CORNELIO BENTIVOGLIO

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1440

CORNELIO BENTIVOGLIO  Di Ferrara. Conte e marchese di Gualtieri. Signore di Castell’Ottieri, Magliano in Toscana, Covo, Antegnate,  Gualtieri.

Figlio di Annibale.

1519 ca. – 1585 (maggio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1534 Ferrara Francia

 

 

 

 

 

Combatte a favore degli imperiali contro i francesi.

1536 Impero Francia  

 

Francia

Milita in Provenza agli ordini di Francesco d’Este.

1541  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

 

 

Viene sfidato a duello da Gian Giacomo da Trivulzio: al momento dello scontro riscontra che la visiera del suo elmo (predisposto, peraltro, dall’ avversario) non gli permette una perfetta visione. Si rifiuta  di combattere; il suo comportamento viene tacciato di viltà.

……………. Impero Impero Ottomano  

 

Algeria

Fa parte del contingente estense che partecipa all’ impresa di Algeri contro i turchi.

1542  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia e Veneto

Uccide nottetempo il cugino Galeotto Malatesta. E’ costretto a fuggire da Ferrara ed a riparare a Venezia. Nello stesso anno viene  arrestato con altri esponenti del partito filo-francese a seguito dell’ imprigionamento di Agostino Abbondio, accusato di spionaggio a favore dei turchi. Assolto, è nondimeno espulso dallo stato veneto con i suoi compagni.

1543 Francia

 

Impero

 

 

 

Francia

 

Passa al servizio del re di Francia Francesco I che gli riconosce una pensione annua di 1200 ducati, giustificata con una carica onorifica al servizio del delfino Enrico di Valois.  Nel periodo spera che l’imperatore Carlo V lo riammetta nella signoria di Bologna. Combatte gli imperiali. Prende parte alla campagna del Lussemburgo ed alla battaglia di Landrecies.

1544
Lug. Piemonte Affianca Piero Strozzi nella sua spedizione in Piemonte. E’ segnalato al suo fianco a Rivoli.
Ago. sett. Francia Inghilterra Piemonte Francia Durante un’assenza dello Strozzi con il Bolleri conduce le operazioni di assedio al castello di Villanova Mondovì. Si rompono alcuni pezzi di artiglieria e viene dato un assalto alle mura che è respinto dagli avversari. Con la pace di Crépy il Bentivoglio partecipa alla guerra contro gli inglesi combattendo a Boulogne-sur-Mer.
1545  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Francia

Frequenta la corte francese.

Feb.  

 

 

 

 

 

Francia Scozia

Prende parte ad una giostra. E’ segnalato  poi in Scozia con la spedizione inviata da Francesco I a sostegno della reggente Maria di Lorena.

Ott. nov.  

 

 

 

 

 

Emilia Toscana

Si allontana dal bolognese e si ferma a Mirandola dove Piero Strozzi pubblica un cartello di sfida nei confronti di Piermaria dei Rossi. A novembre è in Toscana per prestare soccorso al marchese di Massa Lorenzo Cybo contro la moglie di quest’ultimo Riccarda Malaspina.

1546  

 

 

 

 

 

Francia

Enrico di Valois ed il cardinale Ippolito d’Este  esercitano  forti pressioni su Ercole d’Este affinché gli sia revocato il bando del 1542. Il duca di Ferrara si ostina nel rifiuto. Il Bentivoglio ritorna in Francia; il delfino lo coinvolge nelle sue imprese amatorie e cavalleresche. Trova, in particolare, il modo di attirare su di sé l’ira dello stesso re di Francia con un altro cruento episodio. Nel corso di una festa tra giovani gentiluomini il Bentivoglio uccide il conte d’Enghien, Francesco di Borbone, il recente vincitore di Ceresole Alba, facendo cadergli addosso da una finestra della Roche Guyon un pesante mobile. La protezione di Enrico di Valois scongiura le gravi sanzioni a suo carico minacciate dal sovrano. E’ allontanato da corte sia con l’accusa di avere voluto l’eliminazione di un protettore dei Malatesta, sia di avere voluto compiacere il delfino infastidito per la gloria militare dell’ Enghien.

