CARLO GONZAGA Signore di Tortona

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Condottieri di ventura

0783      CARLO GONZAGA  Signore di Tortona, Bozzolo, Rivarolo Mantovano, Sabbioneta, Viadana, Luzzara, Suzzara, San Martino dall’Argine, Gazzuolo, Gonzaga, Reggiolo ed Isola Dovarese. Figlio di Gian Francesco, fratello di Ludovico, genero di Niccolò d’Este e di Guidantonio Manfredi.

+ 1456 (dicembre)

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1432

 

Mag.

 

Venezia

 

Milano

 

Alla morte del Carmagnola viene biasimato dai veneziani per il suo operato.

1433

 

Sett.

 

Lombardia

 

Viene armato cavaliere a Mantova  dall’ imperatore Sigismondo d’Ungheria.

1435

 

Ago.

 

Lombardia

 

Partecipa ad una giostra bandita da Filippo Maria Visconti: abbatte numerosi partecipanti ad un torneo;   dopo alcuni incontri finiti alla pari viene scavalcato da Venturino Benzoni cui va il premio finale.

1436

 

Nov.

 

Il padre lo riconosce come erede al marchesato al posto del fratello Ludovico.

1437 Emilia Si sposa con Lucia d’Este, figlia di Niccolò e di Parisina Malatesta. La moglie morrà pochi mesi dopo a giugno.
1439

 

Primavera

 

Milano

 

Venezia

 

Veneto

 

Attraversa l’Adige ed attacca Legnago.

Giu.

 

Veneto

 

Viene sconfitto a Soave;  è ferito leggermente sopra un occhio.

Sett.

 

Lombardia

 

Affianca Taliano Furlano a Toscolano- Maderno: nello scontro è catturato Taddeo d’Este ed è distrutta parte della flotta lacuale veneziana.

Nov.

 

Trentino

 

Partecipa alla battaglia di Tenno; salva Niccolò Piccinino dalla cattura mentre egli (come Cesare da Martinengo) è fatto prigioniero con 200 cavalli e 300 fanti da Francesco Sforza e dal Gattamelata Sessanta sono i morti tra i veneziani e più di 300 nelle file viscontee). Carlo Gonzaga viene condotto a Verona per essere incarcerato nottetempo in Castelvecchio. Sarà rilasciato a metà gennaio dell’anno successivo  in cambio della liberazione di Domenico Malatesta.

1440

 

Apr.

 

Lombardia

 

Su pressione del duca di Milano si riconcilia in Mantova con il fratello Ludovico  (rappacificatosi con il padre l’anno precedente).

Giu. nov.

 

Lombardia Veneto

 

Rompe le vie di comunicazione tra Salò e Brescia; è sconfitto a Soncino. Ai primi di novembre assale Verona verso Porta Calzari. Viene respinto; di seguito recupera Porto e ne fa atterrare le opere di difesa.

1441

 

Dic.

 

Emilia

 

Assiste a Ferrara alla cerimonia in cui il cognato Leonello d’Este è chiamato alla guida dello stato estense.

1442

 

Milano

 

300 lance e 157 fanti

 

E’ condotto dai ducali per un anno di ferma ed uno di rispetto.

1443

 

Ago.

 

Milano

 

Bologna

 

Emilia

 

Con Luigi dal Verme è battuto dai bolognesi a San Giorgio di Piano.

1444

 

Gen.

 

Romagna

 

Attraversa il forlivese con Bartolomeo Colleoni alla testa di 2000 cavalli e di 1000 fanti. Durante la sua marcia tocca Villafranca, Ronco, Fornovo, Carpena e Magliano.

Feb.

 

Romagna

 

Si trasferisce nel cesenate. Raggiunge Luigi dal Verme a Mercato Saraceno.

Lug.

 

Romagna

 

Lascia Faenza;  è ospitato in Forlì da Antonio Ordelaffi.

Ago.

 

Romagna

 

Ritorna a Faenza con il dal Verme.

Sett.

 

Romagna

 

Si trova ad Imola.

