BRUNORO DA FORLÌ

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1825

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

BRUNORO DA FORLÌ (Brunoro Armuzzi, Brunoro I Zampeschi, Brunoro Cavedoni, Brunoro degli Armucci) Di Forlì o di Folimpopoli. Signore di San Mauro Pascoli e di Santarcangelo di Romagna. Figlio di Antonello da Forlì, fratello di Ettore da Forlì e di Meleagro da Forlì.

1465 – 1525 (novembre)

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Monumento sepolcrale della famiglia Zampeschi presso la collegiata di San Rufillo.
Brunoro I Zampeschi
Monumento di Brunoro I Zampeschi (monumento funebre) di Bianchi Giacomo (attribuito) (sec. XVI). Il monumento fu eseguito certamente dopo il 1525, data in cui Brunoro I venne a morte.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1479
………..FirenzeChiesaRomagnaViene armato cavaliere dal signore di Rimini Roberto Malatesta.
InvernoMarcheChiede agli abitanti di Fano di poter alloggiare le sue truppe nel loro territorio.
1489
Apr.RomagnaVive a Ravenna presso la chiesa di San Vitale, città di cui ha la cittadinanza. Con Guidarello Guidarelli e Girolamo Bifulci è segnalato come testimone per la conclusione di un contratto.
1491
Ott.ZampeschiChiesaRomagna

All’uccisione del fratello Ettore, si impadronisce di San Mauro Pascoli con il fratello Meleagro: è affrontato da Giovanni Francesco da Bagno e da Matteo della Crovara, inviati dal papa Innocenzo VIII a recuperare la località. Assediato, allorché si vede abbandonato da tutti si arrende a patti. Si reca a Rimini.

………..Milita nelle compagnie di Virginio Orsini. Diviene amico dei figli di quest’ultimo, Gian Giordano e Carlo.
1503
Ott.RomagnaPropone ai veneziani di occupare Forlimpopoli.
1504
Feb.RomagnaA Forlì. Con il fratello Meleagro cede San Mauro Pascoli alla Serenissima.
1505
………..VeneziaRomagnaAbita a Ravenna presso la chiesa di San Vitale.
Giu.Chiesa300 fantiRomagna

Lascia Ravenna e passa al soldo del papa Giulio II. Viene reintegrato nei feudi paterni ed  è investito di Santarcangelo di Romagna. Si porta a Forlì per prestare soccorso a  Nanne Morattini ai danni dei Numai: è convinto dal conte Obizzo Alidosi ad allontanarsi dalla  città per facilitare un accordo tra le parti.

Lug.MorattiniForlìRomagnaConquista Solarolo ed ottiene la resa del castello di Fusignano.
Ago.TibertiCesenaRomagnaAppoggia in Cesena i Tiberti, assaliti, a loro volta, dai Martinelli.
Dic.RomagnaCon il fratello Meleagro preme sul papa Giulio II affinché sia tolto il bando ai Morattini.
1506

Giu. lug.MorattiniForlìRomagna

Si muove nei pressi di Cesena;  con la sua sola presenza getta l’allarme nella città. Con Giovanni da Sassatello (200 cavalli leggeri e 800 fanti) appoggia i Morattini nel  loro rientro in Forlì. Vi è uno scontro davanti alla Porta di Ravaldino:  entra per la Porta di Codogno mentre i suoi uomini irrompono anche da San Pietro. I Numai si rifugiano nella rocca; sono saccheggiate cinquantotto case appartenenti a tale famiglia o ai  loro seguaci. Esce nottetempo dalla città con Ludovico Bruschetto ed i Martinelli per assalire i Tiberti. Si porta a San Mauro Pascoli e mette in fuga Giampaolo Manfrone, che sta nei pressi per conto del cardinale di San Giorgio. In Forlì vi è una mediazione tra le parti condotta da Giovanni da Sassatello; a fine luglio si dirige Roma, su ordine del papa Giulio II, con Giovanni da Sassatello, Berto da Oriolo e  Nanne Morattini per rappacificarsi con i rivali.

1508
Mar.ChiesaNumaiRomagnaStaziona con 100 cavalli alla difesa di Forlì, minacciata ora dai fautori dei Numai.
Giu.RomagnaAiuta il governatore pontificio di Forlì bernardino da Cascina a catturare un nemico dei Morattini.
Ott.ChiesaBolognaEmiliaA Bologna dopo la conquista della città da parte dei pontifici a spese dei Bentivoglio. Al fianco di Francesco Maria della Rovere alla rassegna delle truppe pontificie.
1509
Apr.ChiesaVeneziaRomagna

Con Ludovico della Mirandola e Melchiorre Ramazzotto (6000 uomini) penetra in Val di Lamone per impadronirsi di Brisighella per trattato. Assale la città in cui si è rinchiuso il Manfrone. Il castello viene attaccato con le bombarde; gli spagnoli riescono ad entrarvi mescolati ai veneziani  in fuga e lo mettono a sacco.

Mag.Romagna

Attacca il castello di Russi con Guido Vaina e Berto da Oriolo. Un efficace bombardamento rompe parte delle mura ed alcuni ripari: in breve, Michele Zanchi, che ne è alla difesa, è costretto alla resa. Brunoro da Forlì entra anche in Ravenna abbandonata dai veneziani.

