CARLO CORSO

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1952

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

CARLO CORSO (Carlo dalla Rocca)

  • 1520 ca.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1509
Apr.VeneziaFrancia Impero400 fantiLombardiaAl campo di Pontevico. E’ inquadrato nella terza colonna comandata da Antonio Pio.
Giu.VenetoEntra in Belluno con Alessandro Greco alla testa di 65 cavalli e di 170 fanti, seguito immediatamente dal provveditore Paolo Contarini con 500 stradiotti.
Lug.VenetoE’ costretto ad abbandonare Belluno perché gli abitanti aprono le porte cittadine agli imperiali.
…………..VenetoAlla difesa di Treviso
…………..VenetoA Noale.
1510
Gen.Veneto

Ritorna a Belluno e pone i suoi alloggiamenti nei borghi cittadini: i suoi uomini si comportano in maniera tanto insolente da provocare quasi una rivolta cittadina.

Mag.Veneto e FriuliA Feltre ed a Cividale del Friuli. Si lamenta per il ritardo delle paghe.
Giu.150 fantiFriuli e Veneto

Esce da Cividale del Friuli a causa del ritardo delle paghe; si reca a Venezia per protestare. Gli è consegnato del denaro e con i suoi provvigionati raggiunge Treviso.

Lug.VeneziaFrancia Impero Ferrara200 fantiVeneto

E’ preposto alla difesa di Belluno con Francesco Sbrogliavacca: all’ avvicinarsi di un forte contingente imperiale, comandato da Andrea di Liechtenstein, preferisce ritirarsi e trasferirsi con i suoi uomini a Padova. Si imbarca ad Oriago e ritorna a Treviso (200 provvigionati) con Cipriano da Forlì e Gurlotto Tombesi.

Ott.330 fantiVeneto ed EmiliaSegue in Polesine il provveditore generale Paolo Capello. Entra in Stellata, abbandonata dagli estensi.
1511
Mag.154 fantiVeneto
Ago.203 fantiVeneto

Ritorna alla guardia di Treviso;  ha il mandato di difendere il tratto di mura dal bastione del Sile alla Porta di San Tommaso. La città è assediata dai francesi e dagli imperiali.

Ott.221 fanti

Dopo l’allontanamento degli avversari esce da Treviso con Renzo di Ceri per controllare i loro movimenti. Si muove con imprudenza ed è catturato dai francesi con otto/dieci uomini mentre sta tentando di difendere il podestà Andrea Donato.

Dic.Friuli

Liberato, appoggia in Friuli Renzo di Ceri contro gli imperiali. Assale San Martino di Crisa (San Martino) e rimane ferito in uno scontro con gli abitanti.

1512
Gen.Friuli
Feb.VenetoViene inviato a Montecchio maggiore da Giampaolo Baglioni.
Mar.207 fantiVeneto
Giu.205 fantiVeneto
Ago.GenovaFrancia300 fantiLiguria

Si trova a Genova ed assedia Capo di Faro. Catturato dai nemici nei pressi del monastero di San Benigno, è rilasciato dopo avere raggiunto un accordo con costoro che prevede l’introduzione a pagamento di vettovaglie nella fortezza. Scoperto dai genovesi, è rinchiuso nel Castelletto; è liberato in pochi giorni a seguito di colloqui segreti di Giano Fregoso, di cui è probabilmente parente, con gli stessi francesi.

1514
Gen.VeneziaSpagnaLiguria e Veneto

Si allontana da Genova e punta su Venezia con alcuni dei suoi uomini; la sua galea fa naufragio vicino a Chioggia ed i veneziani lo sovvenzionano con vestiti e denaro.

…………..LombardiaAlla difesa di Crema con Renzo di Ceri.
Ago.LombardiaSconfigge gli sforzeschi, alleati degli spagnoli, ad Ombriano.
1515
Lug.ChiesaFranciaEmiliaMilita agli ordini di Guido Rangoni.
Ott.Emilia

Si trova a Modena: quando una sua compagnia vuole lasciare la città per spostarsi a Mirandola, gli abitanti non la fanno uscire dalle porte fino al momento in cui i suoi uomini non abbiano pagato i debiti contratti con gli osti cittadini e con altri creditori. Contrasta le milizie di Gian Giacomo da Trivulzio.

Dic.VeneziaSpagna MilanoLombardiaViene segnalato al campo invernale di Gavardo.
1520Muore.

CITAZIONI

-“E’ valente homo e persona da non perder a sti tempi.” SANUDO

-Alla battaglia di Ombriano “E carlo corso ne l’armi pregiato/ fa veder quanto è in le battaglie destro,/ dando a nemici sopra di quel prato/ colpi che tutti vengon dal maestro./ Cridando marco marco il sir pregiato/ nel volto horrendo, riggido, & alpestro/ tal che sol ne la faccia horrida, e scura/ harebbe fatto a ciascadun paura.” DEGLI AGOSTINI

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