CONSALVO DI MIRAFONTE Di Pamplona

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Condottieri di ventura

1082      CONSALVO DI MIRAFONTE  Di Pamplona.

+ 1510 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……… Chiesa Marche

Milita al servizio di Cesare Borgia;  ricopre l’incarico di castellano di Cagli e di Pergola.

1500
Gen. Romagna

Con la conquista di Forlì da parte dei pontifici diviene castellano della rocca di Ravaldino. Ha il comando di 300 fanti. Lo affianca Ercole Bentivoglio con 500 cavalli.

1503
Ago. Romagna

Alla morte del papa Alessandro VI Cesare Borgia, tramite il Diogramiro,  fa avere a Consalvo di Mirafonte i più ampi poteri.

Ott.

dic.

Ordelaffi

 

Chiesa Romagna

Viene assalito in Forlì da Antonio Maria Ordelaffi: assediato nella rocca di Ravaldino inizia a bombardare la città giorno e notte non risparmiando le chiese. Effettua continue sortite; nel contempo, mediante Guglielmo Lambertelli, non manca di trattare con i veneziani per cedere la rocca alla Serenissima.

1504
Gen. Romagna

Capitola con Antonio Maria Ordelaffi tramite l’intermediazione di Luffo Numai e del medico Pier Antonio Padovani; gli sono promessi 15000 ducati da depositarsi a Venezia; fra le tante clausole, Consalvo di  Mirafonte ottiene pure un salvacondotto per sé e per i suoi uomini fino a Ravenna. Si prevede perfino il numero dei muli (7) e dei carri di vino (4) con i quali può trasportare i suoi beni. Ottiene e dà ostaggi per il buon esito delle trattative;  gli sono garantite vettovaglie per 240 persone.

Feb. mar.

 

Ordelaffi

 

Chiesa Romagna

Alla morte di Antonio Maria Ordelaffi accetta di consegnare la rocca al fratello di quest’ultimo, Ludovico, alle stesse condizioni pattutite in precedenza, purché gli sia consegnato il denaro entro dieci giorni. Ludovico Ordelaffi non possiede che 5000 ducati, mentre per gli altri 10000 li cerca a prestito da Francesco Maria Rangoni. La trattativa va a monte perché sorgono contrasti tra i forlivesi, che non vogliono sostanzialmente contribuire al pagamento della somma in quanto dubitano che l’Ordelaffi possa avere successo, pressato com’é da veneziani e da pontifici miranti entrambi ad impossessarsi di Forlì. Consalvo di Mirafonte è ora assediato nella rocca dai pontifici; subisce forti pressioni ad opera del cavaliere gerosolomitano frà Paolo da Cagli;  viene attaccato da Guidobaldo da Montefeltro.

Giu. Romagna

Consalvo di Mirafonte tratta nuovamente con i veneziani per cedere loro la rocca di Ravaldino.

Lug. ago. Romagna

Riceve una lettera da Consalvo  di Cordoba che lo informa come Cesare Borgia sia libero presso di lui a Napoli; si sente pertanto sciolto da ogni impegno e per 15000 ducati consegna la rocca di Ravaldino a Guidobaldo da Montefeltro ed al nuovo castellano Bartolomeo della Rovere. Nello stesso tempo, per essere sicuro della buona esecuzione dei patti da parte dei pontifici, chiede che Giovanni Gonzaga sia inviato a Ravenna come ostaggio presso il camerlengo della Serenissima. Ai primi di agosto Consalvo di Mirafonte esce da Ravaldino con 200 armati (fra i quali spiccano 100 schioppettieri e 50 balestrieri); transita per il borgo di San Pietro; alla sua destra si trova Francesco da San Severino e dietro Luffo Numai, imprigionato nella rocca su ordine del Borgia dieci mesi prima. Lo scorta fino al confine veneziano Giovanni da Sassatello; qui trova Meleagro da Forlì che lo accompagna  a Ravenna nel veneziano. In tale località alloggia in casa di Pietro Lunardi; Luffo Numai e Giovanni Gonzaga possono rientrare a Forlì mentre egli si reca a Venezia.

1510

Muore.

 CITAZIONI

“Homo de grande inzegno.” BERNARDI