BONIFACIO LUPO

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Immagine tratta dalla copertina del volume
Immagine tratta dalla copertina del volume "Messer Bonifacio Lupi da Parma, e la sua fondazione in via San Gallo in Firenze" di P. Enrico Lombardi, Edizioni M.S.C.

Last Updated on 2023/12/30

BONIFACIO LUPO  (Bonifacio Lupi) Di Parma. Fuoriuscito. Marchese di Soragna.

Figlio di Ugolotto Lupo, fratello di Raimondo Lupo, zio di Ugolotto Biancardo, cugino di Antonio Lupo e di Simone Lupo. Nipote di Pietro, Marsilio e Rolando dei Rossi.

BONIFACIO LUPO
BONIFACIO LUPO

1316 – 1391 (marzo)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
………..VenetoLa sua educazione avviene a Padova nella casa degli zii dei Rossi posta in contrada San Fermo.
1345/1347Il signore di Milano Luchino Visconti si impadronisce di Soragna. I suoi famigliari ricorrono all’imperatore. Nel settembre del 1347 Carlo di Boemia firma a Praga un diploma nel quale riconosce al padre Ugolino ed al fratello maggiore Raimondo i diritti feudali su Soragna e Castione dei Marchesi.
1350
Mag.Emilia

Si reca a Milano con il padre Ugolino. Il signore della città. l’arcivescovo Giovanni Visconti concede loro un salvacondotto per potere controllare lo stato dei loro beni nel parmense.

1351
Feb.Emilia

Alla morte del padre deve riprendere la via dell’esilio su volontà di Giovanni Visconti signore anche di Parma: è costretto  a rinunciare ad ogni titolo nobiliare imperiale (l’investitura di Soragna) ed a vivere a Padova (dove alloggia sempre in contrada San Fermo) dopo avere fornito una cauzione di 10000 fiorini.

1353
Mar.VenetoVive a Padova alla corte del signore della città Francesco da Carrara.
1354
Feb.ImperoViene infeudato di Soragna dall’imperatore Carlo di Boemia. E’ sciolto, nello stesso tempo, da ogni giuramento di fedeltà nei confronti di Visconti.
Giu.

L’imperatore gli concede in feudo in realtà solo nominalmente) anche Crema, Pizzighettone, Castelnuovo Bocca d’Adda, località tutte che sono sotto il controllo dei Visconti.

1355TrentinoE’ nominato governatore di Castel Pietra di Fiera di Primiero in Valsugana.
1356
Feb.Carlo di Boemia lo nomina suo consigliere e gli concede una pensione annua di 300 fiorini (al fratello Raimondo 700).
Apr.LazioA Roma, allorché Carlo di Boemia viene incoronato imperatore.
Dic.VenetoA fine mese è aggregato alla nobiltà veneziana dal doge Giovanni Gradenigo.
1359
Mar.Lazio

Si trova sui confini del Patrimonio della Chiesa; è qui contattato dagli ambasciatori pontifici che vogliono conoscere le sue intenzioni, in particolare se milita agli stipendi del signore di Milano. Un suo fratello, infatti, combatte nel bolognese per i viscontei.

Apr.FirenzeComp. ventura30 barbuteToscanaA Firenze per contrastare la Grande Compagnia del conte Lando.
…………PadovaVeneto
1362
Giu.FirenzePisaCapitano  g.leToscana

