CRISTOFORO DA TOLENTINO

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castello della Rancia
Castello della Rancia, Tolentino

CRISTOFORO DA TOLENTINO  (Cristoforo Mauruzzi) Conte. Signore di Tolentino, Aviano, San Polo di Piave, Caldarola. Figlio naturale di Niccolò da Tolentino, fratello di Baldovino da Tolentino e di Giovanni da Tolentino.

  • 1462 (luglio)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese  e ed altri fatti salienti

1427VeneziaImperoFriuliFronteggia gli ungheri dell’imperatore Sigismondo d’Ungheria in Friuli.
1428
Ago.ChiesaBologna100 cavalliEmilia

Lascia la Lombardia e si dirige con il padre Niccolò  nel bolognese. Fermatosi a Medicina vi è assalito di sorpresa da Luigi da San Severino che lo cattura con 600 cavalli. E’ condotto a Bologna ed è imprigionato nella torre del Palazzo dei Signori.

1429
Feb.Emilia e Romagna

Combatte i bolognesi; è ferito in un’azione che termina con la conquista di Castelfranco Emilia. Viene trasportato a Cesena per curarsi.

1434
Mag.ChiesaSforza600 cavalliMarche

Giunto nella marca d’ Ancona si pone alla difesa di Tolentino  minacciata da Foschino Attendolo; scaccia da Amandola Alessandro Sforza e fa dare il sacco alle case dei ribelli dei da Varano; recupera  Montefortino.

Giu.MarcheStaziona nel territorio di Camerino.
Lug.CamerinoSforzaMarche

Foschino Attendolo assedia Tolentino. Cristoforo da Tolentino irrompe dalla Porta del Monastero,         ora Porta Marina; respinge gli sforzeschi: nello scontro è ucciso Berardo da Varano tra questa porta e quella del Borgo o del Chienti (ora del Ponte). Si impadronisce della città a nome del padre;  nello stesso mese ne è nominato signore dal papa Eugenio IV. Stipula una tregua di cinque mesi con Francesco Sforza, Niccolò Piccinino, Niccolò Fortebraccio ed i  da Varano su pressione dei fiorentini: nel contempo ottiene la rocca di Tolentino da Roberto da Montalboddo e da Bertoldo Oddi che gliela consegnano in cambio di 950 fiorini.

Ago.ChiesaMilanoEmilia

E’ sconfitto a Castel Bolognese dal Piccinino dove con i fratelli Giovanni e Baldovino abbandona il posto loro assegnato dal padre Niccolò,  che in tal modo viene catturato dagli avversari.

Sett.FirenzeMilano600 cavalliToscanaRaggiunge la Toscana con i fratelli Baldovino e Giovanni.
Ott.Marche

Tolentino ritorna allo stato della Chiesa: il papa per ricompensarlo della perdita lo nomina vicario e signore di Caldarola con i fratelli.

1435
Apr.Marche

Cede la rocca di Tolentino agli abitanti; riceve in cambio con i fratelli le case e gli immobili nel territorio appartenenti a Berardo da Varano  valutati in 2000 fiorini. La rocca viene demolita.

Giu.Romagna

Si trova a Galeata con i fratelli. Si scontra a Monturano con Francesco Piccinino e Sacramoro da Parma; soccorso dall’ Attaccabriga,  da Troilo da Rossano (200 cavalli) e da 150 balestrieri condotti dal provveditore veneziano Tommaso Michiel, riesce a sconfiggere ed a fare prigionieri i due capitani ducali con 200 cavalli.

Ago.Toscana e Marche

Sorveglia i passi degli Appennini per impedire l’ingresso in Toscana del Fortebraccio; allorché tale capitano si dirige verso il territorio di Camerino viene inviato in soccorso dei pontifici. Si muove  con Taddeo d’Este ed il Gattamelata (800 cavalli) alla volta di Visso; prende parte alla battaglia di Fiordimonte.

1436
Lug.LiguriaE’ inviato con Baldaccio d’Anghiari in soccorso dei genovesi ai danni dei viscontei.
1437
………….RomagnaSempre con il fratello Giovanni soccorre i Malatesta in difficoltà di fronte a Niccolò Piccinino.
Ago.Toscana

Prende parte alla conquista di Ghivizzano con i fratelli e Leone Sforza.

