BRACCIO BAGLIONI

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Braccio Baglioni ritratto da Benedetto Bonfigli, Galleria Nazionale dell'Umbria

Last Updated on 2023/07/08

BRACCIO BAGLIONI  Signore di Perugia,  Spello, Cannara, Sterpeto, Collemancio, Bastia Umbra, Montebello

Figlio di Malatesta Baglioni e di una sorella di Braccio di Montone, fratello di Carlo Baglioni, padre Carlo Baglioni (Barciglia), cugino di Carlo di Montone, genero di Bosio Sforza.

1419 – 1479 (dicembre)

Anno, MeseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1437
Gen.UmbriaDiviene signore di Spello e di Cannara alla morte del padre Malatesta. La prima località si ribella perché non accetta il suo dominio.
Mag.UmbriaSi sposa con Teodorina Fregoso, nipote del doge di Genova.
Nov.UmbriaRiesce a domare l’insurrezione di Spello. La rivolta termina con l’impiccagione di numerosi uomini.
1438
……………..UmbriaEsercita su Perugia una signoria di fatto anche se non caratterizzata da un totale controllo dei poteri civici.
Lug.MilanoChiesa25 lanceUmbria

Milita nella compagnia di Niccolò Piccinino. Si trova a San Gismondo, nei pressi di Marsciano, con 40 uomini d’arme; sfugge ad un tentativo di cattura perpetrato ai suoi danni da Simonetto da Castel San Pietro mossosi da Orvieto con 400 cavalli.

……………MarcheAgli stipendi dei viscontei con Federico da Montefeltro.
1440
Ott.ToscanaSi reca a Firenze per rendere omaggio al papa Eugenio IV.
1442
Gen.Toscana ed UmbriaAncora a Firenze presso il pontefice. Rientra a Perugia con una bolla che assolve la città da alcuni assassinii.
Ago.PerugiaSforzaUmbriaDifende Bastia Umbra dagli attacchi portati da Simonetto da Castel San Pietro, da Dolce dell’Anguillara e dal Sarpellione.
Sett.UmbriaI perugini lo eleggono tra i Cinque Capitani del Contado.
Ott.Umbria e Marche

Occupa Valfabbrica; si trasferisce nelle Marche e vi si unisce con Federico da Montefeltro. Rimette in Sassoferrato Luigi degli Atti.

1443
Gen.Umbria

Alcuni suoi uomini assalgono il seguito del patriarca Ludovico Scarampo  impadronendosi dei bagagli del prelato. Il legato pontificio fa impiccare per strada 4 uomini. Braccio Baglioni, da parte sua, fa impiccare 2 suoi famigli che hanno partecipato al furto. Si incontra a Perugia con il cardinale Scarampo.

Mar.UmbriaOspita in Perugia Carlo di Montone.
Sett.UmbriaA Perugia ha il compito della sorveglianza della Porta si San Pietro.
Nov.Marche

E’ sconfitto a Montelauro con il Piccinino, cui salva la vita. Ferito nel combattimento, è fatto prigioniero. Francesco Sforza lo preserva dalla furia dei fuoriusciti perugini che militano con il marchese della Marca. Viene rinchiuso nella rocca di Fano; lo Sforza per la sua liberazione chiede, invano, quella di Cristoforo da Tolentino.

Dic.Marche ed UmbriaViene liberato per l’interessamento della moglie di Francesco Sforza, Bianca Maria Visconti. Rientra a Perugia.
1444
Feb.UmbriaA Perugia. Continua a sorvegliare la Porta di San Pietro.
Giu.Marche ed Umbria

Lascia Montecchio  (Treia) con Carlo di Montone e Jacopo Piccinino ed incarcera  a Sterpeto Antonello della Torre, accusato di voler uccidere il Piccinino, o quanto meno di volerlo catturare per consegnarlo allo Sforza. Ottiene il comando della compagnia di tale condottiero appena costui è giustiziato.

Ago.MarcheViene sconfitto a Montolmo (Corridonia) con Francesco Piccinino ed il signore di Cesena Domenico Malatesta.
Sett.Umbria

Lascia Gualdo Tadino con Jacopo Piccinino e si porta ad Assisi: rende visita al  castellano Lorenzo della Lita e chiede di parlare con  Cristoforo da Tolentino, ancora in carcere  nella torre del cassero. Il castellano invia alcuni famigli per trarre il capitano dalla prigione; Jacopo Piccinino suscita allora un tumulto ad arte e si impadronisce della città e della fortezza maggiore.

