CAGNINO GONZAGA

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Condottieri di ventura

0782      CAGNINO GONZAGA  (Gianfrancesco Gonzaga) Signore di Bozzolo e Gazzuolo. Figlio di Ludovico da Bozzolo, fratello di Luigi Rodomonte, nipote di Federico da Bozzolo. Genero di Cristoforo Pallavicini.

+ 1539

 

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

 

……. E’ chiamato Cagnino dal padre perché, da bambino, si rivela piccolo di statura e vivace come un cucciolo. E’ avviato con il fratello Luigi Rodomonte alla carriera militare.
1510

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.

 

Impero

 

Venezia

 

 

 

Veneto

 

E’ vinto a Villanova da fra Leonardo Prato.

1518

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Francia

 

Viene inviato in Francia dal padre Ludovico Gonzaga da Bozzolo.

1521

 

Francia

 

Impero

 

 

 

Emilia

 

Coadiuva lo zio Federico Gonzaga da Bozzolo alla difesa di Parma.

1522

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Apr.

 

Sforza

 

Francia

 

 

 

 

 

Al servizio del duca di Bari Francesco Sforza.

1524

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Mag.

 

Francia

 

Impero

 

 

 

Veneto

 

Si reca a Venezia; nella città è alloggiato in Cà Gisi a San Felice.

1525

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si trova con Pirro Gonzaga da Bozzolo alla difesa di Sant’ Angelo Lodigiano alla testa di 200 cavalli leggeri e di 800 fanti. E’ assalito dal marchese di Pescara Ferdinando d’Avalos, che conduce 2000 uomini tra fanti spagnoli e lanzichenecchi. Costretto alla resa a discrezione in poche ore, è condotto a Lodi.

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

E’ liberato sulla fede;  viene consegnato a Luigi Gonzaga, che milita nel campo veneziano. Partecipa alla battaglia di Pavia ed è di nuovo fatto prigioniero.

1527

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Giu.

 

Firenze

 

Impero

 

 

 

 

 

Gli è concessa una provvigione mensile di 100 fiorini.

Lug.

 

 

 

 

 

25 cavalli leggeri

 

Piemonte

 

Si trova ad Alessandria con il Saint-Pol.

Dic.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il papa Clemente VII fa pressione sul re di Francia Francesco I affinché gli sia  riconosciuta la pensione goduta dallo zio Federico.

1528

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Ottiene Bozzolo dal padre. Risiede in tale cittadina con la moglie Luigia Pallavicini, figlia del marchese di Busseto Cristoforo. La donna gli ha portato in dote vasti possedimenti nel parmense.

1529

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.

 

Francia

 

Impero

 

 

 

Piemonte e Lazio

 

Ad Alessandria. Ha l’incarico dal Saint-Pol di ostacolare sul Po l’avanzata di 2000 fanti spagnoli provenienti da Genova. E’ convocato a Roma, perché sospettato di volere consegnare agli imperiali Borgo San Donnino (Fidenza) e Monticelli appartenenti allo stato della Chiesa. Lascia una buona guardia nei due centri agli ordini di Fabrizio da Prato.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

A Bologna, all’ingresso nella città di Carlo V: consegna all’ imperatore una petizione a favore del matrimonio del fratello Luigi Rodomonte con Isabella Colonna.

1531

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Si reca a Gropello Cairoli con Roberto da San Severino per una visita di cortesia al marchese di Mantova Federico Gonzaga diretto nel Monferrato.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Rifiuta di alloggiare nei propri possedimenti 200 uomini d’arme imperiali del marchese di Vasto Alfonso d’Avalos.

1532

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Lazio

 

A Roma, ospite del cardinale Ippolito dei Medici.

1535

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Nov.

 

Francia

 

Impero

 

 

 

Emilia

 

Alla morte del duca di Milano Francesco Sforza ha l’incarico dal re di Francia di radunare truppe a Mirandola con Claudio Rangoni.

1536

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Staziona a Mirandola;  ha il compito con Claudio Rangoni di impadronirsi di Cremona con un colpo di mano. In questo periodo viene diseredato dal padre Ludovico filoimperiale.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Raduna nel piacentino  fanti e  cavalli leggeri con Galeotto della Mirandola, Guido Rangoni, Cesare Fregoso e Bernabò Visconti.

Lug. ago.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia Piemonte Liguria

 

Raccoglie 2000 fanti e li conduce a Mirandola dove sono concentrati per conto dei francesi  600 cavalli e 10000 fanti. Si mantiene sulla riva destra del Po, si accampa tra Parma e Reggio Emilia, giunge a Castelguelfo  nelle vicinanze di Piacenza. Attraversa il Trebbia e si accosta a Tortona. In difficoltà per la mancanza d’acqua e con gli avversari che bloccano la strada su Torino, si getta su Serravalle Scrivia;  minaccia Genova. L’assalto alla città viene respinto con gravi perdite nelle sue file.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Piemonte

 

Punta con Guido Rangoni alla volta di Carignano. Riceve alcuni pezzi di artiglieria dall’ Annebault; alla loro vista i difensori, non appena i suoi uomini si mettono in postazione, si arrendono nelle mani del suo luogotenente. Il Gonzaga prende possesso del castello con le sue lance spezzate;  senza consultarsi con alcuno permette al capitano avversario ed al suo alfiere di uscire da Carignano a cavallo, seguiti a piedi dagli altri soldati. Nel contempo, il luogotenente del Gonzaga si impossessa delle cavalcature che vi sono trovate;  il castello viene messo a sacco. Tutto ciò provoca le ire di Guido Rangoni. Di seguito Torino viene liberata dall’assedio;  gli imperiali sono costretti a ritirarsi in Asti.

1537

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
………..

 

 

 

 

 

 

 

Piemonte

 

In lite con il Rangoni per il possesso di alcuni feudi nel parmense viene perseguitato da quest’ultimo e dal cognato del Rangoni Cesare Fregoso: il re Francesco I è costretto ad inviare il Langey per conoscere i fatti e cercare di mettere d’accordo i contendenti. Sono licenziati una parte dei fanti del Gonzaga.

Mag. giu.

 

 

 

 

 

 

 

Piemonte

 

Per vendicarsi il Gonzaga divulga alcune lettere di Pietro Aretino che mettono alla berlina il Fregoso. E’ sfidato a duello dal Fregoso che lo ritiene il  vero autore dei libelli. Vi è una nuova inchiesta al termine della quale ottiene il permesso dal re di Francia di potere ritornare nei suoi possedimenti per motivi di salute.

1539

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Muore.

 CITAZIONI
“Degno capitano.” ALBERTI

“Omnium hominum sui temporis vel clarissimorum pictorum judicio dormosississimo.” Dai commentari del cardinale Scipione Gonzaga, riportato dall’AFFO’

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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