E’ inviato da Francesco da Carrara in soccorso dei fiorentini. Gli è chiesto da costoro il suo parere sulla difesa di Pietrabuona, circondata di battifolli dai pisani. Fa un sopraluogo; il suo consiglio è quello di abbandonarne le difese in quanto i difensori sono ridotti allo stremo. La località cade nelle mani degli avversari. A metà mese Bonifacio Lupo è nominato dai fiorentini capitano di guerra;  gli sono consegnate le insegne della sua carica solo quando il punto astrologico è ritenuto favorevole. Fa costruire 16 trabucchi. Con i soccorsi giunti da Pistoia, da Arezzo e da Roberto di Battifolle ha a disposizione 1600 cavalli e 5000 fanti. Il Gonfaloniere di Giustizia Zato Passavanti gli consegna le insegne di capitano generale nella data consigliata dall’astrologo. I fiorentini si muovono alcuni giorni dopo con la benedizione della Chiesa ed ancora dietro l’indicazione del momento più propizio per l’impresa indicato sempre dall’astrologo. I consiglieri fiorentini che lo affiancano non sono d’accordo sulla sua strategia di colpire i pisani in Valdera; vorrebbero una sua cavalcata nel lucchese. Bonifacio Lupo non deflette dal piano d’azione;  muove da Pescia, in Val di Nievole,  con direzione Fucecchio e Castelfranco. Penetra in Valdera, scorre fino a Peccioli; a fine mese, gli si arrende il castello di Ghezzano salve le persone.

Lug.MarescialloToscana

Gli è proibito di continuare nella sua azione offensiva; gli Otto della Guerra lo sostituiscono nel comando con Rodolfo da Varano. Nell’attesa dell’arrivo del nuovo capitano generale Bonifacio Lupo depreda la Valdera, giunge a Padule, ottiene il castello di San Pietro e Forcoli; mette a sacco tutto il territorio fin sotto Pisa: sono espugnati e dati alle fiamme nel complesso 33 tra castelli, fortezze e  villaggi; sono incendiate più di 600 case. Entra in Cascina;  persevera sempre nella medesima politica del terrore; a Riglione Oratoio fa correre 3 palii (di cui uno destinato ai barattieri, uno ai tenutari delle case da gioco ed uno alle meretrici); devasta  il contado di Putignano;  rientra su Peccioli. I pisani non accettano la battaglia campale al Fosso Armonico.  Mancando dei necessari rifornimenti Bonifacio Lupo si sposta a Petriolo in attesa del nuovo capitano. Per non lasciare le sue genti inattive, spedisce 400 tra barbute ed ungheri, nonché 500 fanti, agli ordini di Leoncino dei Pannocchieschi, nella maremma verso Montescudaio. Costoro ritornano al campo con 1200 bufali, 900 vacche, molti vitelli, più di 1000 maiali ed altro bestiame minuto. Bonifacio Lupo rinuncia alla sua parte di bottino per lasciarla a chi è stato presente nell’azione. Rodolfo da  Varano riceve da lui a Petriolo le insegne del comando e Bonifacio Lupo è nominato suo maresciallo. Pochi giorni dopo, tuttavia, si finge ammalato, si reca a Firenze e chiede licenza di rientrare nel Veneto perché non in sintonia con la condotta di Rodolfo  da Varano Questa si presenta molto più prudente rispetto alla sua, tanto da sembrare indeciso nel cercare   lo scontro con i pisani. Esemplare da questo punto di vista è la conduzione dell’assedio di Peccioli da parte del signore di Camerino.  I priori e gli Otto della guerra incominciano a capire di avere fatto uno sbaglio nel volere cambiare capitano generale. I fiorentini gli negano il permesso e lo pregano di rimanere per pungolare Rodolfo da Varano.  E’ rimandato al campo di Peccioli con 1000 balestrieri e 200 cavalli.

Ago.Toscana

Peccioli cade nelle mani dei fiorentini; Bonifacio Lupo impedisce che i borghi siano messi a  sacco. Aldobrandino Orsini entra nella località con la sua compagnia e 3 cittadini di Firenze che ne prendono possesso pacificamente. Il castellano si arrende a discrezione e viene imprigionato. Nello stesso tempo cade anche il castello di Pava. L’esercito si accampa a San Miniato. Qui 2000 soldati, disgustati per non avere avuto il permesso di saccheggiare Peccioli, abbandonano le file fiorentine. Nasce la Compagnia del Cappelletto. Nel proseguo della campagna Bonifacio Lupo  conquista Montecchio ed invia nel capoluogo numerosi prigionieri. Ritorna a Firenze ed arma cavaliere del popolo Aldobrandino Orsini, che sta prendendo congedo dal servizio del comune. Lo stesso Orsini, nella medesima occasione, arma cavaliere un suo fratello minore.

