BRUNORO DA PORTO

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1770

Last Updated on 2024/01/19

Condottieri di ventura

1540      BRUNORO DA PORTO  Di Vicenza. Conte. Genero di Giampaolo Manfrone, cognato di Giulio Manfrone.

  • 1565 ca.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1524
Mar.VeneziaFranciaLombardiaPrende parte all’espugnazione di Garlasco.
1527
……..VeneziaImperoLombardiaCombatte agli ordini di Giampaolo Manfrone.
Mag.30 lanceToscanaOpera in Toscana al fianco del provveditore generale Alvise Pisani.
Ott.LombardiaSi segnala alla conquista di Pavia.
Dic.

Con la morte di Giampaolo Manfrone viene concessa a lui ed a Pier Paolo Manfrone una condotta di 50 uomini d’arme; a Brunoro da Porto è dato anche il comando di 50 cavalli leggeri.

1528
Mar.LombardiaAl campo di Cassano d’Adda.
Apr.50 cavalli leggeriLombardiaAlla difesa di Pavia.
Mag.Lombardia

Pavia è conquistata da Ludovico Barbiano da Belgioioso; ferito tre volte, è catturato dagli avversari.  Gli viene imposta una taglia. I veneziani sottopongono il suo operato, come quello degli altri capitani preposti alla guardia della città, ad un  accertamento da parte del provveditore generale Tommaso Moro. E’ rilasciato dagli imperiali e viene prosciolto da ogni accusa dai veneziani.

Ott.VenetoIl Consiglio dei Savi gli dà il permesso di ricostituire la propria compagnia di cavalli leggeri.
1529
Ago.80 cavalli leggeri
Ott.60 cavalli leggeri
Dic.Al termine del conflitto viene licenziata la sua compagnia di 60 cavalli leggeri.
1530ChiesaFirenzeToscana
1533
Mar.VeneziaIl Consiglio dei Savi gli concede, in caso di necessità, una condotta di 100 cavalli leggeri.
……..ImperoFranciaFranciaAffronta i francesi in Piccardia.

 CITAZIONI

-“Eccellentissimo e esperimentato capitano.” PAGLIARINO

-“Per fare il nome de costui palese/ è Brunor conte & in Vicenza naque/ valente in arme, affabile e cortese/ nemico a Caccho qual sempre le spiacque/ ne l’elmo per cimier tra fiamme acese/ haveva un verme che tra gellide aque/ suol fare il nido e hor qui non perisce/ che quanto il foco e più se nutrisce.” CANDELFINO

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