CHIAPPINO VITELLI Marchese di Cetona

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CHIAPPINO VITELLI  (Gianluigi Vitelli) Di Città di Castello. Marchese di Cetona. Conte di Montone. Figlio di Niccolò Vitelli; fratello di Giovanni Vitelli; nipote di Alessandro Alessandro; zio di Camillo Vitelli e di Giambattista del Monte a Santa Maria, cognato di Aurelio Fregoso, suocero di Vincenzo Vitelli. Cavaliere dell’ordine di Santo Stefano.

1519 – 1575 (luglio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

…………….. Firenze  

 

 

 

Toscana

Milita al servizio del duca di Firenze Cosimo dei Medici. Nei primi anni della sua attività militare combatte al fianco dello zio Alessandro. E’ successivamente impiegato in mare a fianco di Andrea Doria.

1542  

 

 

 

 

 

 

 

Con il fratello Paolo vendica la morte del padre Niccolò con l’assassinio di Niccolò Bracciolini.

1543 Firenze  

 

 

 

Toscana

E’ eletto governatore di Piombino.

1544  

 

 

 

 

 

 

 

Estate Firenze Impero Ottomano Francia  

 

Toscana

E’ inviato a Casoli con 500 fanti e 150 cavalli leggeri per contrastare i turchi del corsaro Barbarossa sbarcati sul litorale senese. Affronta con vigore gli avversari; non è in grado di impedire agli avversari di occupare  Talamone e Porto Ercole. Con il soccorso di Stefano Colonna e degli spagnoli di Giovanni di Luna, provenienti da Siena, entra alla guardia di Orbetello, anch’essa minacciata dagli ottomani e dalla flotta francese di Leone Strozzi.  Blocca agli avversari ogni tentativo di sbarco  sulla spiaggia.

1546 Firenze Siena Toscana E’ inviato con Rodolfo Baglioni a Staggia a seguito di una rivolta in Siena ai danni del governatore imperiale don Giovanni del Luna.
1547  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Toscana

A Pisa alla notizia della rivolta di Gianluigi Fieschi a Genova ai danni di Andrea Doria.

Estate  

 

1000 fanti Toscana

Riceve l’ordine di recarsi nuovamente a Pisa con 1000 fanti per imbarcarsi per Napoli dove ha l’incarico di prestare soccorso al viceré  di Napoli don Pietro di Toledo in difficoltà per una rivolta cittadina provocata dall’ introduzione nel regno del tribunale dell’ Inquisizione.

1548 Toscana e Liguria Sposa Eleonora Cybo, figlia di Lorenzo, primo marchese di Massa e Carrara, vedova di Gian Luigi Fieschi. Nello stesso anno (luglio) Cosimo dei Medici lo invia a Genova per rendere omaggio all’arciduca d’Austria Massimiliano, di passaggio in tale città.
1550  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. mag. Impero Impero Ottomano 1000 fanti Toscana, lazio e Campania A Livorno si unisce con la flotta imperiale condotta da Andrea Doria; raggiunge Civitavecchia per congiungersi con l’armata pontificia di Carlo Sforza. Si trasferisce a Napoli.
Sett. Libia

Si scontra più volte con le truppe dei corsari Barbarossa e  Dragut. Ha il comando di 300 soldati fiorentini all’ assalto finale del castello di Afrodisio (Mehedia).

1551  

 

 

 

 

 

Liguria

 

Novembre. In visita dal Doria, per rendere omaggio al genovese per conto del duca di Firenze e, nel contempo, porgere gli ossequi dei fiorentini al re ed alla regina di Boemia ospitati al momento a Genova.

1552 Genova Impero Ottomano  

 

 

 

E’ presente nello scontro in cui è sconfitta la flotta del corsaro Dragut.

1553
Estate Firenze Francia 2000 fanti Francia

E’ inviato in Corsica per contrastarvi i francesi. Assedia il castello di Furiano: la resistenza di Taddeo da Petricano e di Vitello della Rebbia lo obbliga a ritirarsi dopo  otto ore di attacco. Con Carlotto Orsini si batte contro le truppe del Termes e di Sampiero Corso;  assedia in San Fiorenzo (Saint-Florent) Giordano Orsini.

1554
Feb. Firenze Francia  

 

Francia e Toscana

Con la resa di San Fiorenzo rientra in Toscana al fine di combattere i francesi nella guerra di Siena al comando di quattro compagnie di cavalli.