1363
 Mag. giu.Toscana VenetoA fine mese con Giovanni da Sasso e Neri da Montegarulli conquista di sorpresa il castello di Pietrabuona nei pressi di Pescia. I pisani reagiscono ai primi del mese seguente. Vi danno l’assalto generale. Dopo sei ore è dato il segnale della ritirata: presso le mura sono abbandonate  64 scale. Seguono due ulteriori attacchi al castello. I fiorentini sono colti impreparati. E’ dato fuoco alla fortezza ed i pisani ottengono la vittoria. Nello scontro rimane ucciso Neri da Montegarulli.
1364
Apr.FirenzePisaToscana

Francesco da Carrara lo rimanda in soccorso dei fiorentini contro i pisani. Combatte la Compagnia Bianca di Alberto Sterz e di Giovanni Acuto, nonché  3000 barbute tedesche capitanate da Anichino di Baumgarten.

Mag.ToscanaGli avversari attaccano Firenze;  gli abitanti della città, malgrado le disposizioni, cercano lo scontro  uscendo spesso in campo aperto per lottare contro i tedeschi e gli inglesi invece di starsene al sicuro dietro i ripari. Con Arrigo di Montfort, Manno Donati e Giovanni Malatacca, Bonifacio Lupo respinge un assalto portato da Anichino di  Baumgarten alla Porta di San Gallo.
Lug.Toscana

Agli ordini di Galeotto Malatesta vince l’Acuto a Cascina: la vittoria è propiziata dalla prontezza sua e di Manno Donati che rafforzano le difese della strada che conduce a San Savino ed a Pisa con i fanti dei conti Guidi, gli aretini e Ricceri Grimaldi con 400 balestrieri genovesi. Nella battaglia vi sono più di 1000 morti; altri 2000 sono fatti prigionieri.

1365
Nov.PadovaE’ inviato da Francesco da Carrara presso l’imperatore Carlo di Boemia affinché costui faccia pressioni sul signore di Milano Bernabò Visconti. Rimane per un certo periodo di tempo alla corte, finché è inviato da quest’ultimo, come suo ambasciatore, al re Ludovico di Ungheria per svolgere la stessa missione. Il sovrano magiaro esita perché ha fatto il voto di recarsi in Terrasanta. Francesco da Carrara invia un suo messo dal papa Urbano V supplicandolo di sciogliere il re d’Ungheria dal suo voto, trasformando questo in un pellegrinaggio a Roma.
1366
Giu.

E’ eletto dall’imperatore suo cavaliere e familiare. Carlo di Boemia rinnova a lui ed ai congiunti Antonio, Raimondo e Simone l’investitura di Soragna; a tutti, inoltre, vengono concesse la cittadinanza di Parma, di Cremona, di Mantova e di Reggio Emilia.

1368
Mar.FriuliCon Francesco da Carrara si incontra ad Udine con l’imperatore Carlo di Boemia.  Guida le truppe imperiali verso Bologna dove devono collegarsi con le milizie della lega antiviscontea.
Mag.PadovaMilanoCapitano g.leLombardiaAffronta i viscontei nel serraglio di Mantova.
1369
Gen.ToscanaA fine mese, per avere favorito l’accordo del comune con l’imperatore Carlo di Boemia, gli è riconosciuta la cittadinanza fiorentina con particolari privilegi fiscali. Chiede il privilegio di poter collocare il proprio sepolcro nel battistero di San Giovanni Battista: la sua richiesta non viene accettata.
Dic.Toscana

Prende parte alla difesa di Firenze con Raimondo da Varano a seguito della sconfitta al Fosso Armonico di Giovanni Malatacca di fronte all’Acuto.