Nov.UmbriaSuo ospite a Perugia è ancora Carlo di Montone.
1446ChiesaBolognaEmiliaCombatte i Bentivoglio, signori di Bologna.
1447
Apr.Firenze150 lanceUmbria

E’ assoldato dai fiorentini. Nella condotta sono pure compresi alcuni arcieri; gli viene concessa una prestanza di 50 fiorini per lancia. Accoglie a Perugia Piero dei Medici, figlio di Cosimo.

Giu.FirenzeMilanoEmilia

Si reca a Firenze; è inviato a Bologna per contrastare Gaspare Canedoli. Raggiunge Cento con 200 cavalli e scorta con i suoi uomini i fuoriusciti che abbandonano il capoluogo per riparare nel ferrarese e nel modenese.

…………….EmiliaAlla difesa di Bologna con 400 cavalli.
1448
Mar.Firenze150 lance

E’ assunto per sei mesi con il fratello Carlo dai fiorentini. Ai due condottieri è concessa una condotta di 150 lance ed uno stipendio mensile di 1000 fiorini.

Lug.FirenzeNapoliToscanaAffronta gli aragonesi. E’ segnalato al campo di Campiglia Marittima con il signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta.
Ago.Gli è prorogata la condotta per altri sei mesi.
……………..EmiliaE’ inviato a Bologna per prestare soccorso alle autorità cittadine in caso di eventuali disordini.
1449
Giu.UmbriaOspita a Perugia il signore di Camerino Rodolfo da Varano.
……………..ChiesaUmbriaAl servizio del papa Niccolò V.
1452
……………..ChiesaLazioHa il comando delle truppe pontificie in occasione dell’incoronazione a Roma dell’imperatore Federico d’Austria.
……………..FirenzeNapoliLascia presto il soldo dello Stato della Chiesa perché non sono rispettati i tempi del pagamento della condotta.
1453ChiesaComp. venturaUmbriaFronteggia Carlo di Montone in un conflitto che si conclude con la cacciata da Todi delle milizie pontificie.
1454
Mag.ChiesaSpoletoCapitano g.leUmbria

E’ inviato dal papa in soccorso di Norcia, assediata dagli spoletini comandati da Everso dell’ Anguillara. Con la ritirata dell’avversario si mette al suo inseguimento con Giacomo di Sangemini ed Angelo di Roncone per sbarrargli la via della Sabina.

……………..UmbriaConsolida in Perugia la sua signoria di fatto della città.
1455
Mar.Lazio

Si trova a Roma alla morte del papa Niccolò V.  Regge lo stendardo dello stato della Chiesa nella cerimonia di incoronazione del nuovo pontefice Callisto III.

……………..400 lanceGli viene aumentata la condotta dai pontifici. Nel contempo il bastone di capitano generale è ora assegnato a Giovanni Ventimiglia.
……………..ChiesaImpero Ottomano

Si imbarca con 200 soldati su una galea della flotta pontificia per seguire il cardinale Ludovico Scarampo contro i turchi. Ad ottobre, a Perugia durante la sua assenza, è chiamato a far parte dei Dieci dell’Arbitrio.

1456
Giu.Umbria

Si sposa in seconde nozze con la figlia di Bosio Sforza, Anastasia, nipote di Francesco Sforza. Per la dote di costei gli sono consegnati 8000 ducati. Quindici giorni durano le feste a Perugia per onorare tale avvenimento.

……………..ChiesaCapitano g.leGli è nuovamente affidato da Callisto III il comando generale delle truppe pontificie.
1457
Giu.UmbriaCarlo di Montone lo accusa di avere cercato di farlo avvelenare.
1458
Ago.LazioA Roma. Ha l’incarico di mantenere l’ordine nella città alla morte del pontefice. Vi mantiene la pace nonostante le intemperanze del duca di Spoleto, prefetto della città nonché castellano di Castel Sant’Angelo (parente del defunto papa) Pier Luigi Borgia.
Nov.LombardiaE’ ospitato dal duca di Milano Francesco Sforza in un palazzo nei pressi di Porta Nuova dove è stato alloggiato in precedenza Federico da Montefeltro. E’ ricevuto con tutti gli onori; gli è conferita la carica di consigliere ducale con un appannaggio di 1000 scudi l’anno.
1459
Gen.Umbria

A Perugia, al solenne ingresso del papa Pio II: nell’occasione regge ancora una volta lo stendardo con l’insegna dello stato della Chiesa.

