CECCO DA SAN SEVERINO

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Castello di Bevilacqua
Castello di Bevilacqua

CECCO DA SAN SEVERINO  (Francuzzo da San Severino, Francesco Letto, Checco da Sassoferrato)

  • 1405 (ottobre)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1401     
Giu.FirenzeMilano Puglia e MarcheE’ condotto in Puglia dai fiorentini per contrastare i viscontei. Mentre transita per la marca d’Ancona diretto in Lombardia è assalito da Ceccolino dei Michelotti nel piano di Valeria, nella corte del castello di Monte Falcone comune di Acqualagna. Sconfitto sono catturati dagli avversari 150 cavalli e 2 ambasciatori fiorentini.
1402FirenzePerugia Umbria

Alla testa di 500 lance, 1000 fanti e dei fuoriusciti assedia Perugia con il marchese Giannello Tomacelli fratello del papa Bonifacio IX. La città è investita da due lati; nel contempo i suoi uomini conquistano 14 castelli del contado. Alla notizia dell’ arrivo in soccorso dei perugini di Ottobono Terzi con 1300 cavalli e 400 fanti Giannello Tomacelli ripiega a Todi abbandonando tutti i castelli che gli si sono arresi.

1403   Umbria 
1404     
Gen.   Umbria

Con il ritiro di Ottobono Terzi dall’ Umbria Cecco da San Severino riconquista e mette a sacco i castelli di Tevileto, Vicolo e Valcaprane (Valcaprara)  che si sono ribellati in precedenza.

Mar.FerraraMilano Veneto

E’ assoldato dal marchese di Ferrara Niccolò d’Este. E’ inviato alla difesa di Padova, assalita da 300 lance e 1000 fanti viscontei comandati da Facino Cane. Si collega con  Tartaglia, Muzio Attendolo Sforza, Alessio di Montereale.  Con tali capitani assale il campo avversario posto a Tencarola.

Apr.PadovaMilano VenetoAlla conquista di Verona.
Giu.PadovaVenezia Veneto

Apre le ostilità;  respinge più volte gli avversari che tentano di superare il serraglio del Musone di cui è preposto alla guardia. Si unisce con lo Sparapano, Morello d’Alessandria e Gianni Abate per compiere una scorreria nel trevigiano che gli procura un grande bottino condotto a Padova.

Ago.   Veneto

Con Filippo da Pisa, Ludovico degli Obizzi e Francesco Novello da Carrara respinge un feroce attacco di Malatesta Malatesta portato a Gorgo per penetrare nel serraglio di Padova. Inviato in soccorso di Verona muove su Peschiera del Garda assediata da Francesco Gonzaga. Assale la località con tanta forza che il marchese di Mantova deve fuggire subendo la cattura di più di 300 uomini d’arme e la perdita dei bagagli. Rifornisce Peschiera del Garda di quanto necessario alla sua difesa e rientra a Verona; si sposta nel vicentino e vi disfa 300 fanti e 100 cavalli veneziani. Degli avversari restano sul terreno uccisi quasi un terzo dei combattenti e molti altri sono catturati.

Sett.   VenetoMette a sacco Bevilacqua con il castello: le costruzioni sono date alle fiamme.
Dic.   Veneto

Con Giacomo da Carrara e Manfredo da Barbiano intercetta a Roncà una colonna di 6000 uomini, tra fanti e cavalli, diretta dal padovano al veronese sotto la guida di Giacomo Suriano. Il capitano avversario è gettato a terra da Manfredo da Barbiano al primo urto. Cecco da San Severino scavalca di sella Rappa Tedesco e lo fa prigioniero, si scontra con Niccolò Cavalli e si impadronisce dei carriaggi e della bandiera di San Marco. Sono catturati 1016 cavalli con Francesco dall’ Aquila.

1405    

 

Gen.   Veneto

Con l’ausilio di Paolo Lion e del popolo veronese sventa un’azione offensiva di Jacopo dal Verme, di Ottobono Terzi e di Francesco Gonzaga che si sono impossessati di tre piccole torri alla Porta  Calzari.

Apr.   Veneto

A fine mese esce dalla città con Paolo Lion per alleggerire la situazione; cavalca in Valpolicella e vi espugna le bastie di Arce e di Pescantina.

Mag.   VenetoOccupa, a seguito di un feroce combattimento, Castelrotto. La fortezza viene frettolosamente fortificata dai carraresi.
Giu.ChiesaCunio150 lanceVeneto e Romagna

A Verona. Si dirige alla Porta  Calzari con alcune compagnie di fanti e di cavalli e vi assale Francesco Gonzaga. Ne nasce una scaramuccia all’ Acquaccio; gli avversari sono obbligati a ripiegare con la perdita di 100 uomini contro cinque carraresi. E’ accolto con tutti gli onori da Giacomo da Carrara al suo rientro nella città. Con la resa di Verona, avvenuta nello stesso mese, passa agli stipendi del cardinale legato Baldassarre Cossa per combattere il conte di Cunio Alberico da Barbiano. Sconfigge gli avversari in uno scontro nel quale ne rimangono sul terreno 100.

Ott.   Emilia

E’ arrestato a Bologna nei suoi alloggiamenti posti in San Domenico;  è fatto decapitare il mattino seguente nella piazza del comune per non avere obbedito ad alcuni ordini del cardinale Cossa quali attaccare le schiere del capitano nemico e scortare i convogli di vettovaglie diretti al campo. E’ sepolto nel monastero di San Domenico.

 CITAZIONI

-“Capitano di gran riguardo.” PIGNA

Fonte immagine in evidenza: Google Street View (modificata)

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