1370
Gen.ToscanaSi segnala alla conquista di San Miniato. A seguito della riconquista della città i fiorentini ricompensano il suo operato con un premio di 1500 fiorini. La stessa somma, e sempre per il medesimo motivo, è donata anche a Giovanni Malatacca ed a Francesco degli Orlandini.
1371
……….MilanoPadovaVenetoCatturato dai carraresi, ritorna al loro servizio.
……….PadovaMilanoCapitano g.leVenetoE’ segnalato a Monselice.
1372
Mag.Ungheria

Si reca presso il re Ludovico d’Ungheria con Michele di Rabatta, Francesco Lion e Guglielmo da Curtarolo in missione diplomatica.

Lug.PadovaVeneziaVeneto e Toscana

Partecipa ad un consiglio di guerra, tenuto nel Palazzo della Ragione, con Francesco da Carrara: ne fa parte con Simone Lupo e Rizzardo di San Bonifacio.  Subito dopo con Argentino da Forlì si reca a Bologna dal legato pontificio per informarlo riguardo alla situazione legata al prossimo conflitto con i veneziani. E’, infine, a Firenze per condurre al soldo dei carraresi la Compagnia Bianca.

Nov.Veneto

Si muove alla guardia delle Brentelle, nei pressi di Padova, con Arcuano Buzzaccarini, Luigi Forzaté, Simone e Antonio Lupo. Si colloca alla difesa della riviera da Monselice al Bassanello allorché Rinieri da Baschi depreda i Colli Euganei.  Dopo alcuni giorni di schermaglie l’esercito veneziano è costretto ad abbandonare gli argini ed a ripiegare.

1373
Gen. mar.Veneto e FriuliAmbasciatore a Venezia per conto dei carraresi. Al fallimento delle trattative diplomatiche ritorna a Padova. Riprende il conflitto con i veneziani. Si porta a Gorizia incontro agli alleati ungheri, appena giunti con il voivoda di Transilvania Stefano Unghero.
Apr.Veneto

Esce da Padova per la Porta Ognissanti con Francesco da Carrara alla testa di 1600 cavalli; si collega per strada con Benedetto e Stefano Unghero. Le milizie carraresi sono vestite con una sopravveste bianca con la croce rossa. Il signore di Padova rientra in città ed invia al campo 400 carri carichi di vettovaglie. Dopo qualche giorno anche l’arcivescovo d’Austria attraversa il Piave con 2500 cavalli ungheri per congiungersi con le truppe padovane. Bonifacio Lupo raduna 4000 guastatori; fa scavare nella laguna, a Curano, un fossato e costruire, a Lova, una bastia,  ultimata nella settimana di Pasqua in soli 7 giorni. Sabotatori veneziani mettono a fuoco ai suoi alloggiamenti come a quelli di Federico di Vallelonga, di Giovanni da Peraga e di Arcuano Buzzaccarini. Respinge il successivo attacco veneziano con il concorso di Stefano Unghero.

Mag.Veneto

Lascia ancora Padova per la Porta di Ognissanti (il Portello) e si accampa a Boion con Marsilio da Carrara e Federico di  Vallelonga: il giorno seguente giunge il voivoda Stefano di Transilvania con i suoi uomini per cui può proseguire nei lavori di scavo del fossato.

Giu.Veneto

Con Rizzardo di San Bonifacio e gli ungheri è presa la decisione di distruggere la bastia del Buon Conforto o di Medicina fatta costruire da Giberto da Correggio.

Lug.Veneto

Inserito nella prima schiera dell’esercito ungaro-carrarese affronta con Stefano Ungaro, Antonio Lupo, Rizzardo di San Bonifacio, Bernardo e Ranieri Scolari le milizie della Serenissima. E’ sconfitto e fatto prigioniero da Giberto da Fogliano nei pressi della bastia del Buon Conforto: è liberato poco dopo dai mercenari al servizio dei veneziani con il nipote Antonio. Per alcune fonti padovane Bonifacio Lupo è consapevole della congiura di Marsilio da Carrara ai danni del fratello Francesco. In ogni caso, molto ascoltato nelle vicende di guerra, si incontra con il signore di Padova e lo convince a cercare la via della pace con la Serenissima.

