CAGNINO GONZAGA

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Gianfrancesco

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

CAGNINO GONZAGA  (Gianfrancesco Gonzaga) Di Gazzuolo. Signore di Bozzolo e Gazzuolo.

Figlio di Ludovico Gonzaga da Bozzolo, fratello di Luigi Rodomonte Gonzaga, nipote di Federico Gonzaga da Bozzolo. Genero di Cristoforo Pallavicini.

1502 ca. + 1539 (ottobre)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
………E’ chiamato Cagnino dal padre perché, da bambino, si rivela piccolo di statura e vivace come un cucciolo. E’ avviato con il fratello Luigi Rodomonte alla carriera militare.
1510

Gen.ImperoVeneziaVenetoE’ sconfitto a Villanova da fra Leonardo Prato.
1518

Gen.Francia

Nel quadro degli accordi relativi all’acquisto di Casalmaggiore da parte del padre, viene inviato in Francia alla corte del re Francesco I.

1521FranciaImperoEmiliaCoadiuva lo zio Federico Gonzaga da Bozzolo alla difesa di Parma.
1522

Apr.SforzaFranciaAl servizio del duca di Bari Francesco Sforza.
1524
Mag.FranciaImperoVenetoSi reca a Venezia. Nella città è alloggiato in Cà Gisi a San Felice.
1525

Gen.Lombardia

Si trova con Pirro Gonzaga da Bozzolo alla difesa di Sant’ Angelo Lodigiano alla testa di 200 cavalli leggeri e di 800 fanti. E’ assalito dal marchese di Pescara Ferdinando d’Avalos, che conduce 2000 uomini tra fanti spagnoli e lanzichenecchi. Costretto alla resa a discrezione in poche ore, è condotto a Lodi.

Feb.Lombardia

E’ liberato sulla fede;  viene consegnato a Luigi Gonzaga, che milita nel campo veneziano. Partecipa alla battaglia di Pavia ed è di nuovo fatto prigioniero.

1527
Giu.FirenzeImperoGli è concessa una provvigione mensile di 100 fiorini.
Lug.25 cavalli leggeriPiemonte

Si trova ad Alessandria con il Saint-Pol.

Dic.

Il papa Clemente VII fa pressione sul re di Francia Francesco I affinché gli sia  riconosciuta la pensione goduta dallo zio Federico.

1528

Nov.Lombardia

Ottiene Bozzolo dal padre. Risiede in tale cittadina con la moglie Luisa Pallavicini, figlia del marchese di Busseto Cristoforo. La donna gli porta in dote vasti possedimenti nel parmense. Da tale anno fino al 1536 (con brevi intervalli) non accetta la perdita delle pertinenze di Commessaggio, concesse allo zio Pirro Gonzaga da Bozzolo e di quelle di San Martino dell’Argine a seguito della morte dell’altro zio Federico.

1529

Gen.FranciaImperoPiemonte e Lazio

Ad Alessandria. Ha l’incarico dal Saint-Pol di ostacolare sul Po l’avanzata di 2000 fanti spagnoli provenienti da Genova. E’ convocato a Roma, perché sospettato di volere consegnare agli imperiali Borgo San Donnino (Fidenza) e Monticelli appartenenti allo stato della Chiesa. Lascia una buona guardia nei due centri agli ordini di Fabrizio da Prato.

Nov.Emilia

A Bologna, all’ingresso nella città di Carlo V: consegna all’ imperatore una petizione a favore del matrimonio del fratello Luigi Rodomonte con Isabella Colonna.

1531

Ott.Lombardia

Si reca a Gropello Cairoli con Roberto da San Severino per una visita di cortesia al marchese di Mantova Federico Gonzaga diretto nel Monferrato.

Nov.Lombardia

Rifiuta di alloggiare nei propri possedimenti 200 uomini d’arme imperiali del marchese di Vasto Alfonso d’Avalos.