Sett.Toscana

Con il fratello Giovanni opera attorno a Pietrasanta;  affronta Luigi dal Verme e Cristoforo da Lavello. I capitani viscontei sono costretti a rientrare in Lombardia.

Ott.Toscana e MarcheLascia Firenze con Ludovico Gonzaga e si reca ad Urbino. E’ sospettato di volersi collegare con Francesco Piccinino per contrastare lo Sforza.
Nov.Re d’AragonaSforzaMarcheCon Francesco Piccinino combatte gli sforzeschi nella marca d’Ancona.
Dic.Marche

Avvicinato dagli abitanti di Camerino si colloca alla difesa della città. A metà mese con il fratello Giovanni sottoscrive con i veneziani una condotta di 600/700 cavalli e 200 fanti della durata di un anno e mezzo con sei mesi di rispetto: non può lasciare la Marca con la sollecitudine richiesta e porsi al servizio della Serenissima nel tempo previsto dai patti. Sempre nell’anno ottiene di nuovo con i fratelli dal papa Eugenio IV la conferma del vicariato di Caldarola.

1438
Feb. mar.TolentinoSforzaToscana

Due anni prima nel lottare contro i fiorentini toglie a forza ad Anfrosina da Pietramala Monterchi, Citerna (che gli viene ceduta dai Malatesta) ed altri quattro castelli;  cattura inoltre la donna con la figlia Vittoria. Cristoforo da Tolentino viene ora invitato ad un banchetto dalle Tarlati; nel  suo corso viene fatto prigioniero ed è rinchiuso in una torre di Citerna. E’ rilasciato solo ai primi di marzo grazie all’intervento dei veneziani. Più tardi si sposerà con la figlia di Anfrosina, Vittoria.  La moglie lo rappresenterà nella signoria di Caldarola.

Apr.VeneziaMilano700 cavalli e 200 fantiMarche Romagna e Veneto

Lascia Tolentino, raggiunge Rimini e vi si imbarca con le sue truppe a bordo di 2 galee diretto a Chioggia.

Giu.LombardiaCon 1100 cavalli alla difesa del bresciano.
Lug.Lombardia e Veneto

Alla notizia di un improvviso attacco visconteo nel veronese lascia di notte il bresciano, con una veloce cavalcata precede gli avversari sotto le mura di Verona ed introduce 400 cavalli nella locale cittadella. Si oppone a Luigi dal Verme e lo obbliga ad arretrare a Rivoltella.

1439
…………800 cavalliVenetoE’ assediato in Verona da Niccolò Piccinino.
Mar. giu.RomagnaI veneziani lo inviano in Romagna in soccorso del signore di Rimini. Si trattiene in tale regione fino a maggio allorché compaiono nel porto romagnolo 11 galee per imbarcare le sue soldatesche e quelle del fratello Giovanni.
Giu.Veneto

Con la comparsa a Roncà di Francesco Sforza e del Gattamelata riprende l’offensiva, assale ed incendia i ripari e le fortificazioni che sono stati approntati dagli avversari intorno alla città.

Ago.venetoAttraversa l’Adige co Francesco Sforza e raggiunge la riva orientale del lago di Garda.
Nov.Veneto

Si trova a Verona allorché la città è assalita all’ improvviso dal Piccinino e da Gian Francesco Gonzaga: non si perde d’animo, organizza una prima resistenza con soldati e popolani nella piazza.  Alle prime luci dell’alba si ritira in uno dei castelli ancora controllati dai veneziani.

1440
EstateLombardiaEntra in Brescia con Moccino da Lugo. Vi è accolto con grandi feste dagli abitanti.
1441
Apr.1000 cavalli e 300 fantiLombardia

Gli viene rinnovata la condotta per sei mesi di ferma e sei di rispetto.

Giu.LombardiaE’ a fianco di Francesco Sforza nella battaglia di Cignano.
Lug.Lombardia

Supera di notte l’Oglio con Tiberto Brandolini; prende alla sprovvista Moretto da San Nazaro e conquista la bastia che controlla il ponte di Pontoglio.

1442
Feb.ChiesaSforzaRomagna  Marche e Umbria

Allo scadere della sua ferma con i veneziani transita per la Romagna e rientra nelle Marche. E’ segnalato il suo passaggio per Fano con 600 cavalli e 150 fanti. Nonostante la carestia, a lui ed ai suoi uomini sono consegnate vettovaglie per due giorni. Ottiene un salvacondotto dallo Sforza e transita per Urbino; si trasferisce  in Umbria per unirsi con le milizie pontificie di Niccolò Piccinino e combattere gli sforzeschi.

