CANTUCCIO GABRIELLI

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CANTUCCIO GABRIELLI  (Cante Gabrielli) Di Gubbio. Guelfo. Signore di Gubbio, Pergola e Cantiano.

Padre di Giovanni e Filippo (di quest’ultimo potrebbe essere anche zio), suocero di Nolfo da Montefeltro.

1260 ca.- 1335

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

 

1288

 

 

 

 

 

 

 

Marche

 

Ricopre l’incarico di capitano del popolo a Rocca Contrada (Arcevia).

1290

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

E’ nominato podestà di Pistoia. Nel tentativo di mettere pace fra le fazioni si rivolge ai fiorentini che inviano due priori per comporre le controversie.

1297

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viene nominato podestà di Firenze: non ricopre l’ufficio.

1298

 

 

 

 

 

 

 

 

 

………………

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

E’ podestà di Siena per il primo semestre.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Ricopre l’incarico di podestà a Firenze per il secondo semestre. Gli succederà nel primo semestre 1299 il trevigiano Monfiorito di Coderta.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

E’ scelto con il Coderta tra i mediatori che devono dirimere le vertenze tra Bologna ed Azzo d’Este. A Firenze procede ad un uso partigiano della sua autorità  ricorrendo alla tortura nei confronti degli accusati. Ai primi del mese condanna a morte Neri Diodati per l’omicidio di un cugino a scopo di rapina (in realtà per motivi politici in quanto il Diodati appartiene alla  fazione dei Cerchi). Tre anni dopo (settembre 1301) costui, riuscito a fuggire, sarà riabilitato da Dante Alighieri che riuscirà a fargli ottenere un’amnistia.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Al termine del suo mandato il Gabrielli prende parte con il suo successore, Monfiorito di Coderta, alla cerimonia che sancisce la pace  tra bolognesi ed Azzo d’Este.

1299

 

 

 

 

 

 

 

Marche

 

Podestà di Fossombrone. Convoca i rappresentanti della città e quelli di Cagli per risolvere alcune questioni riguardanti i confini dei due comuni.

1300

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

Chiesa

 

Gubbio

 

 

 

Umbria e Lazio

 

A fine mese Gubbio cade in potere dei ghibellini toscani e marchigiani guidati da Uguccione della Faggiuola. Si reca a Roma alla ricerca di soccorsi presso il cardinale legato Napoleone Orsini.

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Umbria

 

Fa affluire in Gubbio, per la festa di San Giovanni, gruppi di falsi pellegrini che fanno insorgere la città ed aprono le porte alle truppe guelfe. Ne sono scacciati Federico da Montefeltro, il conte di Ghiaggiolo Uberto Malatesta ed il della Faggiuola. Diviene di fatto signore di Gubbio. I ghibellini locali sono sottoposti a vessazioni ed a esecuzioni sommarie.

1301

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

A Siena. Ha l’incarico dal papa Bonifacio VIII di fare da paciere in Toscana fra i guelfi bianchi, al potere in Firenze, e quelli neri.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Entra in Firenze con Maghinardo da Susinana, un romagnolo ghibellino pronto a passare da una causa all’altra,  al seguito di Carlo di Valois. Con l’ottenimento da parte di quest’ultimo dei poteri assoluti per concludere la pace tra le due fazioni, viene nominato podestà della città. Reggerà l’ufficio fino al termine del giugno 1302. Sempre nel mese Corso Donati, capo del partito dei guelfi neri, entra a sua volta nella città attraverso le porte custodite dalle milizie francesi. Per sei giorni i neri scatenano una serie di violenze inaudite; sono annullate le condanne pendenti su di essi e si predispongono a  perseguitare dal punto di vista giudiziario i guelfi cosiddetti bianchi.

1302

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Il Gabrielli inizia, dopo istruttorie quasi sempre basate sulla voce pubblica, una sistematica repressione degli elementi ostili alle ambizioni del pontefice. Emana dure sentenze di condanna ai danni di dodici ex-priori di Firenze, tra i quali Dante Alighieri, con l’accusa di concussione e di baratteria: queste sono registrate nel Libro del Chiodo del comune. Con una prima sentenza il poeta, in quel momento membro di un’ambasceria a Roma, viene condannato ad una multa di 8000 lire da versare al comune entro tre giorni, al divieto di partecipare al governo cittadino ed all’esilio per due anni dalla Toscana.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Condanna in contumacia al rogo dieci ex-priori. Anche Dante Alighieri rientra tra i proscritti per non avere ottemperato a quanto ordinato in precedenza. A tutti sono distrutte le case e confiscati i beni. Il Gabrielli proscrive da Firenze  sia i guelfi bianchi che i ghibellini.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Commina la pena di morte ai guelfi bianchi Baschiera dei Tosinghi, Baldinuccio Adimari e Naldo Gherardini, accusati di avere cospirato ai danni di Carlo di Valois. Emana centosettanta condanne a morte, tra le quali molte al rogo; il successore, il podestà, Gherardo Gambara (giugno), ne emanerà oltre il doppio (trecentottanta). Solo una piccola parte delle condanne sarà peraltro eseguita a causa della  preventiva fuga degli inquisiti.