Mar. Toscana Mette a sacco la torre della Chiocciola che appartiene ai Turchi; irrompe in Val di Chiana e punta su Civitella con il commissario Girolamo degli Albizzi, 1000 fanti spagnoli e 120 cavalli. Si impossessa di Belcaro.
Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

Segue Gian Giacomo dei Medici contro Siena nel tentativo di impadronirsi di un monastero benedettino posto nei pressi del borgo di San Marco. Si colloca con 200 cavalli in agguato tra Buoconvento e Cuna e vi coglie il conte Teofilo Calcagnini cui cattura il luogotenente. Tocca Castello di Brolio dove con due compagnie di cavalli e due di fanti trasporta alcuni pezzi di artiglieria per assediare San Gusmé; viene segnalato a Poggibonsi.  Da tale località con 1600 fanti spagnoli e italiani ritorna all’assedio di Siena.

Mag.  

 

 

 

 

 

Toscana

Dà l’ordine che siano impiccati tutti i contrabbandieri sorpresi a trasportare  vettovaglie e bestiame entro Siena: è concesso  un premio in denaro per la loro cattura.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Conduce con Vincenzo Nobili un attacco al monastero fortificato di Santa Bonda di Siena; tra i difensori sono uccisi 400 uomini ed altrettanti sono i feriti; tra i fiorentini i morti sono 130 (con il Carriglio, Federico da Fermo ed Alfonso Bernel) ed i feriti 200 (tra i quali Pietropaolo Tosinghi). Partecipa alla battaglia di Marciano.

Ago.  

 

 

 

 

 

Toscana

Ammalatosi si porta a Castello di Brolio per farsi curare.

Nov.  

 

 

 

Luogotenente g.le Toscana

Ritorna all’ assedio di Siena con l’incarico di luogotenente generale di Cosimo dei Medici. Il suo campo è posto a Montecchio.

Dic. Toscana La vigilia di Natale si unisce con Gian Giacomo dei Medici e si avvicina nottetempo alle mura di Siena: le scale utilizzate sono troppo corte per cui l’impresa fallisce.
1555  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Toscana

Paga ad alcuni soldati imperiali la taglia di 200 scudi per avere in suo potere il capitano senese Angelo Chellocci, ferito in combattimento: lo fa mettere in una stalla a dormire nella paglia ed impedisce a chiunque di andarlo a medicare.

Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

Con la resa di Siena si colloca alla Porta di San Lazzaro per sorvegliare che le truppe francesi che si stanno ritirando siano rispettate secondo i patti. Si abbraccia con Blaise de Monluc e scorta gli avversari per un tratto di strada.

Mag. giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

Ha inizialmente il comando delle truppe al posto dell’indisposto Gian Giacomo dei Medici. Ai suoi ordini si trovano 5000 fanti veterani (di cui 900 sono spagnoli, 2000 italiani, 2500 tedeschi) e 500 cavalli. Punta su Buonconvento; occupa San Quirico d’Orcia, Rocca d’Orcia, Castiglione d’Orcia e Castel della Ripa; mette a sacco Campiglia d’Orcia. I difensori, comandati dall’ orvietano Metello Simoncelli, si arrendono subito appena scorgono l’allestimento dei pezzi di artiglieria. Si impadronisce della rocchetta della val di Chiana, tocca Pienza, sosta a Chianciano dove è raggiunto dal ristabilito Gian Giacomo dei  Medici.  Appoggia quest’ultimo a Porto Ercole contro Piero Strozzi. Assale prima il forte di Sant’Ippolito con 400 spagnoli e 300 tedeschi (1500 fanti secondo altre fonti); supera alcuni dirupi, entra in un bosco e cerca di irrompervi con Giovan Francesco da Bagno dopo averne scalate le mura. I tedeschi vi penetrano subendo notevoli perdite; tra gli avversari è ucciso il capitano Antonio Maria Francese con 250 fanti (100 italiani e 150 guasconi).  Ha la meglio sui difensori dell’ isoletta, detta d’Ercole, posta nell’ imboccatura del porto  impedendo alle galee francesi di avvicinarsi alla costa; attacca il forte Strozzi alla cui difesa si trova Alessandro da Terni; ottiene  la resa del forte di Galera. A fine giugno occupa Capalbio, distrugge la torre di Talamone al comando della fanteria tedesca e della cavalleria di Bartolomeo Greco. Aggredisce Montepescali, difesa da Bastiano Guascone con 300 fanti: all’ intenso fuoco di artiglieria navale  segue a terra l’attacco dei tedeschi. La località si arrende a patti. Da ultimo  occupa Castiglione della Pescaia,  Scarlino e  Gavizzano.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Con il ritorno a Milano di Gian Giacomo dei Medici ha nuovamente il comando delle truppe. Alla guardia di Piombino;  con Gabriele Serbelloni (700 tedeschi) respinge gli attacchi portati da 3000 giannizzeri. I fanti incalzano gli avversari che si disperdono. Il Vitelli interviene poi a Populonia con la cavalleria di Leonello da Carpi;  respinge i turchi sulla spiaggia impadronendosi di una loro insegna gialla e rossa (400/550 morti tra gli avversari, contro 40 fanti e venti cavalli medicei). Toglie Pienza a Cornelio Bentivoglio. Si ammala di terzana e si reca a Firenze per curarsi; nel comando è sostituito da Sforza Sforza.