Feb.Umbria

Ospita a Perugia Simonetto da Castel San Pietro, suocero del cugino Rodolfo; nella città organizza una giostra che viene vinta dal congiunto.

Mag.UmbriaPredispone nel suo giardino nei pressi della chiesa di San Pietro una festa con musiche e balli per la sua amante Margherita da Montesperelli.
……………..ToscanaA Siena dove si trova il pontefice. Transita per Città della Pieve e richiama alcuni fuoriusciti. Nasce un tumulto nella località tra le fazioni.
……………..UmbriaSi impossessa di Torre d’Andrea, di cui viene investito dal papa.
1460
Feb.UmbriaOrganizza a Perugia una nuova giostra, sempre in onore della sua amante.
Ago.UmbriaDoma una sollevazione sorta nel borgo di San Pietro.
Nov.Umbria

Con l’aiuto del cugino Rodolfo consolida la sua signoria con un colpo di mano su Spello. Uccide nella piazza di Perugia il cugino Pandolfo ed il figlio di costui Niccolò; fa ammazzare diversi cittadini (tra i quali Niccolò Crispolti) che hanno disapprovato la sua azione. Il papa Pio II invia in Perugia il cardinale Alessandro Oliva. Il condottiero si pente pubblicamente del suo gesto ed ottiene più tardi una formale assoluzione del delitto da parte del pontefice. Gli sono inflitte solamente alcune pene spirituali.

Dic.UmbriaSempre tramite il cardinale Oliva viene conclusa la pace tra le varie fazioni cittadine.
1461
Gen.Umbria

Accompagna con i suoi uomini d’arme fino a Ponte San Giovanni il governatore di Perugia, il vescovo di Corneto Bartolomeo Vitelleschi, diretto a Roma perché eletto vicecamerlengo. A fine mese Baglioni è segnalato a Cannara.

Feb.UmbriaAssume la signoria di Spello.
1462
EstatePerugiaFuoriuscitiUmbriaI fuoriusciti occupano Spello con l’aiuto dei pontifici.
1463
Gen.PerugiaFuoriuscitiUmbriaScaccia da Spello i fuoriusciti che si sono impadroniti della località. Molti di costoro sono giustiziati.
Giu.PerugiaFuoriuscitiUmbria

E’ costretto a fuggire da Spello a causa dei fuoriusciti perugini entrati in armi nella località. Si rifugia a Cannara ed a Bastia Umbra; raccoglie i suoi partigiani e rientra in Spello. Sono impiccati 22 uomini.

……………..UmbriaRiceve a Perugia il suocero Bosio Sforza di ritorno dal regno di Napoli.
Nov.UmbriaIl papa Pio II invia un corpo di spedizione a Spello, che gode del sostegno di alcuni feudatari locali, ai danni dello stesso  Baglioni.
Dic.PerugiaFuoriuscitiUmbria

Recupera con l’aiuto dei conti di Marsciano la Torre d’Andrea, di cui si sono impossessati i fuoriusciti di Assisi.

1464
PrimaveraUmbriaOspita a Spello ed a Perugia Jacopo Piccinino.
Giu.Umbria

Muore nel suo palazzo di Perugia Antonello dal Borgo, reduce dal napoletano. Sempre nel mese ospita a Perugia il genero Bosio Sforza.

……………..LazioHa con Giovanni Conti l’incarico di sorvegliare i lavori del conclave conseguente alla morte del papa Pio II.
1466
Feb.UmbriaOrganizza in Perugia una giostra, vinta da Polidoro Baglioni.
1467
Giu.ChiesaVeneziaRomagna

Si trova nel cesenate per contrastarvi l’azione di Bartolomeo Colleoni.

