CAMILLO DA MARTINENGO

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CAMILLO DA MARTINENGO  (Il Contino) Di Brescia. Del ramo di Barco. Conte. Ghibellino. Fratello di Bartolomeo da Villachiara.

1492 – 1524 (aprile)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……… Venezia  

 

 

 

 

 

Milita agli ordini di Bartolomeo d’Alviano di cui sposerà la nipote Amante.

1512  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene fatto prigioniero dai francesi durante il sacco di Brescia: trovato innocente, è liberato grazie all’intervento personale di Gastone di Foix che lo reintegra nei beni confiscatigli.

Ago. Venezia Francia  

 

Lombardia

Al campo di San Zeno Naviglio.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Catturato nuovamente dai francesi, è costretto a riscattarsi mediante il pagamento di una forte taglia. Ritorna a Brescia.

1513  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ segnalato a Bergamo ed a Cologna Veneta.

1514  

 

 

 

 

 

 

 

Ott. Venezia Spagna Impero  

 

Veneto

Viene trattenuto prigioniero a Verona dagli spagnoli al posto del fratello Bartolomeo che, contro i patti, ha raggiunto Crema per coadiuvare Renzo di Ceri. Liberato, ritorna al servizio dei veneziani;  affianca l’Alviano alla conquista di Rovigo.

1515  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Grazie all’appoggio dell’ Alviano gli è infine concessa una condotta: gli sono consegnati 1000 ducati con i quali raccoglie uomini d’arme e cavalli leggeri nel bresciano e nel cremasco  che hanno militato agli ordini del  Ceri. Partecipa alla battaglia di Melegnano.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Prende parte all’assedio di Brescia.

Nov.  

 

 

 

50 cavalli leggeri Veneto

Viene sconfitto a Valeggio  sul Mincio dagli imperiali: nello scontro si distingue per il suo valore. Il Consiglio dei Savi, su pressione del maresciallo di Francia Gian Giacomo da Trivulzio decide di concedergli una condotta di 50 cavalli leggeri.

Dic.  

 

 

 

50 lance Lombardia

Negli alloggiamenti invernali di Desenzano del Garda.

1516  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’segnalato ad Ostiglia.

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Con Malatesta Baglioni, Mariano da Lecce e Baldassarre Signorelli prepara un’imboscata al ponte di Bagnolo Mella con i cavalli leggeri e venti lance; si imbatte in molti fanti spagnoli e tedeschi di che stanno uscendo per una sortita da Brescia:  è catturato con tutti i suoi uomini. Condotto a Brescia è subito liberato.

Apr.  

 

 

 

50 lance Lombardia

Alla difesa di Crema. Si muove verso Lodi con Malatesta Baglioni per controllare i movimenti degli avversari: venti lance si scontrano con 200 fanti tedeschi che sono sconfitti con la perdita di 100 uomini fra morti e feriti. Si congiunge ancora con il Baglioni, Giampaolo da Sant’Angelo, Mariano da Lecce e Baldassarre Signorelli;  sorprende a Monticelli Brusati 200 fanti, che sono tutti uccisi tranne tre, lasciati vivi solo per avere informazioni sui movimenti degli avversari. E’ inviato dal provveditore Giovanni Vitturi verso Melzo e Lodi per tagliare le linee di rifornimento agli imperiali.

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Giunge al campo di Spirano con Teodoro da Trivulzio ed il Connestabile di Borbone.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

In visita a Venezia con dieci famigli; nel periodo la sua rendita annua ammonta a 5000 ducati.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Prende parte all’assedio di Verona. Si trova ad Albaredo d’Adige con il provveditore generale Giovanni Paolo Gradenigo, Giampaolo Manfrone ed Antonio da Martinengo (100 lance e 500 fanti) allorché arrivano in soccorso della città notevoli rinforzi inviati dall’imperatore Massimiliano d’Austria.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

Lascia Albaredo d’Adige con Malatesta Baglioni e Giovanni Paolo Gradenigo;  si ritira a Caldiero.

1517  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Veneto

La sua compagnia di 50 lance sverna nel padovano.

Mar.  

 

 

 

 

 

Veneto

Il suo operato è elogiato dal provveditore generale Andrea Gritti. A Venezia è presente ai festeggiamenti organizzati dalla Serenissima in onore di Teodoro da Trivulzio; il Consiglio dei Savi conferma al Martinengo la precedente condotta.

Giu.  

 

 

 

 

 

 

 

Il costo complessivo della sua compagnia è valutato nell’anno in 4000 ducati.

1518  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Con alcuni armati rapisce a Brescia Luisa Caprioli, figlia di Giulio Averoldi, e la fa condurre in un monastero per darla in moglie ad un fratello. Del caso ne viene investito il Consiglio dei Dieci. E’ presa a maggio, in gran segreto, la decisione di imprigionarlo: convocato a Venezia, è arrestato con Gabriele da Martinengo, Gaspare da Martinengo ed un suo caposquadra in una sala del Collegio dei Pregadi.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto ed Emilia

Viene privato della condotta ed è bandito per cinque anni da Verona e dal suo territorio: in caso di non rispetto del divieto è previsto il carcere per due anni nella cosiddetta prigione forte a Venezia. Il Martinengo ripara a Ferrara.

