BONIFACIO LUPO Di Parma

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BONIFACIO LUPO  (Bonifacio Lupi) Di Soragna. Fuoriuscito. Marchese di Soragna. Figlio di Ugolotto, fratello di Raimondo, zio di Ugolotto Biancardo, di Antonio e di Simone Lupo.

              13161391 (marzo)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1350  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ottiene un salvacondotto dall’arcivescovo di Milano Giovanni Visconti per potere controllare lo stato dei suoi beni nel parmense.

1351  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Emilia

Alla morte del padre deve riprendere la via dell’esilio su volontà di Giovanni Visconti signore anche di Parma: è costretto  a rinunciare ad ogni titolo nobiliare imperiale ed a vivere a Padova (dove alloggia in contrada San Fermo) dopo avere fornito una cauzione di 10000 fiorini.

1353  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Veneto

Vive alla corte dei carraresi.

1354  

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Impero  

 

 

 

 

 

Viene infeudato di Soragna dall’imperatore Carlo di Boemia.

Giu.  

 

 

 

 

 

 

 

L’imperatore gli concede in feudo in realtà solo nominalmente) anche Crema, Pizzighettone, Castelnuovo Bocca d’Adda, località tutte che sono sotto il controllo dei Visconti.

1355  

 

 

 

 

 

Trentino

E’ nominato governatore di Pietra di Primiero in Valsugana.

1356  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

 

 

Carlo di Boemia lo nomina suo consigliere e gli concede una pensione annua di 300 fiorini.

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Roma, allorché Carlo di Boemia viene incoronato imperatore.

Dic.  

 

 

 

 

 

 

 

E’ aggregato alla nobiltà veneziana dal doge Giovanni Gradenigo.

1359  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Lazio

Si trova sui confini del Patrimonio della Chiesa; è qui contattato dagli ambasciatori pontifici che vogliono conoscere le sue intenzioni, in particolare se milita agli stipendi del signore di Milano. Un suo fratello, infatti, combatte nel bolognese per i viscontei.

Apr. Firenze Comp. ventura 30 barbute Toscana

A Firenze con 30 barbute per contrastare la “Grande Compagnia” del conte Lando.

……….. Padova  

 

 

 

Veneto
1362  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Firenze Pisa Capitano di guerra Toscana

E’ inviato dai carraresi in soccorso dei fiorentini. Gli è chiesto il suo parere sulla difesa di Pietrabuona, circondata di battifolli dai pisani; la località cade nelle mani degli avversari. A metà mese Bonifacio Lupo è nominato dai fiorentini capitano di guerra;  gli sono consegnate le insegne della sua carica solo quando il punto astrologico è ritenuto favorevole. Con i soccorsi giunti da Pistoia, da Arezzo e da Roberto di Battifolle ha a disposizione 1600 cavalli e 5000 fanti. I commissari lo spingono a cavalcare nel lucchese. Bonifacio Lupo segue viceversa un proprio piano d’azione;  muove da Pescia, in Val di Nievole,  con direzione Fucecchio e Castelfranco. Penetra in Val d’Era, scorre fino a Peccioli e conquista il castello di Ghezzano.

Lug.  

 

 

 