…………….

 

Si inimica nuovamente con il fratello Ludovico;  gli viene tolta ogni signoria nel mantovano.

1445

 

Mar.

 

400 lance

 

Gli è rinnovata la condotta dal duca di Milano: gli viene portata a 400 lance.

………….

 

Emilia

 

A Mirandola.

Lug.

 

Emilia

 

Con Luigi da San Severino (5000 cavalli) invade il bolognese alla notizia dell’ assassinio di Annibale Bentivoglio: ai ducali si congiungono anche 400 partigiani dei Canedoli. Con costoro Carlo Gonzaga attacca, senza esito, San Giovanni in Persiceto; assedia Monterone ed entra a forza in Sant’Agata Bolognese, in Crevalcore ed in molti altri castelli. Ripiega dopo avere messo a sacco le campagne vicine.

……………. Milano

 

Sforza

 

Marche

 

Si muove verso la marca di Ancona. Lo contrastano Simonetto da Castel San Pietro ed i fiorentini, che pongono un freno alle sue scorrerie. Nel corso dell’ anno si sposa in seconde nozze con Rengarda Manfredi, figlia del signore di Faenza Guidantonio.

1446

 

……………. Emilia

 

Si collega con Guglielmo di Monferrato;  irrompe nel bolognese.

Mag.

 

Milano

 

Venezia

 

Emilia

 

Soccorre con 1000 cavalli San Giovanni in Persiceto; obbliga in tal modo Taddeo d’Este, Pietro Navarrino, Simonetto di Castel San Pietro e Tiberto Brandolini a desistere dall’ assedio della località ed a ritirarsi a Budrio. Entra in discordia con Guglielmo di Monferrato per motivi di precedenza.

Lug.

 

Emilia

 

I veneziani convincono il  suo emulo, Guglielmo di Monferrato, a disertare nel campo della Serenissima: il Brandolini entra all’improvviso in San Giovanni in Persiceto con l’aiuto prestato dagli uomini del Monferrato. Alla notizia il Gonzaga fa armare le sue lance. Gli abitanti  non lo vogliono però seguire per cui si trova isolato: è messo in fuga da Taddeo d’Este dopo avere subito numerose perdite. 700 cavalli della sua compagnia sono catturati; raggiunge Modena con i fuoriusciti e soli sei cavalli.

Sett.

 

Toscana Lombardia

 

Con Luigi da San Severino assale Pontremoli. Trasferito in Lombardia, viene sconfitto da Micheletto Attendolo nella battaglia del Mezzano.

Ott.

 

Milano

 

Firenze

 

Marche e Toscana

 

A Recanati con Cristoforo da Tolentino. Si unisce con il San Severino ed assale Pontremoli, feudo dello Sforza, difesa, nell’occasione, dai fiorentini.

Nov.

 

Lombardia

 

Alla guardia di Crema scopre un trattato a favore dei veneziani: termina con l’impiccagione e la confisca dei beni di tre congiurati. Carlo Gonzaga promulga un decreto che  porta all’espulsione dei guelfi ed al saccheggio dei loro beni.

1447

 

Mar.

 

1000 cavalli e 200 fanti

 

Il duca di Milano Filippo Maria Visconti gli rinnova la condotta. In ogni caso deve fingere di essere stato licenziato; le sue eventuali azioni di guerra devono sembrare  condotte  in modo autonomo.

Giu.

 

Lombardia

 

Con Francesco Piccinino e Luigi dal Verme (8000 uomini tra fanti e cavalli raccogliticci) è sconfitto dall’ Attendolo al Monte di Brianza.

Ago.