Giu.ChiesaVeneziaRomagnaNel cesenate per contrastarvi l’azione di Bartolomeo Colleoni.
1468
Ott.LazioA Roma per riverire il nuovo papa Paolo II.
1469
Gen.UmbriaAccoglie gli ambasciatori veneziani giunti a Perugia a rendere omaggio all’imperatore Federico d’Austria.
Giu.ChiesaRiminiRomagnaAffianca il signore di Pesaro Alessandro Sforza all’assedio di Rimini.
Ago.RomagnaE’ sconfitto a Mulazzano da Federico da Montefeltro e da Roberto Malatesta.
Ott.UmbriaRiceve in Perugia il capitano pontificio Giulio Cesare da Varano, signore di Camerino.
1470
Gen.RomagnaAl campo pontificio con Alessandro Sforza, Ercole d’Este e Napoleone Orsini.
Feb.Marche ed UmbriaSi ammala. E’ ospitato a Pesaro da Alessandro Sforza. Al suo rientro a Perugia viene accolto dal popolo in festa.
Mag.ToscanaA San Casciano dei Bagni, nel senese, pder portare a termine la sua convalescenza.
UmbriaOspita a Perugia Alessandro Sforza.
1471
Mar.UmbriaRiceve a Perugia il duca di Ferrara Borso d’Este.
Lug. ago.Lazio

Viene convocato a Roma alla morte del pontefice. Gli è affidata la guardia della città durante i lavori del conclave che terminano con l’elezione di Sisto IV.

1473
Mag.Umbria

Ottiene dal pontefice oltre la conferma dei suoi feudi anche Montebello, nel viterbese a compensazione delle paghe arretrate.

Ott.UmbriaA Perugia è chiamato a far parte dei Dieci dell’Arbitrio.
1474
Mag.Umbria e Lazio

Si incontra a Foligno con Federico da Montefeltro e Giulio Cesare da Varano per concordare le linee della politica pontificia in Umbria; subito dopo si reca a Roma.

Giu.ChiesaTodi  SpoletoUmbria

Con Giulio Cesare da Varano segue a Todi il cardinale di San Pietro in Vincoli Giuliano della Rovere (il futuro papa Giulio II). Entra nella rocca cittadina, vi cattura il castellano e mette a sacco la città. Si sposta, poi, a Spoleto con il legato Lorenzo Zane per un’altra azione di polizia al fine di riammettere nella città i seguaci del partito ghibellino. Spoleto è data al saccheggio ed il territorio circostante viene devastato: il Baglioni fa porre in salvo molte case dei suoi partigiani ed alcuni monasteri.

Lug.Umbria

Interviene pure in Todi, sempre con Giulio Cesare da Varano, a causa dei tumulti causati nella città tra i fautori dei Chiaravalle (da Canale) e quelli degli Atti. Molte abitazioni sono messe a ferro e fuoco.

Sett.UmbriaAl termine del conflitto dei pontifici con Città di Castello accoglie in Perugia il cardinale Giuliano della Rovere.
1475
Ott.ChiesaC.di CastelloUmbria

Alla testa di 8000 uomini soccorre il patriarca Lorenzo Zane, assediato da Niccolò Vitelli nella rocca di Città di Castello. Con la sua presenza convince quest’ ultimo a desistere dalla sua impresa. A fine mese viene ringraziato per il suo intervento dal cardinale Giuliano della Rovere a Ponte Pattoli.

……………..Per il suo operato viene investito di Viterbo dal papa Sisto IV.
1476
Mag.UmbriaFa venire da Bastia Umbra 49 some di frumento per fare diminuire il prezzo di tale derrata in Perugia.
1477
Mag.Umbria

Con il fratello Rodolfo uccide nella piazza di Perugia il cugino Pandolfo Baglioni con il figlio Niccolò; per vendetta viene ammazzato dai suoi rivali a Monte Ricciolo, nell’ urbinate, l’unico figlio Grifone. Il cardinale Oliva si reca a Perugia, incaricato dal papa Sisto IV di evitare ulteriori vendette. A Braccio Baglioni è imposto di recarsi per otto giorni scalzo nella chiesa di San Pietro. Per espiare il male commesso. di seguito, fa erigere accanto ai suoi giardini una chiesa.

Ago.ChiesaComp. venturaUmbriaSegue Federico da Montefeltro contro Carlo di Montone.
Ott.Umbria

Accompagna a San Costanzo Cesare degli Arcipreti, sospettato di avere fatto parte di un trattato di Carlo di Montone,  convocato, per tale motivo, a Roma per discolparsi.

1478
Ago.ChiesaVitelliUmbriaViene inviato in soccorso di Città di Castello.
1479
Giu.ChiesaFirenzeUmbria

E’ attaccato da Roberto Malatesta e da Carlo di Montone che si avvicinano a Perugia: fa  venire da Spello numerosi armati e con costoro obbliga gli avversari a ripiegare.