Sett.  

 

 

 

 

 

 

 

Si presenta a Venezia a chiedere la grazia per suo conto, il congiunto Battista da Martinengo: il Consiglio dei Savi non prende alcuna decisione.

1519  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

 

 

Si interpone a suo favore anche il governatore generale della Serenissima Teodoro da Trivulzio.

Mag. dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Rientra nel bresciano con le sue lance; a Venezia vi sono aspri dissensi nel Consiglio dei Dieci sul tema se sia conveniente o meno la riduzione della sua condotta. Il Collegio si esprime per la sua assoluzione. A dicembre gli Averoldi ritirano le loro denunce ed i  Dieci decidono di assolverlo: Camillo da Martinengo si presenta in collegio con Gabriele da Martinengo.

1520  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

 

 

Ha ai suoi ordini 208 cavalli.

1521  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Venezia Impero  

 

Lombardia

Informa il Consiglio dei Dieci di una congiura antifrancese organizzata a Milano dai partigiani degli Sforza (Girolamo Morone e Giovanni Antonio Bergamino che milita con Teodoro da Trivulzio). Invia a Venezia per i dettagli Bernardino da Lodi; da parte sua veglia sui confini del bresciano.

Ago.  

 

 

 

45 lance Lombardia

Ad Asola. Il capitano di Bergamo Paolo Nani gli raccomanda di non prendere alcuna iniziativa e di unirsi con i francesi nel caso che essi attraversino il Po.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Al campo di Fontanelle con 50 lance.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Sbriga alcune sue faccende personali a Brescia; è inviato da Andrea Gritti a Pontoglio ed a Palazzolo sull’Oglio con 150 cavalli leggeri e 500 fanti per esaminare la possibilità di fare defezionare dal campo pontificio in quello veneziano un certo numero di fanti svizzeri. Si congiunge con Giorgio Busicchio e ritorna al campo di Pontevico.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Segue Teodoro da Trivulzio alla guardia di Milano; gli imperiali infrangono le difese; fugge  a Lecco con Pompeo Castiglione: molti uomini d’arme della sua compagnia vengono svaligiati dagli avversari.

1522  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Piemonte

E’ ferito alla guancia da un colpo di archibugio mentre prende parte alla conquista di Novara.

Lug.  

 

 

 

 

 

 

 

Al termine del conflitto ha sempre ai suoi ordini 50 uomini d’arme.

1523  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Sospettato di volere passare agli stipendi degli imperiali è imprigionato su mandato del Consiglio dei Dieci;  è condotto da Brescia a Venezia dal podestà Antonio Sanudo e dal capitano della città Lorenzo Bragadin. Viene rinchiuso nel carcere delle Torricelle.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto e Lombardia

Ancora in carcere ad agosto, si presenta a novembre in Collegio; è assolto da ogni colpa, gli sono restituite le fideiussioni da lui date per 15000 ducati a garanzia della sua permanenza nei territori della Serenissima.  Gli viene nuovamente concessa  la condotta  per combattere i francesi. Ritorna a Brescia.

1524  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Venezia Francia  

 

Lombardia

Accompagna da Treviglio a Milano Francesco Maria della Rovere che si deve incontrare in tale città per un consiglio di guerra con il viceré di Napoli Carlo di Lannoy, alleato ai veneziani. E’ inviato alla difesa di Cremona con Alessandro Donato.

Feb.  

 

 

 

60 lance Lombardia

Attraversa l’Adda con il della Rovere;  assieme con Giulio Manfrone raggiunge il campo di Binasco per unirsi con gli imperiali alla testa di 350 uomini d’arme. Si sposta al campo di Lacchiarella con la sua compagnia.

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Prende parte alla conquista di Garlasco. Nell’occasione ha l’incarico dal della Rovere di allestire una batteria.

Apr.  

 

 

 

 

 

Piemonte

Si ammala gravemente a Casalino. Viene condotto prima a Pavia e poi a Vercelli: muore a fine mese a Casale Monferrato. Sposa Amante d’Alviano, nipote di Bartolomeo.

 CITAZIONI

“Era homo de gran core et fedele.” SANUDO

“Portando forza alla guerra di maravigliosa virtù in eseguire ogni impresa, percio ch’era pronto di mano e coraggioso, sarebbe riuscito nobilissimo Capitano, se importuna morte non lo havesse tolto dal mondo.” SANSOVINO

“..ch’ogni thesoro/ val ne le guerre armato su l’arcion.” Alla battaglia di Melegnano “L’ardito, franco, e bon messer contino/ con la spada a due mane fa meraviglia,/ e se fa dar a tutti ampio camino/ guidando il suo destrier sciolta briglia.” DEGLI AGOSTINI

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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