Ott. Toscana Il duca di Firenze, preoccupato per la politica del nuovo papa Paolo IV favorevole ai francesi, lo fa desistere da un’azione su Radicofani e gli ordina di limitarsi a rafforzare le guarnigioni di confine.
Nov.  

 

 

 

 

 

Toscana

La politica papale non si rivela filofrancese. Con Leonida Malatesta da Sogliano (1000 fanti italiani e spagnoli, 2 cannoni ed una colubrina) ha ora il compito di impossessarsi di Radicofani alla cui difesa si sono posti Bastiano Guascone e Giulio da Thiene con 150 fanti. Vi è un primo assalto; il capitano francese fa entrare gli imperiali per il barbacane e la batteria dove con i fuochi artificiati, gli archibugi ed i sassi sono uccisi molti degli attaccanti. Viene parimenti respinto un secondo attacco. Il Vitelli è costretto a battere in ritirata verso Siena e Firenze; chiede di potere disporre di  alcuni pezzi di artiglieria.

1556  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Entra in Siena con un presidio di tedeschi; ha fine  la  repubblica.

Ott.  

 

 

 

 

 

Toscana

Rafforza le difese del ducato di Firenze verso Lucca; fortifica  Montecarlo.  Il re di Spagna Filippo II esercita pressioni sul Vitelli, affinché prenda le armi nella guerra cafaresca contro il papa Paolo IV: oppone un rifiuto.

1557  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Toscana

Segue i lavori di rafforzamento delle opere difensive di Arezzo e di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) in previsione di un’offensiva dei francesi.

Sett. Toscana Giungono via mare a Porto Ercole 1500 fanti spagnoli al comando di Sancio di Leyva. Sbarcati, costoro si uniscono con i contingenti del  Vitelli e con quelli di Simone Rosselmini. Talamone capitola senza problemi: d’altronde il presidio è costituito di 35 uomini, per lo più affetti da malaria, ed in arretrato nelle paghe da almeno quattordici/sedici mesi; cede pure Castiglione della Pescaia dopo pochi colpi di artiglieria. E’ consegnata al Vitelli anche l’isola del Giglio. Nell’anno gli viene conferito il marchesato di Cetona.
1558
…………..  

 

 

 

 

 

Toscana

Supervisiona a Porto Ercole la costruzione di un forte sul colle di Sant’Elmo (Monte Filippo).

…………..  

 

 

 

 

 

Spagna

In Spagna per condolersi con il sovrano per la morte della sorella Eleonora regina di Francia.

1559
Gen. Belgio Si reca a Bruxelles in missione ufficiale per presentare le condoglianze per la morte di Carlo V e perorare nello stesso tempo la causa per la cessione di tutto il senese a Cosimo dei Medici.
………………  

 

 

 

 

 

Romagna

Ispeziona i lavori relativi alla nuova fortezza di Castrocaro Terme.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

In conseguenza della pace di Cateau-Cambrésis prende possesso di Montalcino in parte con le minacce, in parte con il denaro. Allorché il contingente francese si ammutina perché non viene soddisfatto delle ventuno mensilità arretrate (la controproposta degli agenti francesi è la consegna immediata di una sola), si colloca a Buonconvento con 2000 fanti e 150 cavalli ed appoggia l’azione di Cornelio Bentivoglio volta a dirimere la vertenza.