1547  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. sett. Francia Genova  

 

Emilia Liguria

Persevera nei suoi metodi sbrigativi nei confronti dei rivali. Ad agosto è ucciso a Bologna dal  suo sicario Antonio Mastini  il protonotario apostolico Filippo Ghislieri. Le indagini del legato pontificio non tardano ad individuare il mandante dell’omicidio  nel Bentivoglio per contrasti con il Ghislieri per interessi economici. Il processo viene insabbiato su richiesta del cardinale Farnese. Nel marzo dell’anno seguente il sicario sarà fatto impiccare da Piero Strozzi per le sue malversazioni nel marchesato di Saluzzo. A settembre agevola Pierluigi Fieschi nel suo tentativo di impadronirsi di Genova ai danni di Andrea Doria. Si imbarca su una galea con 200 fanti; il disegno fallisce per la repentina morte del Fieschi.

1548  

 

 

 

 

 

 

 

Autunno  

 

 

 

 

 

Emilia

Con l’ascesa al trono di Enrico II è prosciolto a da ogni bando. Viene riammesso a corte e gli viene accordata una pensione di 4000 scudi.  Anche il duca di Ferrara si decide a togliergli il bando. Nell’autunno affronta gli imperiali in Piemonte agli ordini del Brissac.

1551  

 

 

 

 

 

 

 

……………. Francia Chiesa Impero  

 

Emilia

Si reca a Mirandola per raccogliere truppe a favore di Orazio Farnese. Allorché il capitano pontificio Camillo Orsini lascia il bolognese il  Bentivoglio attraversa il Panaro e punta su Parma, si collega con lo Strozzi ed irrompe in tale territorio.

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ottiene Sant’ Agata Bolognese, giunge nei pressi di San Giovanni in Persiceto e si muove attorno a Crevalcore. Saccheggia pure parte del modenese, che pure è sotto il controllo degli estensi. A fine mese si trova a Gazzo; preda in ogni luogo molto bestiame che viene condotto a Mirandola. Per le sue scorrerie viene minacciato di scomunica dal papa  Giulio III.

Lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si allontana da Mirandola per passare in soccorso di Colorno; giunto a Reggio Emilia con lo Strozzi e Giovanni di Torino, è informato che il centro è caduto nelle mani degli avversari. Punta su Parma e raggiunge la città con una marcia di quarantacinque miglia per strade di montagna, eludendo in tal modo la sorveglianza di Ferrante Gonzaga. Affianca, di seguito, il Supier in un’azione nei pressi di Soragna. Sconfitto dal Gonzaga, si salva con difficoltà a Roccabianca con pochi seguaci.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

Agli ordini dello Piero Strozzi assale a Montecchio Emilia un presidio spagnolo: sono uccisi 100/150 fanti nemici.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Appoggia Orazio Farnese nel suo attacco al campo pontificio di Torrechiara.

1552  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Assediato in un castello del parmense gli sono inviati in soccorso 200 archibugieri.

 Feb.  

 

 

 

 

 

Veneto  Francia Toscana

Alla fine della guerra di Parma non cessa dal contrastare la parte imperiale. E’ segnalato a Chioggia con il principe di Salerno Ferrante da San Severino ed il Termes per studiare la possibilità di una spedizione nel regno di Napoli. Il progetto si rivela inattuabile; si reca in Francia ad informarne il sovrano.

Mar. Francia Impero Firenze Toscana E’ chiamato dal Termes alla difesa di Siena. Vi si porta con numerosi fanti e 50 cavalli. E’ inviato a Massa. Consiglia di concentrare la difesa della località nella parte nuova della città, di abbandonare la vecchia e di presidiare la fortezza che si trova in mezzo. Opera nella maremma.  I tedeschi del capitano imperiale Londron entrano in Giuncarico dove si impadroniscono di grandi quantità di frumento; da qui 800 fanti scorrono nel contado di Scarlino ed in quello di  Buriano. Il Bentivoglio, informato da spie del loro arrivo, si colloca in imboscata con 300 archibugieri e 60 uomini d’arme tra Giuncarico e Scarlino. Gli imperiali cadono nell’agguato: 300 sono i morti e 200 i prigionieri. Questi ultimi vengono condotti a Grosseto. Il grano è recuperato; la maremma è liberata dalla presenza degli avversari.
1553
Mar. Francia Impero Firenze  

 