Mag. giu.

 

Firenze

 

Pistoia

 

 

 

Toscana

 

Assedia Pistoia. A metà giugno accorre in Valdarno dove i fiorentini occupano il castello di Piantravigne.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Umbria

 

Deve rientrare in Umbria per contrastarvi i suoi oppositori.

1304  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

 

Firenze

 

Arezzo

 

 

 

Toscana

 

Respinge facilmente da Firenze Baschiera della Tosa, che ha ritenuto di precedere nell’ingresso in  città le milizie ghibelline e quelle dei guelfi bianchi di Federico da  Montefeltro e di Tolosato degli Uberti. Tra gli attaccanti molti sono gli uccisi; i prigionieri sono impiccati nella piazza di San Gallo.

1305

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Marche

 

Podestà e capitano del popolo ad Arcevia.

1306

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Marche

 

Podestà a Cagli. Con il nipote Filippo nomina un sindaco e procuratore al fine di rappresentare Cagli al parlamento di Montolmo (Corridonia).

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Umbria

 

Riceve a Gubbio la nomina a podestà di Arcevia, di cui è anche capitano.

Lug.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Succede al fratello Bino nella podesteria di Firenze. Ricopre l’incarico per il secondo semestre.

Sett.

 

 

 

 

 

 

 

Marche

 

Il rettore della Marca Gerardo de Tassis gli annulla la podesteria ed il capitanato di Arcevia, in quanto reo di ribellione nei confronti dello stato della Chiesa: si è infatti rifiutato di restituire ai pontifici Fossombrone e Cagli occupate con il fratello Bino.

1307

 

 

 

 

 

 

 

Umbria

 

Figura a Gubbio come estensore di un secondo elenco di ghibellini proscritti (il primo è del 1300). Si qualifica come “ difensore del comune e del popolo”.

1311

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

E’ podestà a Lucca.

1312

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viene censurato per non avere ottemperato del tutto ai voleri del pontefice: è assolto dal rettore della Marca Raimondo di Attone.

1314

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Marche

 

Con il fratello Bino ed il nipote Filippo nomina un procuratore per trattare con il comune di Arcevia le vertenze sorte per i salari loro dovuti.

………………

 

 

 

 

 

 

 

Umbria

 

Podestà di Orvieto.

1315

 

 

 

 

 

 

 

Umbria

 

A Gubbio. Con Pietro della Branca redige un terzo elenco di ghibellini per i quali è prevista la proscrizione.

1318

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

Chiesa

 

Urbino

 

 

 

Marche

 

Podestà di Cagli. Viene espulso dalla città da Federico da  Montefeltro.

1319

 

Perugia

 

Assisi

 

Capitano di guerra

 

Umbria

 

1320

 

 

 

 

 

 

 

Umbria

 

E’ inviato contro Assisi; giunge al ponte del Chiagio e si colloca all’assedio di Isola Romanesca (Bastia Umbria). Costruito un battifolle, vi prepone alla guardia Francesco da Città da Castello con 250 fanti;  inizia a depredare il territorio circostante. Si impossessa dei borghi di Bastia Umbra; è sostituito nel comando da Poncello Orsini che, ai primi di novembre, ottiene la resa della località.

1321

 

 

 

 

 

 

 

 

 

……………..

 

Perugia

 

Viterbo

 

 

 

 

 

……………..

 

Chiesa

 

Ghibellini

 

 

 

Marche

 

Occupa Jesi.

 

Estate

 

Perugia

 

Assisi

 

Capitano di guerra

 

Umbria

 

Inizia delle vane trattative di pace con gli abitanti di Assisi. Si scontra con i ghibellini di Spoleto;  conquista il castello di Torranca. Assisi si arrende;  ad agosto il Gabrielli detta miti condizioni di pace agli abitanti.

1322

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. feb.

 

 

 

 

 

Capitano di guerra

 

Umbria

 

Viene riconfermato dai perugini nel suo incarico di capitano di guerra per sei mesi. Ha il comando di tutte le truppe guelfe di Perugia, di Gubbio, di Orvieto e di Spoleto. Si ferma nel forte di Colderba e vi colloca alla sua guardia 400 fuoriusciti di Assisi. Sconfitti i ghibellini, assedia Assisi ed ottiene per 500 fiorini da Pietruccio di Ventura una torre vicina alle mura.

