiglio di guerra a Gaeta, in cui è presa la decisione di attaccare L’Aquila. Sottomette i conti di Sora e di Alvito, irrompe negli Abruzzi per il contado di Celano e sconfigge Rinaldo Orsini che ha tentato di sbarrargli la strada.

1395

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Croazia

 

Il fratello Antonio, divenuto patriarca di Aquileja, lo invia in Istria e gli dà l’incarico di governatore della regione con il titolo di marchese. Il comune di Udine gli fa dono dodici cavalcature.

1396

 

Napoli

 

Fondi

 

 

 

Lazio

 

Combatte per il re di Napoli Ladislao d’Angiò contro il conte di Fondi Onorato Gaetani.

1400
Nov. Napoli Fondi Lazio
1401

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spogliato dal sovrano napoletano di Traietto (Minturno) e di altri possedimenti paterni, è costretto a fuggire.

…………

 

Firenze

 

Milano

 

 

 

 

 

1402

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Rientra nelle grazie regie; il padre ottiene da Ladislao d’Angiò che, sebbene secondogenito, possa ereditare dalla madre la contea di Morcone.

Lug.

 

Napoli

 

Angiò

 

 

 

Puglia

 

Ha il comando delle truppe per contrastare le schiere della contessa di Conversano partigiana degli Angiò. Ha il titolo di maresciallo del regno di Sicilia. Le ostilità terminano con la sua vittoria.

1406/1407

 

 

 

 

 

 

 

Molise e Campania

 

Ottiene da Ladislao d’Angiò il governo del Molise e della Terra di Lavoro. Nel 1407 vende a Giovanni di Cantagallo la rocca di Introboni ed il castello di Loratino.

1408

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

Napoli

 

Antipapa

 

 

 

Lazio

 

Prende parte alla spedizione intrapresa dal re di Napoli contro Roma. A fine mese l’esercito regio entra nella città.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Quando il re Ladislao d’Angiò è obbligato a ritornare a Napoli con Giannozzo Torti il Gaetani è preposto alla guardia di Roma. Ha l’incarico di senatore della città.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

E’ richiamato  a Napoli da Ladislao d’Angiò;  viene  presto incarcerato con i nipoti Giacomo, Ruggero e Francesco. Il fratello Antonio, infatti, ha lasciato Lucca, dove si trova la curia, e con altri cardinali si è recato a Pisa per riunirsi in concilio. La scelta va contro gli interessi del papa Gregorio XII e del suo alleato napoletano.

1409

 

Firenze

 

Napoli

 

 

 

 

 

A marzo il concilio decide di inviare come ambasciatore il cardinale Oddone Colonna (il futuro papa Martino V) dal re di Napoli per chiedere , tra le altre cose, anche la liberazione dei Gaetani. A seguito delle sue recenti  vicissitudini, appena riacquistata la libertà, nel decide con altri baroni napoletani di  combattere il re di Napoli a favore della lega formata dai fiorentini, dai senese, da Luigi d’Angiò e dall’ antipapa Alessandro V.

1411

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Gli è affidato il governo di  Roma.

1413

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. lug.

 

Firenze

 

Napoli

 

 

 

Lazio

 

Con Francesco e Francesco Orsini difende Roma dagli attacchi napoletani; si rinchiude nel Borgo Leonino per alcuni giorni nella speranza che la popolazione si ribelli ai nemici. Deluso nelle sue aspettative, abbandona la città e si ricongiunge con i fiorentini. A luglio muta partito. Presta giuramento al re di Napoli, entrato in Roma a seguito della fuga dell’antipapa dalla città. E’ perdonato da Ladislao d’Angiò con il nipote Giacomo.

1414

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………….

 

Napoli

 

 

 

 

 

 

 

Rimane in possesso delle terre della Marittima romana con l’eccezione di Acquapuzza, consegnata al commissario regio Paolo da Celano.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ compreso tra i collegati del regno di Napoli in occasione della stipula del trattato di pace tra Ladislao d’Angiò e l’antipapa.

Ago. sett.

 

Gaetani

 

Gaeta

 

 

 

Lazio

 

Muove guerra a Gaeta per riconquistare i beni della sua famiglia. Giovanna d’Angiò, successa nel frattempo a Ladislao, pone fine alle ostilità; il Gaetani inizia delle trattative di pace con gli abitanti di Mola di Gaeta (Formia) e di Suio.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Con Ceccolino dei Michelotti e Giulio Cesare da Capua chiede che sia liberato dal carcere Paolo Orsini.

1415

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. ago.

