CARLO DI DOVADOLA

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Condottieri di ventura

0605      CARLO DI DOVADOLA  Dei conti Guidi. Signore di Dovadola e di Montemaggiore. Figlio di Ruggero, fratello di Marcovaldo Guidi.

+ 1355

Anno, mese Stato. Comp. ventura  

 

Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1340 A novembre non prende parte alla congiura cui invece prende parte il fratello Marcovaldo Guidi.
1341 Mag. Il signore di Bologna Taddeo Pepoli fa pressioni sui fiorentini affinché Carlo di Dovadola, con il congiunto Francesco, sia considerato come raccomandato di tale comune.
1345/1347  

 

 

 

 

 

Romagna

 

Acquista da Andrea di Castrocaro la terra ed il castello di Montemaggiore. Tra il 1345 ed il 1347 ottiene in affitto dal vescovo di Forlimpopoli le proprietà del vescovado a Rocca San Casciano ed a Dovadola.

 

1348 Dic.  

 

 

 

 

 

Romagna

Spossessato nei suoi beni dal fratello Marcovaldo, si collega con i Battifolle che lo aiutano ad impadronirsi di Dovadola.

1350  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. sett.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ha serie controversie con i conti di Battifolle. Firenze prende in consegna la terra e la fortezza di Castello di Romena  al fine di favorire la soluzione della vertenza. Segue, a luglio, la rappacificazione tra le parti. A settembre rileva con 500 lire bolognesi i castelli di Calboli e di Boffolano che gli sono venduti  dai figli di Fulceri da Calboli, Manfredo e la sorella Chiara. I Calboli cedono tali beni per ricavare la somma necessaria per la liberazione del connestabile Gilberto dei Cani e dei suoi uomini che hanno militato per lo stato della Chiesa.

1351  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Chiesa Forlì  

 

Romagna

Con il conte Ramberto Malatesta viene attaccato da Francesco Ordelaffi e dall’ abate di Galeata.

Mag.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ludovico Ordelaffi conquista Fontanafredda e Cusercoli. Ai primi di maggio si arrende senza condizioni il conte di  Ghiaggiolo Francesco Malatesta. Quest’ ultimo gli affida con i relativi castelli tutte le sue terre. Carlo di Dovadola è assediato in Dovadola dall’Ordelaffi. Una felice sortita lo porta inizialmente a sconfiggere l’avversario. Interviene da Cesena la moglie di Francesco Ordelaffi, Cia degli Ubaldini: lo scontro si riaccende. Dopo sedici giorni di assedio, a fine mese,  è sconfitto e fatto prigioniero. Viene condotto a Forlì per essere successivamente liberato su pressione dei fiorentini dietro la promessa di non muovere più guerra al signore di Forlì. Ottenuta la libertà riprende la lotta sempre per conto dei pontifici.

1353  

 

 

 

 

 

 

 

Ott. Chiesa Vico  

 

Lazio

Sempre al servizio del cardinale legato Egidio Albornoz, contrasta le truppe del prefetto Giovanni di Vico.

1354  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio

Ottiene per trattato la rocca di Toscanella (Tuscania).

Giu. lug. Chiesa Gubbio  

 

Umbria

Entra in Gubbio con sei bandiere di cavalli allorché Giovanni Gabrielli si arrende ai pontifici. Ne è nominato vicario dal cardinale Albornoz per sei mesi. Scaccia dalla città Giacomo della Branca e vi ristabilisce l’ordine facendovi rientrare 4000 fuoriusciti, con la sola esclusione  di 25 uomini, tra i quali è compreso Jacopo Gabrielli. Fa tagliare la mano ad un membro della famiglia Reali che ha dato uno schiaffo ad un uomo di Cantiano.

Ott.  

 

 

 

 

 

Umbria

A Gubbio. Prende a prestito 1000 fiorini. Deve sorvegliare i confini della marca di Ancona da cui sembra probabile parta un’azione ai danni della città.

1355  

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Chiesa

 

Forlì

 

 

 

Umbria Romagna

Viene sostituito nel suo incarico di vicario pontificio di Gubbio da Ugolino da Montemarte. Rientra in Romagna e riprende con vigore la lotta ai danni di Francesco Ordelaffi.

Mar.  

 

 

 

 

 

Marche

A Tolentino, alla cerimonia in cui Niccolò da Buscareto giura fedeltà al cardinale Albornoz.

Apr. Chiesa Rimini  

 

Romagna

Sconfigge Galeotto Malatesta a Paterno d’Ancona;  affianca Ramberto Malatesta contro Malatesta Malatesta.

Mag. Chiesa

 

Forlì

 

 

 

Romagna

Si trova con 800 cavalli e 1500 fanti nei pressi di Rontagnano;  si impadronisce dei castelli di Santarcangelo di Romagna e di Savignano sul Rubicone.

Lug.  

 

Romagna

La risposta degli Ordelaffi non si fa arrendere. A metà mese Ludovico Ordelaffi saccheggia il contado di Sadurano, si impossessa della fortezza e subito dopo del castello di Montiano. Carlo di Dovadola conquista nel forlivese, a sua volta, venti castelli dei quali alcuni gli sono dati in feudo.

Ago.  

 

 

 

 

 

Romagna

Scorre fin sotto le mura di Cesena con i due figli di Ramberto Malatesta (Francesco e Niccolò) alla testa di 200 cavalli e di molti masnadieri. Si procura numerosi prigionieri e razzia una grande quantità di bestiame. Viene assalito all’ improvviso a Noce da Francesco  e Ludovico Ordelaffi. Messo in fuga, ripara a Savignano sul Rubicone dove muore lo stesso giorno per le ferite riportate. E’ sepolto con grandi onori a Rimini nella chiesa di San Cataldo. Per i suoi meriti il cardinale Albornoz ordina che al fratello Ricciardo sia pagato lo stipendio di un mese (160 fiorini). Sposa Azzolina di Zerra.

 CITAZIONI

“Valoroso capitano romagnolo.”

“Se sul versante toscano le fortune (della famiglia Guidi) erano in rapido e inarrestabile declino per la politica antifiorentina di Marcovaldo, in Romagna Carlo, Francesco, Ricciardo (fratelli di Marcovaldo Guidi) tentarono, pur fra molte difficoltà, di difendere e, se possibile, di aumentare le loro proprietà anche mediante una loro efficace e attenta amministrazione con la gestione congiunta dei feudi per evitare ulteriori e deleterie spartizioni dei beni.” GIANNELLI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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