Mar.

 

 

 

 

 

 

 

Umbria

 

Con la mediazione del signore di Foligno Ugolino Trinci ottiene a patti Assisi: l’atto di resa è firmato nella chiesa di San Francesco. I perugini, tuttavia, non rispettano i capitolati, mettono a sacco la città e ne uccidono più di cento abitanti. Sono pure abbattute le mura e vengono trasportate a Perugia le porte cittadine.

Apr.

 

Chiesa

 

Urbino

 

 

 

Marche

 

Lotta contro i ghibellini nelle Marche. Sconfigge Federico da Montefeltro, entra in Urbino sollevatasi ai suoi signori. Nelle sue mani cadono il figlio di Federico, Guido, ed un Malatesta: il secondo fugge ed il primo, su ordine del papa, è consegnato al rettore della Marca Amelio di Lautrec.

1323

 

Perugia

 

Assisi

 

 

 

Umbria

 

Riprende il conflitto con Assisi. Hanno nuovamente inizio le operazioni di assedio ai danni della città.

1325

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.

 

Gubbio

 

C.di Castello

 

Capitano g.le

 

 

 

1329

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Podestà di Siena per il primo semestre.

1330

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.

 

Firenze

 

Lucca

 

Capitano g.le

 

Toscana

 

Più per partigianeria che per effettive doti militari viene nominato capitano generale dei fiorentini contro il signore di Lucca Gherardino Spinola al posto di Alamanno degli Obizzi.

1331

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana e Umbria

 

Al campo vuole fare impiccare un uomo d’arme borgognone per avere commesso un reato: 600 cavalli borgognoni si sollevano, liberano l’uomo d’arme, saccheggiano il suo padiglione e danno alle fiamme l’accampamento. Il Gabrielli è salvato nella circostanza dall’intervento dei mercenari tedeschi che lo aiutano a nascondersi. Sostituito nel suo incarico da Beltramone del Balzo, rientra a Gubbio.

………….. Toscana Podestà a Pistoia.
1334

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Umbria

 

E’ podestà di Orvieto.

 

1335

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Muore a Gubbio, forse per veleno propinatogli dai ghibellini locali. Le scarse notizie sugli avvenimenti legati alla sua scomparsa hanno dato luogo a varie ipotesi, tra cui quella fantasiosa di una vendetta postuma di Dante Alighieri che lo avrebbe fatto assassinare con la complicità della famiglia ghibellina di Bosone Raffaelli. Un’altra teoria, parimenti fantasiosa, vuole Cantuccio Gabrielli ritirato alla vita religiosa nel vicino monastero di Fonte Avellana per espiare con la preghiera la sua vita contrassegnata sì da fedeltà allo stato della Chiesa, ma anche da tanti delitti e parzialità. Secondo alcuni dantisti, tra cui Francesco Torraca, Cantuccio Gabrielli è rappresentato nella Divina Commedia come il diavolo Rubicante che il poeta stesso incontra nelle bolge dei barattieri. “A Messer Cante Gabrielli da Gubbio, podestà di Firenze nel 1301” è dedicato da Giosué Carducci un sonetto beffardo scritto nel 1874 ed incluso nella raccolta “Giambi ed Epodi”.

 CITAZIONI

“Il quale fu molto valente e cavalleresco segnore e ben avventurato.” Pa. PIERI

“Ardito e valoroso, ma severo e minaccevole; fu molto guelfo, perché inimico dei Raffaeli, e sì nella patria che altrove perseguitò i ghibellini or con le armi or coi processi.” TROYA

“Hominem, ut civilium rerum callidum, ita belli artium, et militaribus ingeniis tractandis rudem, quique, ut eventus docuit, pessimo publico a legibus ad arma transierit.” BEVERINI

“Fer nuovo capitan, se chiaro veggio,/ Un Cantuccio d’Agobbio, onde sospiro/ Che se ‘l primo fe mal, questi fo peggio/ Sostituto in incarico da Beltramone del Balzo/…. si tornò a Gobbio:/ Beato a lui, che si trovò riscosso./ Ma e ‘ n’andò con vergogna, e con brobbio,/ Che per guidar tanta gente a sue coste,/ E ‘non valea un mazzo di marrobbio.” PUCCI

“(E’ scelto dai fiorentini come capitano generale) uno scudiere non uso di guerra a guidare tanti gentili uomini e cavalier e baroni” VILLANI

Fonte immagine: wikipedia

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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