 

Lombardia

 

Si reca a Milano alla morte del Visconti. Sul castello cittadino compaiono le insegne del re di Napoli Alfonso d’Aragona, indicato quale suo erede dal duca. Carlo Gonzaga si incontra con il luogotenente del sovrano Raimondo Boilo;  gli giura obbedienza con Guidantonio Manfredi, Guido Torelli, Luigi dal Verme ed i figli del San Severino Francesco, Amerigo e Bernabò. All’ uscita dalla fortezza viene trascinato dalla popolazione a riconoscere la Repubblica Ambrosiana, che si è appena costituita, ed a porsi al suo soldo. Svaligia gli uomini d’arme del capitano aragonese e  saccheggia i loro beni che si trovano nel monastero di Sant’Ambrogio. Ottiene per denaro il castello di Porta Giovia, che viene demolito dalla popolazione. Mentre è intento a questa operazione i suoi uomini sono espulsi da Lodi dagli abitanti in rivolta.

Sett.

 

Milano

 

Venezia

 

Lombardia

 

Assedia San Colombano al Lambro con Guidantonio Manfredi.

Ott. dic.

 

Emilia

 

Asseconda lo Sforza all’assedio di Piacenza;  blocca la città dalla parte della Porta Fausta. Ha il comando della flotta nell’attacco finale alle mura: non è sempre in sintonia con il suo capitano generale in quanto più volte, per mancanza di denari,  lo minaccia  di trasferirsi con i suoi uomini nei campi invernali. Né la sua immagine ci guadagna con il suo ingresso  in Piacenza: partecipa come tutti al sacco della città e per di più chiede che gli siano dati in premio cinquecento cittadini,  che si sono rinchiusi in una torre, ai quali imporre una taglia.

1448

 

Gen.

 

Lombardia

 

Colloca i suoi alloggiamenti invernali nel mantovano.

Lug.

 

Lombardia

 

Appoggia lo Sforza nelle sue ambizioni; esce con tale condottiero dal lodigiano contro il parere di Francesco e di Jacopo Piccinino;  muove in soccorso di Cremona. Partecipa alla battaglia del Mezzano in cui è disfatta la flotta di Andrea Querini. Assedia il castello di Caravaggio; con Guglielmo di Monferrato, Cristoforo Torelli e Luigi dal Verme si piazza a sinistra rispetto alla porta orientale, mentre a destra si pongono i condottieri di scuola braccesca. Per il ritardo nel pagamento del soldo molesta con le sue richieste lo Sforza: arriva a chiedergli licenza di andarsene.

Sett.

 

Lombardia

 

Prende parte alla battaglia di Caravaggio. Ha l’incarico di difendere un ponte con Alessandro Sforza, Manno Barile e Fiasco da Giraso: viene respinto e si salva a stento dalla cattura. Ferito da un colpo di lancia vicino ad un occhio, si dà alla fuga.  Cavalca fino a Milano dove dà la notizia della sconfitta dello Sforza.  Ritornato al campo, lo asseconda nel suo piano che prevede l’attraversamento dell’Oglio e la conseguente invasione del veneziano; lo affianca pure all’assedio di Brescia. E’ nominato dallo Sforza podestà di Asola, tolta negli stessi giorni alla Serenissima.

Ott.

 

Sforza

 

Milano

 

Lombardia

 

All’assedio di Brescia. Su pressione di Alessandro Sforza appoggia in un primo tempo  lo Sforza a seguito del trattato di Rivoltella in cui è delineata un’alleanza tra sforzeschi e  veneziani.

Nov.

 

Milano

 

Sforza Venezia

 

1200 cavalli e 500 fanti

 

Lombardia

 

Abbandona di notte il campo sforzesco con 1200 cavalli e 500 fanti;  raggiunge a sprone battuto i  suoi castelli sull’ Oglio nei pressi del mantovano. Ritorna a Milano ed è nominato dagli abitanti capitano del popolo. Ha in tal modo il controllo del governo della Repubblica Ambrosiana.

Dic.