Ago. Comp. ventura Montone  

 

Umbria

Alla morte del papa si collega con Paolo Vitelli;  alla testa di 3000 fanti assedia Montone ai danni di Angela dei Rossi vedova di Alessandro Vitelli; pretende la signoria di tale località. Il collegio dei cardinali si infrappone per fare desistere i due capitani dalla loro azione: il Vitelli invece fa a pezzi il presidio e Paolo Vitelli vi entra con molti armati. Il papa Pio IV scomunica in un primo momento i due fratelli. Viene  messo in atto un compromesso per cui Montone rimane in possesso dei due Vitelli.

1560  

 

 

 

 

 

 

 

………….. Cosimo dei Medici ottiene per il Vitelli e per il congiunto Paolo il perdono per l’assalto a  Montone.
Lug. Firenze Pitigliano  

 

Toscana

Si avvicina a Sovana con 6000 fanti e toglie la località a Nicola Orsini. Con la ribellione di Pitigliano allo stesso Orsini consiglia il duca di Firenze di fare uccidere da Niccolò Bombaglino Giovan Francesco Orsini che ne pretende la signoria.

1561  

 

 

 

Capitano g.le fanteria  

 

1562
Mar.  

 

 

 

 

 

Toscana

Fa parte dei cavalieri dell’ ordine di Santo Stefano del quale viene nominato gran connestabile. Scorta  nel granducato l’erede al trono spagnolo.

1564  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. sett. Impero Impero Ottomano Maestro di campo Marocco  Toscana

Al comando di 4000 fanti partecipa alla spedizione contro il Pennone di Velez de la Gomera, fortezza posta tra Ceuta ed Alcadia. Combatte agli ordini di don Garcia di Toledo. Sbarca, punta su Velez de la Gomera con Francesco d’Ibara ed entra nella località con 100 archibugieri; fa piantare sei pezzi di artiglieria per battere la fortezza che si trova nell’isola ed alla cui difesa si trovano 130 uomini tra mori e turchi. Dopo due giorni vi è la resa; a metà settembre i prigionieri partono lasciandosi alle spalle un piccolo presidio. Il Vitelli disegna nuove fortificazioni, più robuste rispetto a quelle fattevi costruire agli inizi del secolo da Pietro Navarro. A Pisa.

1565  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Toscana

Raccoglie truppe per un’eventuale azione su  La Goletta.

Ago. Impero Impero Ottomano  

 

Toscana Sicilia e Malta

Si imbarca a Livorno con 3200 fanti nelle galee di Giovanni Andrea Doria; a Messina si unisce con il resto delle forze comandate ancora da don Garcia di Toledo. Si sposta alla difesa di Malta che è assediata dai turchi; appena sbarcato ha subito un diverbio con il capitano spagnolo che gli vuole riconoscere solo il comando di un colonnello. Si scontra con gli ottomani;  costoro sono costretti a retrocedere con la perdita di 1000 uomini; molti sono pure i morti tra gli imperiali.

Sett. Malta Con 700/800 archibugieri conduce un attacco alla torre di Falca prima che essa cada in potere dei turchi. Il corsaro Occhiali si è volto alla stessa meta con 2000 uomini della squadra di Mustafa Pascià. Gli avversari sono messi in fuga.
………………  

 

 

 

 

 

Sardegna

Si trasferisce in Sardegna agli ordini di don Garcia di Toledo viceré di Sicilia.

1566  

 

 

 

 

 

 

 

Gode di una provvigione mensile di 200 scudi.

1567
Feb. giu. Spagna Orange Capitano g.le fanteria Lombardia Francia Belgio

A febbraio raduna milizie in Lombardia; al loro comando attraversa il Piemonte, la Savoia e la Borgogna al fine di affiancare il duca d’Alba nelle Fiandre. A giugno è segnalato nel Lussemburgo; gli è dato il comando della fanteria mentre la cavalleria è sottoposta agli ordini di don Hernando de Toledo, figlio del duca d’Alba, mentre quello dell’ artiglieria è dato a Gabriele Serbelloni. Il Vitelli giunge a Bruxelles dove su disposizione del duca d’Alba cattura a tradimento il conte di Egmont; si dirige ad Anversa con Gabriele Serbelloni e Federico Paciotti per esaminare il punto migliore per la costruzione della  cittadella.