Dic.Umbria

Muore a Perugia. E’ sepolto con funerali solenni nella chiesa di San Francesco, mentre “li interiori” sono custoditi in Santa Maria dei Servi. Oggi i suoi resti riposano in Santa Maria Nuova. 37 bandiere e 7 stendardi sono trascinati in segno di lutto per le strade di Perugia per essere deposti nella chiesa di Santa Maria dei Servi. Orazione funebre di Francesco Matarazzo (Francesco Maturanzio). Alle onoranze funebri sono presenti rappresentanti di Federico da Montefeltro e del papa Sisto IV. Amico del papa Pio II (il senese Enea Silvio Piccolomini), uno dei più insigni umanisti del tempo. Lodato da Giovanni Antonio Campano, da Pacifico Massimi, da Francesco Matarazzo, da Niccolò Rainaldi e da Leonardo Montagna. Fa costruire in Perugia un palazzo, andato distrutto.  Ritratto dal Vasari nella sala di Lorenzo Vecchio in Palazzo Vecchio a Firenze. E’ ritratto in una sala di Perugia con alcuni capitani perugini tra cui Braccio di Montone, Jacopo Piccinino, Biordo dei Michelotti, Francesco Piccinino, Niccolò Piccinino, Ruggero Cane Ranieri, Boldrino da Panicale, Carlo di Montone. Ogni ritratto è accompagnato da un’ottava del Matarazzo a titolo di epitaffio. Braccio Baglioni è anche rappresentato con il padre Malatesta ed il cugino Grifone nell’ “Adorazione dei Magi” del Perugino. In Palazzo Vecchio, a Firenze, il Vasari lo dipinge dietro Lorenzo dei Medici con in mano il suo vessillo con la fascia d’oro in campo azzurro. In Perugia attua una politica di abbellimento cittadino con la costruzione di nuove strade e di nuovi palazzi. Le sue imprese sono ricordate dal poeta ascolano Pacifico Massimi. E’ pure menzionato con Giovanni Giacomo Piccinino, Carlo di Montone e Silvestro da Lucino in un sirventese ed in una canzonetta, di autore ignoto, scritti in occasione della morte di Jacopo Piccinino.

 CITAZIONI

-“Fu signore e condottiero di larghe vedute, spesso generoso; amico di letterati, di poeti e di artefici rinomati, che protesse ed incitò a lavori di ogni genere: come il Campano, il Maggioni, il Maturanzio (Matarazzo), il Montagna, il Rinaldi. Amò lungamente e tenacemente Margherita Montesperelli. Visse con dignità e con non scarso senso di onore.” ARGEGNI

-“Esso era omo de gran fama, e era conosciuto e amato da gran prencipi e segnori.” SCALVANTI

-“”Baglioni.. era il Lorenzo il Magnifico del nostro paese.” Così scrive il Bonazzi. Il paragone conserva una certa validità, specie se si vuole accennare, con esso, al graduale trapasso da un regime oligarchico alla velata signoria personale, attuato senza eliminare le strutture costituzionali esistenti, che si verifica in Perugia durante la vita di Braccio Baglioni. Buon soldato, senza appartenere al numero dei grandissimi condottieri, il Baglioni si valse della sua reputazione militare e della parentela con Braccio Fortebracci per creare una base alla sua attività politica. Emerso in seno all’oligarchia nobiliare dominante, (“i gentiluomini”), alla quale seppe dare la coesione necessaria per mantenere il potere, il Baglioni fece valere i potenti appoggi esterni (i Medici, i pontefici) e le parentele (gli Sforza, principalmente) per trattare a un livello assai elevato con gli organi della costituzione comunale e col rappresentante dell’alta sovranità pontificia in Perugia. Chiamato a far parte delle più importanti magistrature ordinarie e straordinarie, il Baglioni figurava anche assai spesso, a titolo personale, accanto a magistrature di cui non faceva parte, nel ruolo, non previsto da alcuna norma statutaria, di altissimo consigliere e ispiratore… Feste frequenti con fabbriche e decorazioni sontuose nelle strade.., tornei, ospitalità nelle sue case di Perugia e di Spello e ricchi donativi a principi, condottieri, diplomatici di tutte le città.. E poi il mecenatismo nei confronti degli esponenti di quell’umanesimo perugino ancora pochissimo studiato. Ne riecheggiano, in prosa o in versi latini o volgari, le pagine del Campano, del Maturanzio, di Leonardo Mantegna. E ancora quelle di Lorenzo Spirito, di Nicola da Montefalco, suo trombettiere, e in speciale modo di Pacifico Massimi, il poeta ascolano che gli dedicò i “Trionfi” e il “Draconidos”, celebrazione delle sue imprese militari, nonché epistole poetiche ed epigrammi..Anche l’università beneficiò della sua protezione. Va ricordato il trattato sulla pestilenza dedicatogli da Niccolò Rainaldi di Sulmona; ma va soprattutto ricordato il decisivo impulso del Baglioni alle sorti culturali della città con la chiamata in Perugia..di alcuni tipografi tedeschi: Pietro da Colonia e Giovanni di Niccolò da Bamberga, ai quali si devono i primi famosi incunaboli perugini.” ABBONDANZA