Toscana

A Grosseto con 400 fanti e 200 cavalli leggeri a guardia di tutta la maremma. Una colonna di 500 fanti tedeschi, senza alcun appoggio di cavalleria leggera, si impossessa di Giuncarico per trasportare a Scarlino il frumento trovato nei locali magazzini. Informato del fatto il Bentivoglio prepara un’imboscata con i suoi cavalli e 300 archibugieri. Gli avversari lasciano sul terreno 300 morti, mentre altri 200 uomini sono catturati con il conte Annibale di Lodrone. I prigionieri vengono condotti a Grosseto ed a Montepescali  per esservi utilizzati nella costruzione di opere difensive: è loro promesso di essere rimandati in patria all’ ultimazione delle opere. Queste saranno completate in breve tempo.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ sempre a Grosseto; gli sono inviati da Roma 40000 ducati che porta a Siena con 50 archibugieri  a cavallo e 50 celate. Si tratta del denaro necessario per la paghe delle truppe.

…………….  

 

 

 

 

 

Toscana

Si sposta a Siena con 700 fanti  affiancandovi il cardinale Ippolito d’Este. Alla partenza del Termes per la Corsica per volontà di tale prelato assume il comando della piazza al posto del duca di Somma.

1554  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si avvicina a Siena Gian Giacomo dei Medici. Il cardinale Ippolito dei Medici continua a dare ordini che impediscono ogni possibilità di resistenza attiva. Il Bentivoglio disattende tali disposizioni; rompe ogni indugio; invia esploratori che avvistano l’arrivo dei nemici a 4 miglia dalla città. La popolazione si ribella al cardinale. Dispone la sorveglianza alle mura. Corre il rischio di essere ucciso dal “fuoco amico” dalla rottura di un cannone della cittadella che si rompe al momento dello sparo ammazzando alcuni uomini a lui vicini  e ferendone altri come Teofilo Calcagnini. Lo stesso giorno assale alla Castellaccia i nemici con 300 archibugieri; ne fa strage, li scaccia dal convento di Santa Croce e dall’osteria del Sole. Sopraggiunge infine Piero Strozzi; insieme i due condottieri a fine mese respingono un attacco di Gian Giacomo dei Medici al forte di Camollia. Rimane ferito ad una gamba per un colpo di archibugio.

Feb.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si muove con Battistino Moretto e Bartolomeo da Pesaro per sorprendere a 4 miglia da Siena, al Ponte della Spina, 500 fiorentini usciti dal campo allo scopo di raccogliere foraggio per la cavalleria. 200 sono i morti tra gli avversari; numerosi i prigionieri trascinati a Siena per essere mostrati alla popolazione. Negli stessi giorni  si sposta  alla difesa di Montalcino: ne esce  con 100 cavalli leggeri e 300 fanti italiani e mette in fuga 700 fanti tedeschi.

Mar.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si pone in agguato a Chiusi e sorprende 3000 fanti e 400 cavalli di Ascanio della Cornia e Rodolfo Baglioni: il primo capitano è catturato con 1500 uomini ed il secondo cade in combattimento.

Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

Viene costretto da un’azione del Medici ad abbandonare un monastero benedettino posto vicino al borgo di San Marco di Siena; ripiega nel capoluogo con 800 fanti.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

Al comando di un colonnello di fanti segue Piero Strozzi nella sua prima uscita da Siena. Tallonato dai nemici, si sposta in Val di Nievole, tocca Ponte a Moriano e depreda il territorio di Montecarlo.

Ago.  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ sconfitto dai fiorentini e dagli imperiali a Marciano; accompagna lo Strozzi a Montalcino e rientra in Siena con il Lansac. Assediatovi,  a fine mese attacca i tre campi  nemici posti di fronte alla Porta Camollia, a Monistero ed a Santa Chiara (110 morti d’ambo le parti).

Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana

Collabora con Blaise de Monluc alla difesa della città. Ha ai suoi ordini quattordici insegne di fanti italiani, guasconi, tedeschi e svizzeri. In un’azione si segnala per il recupero di  alcuni mulini. Condanna  in Siena all’ impiccagione tredici soldati che, caduti in un’imboscata, hanno gettato le armi: ne sono, infine, giustiziati due, estratti a sorte.

Ott.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si ammala in modo grave, per cui deve  abbandonare il campo per qualche tempo.

Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana

Ha il comando di una compagnia di fanti tedeschi, di due di francesi, di quattro di italiani e quattro di senesi. Con il conte di Caiazzo respinge nottetempo gli avversari che conducono un attacco alla Porta Camollia ed alla Castellaccia: nei vari assalti gli imperiali perdono tra i 500 ed i 600 uomini, tra morti e feriti, contro i 50 di parte francese. Secondo il Monluc questo scontro sotto le mura di Siena è stato il più impegnativo ed il più lungo di tutta la sua lunga carriera.

1555  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Toscana

La situazione per i difensori di Siena  si fa sempre più precaria per la mancanza di vino e di vettovaglie. Cornelio Bentivoglio è nominato gentiluomo di Siena.

Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

Siena si arrende dopo quindici mesi di assedio mediante una trattativa con Giacomo dei Medici. Il Bentivoglio lascia la città a fine mese con il conte di Caiazzo; raggiunge Montalcino e lo Strozzi in Val d’Orcia con i suoi uomini, 435 popolani e 242 gentiluomini tutti armati.

Mag.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si colloca con i suoi archibugieri tra Buonconvento e Pienza e coglie in agguato un convoglio nemico: 70 some di vettovaglie sono trasportate a Montalcino.

Giu. Toscana Durante l’assedio di Porto Ercole fa l’impossibile per obbligare gli avversari ad abbandonare le operazioni.  Opera tra Sarteano e Chiusi;  dà il guasto alle campagne di Montepulciano, Chianciano e Foiano della Chiana.
Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si allontana da Montalcino con 300 fanti e 2 pezzi di artiglieria; assale Buonconvento salvo a ritirarsi per l’arrivo di milizie imperiali. Scaccia da Pienza Sigismondo dei Rossi;  dopo pochi giorni perde la località ad opera di Chiappino Vitelli. Si impadronisce di Castell’Ottieri e di Montorio, dei cui castelli, più tardi, avrà l’investitura.

…………….  

 

 

 

Toscana

Continua nella sua guerriglia, spesso con successo, come quando si appropria delle paghe della guarnigione della rocchetta della Val di Chiana e come quando prende possesso della torre di Crevole. Supervisiona le opere difensive di Montalcino. Gli è dato il titolo di luogotenente reale ed ha il comando effettivo delle truppe.

…………….  

 

 

 

 

 

Toscana

Si reca a Roma, vi sbriga alcuni affari personali e ritorna alla difesa di Montalcino.

1556  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Toscana

Effettua continue scorrerie nel territorio circostante fino a Buonconvento. Al comando di 800 fanti e di 200 cavalli occupa molti paesi, tra i quali vi sono Capraia e San Quirico d’Orcia. Minaccia i contadi di Montepulciano e di Pienza.

…………….  

 

 

 

 

 

Toscana

Viene firmata una tregua tra i belligeranti.

1557  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Ferrara Spagna  

 

Emilia

Il duca Alfonso d’Este lo prepone alla guardia di Reggio Emilia; attacca, invano, la rocca di Guastalla. Gli imperiali gli sequestrano Covo ed Antegnate.

1558  

 

 

 

 

 

 

 

…………….  

 

 

 

 

 

Emilia

Raccoglie a Reggio Emilia il giuramento di fedeltà degli anziani della città; esce più volte dal centro e si porta sotto Parma per combattere Ottavio Farnese.

……………. Francia Spagna  

 

 

 

Milita al fianco del duca di Guisa nel regno di Napoli; ha il comando delle artiglierie.

…………….  

 

 

 

 

 

Emilia e Toscana

Alla fine della guerra rientra a Ferrara; si reca a Firenze e presenzia alle nozze di Alfonso d’Este con Lucrezia dei Medici.

…………….  

 

 

 

 

 

Francia

Segue Alfonso d’Este in Francia.

1559  

 

 

 

 

 

 

 

…………….  

 

 

 

Luogotenente

 

Toscana

Al suo ritorno in Italia ha l’incarico di luogotenente regio presso la repubblica di Siena a Montalcino. Collabora ancora con il Monluc. Ha sempre  il comando effettivo delle truppe. Respinge ogni ricerca di pace tentata da Cosimo dei Medici.

Lug. ago.  

