CRISTOFORO DA LAVELLO Nipote del Tartaglia

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Condottieri di ventura

0865      CRISTOFORO DA LAVELLO  (Cristoforo Orsini da Lavello) Nipote del Tartaglia. Signore di Silvano Pietra nel pavese.

+ 1437 (giugno)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Giovanissimo, ha il suo apprendistato nel mestiere delle armi nelle compagnie dello zio, il Tartaglia.

1415 Lazio Lo zio lo prepone al governo delle città che fanno parte della sua signoria.
1416
Ago. Montone Perugia Umbria Combatte i perugini agli ordini dello zio. Ad agosto con Ludovico Colonna e lo stesso Tartaglia uccide  a tradimento  a Colfiorito, durante un colloquio, Paolo Orsini.
1417 Napoli Milita nelle compagnie di Muzio Attendolo Sforza.
1419  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott. Chiesa Perugia  

 

Lazio e Umbria

Ha il comando delle truppe dello  zio tra Viterbo ed Amelia nel contrastare Braccio di Montone. Si muove con Paolo Tedesco (400 cavalli);  partecipa al fatto d’arme di San Gemini in cui sono catturati Brandolino Brandolini ed il Gattamelata.

1421
Ott. Lo zio viene giustiziato per tradimento. Riesce a sfuggire alla cattura con Donato da Lavello, fratello del Tartaglia.
1422
Feb. Lazio E’ costretto a restituire allo stato della Chiesa il castello di Sipicciano. Il cardinale Giordano Orsini dà ordini in tal senso ad Ulisse Orsini.
1423  

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett. Firenze Milano 60 lance Romagna

Si trova a Forlimpopoli. Con Niccolò da Tolentino e Pandolfo Malatesta (5000 cavalli) intercetta 1000 cavalli viscontei che, con Fabrizio da Capua, stanno scortando un carico d’uva, appena vendemmiata, verso Carpegna e Magliano. Si pone all’inseguimento degli avversari finché al ponte di Ronco cade in un’imboscata tesa ai fiorentini da Secco da Montagnana. Sconfitto, si colloca nei pressi di Cesena. Si ammala con Ludovico degli Obizzi e Jacopo Orsini.

Ott.  

 

 

 

60 lance

 

Romagna

Allo scadere della ferma, a causa dei suoi dissapori con Jacopo Orsini, chiede licenza ai fiorentini: non gli viene accordata a causa dell’ opposizione del commissario fiorentino Rinaldo degli Albizzi e di Pandolfo Malatesta. Affianca Niccolò da Tolentino all’attacco di Fiumana; i fiorentini sono costretti ad intervenire in occasione di un suo alterco con Ludovico degli Obizzi. Alla fine i Dieci di Balia gli rinnovano la condotta per sei mesi;  Cristoforo da Lavello si trasferisce a Bertinoro per la rassegna della sua compagnia.

1424  

 

 

 

 

 

 

 

 

Inverno  

 

 

 

 

 

Romagna

Ufficialmente al servizio del signore di Imola Ludovico Alidosi, rimane in Romagna per contrastarvi i viscontei. Con la caduta di Imola nelle mani di Angelo   della Pergola organizza un trattato con alcuni abitanti della città. Chiede il permesso al commissario fiorentino Matteo Castellani di cavalcare contro la località: questo gli viene negato con la minaccia della decapitazione.

Lug. Milano Firenze  

 

Romagna

Contattato da Bernardo da Carugo, defeziona nel campo avverso. Per tale fatto viene  dipinto come traditore, impiccato per un piede, con Antonio da Pontedera ed altri capitani, nel Palazzo della Signoria a Firenze. Assedia in Zagonara Alberico da Barbiano;  agli ordini di Guido Torelli e del della Pergola sconfigge i fiorentini capitanati da Carlo Malatesta.

Ago.  

 

 

 

 

 

Romagna

Staziona per i ducali a Forlimpopoli.

1425  

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Liguria Si trova a Genova. Raggiunto da Galeazzo da Crema gli è ordinato di trasferirsi con le sue truppe in Romagna.
Ott. Milano Cantoni Svizzeri  

 

Emilia e Piemonte

Giunge a Borgo Val di Taro; rifiuta di combattere agli ordini di Francesco Sforza. Per questo motivo viene spostato in Val d’Ossola per fronteggiarvi gli svizzeri di Peterman Rysigh. Con Ottolino Zoppo stipula una tregua di un anno con costoro: il trattato è concluso con la mediazione dell’ arcivescovo di Kalocsa e dell’ l’amministratore del vescovado di Sion, Andrea Benzi. Seguirà l’approvazione del duca di Milano il mese successivo.