Lug. Belgio Si dirige alla volta della Frisia a seguito della rotta patita dal conte di Aremberg. Suo obiettivo è quello di assicurare Groningen agli spagnoli. Ludovico di Nassau, alla testa di 12000 uomini, si accampa nei dintorni di tale località. A metà mese il duca d’Alba raggiunge l’area alla testa di un esercito di 15000 uomini; il Vitelli si ferma a sua volta nei pressi dell’abbazia di Salvaret. Ne seguono scaramucce ed imboscate tra il centro abitato ed il ponte che conduce al monastero. Nel corso di una schermaglia iniziale il Nassau perde 3000 uomini per decide di fermarsi a Jemmingen (Jemgurn) una piccola cittadina sulla riva sinistra del fiume Ems alla confluenza del Dollard. Le acque circondano una stretta penisola nella quale si sono sistemati gli olandesi; gli spagnoli possono scontrarsi con loro solo lungo un sentiero. L’unica via di uscita è sul retro in direzione di Jemmingen. Il Vitelli si porta a Slochtereh per tagliare la strada agli avversari. Gli spagnoli attaccano. Il Nassau cerca di fare aprire le dighe che trattengono l’acqua del mare per inondare l’entroterra e fermare in tal modo gli assalitori: è troppo tardi. L’azione, che dura dalle dieci del mattino all’una, si rivela un massacro: 7000 sono i morti tra gli olandesi contando sia quelli uccisi in combattimento, sia quelli annegati nel fiume contro solo 80 tra gli uomini del duca d’Alba. I vincitori prendono la via del ritorno a Groningen mettendo a sacco ogni cosa.
1568  

 

 

 

 

 

 

 

Sett. ott.  

 

 

 

Maestro di campo g.le Olanda e Belgio

Trasferitosi in Brabante, ha l’incarico di maestro di campo. Contrasta Maurizio d’Orange. Il Vitelli si trova a Maastricht a sorvegliare i punti in cui la Mosa è guadabile: è sempre in prima fila. Gli olandesi invadono il Brabante con 30000 uomini. Il duca d’Alba non accetta lo scontro; si accontenta di tallonare da vicino i nemiici confidando nell’ esaurimento delle loro energie e dei loro rifornimenti. Il principe d’Orange cambia il suo campo ventinove volte;  ad ogni spostamento il duca d’Alba è sempre al suo fianco seguendo gli avversari come un’ombra. Senza soste  è pure l’attività del Vitelli. A fine ottobre esce al tramonto con due bande di cavalli per controllare lo stato degli  accampamenti dei nemici. Cade in un’imboscata ed è messo in fuga; nel breve scontro gli viene uccisa la cavalcatura. Il mattino seguente sceglie alcune compagnie di cavalli leggeri per lo più spagnoli e borgognoni;  con Fadrique de Toledo, altro figlio del duca d’Alba, assale la retroguardia del principe d’Orange che sta marciando distanziato dal resto delle truppe. Il  Vitelli, con Camillo Gonzaga dà addosso agli avversari:  sono uccisi 400 uomini; le sue perdite ammontano viceversa a soli quindici soldati. Il bottino consiste nei carriaggi ed in 150 cavalcature. L’atto viene ripreso come irresponsabile da parte del duca d’Alba. Gli è ordinato di non attaccare le truppe del principe d’Orange mentre queste stanno attraversando il fiume Geta. Il Vitelli si spinge, al contrario, contro di esse, fa strage del colonnello del Loverull, toglie la bandiera nemica ad un alfiere; 2000 sono i morti tra gli avversari in due ore di scontro. Questa volta viene lodato dal duca d’Alba.

1569
………………  

 

 

 

 

 

Gran Bretagna Spagna Toscana

Segue un breve periodo di distacco dal fronte delle Fiandre per contrasti con il duca d’Alba. E’ inviato in Inghilterra per trattare con la regina Elisabetta la restituzione di alcune navi catturate dagli inglesi agli spagnoli (una biscaglina e 4 vascelli) che stavano portando del denaro destinato alle truppe nelle Fiandre e che si sono dovute rifugiare nei porti inglesi a causa di una tempesta. Fallita la missione, ritorna in Spagna;  gli viene prospettato il comando di una spedizione contro gli inglesi. Allorché questo è dato al figlio del duca d’Alba Fadrique de Toledo, deluso nelle sue aspettative, ottiene il permesso di ritornare a Firenze.