Maresciallo Toscana

Gli è proibito di continuare nella sua azione offensiva; gli Otto della Guerra lo sostituiscono nel comando con Rodolfo da Varano. Nell’attesa dell’arrivo del nuovo capitano generale Bonifacio Lupo depreda la Val d’Era, giunge a Padule, ottiene il castello di San Piero a Grado, Forcoli e mette a sacco tutto il territorio fin sotto Pisa: sono espugnati e dati alle fiamme nel complesso trentadue tra castelli e fortezze ed incendiate più di seicento case. Entra in Cascina;  persevera sempre nella medesima politica del terrore; a Riglione Oratoio fa correre tre palii (di cui uno destinato ai barattieri, uno ai tenutari delle case da gioco ed uno alle meretrici); devasta  il contado di Putignano;  rientra su Peccioli. I pisani non accettano la battaglia campale a Castel del Fosso;  mancando dei necessari rifornimenti Bonifacio Lupo si sposta a Petriolo in attesa del nuovo capitano. Per non lasciare le sue genti inattive spedisce 400 barbute,   cavalli ungheri e 500 masnadieri, agli ordini di Leoncino dei Pannocchieschi, nella maremma verso Montescudaio. Costoro ritornano al campo con milleduecento bufali, novecento vacche, molti vitelli, più di mille maiali ed altro bestiame. Bonifacio Lupo rinuncia alla sua parte di bottino per lasciarla a chi se l’è assicurata. Rodolfo da  Varano riceve da lui a Petriolo le insegne del comando; è nominato suo maresciallo. Pochi giorni dopo, tuttavia, Bonifacio Lupo si finge ammalato, si reca a Firenze e chiede licenza di rientrare nel Veneto perché non in sintonia con la condotta del  da Varano, molto più prudente della sua, tanto da sembrare indeciso a cercare lo scontro con i pisani. I fiorentini lo pregano di rimanere per pungolare il nuovo capitano di guerra:  lo rimandano al campo con 1000 balestrieri e 200 cavalli.

Ago.  

 

 

 

 

 

Toscana

Peccioli cade nelle mani dei fiorentini; Bonifacio Lupo impedisce che i borghi siano messi a  sacco; conquista Montecchio ed invia nel capoluogo numerosi prigionieri. Ritorna a Firenze ed arma cavaliere del popolo Aldobrandino Orsini, che sta prendendo congedo dal servizio del comune; lo stesso Orsini, nella medesima occasione, arma cavaliere un figlio di Bonifacio Lupo.

1363 Mag. giu.  

 

 

 

Toscana Veneto

 

A fine mese con Giovanni da Sasso e Neri da Montegarulli conquista di sorpresa il castello di Pietrabuona nei pressi di Pescia. I pisani reagiscono ai primi del mese seguente. Vi danno l’assalto generale. Dopo sei ore è dato il segnale della ritirata: presso le mura sono abbandonate  sessantaquattro scale. Seguono due ulteriori attacchi al castello. I fiorentini sono colti impreparati. E’ dato fuoco alla fortezza ed i pisani ottengono la vittoria. Nello scontro rimane ucciso Neri da Montegarulli.
1364  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Firenze Pisa  

 

Toscana

Francesco da Carrara lo rimanda in soccorso dei fiorentini contro i pisani. Combatte la “Compagnia Bianca” di Alberto Sterz e di Giovanni Acuto, nonché  3000 barbute tedesche capitanate da Anichino di Baumgarten.

Mag.  

 

 

 

 

 

Toscana

Gli avversari attaccano Firenze;  gli abitanti della città, malgrado le disposizioni, cercano lo scontro  uscendo spesso in campo aperto per lottare contro i tedeschi e gli inglesi invece di starsene al sicuro dietro i ripari. Con Arrigo di Montfort, Manno Donati e Giovanni Malatacca, il Lupo respinge un assalto portato dal  Baumgarten alla Porta di San Gallo.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Agli ordini di Galeotto Malatesta vince l’Acuto a Cascina: la vittoria è propiziata dalla prontezza sua e di Manno Donati che rafforzano le difese della strada che conduce a San Savino ed a Pisa con i fanti dei conti Guidi, gli aretini e Ricceri Grimaldi con 400 balestrieri genovesi. Nella battaglia vi sono più di 1000 morti; altri 2000 sono fatti prigionieri.

1365 Impero  

 

 

 

 

 

Ha il mandato da Carlo di Boemia di seguire le trattative di pace tra il signore di Padova ed il duca d’Austria.