1427  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Milano Venezia 300 cavalli Lombardia

Alla guardia di Cremona esce dalla città con Niccolò Terzi, sorprende alcuni schiavoni agli stipendi dei veneziani sbarcati contro gli ordini ricevuti dalla flotta di Francesco Bembo: tra gli avversari si registra la perdita di 300 uomini. Cristoforo da Lavello, di seguito, cerca con Guido Torelli di impadronirsi di Montichiari;  entra in Gottolengo. Con Guido Torelli, Angelo della Pergola, Niccolò Piccinino e Francesco Sforza tende un agguato nei pressi di Gottolengo al Carmagnola che  coglie con le truppe in disordine. Vince la resistenza di Nanne Strozzi che conduce 400 cavalli. L’esito dello scontro rimane incerto a causa dell’arrivo di Gian Francesco Gonzaga che ne riequilibra le sorti.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Al comando di 300 cavalli assale il Carmagnola nel campo fortificato di Castelsecco subito dietro lo Sforza: i viscontei sono respinti dopo quattro ore.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si imbarca sulla flotta ducale con 400 nobili milanesi e si scontra con l’armata avversaria capitanata da Francesco Bembo e da Stefano Contarini: dopo nove ore di combattimento gran parte degli equipaggi della Serenissima viene catturato. I viscontei perdono 6 galeoni.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Recupera Urago d’Oglio con Alberico da Barbiano; partecipa alla battaglia di Maclodio in cui attacca gli avversari con Ardizzone da Carrara ed Antonello da Milano.

1430
…………… Genova Firenze  

 

Toscana

Viene inviato in Toscana alla difesa di Lucca con 8000 cavalli e molti fanti.

Dic. Piemonte Ai primi del mese si trova a Felizzano. Negli stessi giorni viene investito di Silvano Pietra dal governatore ducale Pietro Visconti. Nel gennaio successivo  tale atto sarà ratificato a Novi Ligure.
1431  

 

 

 

 

 

 

 

 

Inverno Milano Monferrato  

 

Piemonte

Con Ardizzone da Carrara ed Angelo Belmamolo sconfigge nel Monferrato le truppe del marchese Gian Giacomo di Monferrato. Occupa gran parte del territorio monferrino.

1432  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Milano Firenze Venezia 400 cavalli Toscana

Scorta con 400 cavalli da Lucca, assediata dai fiorentini, verso Roma l’imperatore Sigismondo d’Ungheria: durante la marcia si scontra con le truppe di Micheletto Attendolo e di Niccolò da Tolentino.

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Lombardia

E’ di guardia a Brivio con 500 cavalli: attaccato da Luigi da San Severino e dal provveditore veneziano Federico Contarini, è costretto a ritirarsi.

1433 E’ nominato consigliere ducale. Opera come persona di fiducia di Filippo Maria Visconti in Toscana,  specie in Lunigiana, dove si appoggia a senesi e lucchesi.
1434  

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Transita per Parma con Luigi da San Severino (che ora milita per i viscontei) ed il Terzi;  si dirige verso Bologna: le milizie procurano gravi danni ai territori  attraversati.

1435  

 

 

 

 

 

 

 

 

Primavera Milano Chiesa  

 

Romagna

Affianca Niccolò e Francesco Piccinino contro i pontifici.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Alla firma della pace viene richiamato in Lombardia.

1437
Mag. giu. Milano Genova  

 

Toscana

E’ contattato dai lucchesi tramite l’ambasciatore Benedetto da Moncogolo per una spedizione ai danni di Pontremoli. Non risponde; a metà maggio, su sollecitazione del duca di Milano, accetta un dono di 200 ducati;  gli è, inoltre, promesso un ducato per ciascuno dei suoi soldati.  Si muove per favorire i lucchesi ai danni dei genovesi. Agisce in Toscana con Luigi dal Verme alla testa di 1500 uomini tra cavalli e fanti. Assedia Pietrasanta; rafforzato da truppe lucchesi, ottiene a patti dal castellano il forte di Motrone alla condizione che i difensori non ricevano soccorsi entro il termine di due giorni. Gli vengono contro Cristoforo da Tolentino, Giovanni da Tolentino e Taliano Furlano. E’ ferito mortalmente da una freccia in uno scontro. Muore a Camaiore il primo di giugno alle due di notte. Sposa Giacomina da Lavello, nipote anch’essa del Tartaglia.

 CITAZIONI

Con Alberico da Barbiano “Valenti condottieri.” RUBEI

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