………….. Firenze  

 

 

 

Emilia

Cosimo dei Medici lo utilizza in una serie di ambascerie tra le quali una  a Ferrara presso la vedova di Ercole d’Este.

1570  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lazio Emilia

Accompagna a Roma Cosimo dei Medici per la sua incoronazione a granduca di Toscana. Di seguito si reca a Ferrara dalla vedova del duca di Ferrara, Ercole d’Este,  Renata di Francia.

1572  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. sett. Spagna Francia Orange  

 

Belgio

Il principe d’Orange riprende la guerra contro gli spagnoli, spalleggiato dai francesi e dagli ugonotti. Il Vitelli è invitato a  rientrare in Olanda. A maggio il Nassau occupa Mons. Il Vitelli consiglia di attaccare l’Olanda e la Zelanda; a luglio si accampa nei dintorni di tale località con Fadrique de  Toledo;  alla testa di 4000 fanti e di 800 cavalli affronta un corpo  di 6000 uomini, armato dal re di Francia e dall’ ammiraglio ugonotto Gaspard de Coligny, agli ordini del signore di Genlis Jean de Hangesh. Il Coligny tenta di subornarlo facendogli grandi promesse: il Vitelli getta immediatamente la lettera nel fuoco. I  protestanti subiscono una pesante sconfitta a metà mese sotto Mons: viene catturato il signore di Genlis. Gli è trovata addosso una lettera del re di Francia Carlo IX al  Nassau con la quale il sovrano lo rassicura sull’ impegno francese per la liberazione dei Paesi Bassi dall’ oppressione spagnola. A metà settembre, a seguito della strage di San Bartolomeo verificatasi a Parigi ai danni degli ugonotti,  Mons cede agli spagnoli. Durante le operazioni di assedio il Vitelli viene ferito da un colpo di archibugio alla gamba sinistra. Ciò non gli è di impedimento nell’ espletamento del suo incarico:   da una sedia ordina l’attacco alle schiere nemiche.  I protestanti ( nel complesso 7000 fanti e 1000 cavalli) hanno riportato nella difesa della località pesanti perdite quantificabili in 1200 morti e 600 prigionieri.

1573
Ago.  

 

 

 

 

 

Olanda

Dopo la conquista di Harleem, il cui assedio è  durato otto mesi, le truppe spagnole si ammutinano per il ritardo delle paghe pari all’ intero periodo delle operazioni. Il Vitelli seda i tumulti e fa consegnare le quattro paghe promesse al posto del sacco della città: non appena i soldati iniziano a disperdersi, contro ogni promessa Fradique de Toledo fa arrestare gli agitatori e ne fa fucilare venti alla volta. Al  Vitelli è affidato il comando della spedizione in Olanda contro i “pezzenti del mare”; di vittoria in vittoria si spinge sino alle isole della Zelanda.

1574  

 

 

 

 

 

Olanda e Belgio

Luis de Requesens succede al duca d’Alba al comando delle truppe. il Vitelli difende Balduch dagli attacchi portati dal principe d’Orange, si dirige verso l’isola di Bommene e si impadronisce di Leerdam, di Leijaen, di Asperen e di Huechelen. Fallita la sua iniziativa su Bommene fa costruire due forti e rientra ad Anversa dove farà edificare una fortezza con il ricavato dai beni confiscati ai ribelli. Più tardi assale ancora il forte di Bommene;  è ora fatto a pezzi il presidio del francese Ly.

1575  

 

 

 

 

 

 

 

………………  

 

 

 

 

 

Olanda

Coadiuva Cristoforo Mondragone all’ assedio di Zerickzée; per dare vigore alle operazioni si dirige nell’isola di Sconven.

Lug.  

 

 

 

 

 

Olanda

Ammalatosi si imbarca su un vascello per farsi curare ad Anversa. Muore durante il viaggio. Alcuni cronisti lo ritengono, invece, vittima di qualche capitano spagnolo che, geloso della sua fama, lo abbia fatto cadere dalla sua sedia in una profonda trincea in un momento in cui  sta controllando alcune fortificazioni. Il suo cadavere è portato ad Anversa dove gli sono dedicate solenni esequie. Il cuore del condottiero è deposto in tale città; la salma imbalsamata è inviata a Città di Castello per essere tumulata nella chiesa di San Francesco.  Ricordato da Pietro Aretino nelle sue lettere. Girolamo Maggi lo ricorda nei “Cinque primi canti della guerra di Fiandra”. Ritratto da Giorgio Vasari nella sala di Cosimo in Palazzo Vecchio a Firenze. Fa costruire in Cetona un’ enorme piazza, chiamata in un primo momento Piazza Vitelli, poi Piazza Grande ed ora   Piazza Garibaldi.