 

Lombardia

 

Mosso dall’ ambizione o dal desiderio di divenire signore di Milano al posto dello Sforza, favorisce i cittadini di parte guelfa  ai danni dei ghibellini. Viene in possesso di messaggi cifrati inviati dallo  stesso Sforza ai capi ghibellini Teodoro Bossi e Giorgio Lampugnani; li cattura  con uno stratagemma e li fa condurre nelle prigioni di Monza dove il Lampugnani è decapitato: la sua testa è portata a Milano per essere esposta in pubblico. Teodoro Bossi, sottoposto a tortura, denuncia molti complici che sono imprigionati; sette di costoro sono decapitati in piazza del Broletto (piazza Mercanti). I beni dei congiurati sono confiscati e donati al popolo. Il Gonzaga con Antonio da Trivulzio ed Innocenzo Cotta forma un nuovo governo;  viene ancora eletto capitano del popolo. I nuovi magistrati non lo seguono nella sua ambizione cosicché fallisce ogni suo tentativo di impossessarsi della signoria milanese.

1449

 

Gen. feb.

 

Lombardia

 

Viene assediato duramente in Milano. Pensa di riconciliarsi con lo Sforza; lo tiene costantemente informato sull’ andamento degli avvenimenti cittadini. Gli chiede una condotta di cavalli pari a quella di Guglielmo di Monferrato, una provvigione mensile di 2000 ducati, una casa a Pavia, i feudi di Bassignana, di Borgofranco e di Sartirana Lomellina, il riconoscimento dei beni che gli sono stati concessi dalla Repubblica Ambrosiana a Monza (per una rendita annua di 600 ducati), Sant’Angelo Lodigiano e  la casa di Milano a Porta Romana, già di Guido Torelli.

Mar.

 

Lombardia

 

Diventa sempre più sospetto agli occhi della Repubblica Ambrosiana. I suoi uomini di stanza a Porta Romana, a Milano, vengono svaligiati dagli stessi abitanti;  riottengono le loro cose solo il giorno seguente. Carlo Gonzaga approfitta dell’ inazione di Francesco Piccinino, da poco passato nel campo sforzesco, ed entra in Monza assediata dallo  Sforza con molte squadre di cavalli e di fanti guidati da Michele di Piemonte. Giorni dopo il Gonzaga esce da Monza all’alba ed assale le truppe sforzesche prive di validi sistemi di sorveglianza. Giovanni Ventimiglia chiede senza esito soccorsi a Francesco Piccinino.  Il contrattacco  dei milanesi ha presto la meglio; è messo a    a ferro e fuoco l’accampamento sforzesco; il Ventimiglia viene obbligato alla fuga, Dolce dell’ Anguillara è ferito mortalmente; anche il dal Verme è ferito in modo  grave. Il  Gonzaga cattura 300 cavalli con tutti i pezzi di artiglieria ed i carriaggi.

Apr.

 

Lombardia

 

A Milano è raggiunto da Francesco e da Jacopo Piccinino che, continuando con i loro voltafaccia, sono ritornati a militare per la Repubblica Ambrosiana. Con costoro marcia alla volta di Crema;  costringe i veneziani di Sigismondo Pandolfo Malatesta, che sta assediando la città, a ritirarsi a Fontanella. Ha Melegnano.

Mag.

 

Lombardia

 

Muove con i due Piccinino in soccorso di Melegnano alla testa di 6000 cavalli, 4000 fanti e 20000 milanesi armati per lo più di schioppetto. La fanteria cittadina non ha il coraggio di fronteggiare la cavalleria pesante sforzesca. Carlo Gonzaga si ferma allora a San Giuliano Milanese e rientra a Milano.

Giu.

 

Lombardia

 

Lo Sforza ora passa all’assedio di Vigevano; Carlo Gonzaga con Jacopo Piccinino  scorre sulla riva sinistra del Po, preda vari centri e dà alle fiamme Villanterio. La flotta pavese lo obbliga a ritirarsi.

Ago.

 

Lombardia

 

Soccorre Crema dagli attacchi portati ancora dal  Malatesta.

Sett.