Giu.RomagnaOccupa Rimini. Il castellano Piero Soranzo è condotto prigioniero da Brunoro da Forlì nella rocca di Forlì.
1510
Giu.ChiesaFrancia Ferrara60 lanceRomagnaEntra in Lugo.
Lug.RomagnaEffettua una scorreria Fusignano. Respinto, subisce la perdita di 18 cavalli tra morti e prigionieri.
1511
Gen.EmiliaAll’assedio di Mirandola.
Feb.100 lanceRomagna

Ospita a Ravenna il cardinale di Pavia Francesco Alidosi. Partecipa con 50 uomini d’arme, 3000 fanti e 400 cavalli leggeri all’assedio della bastia del Zaniolo/Genivolo. Di guardia ad un ponte, è sconfitto sul Santerno dallo Chatillon e dagli estensi: nella battaglia restano uccisi 3000 veneziani. Si salva con la fuga con il fratello Meleagro e Guido Vaina;  lascia nelle mani dei nemici le insegne e le artiglierie. Nell’ occasione gli abitanti di Lugo hanno concorso ad ingannare i pontifici: per tale motivo molti cittadini saranno condannati a servire come rematori nelle galee dello stato della Chiesa.

Mag.Romagna

Dopo la battaglia di Casalecchio di Reno ospita ancora nella sua abitazione ravennate il cardinale Alidosi ed il cardinale di Senigallia Marco Vigerio.

Giu.Romagna

Viene ucciso il cardinale Alidosi dal della Rovere che  accusa il prelato di tradimento; Brunoro da Forlì è licenziato dal papa con Guido Vaina e Rinieri della Sassetta.

Dic.VeneziaFranciaVenetoA Vicenza. I suoi balestrieri a cavallo, come quelli del fratello Meleagro, sono alloggiati a Tavernelle.
1512
Apr.RomagnaPrende parte alla battaglia di Ravenna. Con la sconfitta ripara a Cusercoli.
Lug.FirenzeChiesa100 lance
1513Romagna

Viene chiamato a far parte del senato di Ravenna. A metà luglio il papa Giulio II concede a lui ed al fratello Meleagro il territorio di Giovedio. Il feudo gli viene confermato a settembre anche dal nuovo pontefice Leone X.

1514
Giu.RomagnaCon 6 membri della sua fazione ed altri 6 di quella opposta, si trova a Forlì nella chiesa di San Mercuriale per giurare la pace fra guelfi e ghibellini. La tregua sarà di breve durata.
1515
Giu.RomagnaGode di una provvigione annua di 400 ducati.
1517
………..ChiesaComp. venturaMaestro di campoMarcheCombatte Francesco Maria della Rovere teso alla riconquista del ducato di Urbino. E’ presente all’espugnazione di Maiolo e di San Leo.
Mar.Marche

E’ inviato da Lorenzo dei Medici con Giovanni dei Medici e Giovambattista da Stabbia alla conquista del castello di Sorbolongo. Preceduto nella località dal Medici, preferisce ritornare al campo di Orciano con un lungo giro ozioso: è accusato con Giovambattista da Stabbia di negligenza e di viltà da Giovanni dei Medici che, a causa delle forze nemiche superiori alle sue, è dovuto fuggire di fronte agli avversari.

Apr.marcheI suoi uomini si scontrano a Fano con quelli di Melchiorre Ramazzotto. A seguito della rissa sono uccisi d’ambo le parti 30 fanti
1525
Nov.Romagna

Muore a Santarcangelo di Romagna. Dopo la sua morte il figlio Antonello Zampeschi lo fa seppellire nella chiesa di San Ruffillo a Forlimpopoli. Il monumento funerario è opera di Jacopo Bianchi da Dulcigno.

CITAZIONI

-“Chiarissimo Capitano in quei tempi.” SANSOVINO

-“Lo Zampeschi tra per la sua energia e per l’amore vivissimo che lo tirava alle pugne, soprastò agli altri condottieri per vivezza di animosità proprie, e per quella maestria onde sapeva infonderle ne’ suoi commilitoni.” ROSETTI

-“Ipse vero inter arma natus, quasi cum laete spiritus ad militiam suxisset, ab ineunte adolescentia feroces equos ascendebat ad ludicras pugnas, ut iis bellorum simulacris, veris discriminibus proeludens, victoras iam tum portenderet.” VIVIANI

-“Il quale a tempo di Giulio, pur Secondo, e conseguentemente poi di Leone, fu ancor’egli Capitano di molto grado e di molta stima.” RUSCELLI

-“Fu capitano di molta rimomanza.” P. BONOLI

-Con Pino Ordelaffi e Tiberto Brandolini “Fra i più rinomati condottieri di Romagna e d’Italia.” PECCI

-Sulla sua tomba, opera di Giacomo Veneto, è inscritto il seguente epitaffio “Brunorum Zampescum Foropumpiliensem/ bellicis artibus insignem. Iulio II ac/ Leoni X pontificibus max. carum ante/ diem vita functum. Antonellus filius San/ ctorum Mauri et Arcangeli oppidorum prin/ ceps clariss. decoravit. Vixit annos LX. Obiit MDXXV/ oct. KL dec.”

Fonte immagine: Le arche degli Zampeschi nella chiesa collegiata di San Rufillo di Mariacristina Gori, beniculturali.it

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