Ago. sett.VenetoSegue le trattative con i veneziani che sfoceranno a settembre con la firma della pace.
……….Viene investito di Castel Pietra di Fiera di Primiero.
1375
Ago.VenetoA Verona, per le nozze di Taddea della Scala con Francesco Novello da Carrara.
1376
Gen.VenetoE’ uno dei procuratori che stipulano la lega tra Padova e Venezia ai danni del duca Rodolfo d’Austria.
Lug.Veneto

Si reca a Venezia con Rizzardo di San Bonifacio. Rientra a Padova e passa al servizio della Serenissima allo scopo di fronteggiare nel feltrino le truppe del duca Leopoldo d’Austria. Nel periodo abita a Padova a Ponte Molino. Acquista terre ed abitazioni nei pressi della città.

1377ToscanaAcquista a Firenze alcuni terreni in via San Gallo per 300 fiorini e dà inizio alla costruzione di due ospedali, uno per gli uomini ed uno per le donne, destinati ai mendicanti poveri ed agli ammalati: entrambi sono dedicati a San Giovanni Battista. Gli ospedali saranno completati nel 1387; per la loro costruzione Bonifacio Lupo impegna 25000 fiorini e dota le due opere di una rendita annua di 700 fiorini.
1378
Lug. ago.PadovaVeneziaVeneto

Si porta all’assedio di Mestre con Francesco Novello da Carrara che, per ordine del padre, deve sottostare ai suoi ordini. E’ deciso un attacco generale che si rivela infruttuoso: Bonifacio Lupo subisce molte perdite ed è obbligato a chiamare la ritirata; deve anche levare il campo a causa di una pestilenza scoppiata tra i suoi soldati.

1379
Ago.VenetoEsce da Castelcarro con Simone Lupo. Subito dopo la conquista di Chioggia si reca nella città con il signore di Padova Francesco da Carrara. A Padova, processioni e Te Deum per la vittoria; a Venezia, processioni e miserere nella chiesa di San Marco.
1380
Lug.VenetoA Cittadella, per i primi negoziati di pace con i veneziani.
1381
……….VenetoA Treviso, con Gerardo da Monteloro al fine di chiedere Feltre al duca d’Austria.
Lug. ago.Veneto

A consulto con Francesco da Carrara per studiare le clausole della pace con i veneziani.

1382Austria

In Austria con Paganino da Sala, Gerardo da Monteloro, Francesco Lion e Michele da Rabatta per  trattare l’ acquisto di Feltre.

1383

Con Paganino da Sala stipula la pace con Leopoldo d’Austria: Treviso perviene così nelle mani dei carraresi in cambio di 60000 ducati (per altre fonti 80000 ducati, più altri 20000 per il mediatore Ugo di Duino).

1384
Nov.ToscanaViene nominato dai fiorentini sindaco per armare cavaliere il veneziano Piero Emo, eletto podestà di Firenze.
1385
Dic.

Il signore di Milano Gian Galeazzo Visconti concede a lui ed al nipote Antonio il permesso di costruire un castello nel territorio di Soragna in località Cantone dei Manghi.

1386
Gen.A fine mese, con regolare atto notarile cede il suo cimiero al nipote Ugolotto Biancardo.
1387
Gen.Veneto

Ottiene a Padova la procura da Francesco da Carrara per concludere un’alleanza con Gian Galeazzo Visconti ai danni degli scaligeri. Acquista in città alcune case.