1366  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

 

 

E’ eletto dall’imperatore suo cavaliere e familiare. Carlo di Boemia rinnova a lui ed ai congiunti Antonio, Raimondo e Simone l’investitura di Soragna; a tutti, inoltre, vengono concesse la cittadinanza di Parma, di Cremona, di Mantova e di Reggio Emilia.

1368  

 

 

 

 

 

 

 

……..  

 

 

 

 

 

Friuli

Si incontra ad Udine con Carlo di Boemia e Francesco da Carrara.

……….. Padova Milano Capitano g.le Lombardia

Affronta i viscontei nel serraglio di Mantova.

1369  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Toscana A fine mese gli è riconosciuta la cittadinanza fiorentina con particolari privilegi fiscali. Chiede il privilegio di poter collocare il proprio sepolcro nel battistero di San Giovanni Battista: la sua richiesta non viene accettata.
Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana

Prende parte alla difesa di Firenze con Raimondo da Varano a seguito della sconfitta al Fosso Armonico di Giovanni Malatacca di fronte all’Acuto.

1370  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Toscana Si segnala alla conquista di San Miniato.
1371  

 

 

 

 

 

 

 

……….. Milano Padova  

 

 

 

Catturato dai carraresi, ritorna al loro servizio.

……….. Padova Milano Capitano g.le Veneto

E’ segnalato a Monselice.

1372  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Ungheria

Si reca presso il re Ludovico d’Ungheria con Michele di Rabatta, Francesco Lion e Guglielmo da Curtarolo in missione diplomatica.

Lug. Padova Venezia  

 

Veneto e Toscana

Partecipa ad un consiglio di guerra con Francesco da Carrara. Subito dopo si reca a Bologna ed a Firenze;  conduce al soldo dei carraresi la “Compagnia Bianca”.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si muove alla guardia delle Brentelle con Arcuano Buzzaccarini, Luigi Forzaté, Simone e Antonio Lupo. Si colloca alla difesa della riviera da Monselice al Bassanello allorché Rinieri da Baschi depreda i Colli Euganei;  dopo alcuni giorni di schermaglie l’esercito veneziano è costretto ad abbandonare gli argini ed a ripiegare.

1373  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ latore di un’ambasciata a Venezia.

Apr.  

 

 

 

 

 

Veneto

Al fallimento delle trattative diplomatiche con i veneziani ritorna a Padova. Esce dalla città con Francesco da Carrara alla testa di 1600 cavalli; si collega per strada con Benedetto e Stefano Unghero; raduna 4000 guastatori e fa scavare nella laguna, a Curano, un fossato e costruire, a Lova, una bastia che è ultimata in sette giorni. Sabotatori veneziani mettono a fuoco ai suoi alloggiamenti come a quelli di Federico di Vallelonga, di Giovanni da Peraga e di Arcuano Buzzaccarini. Respinge il successivo attacco veneziano con il concorso di Stefano Unghero.

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

Lascia ancora Padova per la Porta di Ognissanti (il Portello) e si accampa a Boion con Marsilio da Carrara e Federico di  Vallelonga: il giorno seguente giunge il voivoda Stefano di Transilvania con i suoi uomini per cui può proseguire nei lavori di scavo del fossato.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

Con Rizzardo di San Bonifacio e gli ungheri è presa la decisione di distruggere la bastia del Buon Conforto o di Medicina fatta costruire da Giberto da Correggio.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Affronta le milizie della Serenissima dalle quali è sconfitto e fatto prigioniero nei pressi della bastia del Buon Conforto: è liberato poco dopo dai mercenari al servizio dei veneziani con il nipote Antonio. Per alcune fonti padovane Bonifacio Lupo è consapevole della congiura di Marsilio da Carrara ai danni del fratello Francesco. In ogni caso, molto ascoltato nelle vicende di guerra, si incontra con il signore di Padova e lo convince a cercare la via della pace con la Serenissima.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Segue le trattative con i veneziani che sfoceranno con la firma della pace.

………..  