1532

Gen. feb.Lazio

A Roma, ospite del cardinale Ippolito dei Medici. A febbraio è segnalato con la moglie a Roma nel Palazzo Salviati ospite di Elena Salviati, nipote del papa Leone X. Con l’occasione Interviene nella vicenda del matrimonio tra il fratello Luigi Rodomonte ed Isabella Colonna. La sua testimonianza è relativa all’avvenuta consumazione delle nozze: il tutto allo scopo di ottenerne l’autorizzazione papale e di vanificare, nel contempo, le pretese di Ferrante Gonzaga.

1535

Nov.FranciaImperoEmilia

Alla morte del duca di Milano Francesco Sforza ha l’incarico dal re di Francia di radunare truppe a Mirandola con Claudio Rangoni.

1536

Gen.Emilia

Staziona a Mirandola;  ha il compito con Claudio Rangoni di impadronirsi di Cremona con un colpo di mano. In questo periodo viene diseredato dal padre Ludovico filoimperiale.

Apr.Emilia

Raduna nel piacentino  fanti e  cavalli leggeri con Galeotto della Mirandola, Guido Rangoni, Cesare Fregoso e Bernabò Visconti.

Lug. ago.Emilia Piemonte Liguria

Raccoglie 2000 fanti e li conduce a Mirandola dove sono concentrati per conto dei francesi  600 cavalli e 10000 fanti. Si mantiene sulla riva destra del Po, si accampa tra Parma e Reggio Emilia, giunge a Castelguelfo  nelle vicinanze di Piacenza. Attraversa il Trebbia e si accosta a Tortona. In difficoltà per la mancanza d’acqua e con gli avversari che bloccano la strada su Torino, si getta su Serravalle Scrivia;  minaccia Genova. L’assalto alla città viene respinto con gravi perdite nelle sue file.

Ott.Piemonte

Punta con Guido Rangoni alla volta di Carignano. Riceve alcuni pezzi di artiglieria dall’ Annebault; alla loro vista i difensori, non appena i suoi uomini si mettono in postazione, si arrendono nelle mani del suo luogotenente. Il Gonzaga prende possesso del castello con le sue lance spezzate;  senza consultarsi con alcuno permette al capitano avversario ed al suo alfiere di uscire da Carignano a cavallo, seguiti a piedi dagli altri soldati. Nel contempo, il luogotenente del Gonzaga si impossessa delle cavalcature che vi sono trovate;  il castello viene messo a sacco. Tutto ciò provoca le ire di Guido Rangoni. Di seguito Torino viene liberata dall’assedio;  gli imperiali sono costretti a ritirarsi in Asti.

1537

………..Piemonte

In lite con il Rangoni per il possesso di alcuni feudi nel parmense viene perseguitato da quest’ultimo e dal cognato del Rangoni Cesare Fregoso: il re Francesco I è costretto ad inviare il Langey per conoscere i fatti e cercare di mettere d’accordo i contendenti. Sono licenziati una parte dei fanti del Gonzaga.

Mag. giu.Piemonte

Per vendicarsi il Gonzaga divulga alcune lettere di Pietro Aretino che mettono alla berlina il Fregoso. E’ sfidato a duello dal Fregoso che lo ritiene il  vero autore dei libelli. Vi è una nuova inchiesta al termine della quale ottiene il permesso dal re di Francia di potere ritornare nei suoi possedimenti per motivi di salute.

1539

Ott.

Muore per malattia a Bozzolo ai primi del mese. L’anno successivo la vedova si risposerà con il nipote del papa Paolo III Sforza Sforza di Santa Fiora. Ritratto da Tiziano in un dipinto conservato al Museum of Fine Arts di Boston.

 CITAZIONI
-“Degno capitano.” ALBERTI

-“Omnium hominum sui temporis vel clarissimorum pictorum judicio dormosississimo.” Dai commentari del cardinale Scipione Gonzaga, riportato dall’AFFO’

-“Cagnin, Cagnino, rissonava il Cielo/ L’aria, la terra, et ogni occulto loco/ Quivi parea di Marte ardito il talo.” ALBICANTE

Fonte immagine: wikipedia

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