……….VenetoSi inimica il signore di Padova. Nella città riveste il ruolo di rappresentante morale di tutti gli stranieri.
1388
Giu. lug.EmiliaSi reca per l’ultima volta a Firenze. A metà mese è inaugurato l’ospedale. Ai primi di luglio rientra a Padova, dove dopo la morte di Simone e il trasferimento a Mantova di Antonio, Bonifacio Lupo è l’unico esponente della famiglia presso la corte cararrese. Stende il suo testamento con il quale garantisce lasciti alla moglie Caterina e nomina suo erede il nipote Ugolotto Biancardo, figlio della sorella Caterina, cui peraltro, alla fine del gennaio 1386, ha già ceduto le proprie insegne di guerra.
Ago. dic.PadovaMilanoVeneto

Padova viene assalita dai viscontei. Tra l’estate e l’autunno finanzia la difesa dello stato mediante l’acquisto dai carraresi di loro beni siti a Bovolenta ed a Brugine per 16000 ducati.  La guerra va male. Bonifacio Lupo doma in Padova alcuni tumulti sorti ai danni dei carraresi. Convince Francesco Novello da Carrara ad arrendersi al conte di Virtù ed a cedere il castello di Padova. Rimane nella città quando il carrarese è costretto ad abbandonare Padova. Il consiglio degli anziani lo nomina capitano del popolo e capitano della guardia della città. Le nuove circostanze gli permettono in ogni caso di continuare ad aumentare il proprio patrimonio con speculazioni finanziarie e l’acquisto in immobili. Alla fine del conflitto, infine, con il nipote Antonio ottiene da Gian Galeazzo Visconti il permesso di ricostruire a Soragna la rocca tuttora esistente.

1390
Giu. ago.Veneto

Francesco Novello da Carrara assale Padova al fine di riconquistare la città. Bonifacio Lupo è contattato affinché collabori con gli attaccanti facendo aprire una breccia nelle mura adiacenti la sua casa. Rifiuta per coerenza alla parola data ai Visconti. Organizza la difesa cittadina con il governatore Luchino Rusca, i nipoti di Pietro dei Rossi, il cugino Simone Lupo ed il podestà Benedetto Visconti. Ai primi di agosto è costretto all’esilio; non viene fatto uccidere da Francesco Novello da Carrara (il Bonifacio Lupo ammazzato a giugno è un suo omonimo). E’ salvaguardata la sua incolumità personale in virtù anche delle pressioni a suo favore di Firenze. Si ritira con la moglie a Venezia dove già dal 1387 ha comprato alcune case.

1391Veneto

Muore a Venezia a fine marzo. Alla notizia del suo decesso viene celebrata in Firenze una solenne giostra in Piazza Santa Croce. E’ sepolto a Padova nella cappella di San Giacomo di Compostella    all’interno della basilica di Sant’Antonio, proprio di fronte all’arca del Santo, in un sepolcro di marmo rosso e bianco. La cappella è stata da lui fatta erigere con dote di 140 fiorini da pagarsi ai frati francescani di un ordine femminile di monache con obbligo di tre messe quotidiane in suffragio in perpetuo. Nella stessa cappella riposa anche la seconda moglie Caterina dei Franzesi. Sempre a Padova, Bonifacio Lupo fa completare le decorazioni  della cappella di San Giorgio iniziata dal fratello Raimondo. Sia la cappella che l’oratorio sono affrescate da Altichiero da Zevio (la sua immagine compare in un affresco). Con Antonio Lupo fa pure edificare la rocca Meli Lupi di Soragna. Bonifacio Lupo lascia in eredità al nipote Ugolotto Biancardo i suoi beni siti a Soragna, Casalmaggiore e Rivarolo Mantovano, metà del castello fatto costruire a Soragna ed una casa a Parma vicino a Santo Spirito. Sposa in prime nozze Filippina di Ubertino dei Lupi di Soragna. La seconda moglie Caterina de’ Franzesi nel proprio testamento destina tutti i suoi beni all’ospedale fiorentino di San Giovanni Battista. I rettori dell’ ospedale devono attendere alcuni anni per rientrare in possesso dei beni padovani di Bonifacio Lupo. Suo ritratto di Dell’Altissimo Cristoforo a Firenze nella Galleria degli Uffizi. mico del Petrarca. Sposa Filippina Lupi e Caterina dei Francesi di Staggia.