 

Gaetani

 

Napoli

 

 

 

Lazio

 

Si ribella alla regina di Napoli con il duca di Sessa: è fronteggiato da Muzio Attendolo Sforza. Il condottiero romagnolo si accampa ad Itri e lo obbliga in breve tempo a rientrare nei ranghi.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Consegna a Giacomo di Borbone, marito di Giovanna d’Angiò, i figli dello Sforza Giovanni, Alessandro, Leone e Francesco, ospitati come ostaggi nella sua casa di Napoli a seguito dell’arresto a Benevento del loro padre Muzio.

1416

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………….

 

Gaetani

 

Gaeta

 

 

 

Lazio

 

Le ostilità a Gaeta riprendono presto perché agli abitanti il conte di Caiazzo Pietro Origlia che negli anni di messa al bando del Gaetani ha acquistato da Ladislao d’Angiò alcuni feudi dei Gaetani come Manarola e  Castellonorato.

Giu. lug.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Sconfigge gli avversari. Stipula con costoro una tregua che  sarà rinnovata tre anni dopo.

1417

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

Napoli

 

Perugia

 

 

 

Campania

 

Agli inizi dell’anno presta di nuovo giuramento di obbedienza alla regina di Napoli. A maggio si accampa con lo Sforza al Mazzone delle Rose presso Capua.

Giu. ago.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Affronta Braccio di Montone. Segue lo Sforza alla conquista di Roma. Si accampa alla Marmorella verso la Porta di San Giovanni in Laterano; affrontato dai fanti  nemici è costretto a ripiegare per la via Ostiense; attraversa il Tevere su un ponte di legno, si avvia verso Monte Mario ed irrompe in Roma per la Porta Viridaria (o di San Pietro). Scoppiano disordini all’ interno dell’esercito napoletano tra lui ed  i Conti per la proprietà di alcune terre nella Marittima.

1418

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Lo Sforza costringe il Gaetani a stipulare a Spigno/Saturnia una tregua con Ildebrandino Conti.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Benché secondogenito succede al padre Giacomo nella contea di Fondi; i feudi della Campagna e della Marittima vanno invece al nipote Giacomo, figlio del primogenito il cui nome è sempre Giacomo. Nello stesso tempo la madre Sveva da San Severino lo investe del feudo di Piedimonte che fa parte della sua dote.

1419

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli sono richiesti dalla regina 400 ducati per onorare l’elezione del nuovo papa Martino V.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzi

 

Giovanna d’Angiò gli concede una rendita annua di 200 once; è nominato viceré degli Abruzzi e capitano di L’Aquila. E’ inviato a Chieti per procedere contro alcuni perturbatori dell’ ordine pubblico. E’ eletto viceré degli Abruzzi e governatore di L’Aquila.

…………….

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Vende per 12000 fiorini il castello di Marino a Giordano e Lorenzo Colonna.

1420

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Abruzzi A Teramo confisca i beni di Giacomo Novello di Sora, già luogotenente di Conte da Carrara nella città. Tali beni sono devoluti in parte a favore della cittadinanza ed in parte a favore del segretario della regina Pasquale di Campli.
Estate

 

Napoli

 

Chiesa Angiò

 

 

 

Campania

 

Dichiara ribelle Conte da Carrara. Fronteggia lo Sforza che a metà giugno è passato al servizio di Luigi d’Angiò. Prende parte alla difesa della Porta Carbonara (o Porta di San Gennaro) a Napoli allorché gli sforzeschi ne assalgono le mura. Si spinge a cavallo con pochi uomini d’arme nel mezzo del combattimento e sostiene l’urto degli avversari finché non intervengono in suo appoggio il gran siniscalco Giovanni Caracciolo e  Ludovico Colonna. Tratta con Braccio di Montone per indurlo a combattere Luigi d’Angiò.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Viene nominato gran protonotario e logoteta del regno a vita in sostituzione del ribelle Bernardo Capece Zurlo. Si trova a Napoli ed a fine mese in Castelnuovo assiste alla cerimonia di adozione di Alfonso d’Aragona da parte della regina Giovanna d’Angiò.

1421

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Giovanna d’Angiò gli concede in feudo la contea di Sant’Agata de’ Goti, la baronia di Tocco nel Principato Ultra ed alcuni castelli. Con il Montone il  Gaetani accoglie a Napoli il re Alfonso d’Aragona.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ha l’incarico con altri cinque dignitari di trattare la pace con i fiorentini. Entra in contatto con l’ambasciatore Rinaldo degli Albizzi che rimane favorevolmente colpito dalla sua personalità.

1423

 

Napoli

 

Re d’Aragona

 

 

 

 

 

Mantiene i rapporti tra Alfonso d’Aragona e la regina di Napoli. Alla fine Giovanna d’Angiò revoca l’atto di adozione e nomina suo erede Luigi d’Angiò. Il sovrano aragonese occupa Gaeta. Il Gaetani resta fedele alla regina e prende parte all’assedio di Gaeta.