 

 

 

 

 

 

 

Viene investito del castello di Pietra di Primiero.

1375  

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Verona, per le nozze di Taddea della Scala con Francesco Novello da Carrara.

1376  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia con Rizzardo di San Bonifacio. Rientra a Padova e passa al servizio della Serenissima allo scopo di fronteggiare nel feltrino le truppe del duca Leopoldo d’Austria.

1377 Toscana Acquista a Firenze alcuni terreni in via San Gallo per 300 fiorini e dà inizio alla costruzione di due ospedali, uno per gli uomini ed uno per le donne, destinati ai mendicanti poveri ed agli ammalati: entrambi sono dedicati a San Giovanni Battista. Gli ospedali saranno completati nel 1387; per la loro costruzione Bonifacio Lupo impegna 25000 fiorini e dota le due opere di una rendita annua di 700 fiorini.
1378  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. ago. Padova Venezia  

 

Veneto

Si porta all’assedio di Mestre con Francesco Novello da Carrara che, per ordine del padre, deve sottostare ai suoi ordini. E’ deciso un attacco generale che si rivela infruttuoso: il Lupo subisce molte perdite ed è obbligato a chiamare la ritirata; deve anche levare il campo a causa di una pestilenza scoppiata tra i suoi soldati.

1379  

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Esce da Castelcarro con Simone Lupo;  subito dopo la conquista di Chioggia si reca nella città con il signore di Padova.

1380  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Cittadella, ai primi negoziati di pace con i veneziani.

1381  

 

 

 

 

 

 

 

………..  

 

 

 

 

 

Veneto

A Treviso, con Gerardo da Monteloro per chiedere Feltre al duca d’Austria.

Lug. ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

A consulto con Francesco da Carrara per studiare le clausole della pace con i veneziani.

1382  

 

 

 

 

 

Austria

In Austria con Paganino da Sala, Gerardo da Monteloro, Francesco Lion e Michele da Rabatta per  trattare l’ acquisto di Feltre.

1383  

 

 

 

 

 

 

 

Con Paganino da Sala stipula la pace con Leopoldo d’Austria: Treviso perviene così nelle mani dei carraresi in cambio di 60000 ducati (per altre fonti 80000 ducati, più altri 20000 per il mediatore Ugo di Duino).

1384  

 

 

 

 

 

 

 

Nov.  

 

 

 

 

 

Toscana

Viene nominato dai fiorentini sindaco per armare cavaliere il veneziano Piero Emo, eletto podestà di Firenze.

1385  

 

 

 

 

 

 

 

Gian Galeazzo Visconti concede a lui ed al nipote Antonio il permesso di costruire un castello nel territorio di Soragna in località Cantone dei Manghi.

1387  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Veneto

Ottiene a Padova la procura da Francesco da Carrara per concludere un’alleanza con Gian Galeazzo Visconti ai danni degli scaligeri. Acquista in città alcune case.

…………  

 

 

 

 

 

Veneto

Si inimica con il signore di Padova. Nella città riveste il ruolo di rappresentante  morale di tutti gli stranieri.

1388  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. lug. Emilia Si reca per l’ultima volta a Firenze. A metà mese è inaugurato l’ospedale. Ai primi di luglio rientra a Padova, dove dopo la morte di Simone e il trasferimento a Mantova di Antonio, il Lupi è l’unico esponente della famiglia presso la corte cararrese. Stende il suo testamento con il quale garantisce lasciti alla moglie Caterina e nomina suo erede il nipote Ugolotto Biancardo, figlio della sorella Caterina, cui peraltro, alla fine del gennaio 1386, ha già ceduto le proprie insegne di guerra.
Ago. dic. Padova Milano  

 