 

 

 

 

 

Toscana

Aiuta il duca di Ferrara nell’esercitare pressioni sui francesi al fine di ottenere la cessione del senese a favore degli estensi. Con la pace di Cateau-Cambrésis, da ultimo, la repubblica di Montalcino è sacrificata. Il Bentivoglio, creditore di una forte somma di denaro per paghe arretrate, tergiversa finché il granduca di Toscana gli concede in feudo Magliano in Toscana, in maremma, dietro il censo di una tazza d’argento che deve essere consegnata il giorno di San Giovanni Battista. A fine luglio si ritira da Montalcino anche a seguito alla morte del re Enrico II in conseguenza di una ferita riportata in un torneo. A Grosseto si ammutinano le truppe che bloccano il governatore e minacciano di non uscire dai forti se prima non sono prima soddisfatte delle 21 mensilità arretrate, contro le pretese degli agenti francesi di  pagarne una sola. Il Bentivoglio si reca in tale località per risolvere la vertenza; Chiappino Vitelli si piazza a Buonconvento per appoggiare la sua azione con 2000 fanti e 150 cavalli. Ai primi di agosto la disputa viene risolta e le truppe francesi si imbarcano su 13 galee venute a prelevarle da Marsiglia.

1560  

 

 

 

 

 

 

 

…………….  

 

 

 

 

 

Francia

Viene richiamato in Francia. Su indicazione del duca di Guisa gli è assegnato l’ordine di San Michele. Nello stesso periodo è accusato di avere aiutato il duca ad uccidere a La Roche- Guyon Francesco di Borbone, duca di Enghien. E’ bandito  dalla corte; è, tuttavia, ripristinato in breve tempo nel suo onore, è nominato gentiluomo di camera del re e gli viene concessa una buona pensione.

Mag. Ferrara  

 

 

 

Emilia

Alla morte di Ercole  d’Este rientra a Ferrara. Durante l’assenza del nuovo duca Alfonso, allora alla corte francese, è investito del compito di sorvegliare con la duchessa madre il pacifico trapasso dei poteri. Ai primi del mese diviene il principale collaboratore del nuovo duca con il titolo di luogotenente generale del ducato.

1565  

 

 

 

 

 

 

 

…………….  

 

 

 

 

 

Emilia e Francia

Il papa Pio IV, nel quadro della sua politica antiestense, lo convoca a Roma con l’accusa di complicità della morte del protonotario apostolico Filippo Ghislieri, perito a metà agosto del 1547 sotto le macerie del suo palazzo per una mina fattavi esplodere  da un suo sicario, il capitano Antonio Mastini, detto Gramigna (fatto  poi uccidere, dallo  Strozzi prima della sua spedizione in Scozia). Il Bentivoglio si rifiuta di recarvisi ed è condannato a morte in contumacia con il fratello Guido: gli sono pure confiscati i beni nel bolognese. Si interpongono a suo favore il re di Francia Carlo IX, che gli dà asilo, ed il granduca di Toscana Cosimo dei Medici.

Dic.  

 

 

 

 

 

 

 

Alla morte del pontefice il collegio dei cardinali lo assolve da ogni condanna.

1566 Impero Impero Ottomano  

 

Ungheria

Accompagna Alfonso d’Este in Ungheria in una campagna contro i turchi.

1567  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ottiene in feudo Gualtieri dal duca di Ferrara.

1570  

 

 

 

 

 

 

 

……………. Venezia Impero Ottomano  

 

Grecia

Fronteggia nuovamente i turchi del sultano Selim. Si porta a Corfù ed affianca Sforza Pallavicini in un vano attacco contro il castello di Margaritino. Scorta al porto gli archibugieri inviati in precedenza sui monti vicini ad occupare i passi.

…………….  

 

 

 

 

 

Emilia

Rientra nel ferrarese ove gode di una rendita complessiva di 12000 scudi l’anno.

1575  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

A fine mese è nominato marchese di Gualtieri: inizia a bonificare le paludi formate dal Crostolo ed a incanalare il torrente fino allo sbocco nel Po.

1577  

 

 

 

 

 

 

 

Inverno  

 

 

 

 

 

Emilia

Partecipa ad una giostra in cui ha il comando di una delle due squadre, mentre l’altra è capitanata dallo stesso duca di Ferrara.

…………….  