1424

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…………….

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Staziona con il nipote Ruggero attorno a Gaeta;  coadiuva Guido Torelli alla conquista della città alla cui guardia è preposto Antonio di Luna. Con la vittoria il Gaetani ottiene Manarola, Castellonorato e la torre del Garigliano, possedimenti tutti che inserisce nei propri feudi. Gli abitanti di Gaeta si ribellano a tale situazione ricorrendo al tribunale regio. Si pronuncia a suo favore la regina che gli fa restituire la torre del Garigliano con tutti i diritti di traghetto;  gli è concesso in feudo anche il casale di Sant’Andrea.

Mag.

 

Chiesa

 

Re d’Aragona

 

 

 

 

 

Muove contro Giovanni Acquaviva; costringe quest’ ultimo  a riparare ai danni arrecati ai vassalli di Francesco da Boccapianola. Passa agli stipendi del papa Martino V: il pontefice  legittima i suoi figli naturali.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzi e Lazio

 

Alla difesa di L’Aquila contro il Montone. Di seguito si  sposta nella Campagna e vi contrasta Avernino Conti. A metà mese gli è concesso in feudo il casale di Sant’Andrea negli Abruzzi.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Alla guardia di Gaeta, a seguito delle minacce portate dalla flotta aragonese.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Si reca a Roma per cercare una accordo tra Avernino Conti ed il pontefice. Nello stesso periodo viene contattato dai fiorentini per passare al loro soldo: le trattative non vanno in porto  per la sua pretesa di essere nominato capitano generale.

1425 Gaetani Velletri Lazio Gli abitanti di Velletri compiono scorrerie nei suoi territori. Fino a quest’anno il Gaetani ha modo di amministrare, anche a nome dei nipoti, l’intero patrimonio della famiglia. Da tale data i nipoti incominciano ad agire in modo autonomo dividendosi nei rami di Fondi e di Sermoneta.
1431

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. lug.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cede al nipote Giacomo i propri i feudi che la famiglia possiede nello stato della Chiesa (si tratta di Sermoneta).  Ai primi di luglio ottiene da Giovanna d’Angiò che gli venga riconosciuto il possesso delle terre che gli sono state portate in dote dalla moglie Isabella de Pezzutis, morta di recente. Nell’aprile 1432 reitera gli atti a favore del nipote Giacomo allo scopo di evitare il pericolo di una confisca dei beni in caso di conflitto tra il papa Eugenio IV e la regina di Napoli.

1435

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. mag.

 

Re d’Aragona

 

Napoli

 

 

 

Campania

 

Alla morte di Giovanna d’Angiò il Gaetani si schiera dalla parte degli aragonesi. E’ riconfermato nel suo incarico di protonotario A maggio chiama in suo soccorso Alfonso d’Aragona  per contrastare le truppe di Renato d’Angiò. Con Ruggero Gaetani e Francesco dell’Aquila ottiene Capua per trattato;  assedia nella rocca Giovanni di Caramanico, amico del duca di Sessa Giovanni Antonio di Marzano  che milita nel campo aragonese. Accoglie a Scauri il re d’Aragona; si trasferisce all’ assedio di Gaeta.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Partecipa alla battaglia navale di Ponza nella quale viene catturato dai genovesi il d’Aragona. Il Gaetani si rifugia a Gaeta, da dove è scacciato con il conte di Loreto Gaspare d’Aquino e Francesco Orsini. Jacopo Caldora gli toglie senza difficoltà tutte le terre attorno a Minturno.

1436

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agli inizi dell’anno fa molto  probabilmente uccidere il nipote Ruggero, colpevole di avere tentato di ammazzare Onorato Gaetani, figlio di Giacomo. Alla fine di marzo sposa Bannella del Forno che l’ha già reso padre di dieci figli  fatti legittimare in precedenza dal pontefice. Dalla coppia nascono altri tre figli.

1437 Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Si fa confermare da Alfonso d’Aragona i diritti di successione nella contea di Fondi; fa, nel contempo, proclamare dal re ribelli i nipoti Francesco ed Onorato.
1438 Ago.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fa testamento a fine mese: nomina suo erede universale il primogenito Onorato con l’impegno di cedere la contea di Morcone al secondogenito Giacomo. Dispone lasciti minori per gli altri figli.

1441

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

Muore a Fondi ai primi del mese. E’ sepolto nella città in un mausoleo nella chiesa di San Pietro. Secondo altre fonti, muore nell’ottobre 1439 all’assedio di Napoli per una pietra lanciata da una bombarda, collocata sul campanile della chiesa del Carmine, che gli fracassa il cranio.

 CITAZIONI

“Vir animo et consilio clarus.” FACIO

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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