 

Sforza

 

Milano

 

2100 cavalli e 1000 fanti

 

Lombardia

 

Nascono nuovi disordini in Milano che culminano con l’uccisione del suo amico Galeotto Toscano; i  disegni di Carlo Gonzaga trovano sempre più opposizione in alcuni potenti aristocratici, nel legato imperiale Enea Silvio Piccolomini e nei due Piccinino. Ciò  lo porta a riavvicinarsi allo  Sforza tramite Francesco Capra, a tradire la causa dei milanesi ed a consegnare agli sforzeschi la rocca di Lodi e quella di Crema ai veneziani. In cambio ottiene una condotta di 2100 cavalli e di 1000 fanti: la ferma è stabilita in un anno ed è previsto il suo rinnovo; altre modalità riguardano una provvigione annua di 48000 ducati, di cui gliene sono anticipati 12000, la signoria di Tortona, di Pontecurone, di Vighizzolo, di Pozzolo e di Casale; gli è riconosciuto il possesso della casa di Porta Romana nella parrocchia di San Nazario e Celso e di un’altra a Pavia. Alla moglie sono concesse entrate nel pavese per 1000 ducati l’anno; con la conquista di Milano gli sono, infine, promessi altri 23000/24000 ducati a carico dell’erario della città. Abbandona Lodi e, per non fare sembrare troppo grande il suo tradimento, fa sollevare la città contro  la Repubblica Ambrosiana per mezzo di  suoi fautori.

…………….

 

Sforza

 

Milano Venezia

 

Lombardia

 

Con l’alleanza di milanesi e di veneziani in funzione antisforzesca si sposta nel cremonese. Raccoglie 1000 cavalli che hanno disertato dalle file di Francesco e di Jacopo Piccinino e raggiunge lo Sforza all’assedio di Milano.

1450

 

Gen.

 

Lombardia

 

E’ disfatto ad Erba da Bartolomeo Colleoni.

Feb.

 

Lombardia

 

Con Giovanni da Landriano ed il  Ventimiglia tenta di sorprendere Monza: l’azione fallisce perché la sua guida, a causa della forte pioggia, sbaglia la strada e conduce gli sforzeschi a Carate Brianza. Lo Sforza entra finalmente in Milano;  Carlo Gonzaga ne viene nominato governatore con il mandato di  proibire ogni tumulto o rapina.

Mar.

 

Lombardia

 

Ripulisce Milano degli elementi più ostili alla casa sforzesca.

Nov.

 

Lombardia

 

Viene incarcerato nella rocchetta di Porta Romana a Milano e nella rocca di Binasco  a causa delle sue proteste conseguenti all’ accordo dello  Sforza con il fratello Ludovico.

1451

 

Mar.

 

Emilia

 

Torturato, cede i ricchi possessi ottenuti a suo tempo (Tortona) e paga una penale di 60000 fiorini: viene confinato a Corano.

Giu. lug.

 

Piemonte

 

Quando il fratello Ludovico si reca a Milano fugge nelle terre del duca di Savoia; a fine luglio si rifugia a Venezia. Gli viene concessa per le sue necessità una provvigione mensile di 1000 ducati.

1452

 

Feb.

 

Venezia

 

400 lance e 200 fanti

 

E’ condotto per un anno di ferma ed uno di beneplacito; gli è dato il comando delle lance spezzate del trevigiano e gli è riconosciuta una provvigione mensile di 400 ducati: da parte sua si impegna alla rassegna dei suoi uomini ed a restituire ai veneziani quei possedimenti del veronese e del cremonese che si trovano ancora in suo possesso.

Apr.

 

Venezia

 

Milano

 

Veneto

 

Agli ordini di Gentile da Leonessa muove guerra dal veronese allo Sforza.

Mag.

 

Lombardia

 

Giunge a Manerbio con 350 cavalli; attraversa l’Adda a Rivolta su un ponte di barche e scorre fino al canale Muzza, nei pressi di Melzo. Assale alcune bastie.

Lug.

 

Lombardia

 

Supera ancora l’Adda con Carlo di Montone e Matteo da Capua per devastare il lodigiano. Viene loro incontro Alessandro Sforza che è battuto ad Abbadia Cerreto con la cattura di 400 cavalli e di tutti i carriaggi. Il Gonzaga prende parte ad un consiglio di guerra.