Giu.Umbria

Con Pietro Giampaolo Orsini ed il Piccinino scaccia dal territorio di Todi il Sarpellione; rimane alla guardia della città con il Pazzaglia;  a fine mese si sposta a Costano.

Lug.Umbria e Marche

Staziona nel perugino: il comune gli consegna 17000 fiorini per sorvegliare i lavori nei campi ed altri 400 ne riceve per la medesima incombenza dagli abitanti di Bettona; tutto si svolge regolarmente. Gli è poi affidato il compito di assediare Belforte del Chienti con Giacomo da Caivana. Le operazioni durano venti giorni; sono rotte le condotte d’acqua che portano al paese. Il presidio deve arrendersi ai primi  di agosto.

Ago.Marche

Si scontra con Sigismondo Pandolfo Malatesta e Pietro Brunoro ad Amandola: la battaglia termina con l’uccisione di molti soldati, per lo più tra i suoi uomini, in quanto gli sforzeschi dispongono di numerosi schioppettieri. E’ firmata una tregua tra le parti; dopo qualche giorno Cristoforo da Tolentino la infrange con Pietro Giampaolo Orsini e recupera allo stato della Chiesa la rocca di Tolentino con i borghi. Gli si muove contro lo Sforza; Francesco Piccinino viene subito in suo sostegno mentre il Piccinino si posiziona sui piani della Rancia.

Sett.Marche

E’ stipulata una nuova tregua per l’intervento di Bernardo dei Medici e della moglie dello stesso Sforza Bianca Maria Visconti. Questa è ora rotta dallo  Sforza; Cristooforo Tolentino si impadronisce del castello della Rancia sulla riva sinistra del Chienti nei pressi di Tolentino.

Nov.UmbriaAppoggia Niccolò Piccinino alla conquista di Assisi. Ha l’incarico della sorveglianza di tale località assieme a Todi.
1443
Gen.Umbria

Accusato di volere consegnare agli sforzeschi Assisi e Todi, è fatto imprigionare dal Piccinino con il suo cancelliere Guerriero da Gubbio. E’ rinchiuso nella rocca di Assisi.

Mag.Umbria

Gli abitanti di Tolentino intercedono su Niccolò  Piccinino e sul papa per ottenerne  la  liberazione; interviene a suo favore anche Federico da Montefeltro. Non vi sono prove a suo carico; ritorna presto in libertà dietro il pagamento di una taglia.  Continua a militare per i pontifici nella marca d’ Ancona.

1444
Gen.MarcheSi accampa tra Tolentino e Caldarola.
Ago. sett.Marche

E’ sconfitto e fatto prigioniero nella battaglia di Montolmo (Corridonia). E’ imprigionato a Caldarola dove resta anche per il mese successivo.

Ott.MarcheE’ segnalato a Recanati.
1445
Feb.Umbria

E’ invitato a Perugia dal governatore pontificio il cardinale Domenico di Capranica;  nella città è ospitato da Polidoro Baglioni. Il comune gli fa dono di una cavalcatura.

Ago.Romagna

A Rimini con Sigismondo Pandolfo Malatesta e Roberto da Montalboddo al solenne ingresso nella città del nuovo vescovo Bartolomeo Malatesta.

Dic.Venezia200 lance

Ritorna agli stipendi dei veneziani per un anno di ferma ed uno di rispetto: tra le clausole della sua condotta vi è quella di non essere obbligato a combattere i Malatesta.

1446
Mag.VeneziaMilanoLombardiaStaziona nel bresciano.
Ago.LombardiaLascia Manerbio, attraversa l’Oglio e si ferma a Robecco d’Oglio.
Sett.Lombardia

Tocca San Giovanni in Croce;  agli ordini di Micheletto Attendolo sconfigge sul Mezzano Francesco Piccinino: con la vittoria gli toccano in preda 400 cavalcature sulle 4000 cadute nelle mani dei veneziani.

1447
Lug.LombardiaA seguito dell’ avvicinarsi dell’esercito ducale condotto da Guidantonio Manfredi fa trasportare in Treviglio vettovaglie e foraggi.
Nov.VeneziaMilano500 cavalliLombardia

Combatte le truppe della Repubblica Ambrosiana. Fronteggia in Ghiaradadda con 500 cavalli le schiere dello Sforza; presto rientra nel bresciano a causa della mancanza di foraggio.