-“Genero di Braccio Fortebracci, dal quale non degenerò nel valore dell’armi.” CRISPOLTI

-“Capitano assai riputato a quei dì.” CRISTOFANI

-“Dal padre e dal zio (Braccio di Montone) ereditò l’arte militare, e da Calisto terzo creato Generale della Chiesa con tanta gloria del suo nome, che non solo fu stimato da Principi cristiani, ma anche riconosciuto con doni da Mehemeth imperator de’ Turchi.” CIATTI

-“Riuscì non solo ad accrescere i suoi possedimenti e ad aumentare notevolmente la ricchezza del casato, ma anche a porsi come mediatore tra le libertà municipali e le pretese della Chiesa…Fu sepolto in San Francesco insieme al padre Malatesta e i suoi antenati, in quella specie di pantheon perugino dove furono sepolte anche le spoglie di Braccio Fortebraccio r di Biordo Michelotti, espressioni di due diversi modi di concepire la politica, ma che i perugini al di là di ogni controversia ed odio, avevano voluto vedere riunitiò.” GIUBBONI

-“Con questo papa (Callisto III) Braccio raggiunge il massimo della signoria, riconosciuta in forma solenne come premio dell’opera difensiva nei confronti di città fedeli alla Chiesa, come Spoleto, ma anche punitive verso quelle ribelli, come Todi. I suoi massacri e i suoi delitti vengono glorificati dall’assegnazione temporanea della signoria di Viterbo.” RENDINA

-“Braccio Balion vedessi ‘ntorno gire/Armato sopra un bel caval morello/Da fare i fier leoni impaurire;/E giogner con la spada or questo or quello:/El vi’ talvolta con pena assaltato/Staendo come ancudine al martello.” SPIRITO

-“Educato alle armi, seguì il mestiero delle armi…Nel carattere, nelle passioni e in molti anni della vita sua Braccio Baglioni arieggia del paladino. Tratta le armi in servigio de’ Fiorentini e più de’ pontefici, non si fa traditore di principe o repubblica, non se ne fa difensore a capriccio; se oggi combatte per taluno, non l’osteggia né dimani, né poi. E’ avido di gloria, ma non la cerca col sangue; acquista dominio senza forza; si piace delle lettere e delle arti senza pompa; vuol l’onore de’ suoi, del popolo, de’ cittadini senza esser temuto; anticipa la civiltà del cinquecento.” FABRETTI

-“Principe e condottiero di larghe vedute, generoso amico di letterati, poeti e artisti si adoperò per abbellire la sua città. Furono costruite nuove strade e nuovi palazzi. Tra il 1429 e il 1433 venne ampliato il palazzo dei Priori, vennero costruite nuove chiese e cappelle private..Nella sua casa erano presenti poeti e musicisti quali il Massimi, il Maturanzo e Leonardo Montagna. Braccio attirò inoltre a Perugia i primi stampatori tedeschi..Il condottiero li volle in città, li accolse a casa sua e fondò con loro una società che permise di stampare testi importanti per l’epoca come il celeberrimo codice di Baldo degli Ubaldi, iniziativa che impresse una forte espansione allo “studium” perugino.” ODDI BAGLIONI

-“”Magnifico, nobile e potente capitano”, come viene definito negli atti del tempo, Braccio non volle mai farsi chiamare principe, per salvaguardare le apparenze e non irritare il papato. Le magistrature comunali non vennero abolite, e per quattro decenni riuscì a conciliare sia le spinte centralistiche della Chiesa – nei cui domini rientrava Perugia – sia quelle autonomistiche delle libertà municipali.” A. MONTI 

Fonte immagine: wikipedia

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