Sett.

 

Lombardia

 

A metà mese sono catturati 50 uomini della sua compagnia mentre stanno sorvegliando alcune mandrie di cavalli al pascolo: soccorso dai veneziani, recupera le bestie razziate. Si sposta a Villachiara, dove con Antonello da Forlì e Gentile da Leonessa si scontra con gli sforzeschi (cattura di otto uomini d’arme).

Ott.

 

Lombardia

 

Contrasta a Leno Gaspare da Vimercate; interviene il Colleoni; quest’ ultimo è ferito da una freccia a seguito della pronta risposta degli uomini di Jacopo Piccinino.

Nov.

 

Lombardia

 

Attacca con le bombarde Leno. Si muove tra Gottolengo ed Iseo con Jacopo Piccinino per bloccare il flusso dei rifornimenti al campo sforzesco: attacca una colonna. Si trova in difficoltà fino al momento in cui non interviene a suo favore Gentile da Leonessa. Al campo di Ghedi con quattro compagnie di cavalli e 200 fanti.

Dic.

 

Lombardia

 

Affianca Gentile da Leonessa nel domare a Ghedi alcuni disordini sorti nel campo veneziano e provocati dai saccomanni: fa uccidere due di costoro dai suoi arcieri.  La rivolta ha subito fine. Sorveglia le rive dell’Adda; viene richiamato a Crema  per la perdita di alcune delle bastie  a difesa di Abbadia Cerreto.

1453

 

Feb.

 

1500 cavalli

 

Lombardia

 

Gli è rinnovata la condotta per un anno di ferma ed uno di rispetto; oltre la solita provvigione, gli sono garantiti 25000 fiorini per lo stipendio delle sue milizie. E’ nominato capitano del veronese e gli è promessa la signoria di Mantova in caso di conquista del marchesato: Ostiglia, Borgoforte, Goito e Belforte in questo caso sarebbero andate  ai veneziani.

Mag.

 

Veneto e Lombardia

 

Penetra nel mantovano per riprendersi alcuni castelli che gli sono stati tolti dal fratello Ludovico; in breve occupa Belforte e Piuforte (Bigarello). Ludovico Gonzaga, che si trova ad Ostiglia, accorre e con un contingente di truppe sforzesche lo assale alle spalle e lo mette in fuga a Castel d’Ario. Viene inseguito verso Legnago ed oltre l’Adige.

Giu.

 

Lombardia e Veneto

 

Alla testa di 3000 cavalli e di 500 fanti si scontra ancora con il fratello Ludovico e Tiberto Brandolini (che ora milita per il duca di Milano) a Villabona.  Subisce un nuovo scacco a seguito di uno scontro che dura cinque ore (cattura di 1000 cavalli e di alcuni capisquadra). Si riduce a Vigasio con il provveditore Marino Capello.

Lug.

 

Lombardia e Veneto

 

Staziona con Antonello da Forlì in una bastia nei pressi di Ghedi: ne è scacciato dal fratello Ludovico. Rientra a Verona e tenta un’azione diversiva a Montichiari. Assale di notte il campo sforzesco e si impadronisce di cento cavalcature.

Ott.

 

Lombardia

 

Si trova alla guardia di Lonato con otto squadre di cavalli e 300 fanti; raggiunge il Piccinino a Ghedi e tocca Manerbio con Pietro Brunoro. Rientra a Lonato.

Nov.

 

Lombardia

 

Sempre a Lonato.

Dic.

 

Emilia

 

Si trasferisce a Ferrara.

1454

 

…………….

 

Con la pace di Lodi recupera le proprietà  che gli sono state confiscate dal fratello Ludovico.

Ago.

 

Siena

 

Pitigliano

 

1000 cavalli

 

Toscana

 

E’ condotto dai senesi con il permesso, dei veneziani, per combattere il conte di Pitigliano Aldobrandino Orsini.

Nov.

 

Toscana

 

Assedia Sorano;  si accampa verso il monte con tre pezzi di artiglieria.