1448
Apr.LombardiaSi acquartiera con Micheletto Attendolo e Cesare da Martinengo tra Orzivecchi, Roccafranca, Castelcovati, Pontoglio e Calino.
Mag.LombardiaSi muove tra Cazzago San Martino e Calino; attraversa l’Oglio e si colloca a Calcio.
Sett.LombardiaSpinge Micheletto Attendolo unitamente con altri condottieri (i cosiddetti marcheschi) allo scontro di Caravaggio.
Dic.Lombardia ed Emilia

Con il rovesciamento delle alleanze da parte dello Sforza, ora alleato con i veneziani, si allontana dal bresciano con 700/800 cavalli  per congiungersi nel parmense con Alessandro Sforza.

1449VeneziaSforzaLombardia

Combatte nuovamente Francesco Sforza Sforza. La Serenissima ora è alleata con la Repubblica Ambrosiana.  Fa costruire a Trezzo sull’Adda un ponte per assalire il milanese. Bloccato dalla peste, non può proseguire nell’ iniziativa.

1450
Gen.

Gli viene rinnovata la condotta per un anno di ferma ed uno di rispetto (800 cavalli e 100 fanti). Ha il comando delle truppe stanziate nel veronese; la sua famiglia vive nel Veneto e riceve una pensione.

1451VenetoA Venezia.
1452
Feb.VenetoGli è rinnovata dalla Serenissima la condotta per un anno di ferma ed uno di rispetto.
Mar.Veneto

Gli sono dati in feudo il castello di San Polo di Piave (con Aviano e San Giorgio): il censo è stabilito in dieci libbre di cera bianca da consegnare ogni anno alla chiesa di San Marco a Venezia.

Apr.600 cavalliVenetoDi stanza nel veronese e nel vicentino.
Mag.VeneziaMilanoLombardia

Fronteggia un’ultima volta lo Sforza divenuto duca di Milano. Appoggia con 300 cavalli a Manerbio Gentile da Leonessa.

Lug.LombardiaPrende parte ad un consiglio di guerra.
Dic.LombardiaColloca i suoi alloggiamenti nel bergamasco.
1453
Nov.VenetoContrasta gli avversari nel veronese.
1455
Mar.Veneto

Al termine del conflitto si trasferisce con i suoi famigliari nel veneziano. E’ concessa a costoro una particolare provvigione. Di seguito si scopre che gode di 2 contributi diversi per la moglie: uno di 1200 lire all’anno a Padova ed un altro di 600 lire (sempre all’anno) a Treviso. Gli viene immediatamente sospeso il primo.

1458VenetoLa sua compagnia è trovata ad una rassegna in disordine. Il governo della Serenissima vede con favore la sua collocazione a riposo.
1462
Lug.Veneto

E’ sempre in servizio. Muore a Treviso a fine mese. E’ sepolto nella chiesa di Santa Margherita. Lorenzo Spirito lo ricorda in “Lamento di Perugia soggiogata”.

 CITAZIONI

-“Rotto al mestiere delle armi e fatto valente nell’arte degli assedi per esperienza propria e quella acquistata sotto il valoroso suo genitore.” BENADDUCI

-“Maneggiò parimenti l’armi con gran lodi.” ALBERTI

-“Il quale haveva longamente et con molto honore per la Repubblica militato: et specialmente per aver fugato gli Ungari, che erano corsi per la provincia del Friuli.” PILONI

-Con Giovanni da Tolentino “Persone in quei dì per valor militare chiare ed illustri.” DALLA CORTE

-“Valoroso guerriero, accrebbe gloria alla sua famiglia.” SANSOVINO

-Con Giovanni e Baldovino da Tolentino “Per valore nelle cose guerresche, non fallirono il nome paterno.” BOSI

-Sulla sua tomba è inscritto il seguente epitaffio “Christophoro patriae splendor generosa propago/ De Tolentino iacet hic, quam gloria tantis/ Militiae titulis celebrata per annos/ Extulit, et multo quondam decoravit honore/ Christophorus situs hic quem Tolentina potentem/ Armis et bello magna propago tulit./ Ingenium roburq.; simul, pietasq.; dederunt/ membra tegi tumulo, nomen honore frui./ Obiit MCCCCLXII. Die XXV mensis Iulii.”

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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