Veneto

Padova viene assalita dai viscontei. Tra l’estate e l’autunno finanzia la difesa dello stato mediante l’acquisto dai carraresi di loro beni siti a Bovolenta ed a Brugine per 16000 ducati.  La guerra va male. Bonifacio Lupo doma in Padova alcuni tumulti sorti ai danni dei carraresi. Convince Francesco Novello da Carrara ad arrendersi al conte di Virtù ed a cedere il castello di Padova. Rimane a Padova quando il carrarese è costretto ad abbandonare la città. Il consiglio degli anziani lo nomina capitano del popolo e capitano della guardia della città. Le nuove circostanze gli permettono in ogni caso di continuare ad aumentare il proprio patrimonio con speculazioni finanziarie e l’acquisto in immobili. Alla fine del conflitto, infine, con il nipote Antonio ottiene da Gian Galeazzo Visconti il permesso di ricostruire a Soragna la rocca tuttora esistente.

1390 Giu. ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Francesco Novello da Carrara assale Padova al fine di riconquistare la città. Il Lupo è contattato affinché collabori con gli attaccanti facendo aprire una breccia nelle mura adiacenti la sua casa. Rifiuta per coerenza alla parola data ai Visconti. Ai primi di agosto è costretto all’esilio; non viene fatto uccidere dal Carrara (il Lupo ammazzato a giugno è un suo omonimo). E’ salvaguardata la sua incolumità personale in virtù anche delle pressioni a suo favore di Firenze. Si ritira con la moglie a Venezia dove già dal 1387 ha comprato alcune case.

1391  

 

 

 

 

 

Veneto

 

Muore a Venezia a fine marzo. E’ sepolto a Padova nella cappella di San Giacomo di Compostella    all’interno della basilica di Sant’Antonio, proprio di fronte all’arca del Santo, in un sepolcro di marmo rosso e bianco. La cappella è stata da lui fatta erigere con dote di 140 fiorini da pagarsi ai frati francescani di un ordine femminile di monache con obbligo di tre messe quotidiane in suffragio in perpetuo. Nella stessa cappella riposa anche la seconda moglie Caterina dei Franzesi. Sempre a Padova, il Lupo fa completare le decorazioni  della cappella di San Giorgio iniziata dal fratello Raimondo. Sia la cappella che l’oratorio sono affrescate da Altichiero da Zevio. Con Antonio Lupo fa pure edificare la rocca Meli Lupi di Soragna. Bonifacio Lupo lascia in eredità al nipote Ugolotto Biancardo i suoi beni siti a Soragna, Casalmaggiore e Rivarolo Mantovano, metà del castello fatto costruire a Soragna ed una casa a Parma vicino a Santo Spirito. Sposa in prime nozze Filippina di Ubertino dei Lupi di Soragna. La seconda moglie Caterina de’ Franzesi nel proprio testamento destina tutti i suoi beni all’ospedale fiorentino di San Giovanni Battista. I rettori dell’ ospedale devono attendere alcuni anni per rientrare in possesso dei beni padovani di Bonifacio Lupo.

 CITAZIONI

“Uomo prudente e di grande esperienza nell’arte militare, ma tanto libero e di sua opinione, che non pareva che stimasse i commessari datigli per consiglio, e non communicava con loro alcuno segreto, né di loro volontà faceva alcuna cosa.” L. ARETINO

“Persona prudentissima e di grande esperienza nell’arte militare.” RONCIONI

“Uomo grave e di gran fede verso i da Carrara, e di molta autorità appresso i Padovani.” BONIFACCIO

“Di senno profondo e in lialtà e con utili consigli pasato hogn’altro cavalieri.” GATARI

“Uomo quasi solitario, di poche parole, ma di grande cuore, di buono e savio consiglio, e maestro di guerra..Uomo di onesta vita e di vergogna pauroso.” VILLANI

“Molto servidore dell’imperatore.” VELLUTI

“Magnificum enim longissime memorie laudem stilus attinget.” MARZAGAIA

“Vir magna scientia rei militaris, magnaque virtute praeditus: sed ita liber, ac sui animi, ut cives sibi in consilium traditos nihil protinus aestimare videretur, nulla iis secreta aperiens, nil ex eorum voluntate agens.” SANT’ANTONINO