CITAZIONI

-“Uomo prudente e di grande esperienza nell’arte militare, ma tanto libero e di sua opinione, che non pareva che stimasse i commessari datigli per consiglio, e non communicava con loro alcuno segreto, né di loro volontà faceva alcuna cosa.” L. ARETINO

-“Persona prudentissima e di grande esperienza nell’arte militare.” RONCIONI

-“Uomo grave e di gran fede verso i da Carrara, e di molta autorità appresso i Padovani.” BONIFACCIO

-“Di senno profondo e in lialtà e con utili consigli pasato hogn’altro cavalieri.” GATARI

-“Uomo quasi solitario, di poche parole, ma di grande cuore, di buono e savio consiglio, e maestro di guerra.. Uomo di onesta vita e di vergogna pauroso.” VILLANI

-“Molto servidore dell’imperatore.” VELLUTI

-“Magnificum enim longissime memorie laudem stilus attinget.” MARZAGAIA

-“Vir magna scientia rei militaris, magnaque virtute praeditus: sed ita liber, ac sui animi, ut cives sibi in consilium traditos nihil protinus aestimare videretur, nulla iis secreta aperiens, nil ex eorum voluntate agens.” SANT’ANTONINO

-Con Niccolò Terzi, Raimondo Lupo, Simone Lupo, Antonio Lupo, Cermisone da Parma, Ugolotto Biancardo, Ottobono Terzi, Ludovico Gabriotto Cantelli “Fra ‘ restauratori della fama militare Italiana, o fra i loro più prodi cooperatori.” PEZZANA

-“Uomo quasi solitario, e di poche parole, era di gran cuore, e di buono e savio consiglio, e maestro di guerra.” MANNI

-Nella guerra contro Pisa “I Fiorentin per la detta cagione/ Diliberar di far di Pisa strazio;/ Mandarvi l’oste, della qual campione/ Fu primamente messer Bonifazio.” PUCCI

-“Il Lupi e gli altri membri della sua famiglia si distinsero tra i “fideles” dei Carraresi come condottieri e come diplomatici; ma fu soprattutto il Lupi, quale rappresentante più eminente, a rivestire i più alti incarichi di ambasciatore e di stretto consigliere di Francesco il Vecchio, coltivando anche rapporti con la cerchia di Francesco Petrarca nella ricca temperie culturale padovana. Nell’ambiente padovano il Lupi manifestò il suo interesse nei confronti delle fondazioni religiose per mezzo di una serie di donazioni a favore dei minori, degli olivetani di S. Maria della Riviera e, soprattutto, dell’Arcella Nuova, che beneficiò tramite concessioni molto consistenti a Volta Brusegana, Mandria, Abano e Torreglia tra il 1380 e il 1384. Alle volontà del Lupi si deve la cappella funebre familiare di S. Giacomo, realizzata in una posizione di rilievo nella basilica padovana di S. Antonio..In essa le opere del pittore Altichiero, celebrato ritrattista della cerchia petrarchesca, e degli scultori Andriolo e Giovanni de’ Santi rappresentano un programma di autocelebrazione iconografica del Lupi come “miles iam belli clarus et armis”, della moglie Caterina Francesi, ma anche della corte carrarese, di Petrarca e del suo segretario Lombardo della Seta, a sua volta legato al Lupi da strettissimi da strettissimi rapporti personali e patrimoniali.” ANGIOLINI

-“Lo spedale voluto dal Lupi fu intitolato a San Giovanni Battista ma nel corso degli anni, per tutti, fu l’Ospedale del Messer Bonifazio. Il Lupi redasse un testamento pubblico, una copia del quale è ancor oggi presente nell’Archivio storico di Firenze in cui, oltre ad una rendita fissa annuale di circa 700 fiorini, si disponeva che i beni dotali dell’ospedale fossero amministrati da un patronato privato, gli uomini dell’Arte della Lana in Calimala. Oggi l’ospedale di Messer Bonifazio è la sede della Questura di Firenze. Il 9 luglio 1914 su “la Nazione” compariva la pianta dei terreni in vendita in San Gallo come aree fabbricative. Spariva, prima di un ospedale, la donazione di un uomo che si era conquistato con la spada la cittadinanza fiorentina e, con il suo spirito caritatevole, una memoria lunga più di sei secoli.” www.leonioro.org>bonifacio-lupi-il condottiero