Dic.

 

Toscana

 

Il Malatesta, capitano generale dei senesi, firma con gli avversari una tregua non autorizzata dalla repubblica proprio quando Sorano sta per cedere in potere della repubblica. E’ dato a Carlo Gonzaga l’incarico di uccidere il condottiero riminese sospettato di tradimento. Carlo Gonzaga è poco dopo accusato, a sua volta,  di essere stato consapevole di ogni trama e di non avere fatto nulla per sventarla.  Si allontana dal territorio di Sorano, lascia incustodite le artiglierie e scorre nel senese. Entra in Orbetello e la  mette a sacco. Giunge nella località il commissario Antonio Petrucci con la maggior parte della fanteria senese. Carlo Gonzaga si   incontra con il Petrucci;  cerca di giustificare la  propria condotta. Ammalatosi, si reca  a trovarlo  l’ambasciatore della Serenissima. Viene ripreso  acerbamente: come risultato restituisce Orbetello ed è perdonato dai senesi per le sue malefatte. Ha il compito di occupare Marsiliana.

1455

 

Gen.

 

Toscana

 

Nel marasma generale entra a contesa con Giberto da Correggio, altro condottiero senese; gli toglie due bombarde che conduce a Castell’Ottieri.

Giu.

 

Siena

 

Comp. ventura

 

Toscana

 

E’ contattato da Silvestro da Lucino affinché si unisca con la compagnia di Jacopo Piccinino per invadere il senese. Non aderisce all’ invito; si oppone anzi alle minacce portate a tale territorio dallo stesso Piccinino. Si unisce con Giberto da Correggio e Pietro Brunoro; con tali capitani contrasta l’avversario a Magliano in Toscana.

1456

 

Giu.

 

Romagna

 

Lascia Faenza e si reca a Forlì con venti cavalli. E’ ospitato nella città da Cecco e Pino Ordelaffi. Alla fine del pranzo rientra a Faenza.

Dic.

 

Emilia

 

Muore a Ferrara. E’ sepolto nel santuario di Santa Maria delle Grazie presso Mantova. Discepolo di Vittorino da Feltre. Medaglia del Pisanello. Lorenzo Spirito lo ricorda in “Lamento di Perugia soggiogata”. E’ pure protagonista dell’omonimo dramma storico ottocentesco di Riccardo Ceroni.

 CITAZIONI

“Fece molte opere degne.” ALBERTI

“Dux quidem ut statura,ita et animo et prudentia maximus..Duce mea sententia, ut praestante animo, ita in re militari prudentissimo.” PORCELLIO

“Pessimo uomo per l’animo corrotto da insaziabile sete di dominio.” MAGENTA

“Condottiere di celebrità, non già per valore, ma per le molte vicende di sua vita, gigantesco di statura, uomo turbolento e di corta fede.” LITTA

“Grande di corpo, di forza e assai eloquente.” SANSOVINO

“Con Cristoforo Torelli e Antonio Ventimiglia “Clari bello viri praefectique singularum turmarum.” RIPAMONTI

“One of the most prestigious condottieri.” MALLETT

“Fece gran torto al suo nascimento e alla virtù militare, ch’egli hebbe in alto grado, essendo come Annibale pieno di poca fede e di molto valore.” MAFFEI

Con Ludovico Gonzaga “Homini preclarissimi nelle arme et lectere.” NOTAR GIACOMO

Con Guglielmo di Monferrato “Risplendevano nelle battaglie quali astri luminosi.” V. DE CONTI

“La sua figura rimane in qualche modo incompiuta: fu un buon capitano, consapevole del suo rango e talora proiettato verso vicende politiche di più ampia prospettiva, forse memore, come ricorda la storiografia mantovana, della signoria su Mantova che per breve tempo sembrò essergli destinata per l’allontanamento del fratello Ludovico, ma non ebbe l’opportunità, o la capacità, di perseguire coerentemente disegni di più largo respiro.” LAZZARINI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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