Con Niccolò Terzi, Raimondo Lupo, Simone Lupo, Antonio Lupo, Cermisone da Parma, Ugolotto Biancardo, Ottobono Terzi, Ludovico Gabriotto Cantelli “Fra ‘ restauratori della fama militare Italiana, o fra i loro più prodi cooperatori.” PEZZANA

“Uomo quasi solitario, e di poche parole, era di gran cuore, e di buono e savio consiglio, e maestro di guerra.” MANNI 

Nella guerra contro Pisa “I Fiorentin per la detta cagione/ Diliberar di far di Pisa strazio;/ Mandarvi l’oste, della qual campione/ Fu primamente messer Bonifazio.” PUCCI

“Il Lupi e gli altri membri della sua famiglia si distinsero tra i “fideles” dei Carraresi come condottieri e come diplomatici; ma fu soprattutto il Lupi, quale rappresentante più eminente, a rivestire i più alti incarichi di ambasciatore e di stretto consigliere di Francesco il Vecchio, coltivando anche rapporti con la cerchia di Francesco Petrarca nella ricca temperie culturale padovana. Nell’ambiente padovano il Lupi manifestò il suo interesse nei confronti delle fondazioni religiose per mezzo di una serie di donazioni a favore dei minori, degli olivetani di S. Maria della Riviera e, soprattutto, dell’Arcella Nuova, che beneficiò tramite concessioni molto consistenti a Volta Brusegana, Mandria, Abano e Torreglia tra il 1380 e il 1384. Alle volontà del Lupi si deve la cappella funebre familiare di S. Giacomo, realizzata in una posizione di rilievo nella basilica padovana di S. Antonio..In essa le opere del pittore Altichiero, celebrato ritrattista della cerchia petrarchesca, e degli scultori Andriolo e Giovanni de’ Santi rappresentano un programma di autocelebrazione iconografica del Lupi come “miles iam belli clarus et armis”, della moglie Caterina Francesi, ma anche della corte carrarese, di Petrarca e del suo segretario Lombardo della Seta, a sua volta legato al Lupi da strettissimi da strettissimi rapporti personali e patrimoniali.” ANGIOLINI

Epigrafe nella parte destra della sua tomba “Anno Domini LXXVI indictione XIIII/ Nobilis miles et marchio Soranee dominus Bonifacius de Lupis/ Fecit fieri hanc capellam ad honorem Dei ejusque gloriosa matris/ Virginis Mariae et beati Jacopi majoris et consacratus est in/ Nomine ipsius incliti apostoli./ Prefatus dominus reliquit fratribus predictus annuatim diversis/ Temporibus anni centum et quadraginta ducatos auri quo dare eisdem/ Tenentur sorores minores de Arcella Nova Padue.” (Sulla parte sinistra dell’arco è inscritto invece il seguente epitaffio) “Proh dolor: hic miles iam bello clarus et armis/ Iam terra pelagoque micans Bonifacius atra/ Mole jacet quem Parma tulit qui marchio vixit/ Soranee gentis decus hic et summa Luporum/ Gloria pro latis qui quond. plurima gessit/ Prelia ductor heris et sepe decora triumphis./ Hic hic cuius erat consulta resumere letus/ Imperialis apex regique domesticus idem/ Astitit ungarico domino vir gratus utrique/ Quidem? Consilio fuit hic probitate fideque/ Justiciaque nitens superum devotus et alme/ Religione, amans quo non prestantior alter/ Recta segni majorq. sui dilector honoris./ At quid fata virum tanti prostrasse juvabit?/ Sidera mens scandit gelidum licet ossa sepulcrum/ Stringat et eternum sua vivet famam per evum./ MCCCLXXXVIIII. dic. XXII.”

Fonte immagine: wikipedia

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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