-“Parmensis, vir magna scientia rei militaris virtute praeditus.” BRUNI

-(Costretto all’esilio da Parma dalla vittoriosa fazione dei da Correggio “Va al servizio dei Carraresi di Padova, lavora molto di mente e di braccio per questi, e alla fine muore in certo senso “collaborazionista” con il loro nemico, il Visconti di Milano, senza però che il suo onore di cavaliere ne esca menomato. Egli onora la parola data più ancora che gli speroni. E’ comandante generoso con i suoi soldati, e munifico benefattore delle città che l’hanno fatto ricco: Firenze e Padova. Le opere da lui lasciate gli rendono testimonianza presso il Mugnone, lo Spedale che per secoli porta il suo nome; presso al Bacchiglione, al Santo, la Cappella di San Giacomo da lui voluta e scelta quest’ultima dimora per sé e per Madonna Caterina dei Francesi di Staggia sua seconda moglie.” LOMBARDI

-“Huomo d’assai nel fatto delle arme.” CORTUSII

-“Non era fiorentino, ma fu il più fiorentino di tutti i capitani che combatterono al soldo della Repubblica, perché si adoperò per il bene della città sia in tempo di guerra che in tempo di pace perché sconfisse i nemici, ma cercò anche di sconfiggere i malanni che colpivano gli amici perché lui – uomo di ventura – si dette da fare per aiutare gli sventurati. Di lui – maestro di guerra e maestro di pace – resta dopo tanti secoli il nome di una strada che naturalmente si trova nella zona dove il Capitano costruì quello che per lungo tempo i fiorentini chiamavano l'”Ospedale di Bonifacio” (alcuni addirittura “di San Bonifacio”), che fu anche “Conservatorio dei Poveri”, e poi ricovero per dementi (“la pazzeria di Bonifacio”), forse il primo ospedale psichiatrico moderno del nostro paese, con una stratificazione secolare di opere buone che durò fin quasi al ‘900, quando gli antichi edifici ospedalieri furono ristrutturati ed ebbero altri ruoli.” BATINI

-Epigrafe nella parte destra della sua tomba “Anno Domini LXXVI indictione XIIII/ Nobilis miles et marchio Soranee dominus Bonifacius de Lupis/ Fecit fieri hanc capellam ad honorem Dei ejusque gloriosa matris/ Virginis Mariae et beati Jacopi majoris et consacratus est in/ Nomine ipsius incliti apostoli./ Prefatus dominus reliquit fratribus predictus annuatim diversis/ Temporibus anni centum et quadraginta ducatos auri quo dare eisdem/ Tenentur sorores minores de Arcella Nova Padue.” (Sulla parte sinistra dell’arco è inscritto invece il seguente epitaffio) “Proh dolor: hic miles iam bello clarus et armis/ Iam terra pelagoque micans Bonifacius atra/ Mole jacet quem Parma tulit qui marchio vixit/ Soranee gentis decus hic et summa Luporum/ Gloria pro latis qui quond. plurima gessit/ Prelia ductor heris et sepe decora triumphis./ Hic hic cuius erat consulta resumere letus/ Imperialis apex regique domesticus idem/ Astitit ungarico domino vir gratus utrique/ Quidem? Consilio fuit hic probitate fideque/ Justiciaque nitens superum devotus et alme/ Religione, amans quo non prestantior alter/ Recta segni majorq. sui dilector honoris./ At quid fata virum tanti prostrasse juvabit?/ Sidera mens scandit gelidum licet ossa sepulcrum/ Stringat et eternum sua vivet famam per evum./ MCCCLXXXVIIII. dic. XXII.”

BIOGRAFIE SPECIFICHE

-P.E. Lombardi. Messer Bonifacio Lupi da Parma e la sua fondazione in via San Gallo in Firenze

Fonte immagine: wikipedia

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