 

 

 

 

 

Emilia

Prende parte ad una recita di corte con Alfonso d’Este e Torquato Tasso.

1582  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ rappresentata nel suo palazzo di Ferrara l’Aminta del Tasso.

1585  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

Muore a Ferrara nel suo palazzo a fine mese. I funerali risultano imponenti, una sorta di parata militare. In corrispondenza con Giorgio Vasari. Sposa Leonarda d’Este ed Elisabetta Bendidio.

 CITAZIONI

“Si diede.. ad opere di pubblica utilità, trasformando in fertili campagne le paludi formate dal Crostolo e lo incanalò fino allo sbocco del Po, colla collaborazione dell’architetto G.B. Aleot, detto l’Argenta. Era altresì dotto in architettura militare; tanto che gli Estensi adottarono il suo disegno per la costruzione della fortezza di Montalfonso nella Garfagnana.” ARGEGNI

“Reputato buon soldato…Capitano molto stimato nelle guerre di Francia e Siena, ove fu governatore generale del re cristianissimo.” ALBERI

“C’estoit un homme sage et advisé et vaillant, auquel me reposois bien fort.” MONTLUC

“Possedeva grandi ricchezze e viveva con pari splendore, siccome uno de’ più qualificati gentiluomini d’Italia.” LITTA

“Illustre nelle cose belliche e di singolar prudenza militare ve tempi nostri, e uno della vecchia scuola di quei Capitani famosi che maneggiarono l’armi ne passati anni: con perpetua gloria e con futuro essempio a posteri della loro eccellente peritia..Famoso nella arte della militia, nella quale ha ottenuto da principi del mondo, carichi e gradi di somma importanza nelle guerre passate.” SANSOVINO

“Giovane di gran cuore.” ROSEO 

“Soldato di molta esperienza.” MONTALVO

“Attese primieramente al mestiero dell’armi.” FORNI

“Animato da spirito guerriero e coinvolto per molti lustri nelle vicende belliche dell’Europa intera..Uomo, non privo di energie e di fierezza, realizzatore di opere imponenti, guerriero provato da tante battaglie in Italia e fuori, ma così calato nella formale, esteriore, puntigliosa concezione dell'”onore” e così teso, talvolta grossolanamente, al proprio “particulare” da invischiarsi nelle panie dell’odio e della vendetta e da giungere anche al delitto, accompagnato da tutta una sequela di complicità e di menzogne a bella posta architettate per mascherarlo.” ADY

“Capitain de très grand renom.” BRANTOME

“Quest’è de Bentivogli esempio & fede/ Illustre, & di valor chiaro tesoro./ Con questo degno & gentil Signore/ E’ gente d’alto ardir, di gran valore.” L.PIERI

“Temperamento esuberante, dotato di eccezionali attitudini al maneggio delle armi… Protagonista assoluto tra i più assidui..dei tornei, delle feste, delle vertenze cavalleresche che punteggiavano la vita della fastosa corte estense, il matrimonio del Bentivoglio nel 1539 con Leonarda d’Este, celebrato anche da un sonetto di Torquato Tasso, sembrò (agli inizi della sua vita) la definitiva sanzione del favore presso la corte ducale…Imperturbabile al passare degli anni egli fu ancora a lungo tra i protagonisti della vita cortese: si ricorda una giostra guidata dallo stesso duca; e nello stesso anno era, con Alfonso e con il Tasso, tra gli attori di una recita a corte.” ENCICLOPEDIA TRECCANI

“Il “Signore delle acque” a cui si deve, con la stretta collaborazione dell’architetto Giovanni Battista Aleotti e dei più stimati ingegneri idraulici, la grandiosa opera di bonificazione, che nella seconda metà del Cinquecento trasformò la valle-palude della bassa pianura in preziosi paesaggi e città nuove, ha l’altisonante nome di Cornelio Bentivoglio..Concepisce e porterà a termine la realizzazione della più grande opera di ingegneria idraulica del tempo, che gli valse la stima incondizionata dell’Aleotti, a cui per altro si attribuisce il progetto: la Grande Botte, un manufatto a torre in muratura che permette al cavo Fiumo di passar sotto l’alveo del Crostolo scaricando le acque sino al fiume Secchia.” ILPAESAGGIODELLABONIFICA.IT

“Soldato vigilante e indefesso.” G.A. PECCI

 

 

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