CARLO MALATESTA Di Venezia

0
798
Print Friendly, PDF & Email

Condottieri di ventura

0922      CARLO MALATESTA  Di Venezia. Signore di Pesaro, Gradara, Senigallia, Fossombrone, Civitanova Marche, San Costanzo, Montemarciano. Figlio di Malatesta, cognato di Gian Francesco Gonzaga.

1390 ca. – 1438 (novembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1409  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Antipapa Napoli 100 lance Toscana

Si reca a Firenze con il padre Malatesta. Gli viene concessa dal legato pontificio di Bologna una condotta di 100 lance.

1419  

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

 

 

Calabria

Accompagna con altri condottieri in Calabria lo Sforza che deve sposarsi con la contessa di Montalto Polissena Ruffo.

1421  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Chiesa Perugia  

 

Marche

Assale Giacomo degli Arcipreti  che controlla Jesi per conto di Braccio di Montone.

1423 Firenze Milano  

 

Romagna
1424  

 

 

 

 

 

 

 

Dic. Milano Pesaro  

 

Marche

A seguito della disfatta di Zagonara dello zio Carlo viene catturato in Gradara con il fratello  Galeazzo da Angelo della Pergola.

1425  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ presto rilasciato; si reca a Milano con il padre e stringe con il duca Filippo Maria Visconti una convenzione che permette ai Malatesta di Pesaro di fruire della protezione delle armi ducali ed il recupero delle terre perdute nelle Marche. In caso di inadempienza dei patti, Pesaro, Fossombrone e Civitanova Marche avrebbero dovuto riconoscere al duca una penale di 100000 fiorini ciascuna.

1426 Milano Firenze Venezia  

 

Romagna Emilia e Lombardia

Fronteggia le milizie della lega avversa ai viscontei. Si allontana dalla Romagna con 4000 cavalli e 1000 fanti, elude la sorveglianza di Niccolò d’Este sul Panaro e giunge in Lombardia.

1427  

 

 

 

 

 

 

 

………  

 

 

 

Capitano g.le 1200 cavalli Lombardia

Nonostante la giovane età e la sua inesperienza è nominato capitano generale dell’esercito visconteo al posto di Angelo della Pergola: come suoi luogotenenti si trovano condottieri del calibro di Niccolò Piccinino, di Francesco Sforza, dello stesso Angelo della Pergola e di Guido Torelli. Carlo Malatesta tenta, inutilmente, di mediare i continui dissapori fra i vari capitani. Risparmia il mantovano dalle scorrerie delle sue truppe per far sì che i  veneziani sospettino del cognato Gian Francesco Gonzaga che milita con il Carmagnola al loro servizio.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Staziona nel cremonese. Allorché la sua avanguardia è respinta da Taliano Furlano, conduce l’attacco al campo del Carmagnola di Castelsecco, nei pressi di Pizzighettone. I viscontei sono ricacciati dopo un duro assalto di quattro ore.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Combatte a Gottolengo con il Carmagnola e Gian Francesco  Gonzaga.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si accampa a Maclodio ed accetta che un suo fante si batta a duello con un fante  nemico: ciò fornisce lo spunto al Carmagnola per cercare la battaglia campale. Da parte sua il Malatesta appoggia la tesi del  Piccinino e dello Sforza contro quella più prudente di Angelo della Pergola e di Guido Torelli. Si impossessa di un ponte e decide di assalire frontalmente i veneziani su una strada elevata a guisa d’argine, attorniata da terreni paludosi. Vi è pure un bosco, nelle vicinanze del ponte, in cui si sono posti in agguato gli uomini di Bernardino degli Ubaldini della Carda e quelli di Niccolò da Tolentino. I viscontei si incamminano e sono presi fra due fuochi, con gli avversari davanti ed alle spalle, mentre  la palude che fiancheggia l’argine impedisce ogni movimento alla cavalleria pesante. Il Malatesta è sconfitto ed è catturato con 4000 cavalli e tutti i carriaggi.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene condotto a Mantova da lGonzaga.

1428  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ liberato alla conclusione della pace fra i contendenti.

……… Chiesa Bologna  

 

Emilia

Passa al servizio del papa Martino V di cui ha sposato la nipote Caterina Colonna.

1429  

 

 

 

 

 

 

 

Con il padre ricorre alla curia romana contro i figli naturali di Pandolfo Malatesta (Domenico e Sigismondo Pandolfo) per potersi impadronire di Rimini.

1430  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Pesaro Rimini  

 

Romagna

Con Giovanni Malatesta da Sogliano tenta di togliere Rimini ai congiunti. Lascia Pesaro con numerosi armati: è prevenuto in Rimini da Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Giu.  

 

 

 

 

 

Marche

Le truppe pesaresi e quelle della compagnia di ventura di Luca da Castello, di Andrea della Serra, di Sante Carillo e di Ranieri Vibi del Frogia sono messe in fuga a Serrungarina dai riminesi di Sigismondo Pandolfo Malatesta.