 CITAZIONI

“In gran credito per virtù familiare.” SEGNI

“Famoso pel suo valore e per la sua mostruosa corpulenza.” BONAZZI

Capitano molto stimato a’ suoi tempi ed affezionato al duca (di Firenze).” BOTTA

“E’ troppo obbligato a sua eccellenza (Cosimo dei Medici), lo quale dall’altra parte, deve averlo caro e tenerlo sempre amico, avendo fidato in lui le cose di maggiore importanza, e fattolo consapevole del suo animo, e dei suoi disegni..Era costui di tale smisurata grassezza che bisognava cingergli il ventre con apposito apparato perché potesse muoversi: ed essendo gran mangiatore e di fede ateo, per quanto dicevasi, i protestanti fiamminghi gli fecero questo epitaffio “O Deus omnipotens, crassi miserere Vitelli,/ Quem mors praeveniens non sinit esset bovem./ Corpus in Italia est, tenet intestina Brabantus/ Ast animam nemo. Cur? quia non habet.” Cita però il Du Maurier nella vita di Guglielmo principe d’Orange, che per avere Chiappino fatto abbondantissimo uso di aceto a fine di dimagrire, ottenne talmente l’effetto desiderato, ch’egli cadde in non minore imbarazzo per le pelli che gli ciondolavano da tutte le membra, di quel che prima si fosse per l’impedimento della sua smisurata pinguedine.” ALBERI

“Fu capitano di nobil grido, e che alla riputazione acquistata prima nelle guerre d’Italia aveva saputo far molto ben corrispondere quella che poi egli aveva conseguita ancora fra le armi di Fiandra.” BENTIVOGLIO

“Qui avoit une des meilleurs et de plus fortes compagnies qui fust en Italie.” MONTLUC

Con Ascanio della Cornia “Capitani famosissimi, e di grande esperienza nell’arme.” P. GIUSTINIAN

Cavaliere molto honorato e nel mestier dell’armi famosissimo Capitano.” PELLINI

“Capitano illustre de tempi nostri..Valorosissimo cavaliero e illustre nella militia.” SANSOVINO

“Valoroso Cavaliero.” MONTALVO

“Che nel mestiero dell’armi si haveva guadagnato gran riputazione.” ADRIANI

“Reputatissimo capitano del 16° secolo.” PAOLINI

“Uomo, che nelle cose militari non tralignando punto dalla sua famiglia, si fece un nome molto distinto.” LITTA

“Uno de’ più distinti uomini d’arme del suo tempo.” BOSI

“Signore reputato meritevole d’ogni grado honorato e principale.” CIRNI

Soldato animoso e forte.” ROSEO

“Chiapin Vitelly, gentil homme Italien, très grand et advisé capitaine. Grand cas pourtant que les Espagnols souffrirent un Italien leur commander en telle dignité. Mais ils le permirent, estant choisi de leur brave général, et qu’ils le trouvèrent fort capable, doux et gracieux, et qui leur sçavoit commander gracieusement et de grace.” BRANTOME

“Crebbe in nome di fiera anziché d’uomo..Fu uomo colto.” PROMIS

Con Paolo Vitelli “Giovani ripieni di virtù illustre.” P. ARETINO

“Fameux dans les derniéres guerres de Toscane.., son mérite extraordinaire l’ayant emporté sur l’aversion naturelle aux Espagnols d’obéir à un étranger.” VARILLAS

“Fu il Marte delle Fiandre.” G. MUZZI

Alla battaglia di Marciano.”…Chiappin Vitello/ Ch’oggi ben guiderà per monte, & piano/ Il suo gagliardo. & franco colonnello/ Il qual ben mostrerà con l’armi in mano/ Ch’egli era degno di coral drappello.” L. PIERI

“Mio nobile gentilhuomo dilettissimo.” Da un dispaccio di Cosimo dei Medici riportato da A. CONTINI-P. VOLPINI

 

 

 

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