CHIAPPINO VITELLI

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Condottieri di ventura

2176      CHIAPPINO VITELLI  (Giovanni Luigi Vitelli) Del ramo dei signori dell’Amatrice. Figlio di Giovanni Vitelli. Fratello di Giovanni Giovanni, cugino di Vitello Vitelli.

+ 1511 (marzo)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1494 Siena Firenze  

 

Toscana

Prende parte all’assedio della bastia di Ponte a Valiano (Valiano). Abbandona le operazioni alla notizia dell’arrivo di Ranuccio da Marciano.

1503

……….. Vitelli Chiesa  

 

Campania

Perseguitato dai pontifici si rifugia a Napoli.

Dic. Spagna Francia  

 

Campania

Affianca Bartolomeo d’Alviano alla battaglia del Garigliano.

1504

Nov.  

 

 

 

 

 

 

 

Il papa Giulio II gli promette una condotta.

1505

Ago. Comp. ventura Firenze 35 lance Toscana

Appoggia ancora l’Alviano. Prende parte alla battaglia che si svolge nei pressi di Campiglia Marittima. Respinto inizialmente si ritira con la sua cavalleria verso Bibbona; si collega con l’Alviano alla torre di San Vincenzo; ferito nello scontro, viene disfatto dagli avversari. Si salva a stento con pochi cavalli a Pisa.

……….. Spagna  

 

 

 

 

 

1509

Mag. Siena Venezia 40 lance Romagna

Viene inviato con il fratello Giovanni (con cui divide la condotta di 100 lance) al campo pontificio per combattervi i veneziani; si unisce a Sant’Arcangelo di Romagna con Francesco Maria della Rovere. Si segnala agli assedi di Faenza e di Russi; si colloca sulla strada che da Ravenna porta a Russi e cattura in un’imboscata Giovanni Greco.

Estate Toscana Nella tarda estate si reca a Siena per sposarsi con una figlia di Pandolfo Petrucci signore della città. Giunto nella città porta con sé alcune vesti lussuose destinate ai cognati Borghese ed Alfonso Petrucci: questi ultimi litigano tra loro per la divisione dei doni. Borghese Petruci ferisce il fratello Alfonso: invano il padre Pandolfo cerca di nascondere il fatto all’opinione pubblica.
1510

Apr. Venezia Francia  

 

Veneto

Si offre ai veneziani con Vitello Vitelli per una condotta di 150 lance. Il Consiglio dei Savi accetta la sua richiesta e gli concede uno stipendio annuo di 15000 ducati: la ferma è stabilita in due anni, più uno di rispetto. Giunge a Chioggia ed a Venezia; soggiorna nel palazzo del marchese di Ferrara.

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto e Marche

I francesi chiedono ufficialmente al papa che non passi agli stipendi della Serenissima. Chiappino Vitelli si reca a Venezia e nel Collegio dei Pregadi si impegna a raccogliere anche 1000 fanti di Città di Castello; gli sono consegnati 800 ducati per radunare un certo numero di fanti. A Venezia è alloggiato nel Fondaco dei Tedeschi;  il pontefice dà il suo assenso alla partenza delle sue compagnie che lasciano l’Umbria per raggiungere Pesaro. Sono inviate in tale porto dalla Serenissima alcune imbarcazioni per potere trasportare le truppe a Chioggia.

Giu. Venezia Francia Ferrara 129 lance e 700 fanti Veneto

Rende visita a Venezia a Francesco Gonzaga; si parla in Consiglio dei Savi dell’ eventualità di una sua nomina a governatore generale. Giungono 129 lance e 700 fanti;  con costoro si ferma a Piove di Sacco: i veneziani, tramite Antonio da Castello, chiedono di trasferire parte di tali uomini alla difesa di Monselice. Si oppone alla richiesta. Raggiunge il campo di Brentelle e da qui si sposta a Limena con i suoi uomini. Il suo operato è elogiato dal provveditore generale Andrea Gritti; si lamenta per il ritardo delle paghe (alla partenza è stato dato alle sue truppe solo mezzo soldo).

Lug.  

 

 

 

107

lance

Veneto

A Treviso. Si incontra con Zitolo da Perugia ed il provveditore Alvise Mocenigo;  sollecita l’abbattimento del bastione di Nodari costruito da fra Giocondo. Chiede denaro e libertà di attaccare gli avversari nei loro trasferimenti da campo a campo. Gli sono consegnati 300 ducati ed è richiamato alla difesa di Padova: nella città si colloca a Santa Giustina.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Domanda il ripristino degli organici delle sue compagnie perché dall’ inizio del conflitto sono rimasti uccisi in combattimento 50 fanti ed altri 100 si sono ammalati. Gli sono consegnati 2000 ducati al campo; si muove in perlustrazione con 300 cavalli leggeri. Giunto a Cittadella riceve l’ordine di rientrare a Padova per i guasti provocati dai suoi uomini; fa impiccare due provvigionati che hanno disertato dalle sue file. Si duole di non essere stato eletto capocolonna all’uscita dal campo di Brentelle e di essere stato inquadrato nel colonnello di Lucio Malvezzi.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

A San Martino Buon Albergo. Riceve 1000 ducati e si trasferisce all’ assedio di Verona dove i suoi uomini hanno modo di distinguersi per la loro intraprendenza. Con il fallimento dell’iniziativa si sposta alla difesa di Montagnana.  A San Zeno sconfigge 50 uomini d’arme, 100 arcieri e 400 fanti che provengono da Legnago: tutti gli avversari sono uccisi o fatti prigionieri. E’ spostato a Soave con 600 cavalli.

Ott.  

 

 

 

 

 

Veneto e Emilia

Affianca con 90 lance e 50 balestrieri a cavallo il provveditore generale Paolo Capello nella sua spedizione in Polesine contro gli estensi. Si incontra con il capitano generale del Po Giovanni Moro all’isola di Bonello per scortare la flottiglia comandata da quest’ultimo a Polesella ed a Ficarolo. Conquista Stellata.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ inviato in soccorso dei pontifici tra Modena e Bologna con 600/700 cavalli leggeri e gli stradiotti del provveditore Federico Contarini. Entra alla difesa di Bologna assediata dallo Chaumont e dai Bentivoglio;  è segnalato a Marano sul Panaro.

Dic.  

 

 

 

 

 

Emilia

Staziona nei pressi di Mirandola per intercettare 700 fanti guasconi che puntano sul castello; assedia la località. Il papa dà l’incarico a lui ed a Vitello Vitelli di porre in postazione le artiglierie pontificie al posto di Francesco Maria della Rovere e di Fabrizio Colonna che si sono rivelati inadeguati alle esigenze: subito due grossi cannoni affiancano il tiro delle batterie veneziane.

1511

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ha un alterco con Marcantonio Colonna perché un suo uomo d’arme è stato fatto bastonare da tale condottiero.

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si trova a San Felice sul Panaro. Ammalatosi gravemente viene trasportato a Faenza ove muore. Al suo capezzale è presente il fratello Giovanni.

 CITAZIONI

-“Degno homo in le arme..Se fazeva in questo mestier uno grandissimo homo.” SANUDO

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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