1431  

 

 

 

 

 

 

 

……… Bologna Bentivoglio  

 

Emilia

Difende Bologna dagli attacchi di Antongaleazzo Bentivoglio.  Assicura al nuovo papa Eugenio IV un contingente di 400 cavalli e di 300 fanti. La Santa Sede, riconoscente, lo investe di Senigallia. Cambia in ogni caso la sua posizione di forza a Roma. Con il nuovo papa questa si rivela non più forte come sotto il pontificato di Martino V.

Giu. Pesaro Chiesa  

 

Marche

Scoppia, fomentata dai pontifici, una rivolta a Pesaro. Il fratello Galeazzo ripara a Venezia in cerca di aiuti mentre egli prima si rifugia a Fossombrone e, poi, si rinchiude in Gradara.

1432  

 

 

 

 

 

 

 

………  

 

 

 

 

 

Marche

Si ribella al Malatesta anche Fossombrone che viene assediata dai pontifici; ne seguono l’esempio Civitanova Marche, Fiumesino e Montemarciano.

Giu.  

 

 

 

 

 

Marche

Soccorso da Guidantonio da Montefeltro recupera Gradara con il fratello Galeazzo; conquista pure alcuni castelli del fanese quali San Costanzo, Rancitella, Stacciola e Montemarciano. Da ultimo, vengono in suo possesso pure  Fossombrone e Senigallia.

Ago.  

 

 

 

 

 

Marche

Occupa Pesaro e mette a sacco la città dopo avere superato la resistenza di Lionello dei Michelotti e di Ranieri Vibi del Frogia.

Ott.  

 

 

 

 

 

Marche

Riconquista tutti i castelli del circondario con l’eccezione di Mombaroccio, di Novilara e di Candelara.

1433  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

 

 

Si riconcilia con Sigismondo Pandolfo Malatesta che gli restituisce Sant’ Ippolito.

Sett.  

 

 

 

 

 

Marche

Stipula la pace con lo stato della Chiesa. Rientra a Pesaro e fa impiccare ai merli delle mura tutti coloro che non riescono a sfuggire alla sua vendetta; riacquista Senigallia, Rocca Contrada (Arcevia) ed Orciano.

Dic.  

 

 

 

 

 

Marche

Aiuta Sigismondo Pandolfo Malatesta a domare una rivolta a Fano, lo libera dalle mani dei ribelli, occupa la rocca e ristabilisce l’ordine nella città.

1434  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Romagna

A Rimini, per le nozze di Sigismondo Pandolfo Malatesta con Ginevra d’Este.

Sett.  

 

 

 

 

 

Romagna e Marche

Spossato dalle spese della recente guerra con i pontifici cerca di ottenere una condotta dal duca di Milano. Si reca a Forlì e tenta di incontrarsi con il Piccinino; si attenda tra Lugo ed Imola. Guidantonio Manfredi, che milita con i veneziani, gli ostacola il passo;  il Malatesta preferisce allora rientrare a Pesaro.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Riprende il progetto precedente e può raggiungere Milano.

1435  

 

 

 

 

 

 

 

Sett. ott.  

 

 

 

 

 

 

 

Viene perdonato dal papa grazie all’intercessione dei fiorentini; con il pagamento di 10000 fiorini è prosciolto da ogni censura ecclesiastica.

1438  

 

 

 

 

 

 

 

Nov.  

 

 

 

 

 

Marche

A fine mese muore a Pesaro. E’ sepolto nella chiesa di San Francesco. Orazione funebre di Giacomo da Pesaro. Nessuno lo piange perché superbo e crudele. Sotto di lui è coniata a Pesaro la prima moneta malatestiana, di rame.

 CITAZIONI

“Huomo più tosto atto alla pace, che alla guerra. Non solamente tra gli nemici ma ancora tra i suoi fidi fu di poca riputatione.” CORIO

“Esperto, ma poco fortunato, mastro di guerra.” MURATORI

“Giovane voluttuoso, ma non esperto Capitano, adorno, e ricco d’un superbo equipaggio; ma di militari talenti affatto privo, ed ignudo.” BROGNOLI

“Vir sane paci quam bello aptior.” SIMONETTA

“Giovane signore, avvezzo ad un genere di vita voluttuoso e senza veruna esperienza della guerra.” LAUGIER

“Apprese l’arte militare alla scuola di Pandolfo Malatesta signore di Brescia, e non fu indegno del nome illustre che portava..Superbo e crudele.” LITTA

“Exercitus dux neque aetate, neque usu doctior.” BRACCIOLINI

“Erat Malatesta aptior paci, quam bello.” RIPAMONTI

“Superbo, crudele, ma capitano insuperabile.” NISSIM ROSSI

“Neque aetate neque usu doctior.” SANT’ANTONINO

“Homo assae fattivo e praticho in arme molto.” G. DI M. PEDRINO

“Capitano dello esercito molto giovane e poco esercitato.” PORRO LAMBERTENGHI

“Giovane di molto spirito.” AMIANI

“Uomo d’animo piccolo, e più tosto civile assai che militare.” BALDI

“Esperto ma poco fortunato maestro di guerra.” GALANTINO

“Era un capace uomo di guerra.” SCARDIGLI

“Celebrati nominis in re militari fuit. Consilio atque animo multum valere iudicatus est.” FACIO

“Alla cui nobiltà non accoppiavasi l’ingegno.” CASALIS