BOCCOLINO GUZZONI

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BOCCOLINO GUZZONI (Boccolino da Osimo, Boccolino di Guzzone) Detto Malagrampa. Conte. Signore di Osimo.

1445 ca.- 1494 (giugno)

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1457 Marche Sulla fine dell’anno vi è un grosso litigio tra il padre Guzzone ed il nobile Giacomo Leopardi; quest’ultimo percuote il congiunto  in pubblico colpendolo al petto. Qualche giorno dopo il giovane Boccolino si presenta armato nella sede del consiglio cittadino minacciando i magistrati e pretendendo che sia fatta giustizia al padre. E’ subito imprigionato con un amico che lo ha accompagnato; è sottoposto, a causa della sua giovane età alla disciplina del precettore di grammatica, il maestro Geronimo da Tolentino. Liberato per intercessione dello stesso maestro e dei genitori, conclude gli studi primari per essere avviato all’ apprendimento delle scienze matematiche.
………..

 

Milano

 

Milita agli ordini del capitano sforzesco Bartolomeo da Montolmo.

1475
Sett. Lorenzo dei Medici scrive al duca di Ferrara Ercole d’Este, sotto cui ha militato Boccolino Guzzoni, di liberarlo dal carcere.
1476

 

Apr.

 

Borgogna

 

Cantoni Svizzeri

 

50 lance e 50 fanti

 

Lombardia e Francia

 

A Milano. Prima di lasciare la Lombardia per la Borgogna gli sono consegnati dagli emissari di Carlo il Temerario una prestanza di quattro mesi e 100 scudi. E’ assoldato con 400 lance dal sire di Chateauguyon.

1477

 

Gen.

 

Francia e Marche

 

Con la morte a Nancy del duca di Borgogna il Guzzoni ritorna ad Osimo, dove è richiamato sia da ragioni familiari, sia dalle discordie della sua città con Ancona.

Giu.

 

Osimo

 

Ancona

 

Capitano g.le

 

Marche

 

Gli anconetani, 4000 uomini comandati da Astorgio Scottivoli, si mettono a depredare il territorio vicino a Cesa ed ai suoi possedimenti di Monte Gallo. Il Guzzoni esce da Osimo con 800 uomini per affrontare gli avversari tra Santo Stefano e Bellafiora. Gli anconetani sono disposti parte tra Montecerno ed Offagna al comando del Buldone, parte sulle colline di Santo Stefano agli ordini dello Scottivoli, parte tra Bellafiora e San Biagio agli ordini dello Zampino. Il Guzzoni si scaglia contro le truppe del terzo capitano che dispone di molti fanti armati di schioppetti, spingarde e balestre. La sua azione obbliga gli avversari ad abbandonare le  posizioni originarie per prestare soccorso alle milizie dello Zampino che si trovano in difficoltà. I fanti di Astorgio Scottivoli si precipitano alle spalle degli osimani; sono colti alla sprovvista dalle truppe di riserva che lo stesso Guzzoni ha nascosto in precedenza nel fosso di San Valentino. Anche gli anconetani sono colti  alle spalle; sono costretti a ritirarsi lasciando sul terreno 200 morti, contro 30 uomini di parte osimana. Il Guzzoni entra trionfante in Osimo con lo stendardo maggiore di Ancona e 200 prigionieri.

1478

 

Giu.

 

Firenze

 

Chiesa

 

15 lance

 

Toscana

 

Viene condotto dai fiorentini per sei mesi.

…………

 

Romagna

 

Transita per Cesena. Il capitano della città Giorgio dal Borgo non lo alloggia in modo confacente. Il Guzzoni lo uccide e si sposta a Taipano; espelle gli abitanti dalle loro case ed ammazza altri due cittadini.

1479

 

Mag.

 

I pontifici intimano a lui ed al fratello Giacomo Filippo di comparire a Macerata.

Ago.

 

Toscana

 

Congedato dai fiorentini, rimarrà in Toscana fino al marzo successivo.

1480

 

Marche

 

Gli sono confiscati i beni dai pontifici con il pretesto di una sollevazione organizzata in Osimo dal padre Guzzone.

1481

 

Napoli

 

Impero Ottomano

 

100 cavalli leggeri

 

Puglia

 

Si distingue all’assedio di Otranto. E’ armato cavaliere dal re Ferrante d’Aragona dopo avere ucciso in duello un capitano turco: alla fine della campagna ha ai suoi ordini 100 cavalli morlacchi.

1482

 

…………

 

Napoli

 

Chiesa

 

Lazio

 

Depreda l’agro romano con i Colonna.

Dic.

 

Chiesa

 

Venezia

 

Emilia

 

1484

 

…………

 

Chiesa

 

E’ nominato dai pontifici conte di Poggio.

Ago.

 

Fermo

 

Ascoli Piceno

 

Marche

 

Alla morte del padre ritorna ad Osimo con la scorta dei suoi cavalli morlacchi. Alla testa di 300 balestrieri combatte per Fermo contro Ascoli Piceno.

Nov.

 

Marche

 

Con la fine della guerra rientra ad Osimo.

1485

 

Apr.

 

Marche

 

Viene nominato gonfaloniere di Osimo: contrasta la politica dei nobili a favore del partito popolare.

…………

 

Chiesa

 

Napoli

 

500 fanti

 

Passa agli stipendi del papa Innocenzo VIII; è nominato governatore di Osimo e gli è dato il comando di 500 uomini. Si allontana presto dall’esercito per la presenza del commissario pontificio Pierdomenico Leopardi. Fa ritorno ad Osimo con il pretesto di sposarsi.

1486

 

Mar.

 

Napoli

 

Chiesa

 

50 lance 20  cavalli leggeri 100 fanti

 

Marche

 

Gli viene concessa dagli aragonesi una provvigione di 300 ducati. Ha il compito di fare ribellare Osimo allo stato della Chiesa.

Apr.

 

Marche

 

E’ convocato dai priori di Osimo; raduna, viceversa, le sue truppe e con 400 armati entra nella città. Uccide Giacomo Leopardi ed altri consiglieri, saccheggia le case dei nobili e si impadronisce della fortezza del Cassero alla cui difesa si trovano solo quindici soldati. Il governatore della Marca Ludovico Agnelli si collega con i fuoriusciti;  tenta, invano, di ridurre in suo potere Osimo.

Mag.

 

Marche

 

I veneziani invitano il Guzzoni a capitolare di fronte ai pontifici con la mediazione di Giulio Cesare da Varano. Rifiuta;  viene scomunicato; raccoglie truppe e rafforza le difese di Osimo con il denaro che gli è fatto avere dagli aragonesi.

…………

 

Marche

 

Alla conclusione della guerra si accorda con l’ambasciatore del duca di Urbino   Guidobaldo da Montefeltro; promette di restituire Osimo in cambio della cessazione di ogni persecuzione. I pontifici non rispondono ed il Guzzoni riprende la via delle armi: cerca di coinvolgere alla sua causa Roberto da San Severino quando costui, abbandonato da tutti, è obbligato alla fuga verso il veneziano.

Ott.

 

Osimo

 

Chiesa

 

Marche

 

I pontifici si accampano lungo il Musone per dare il guasto al contado ed assediare Osimo: i suoi beni sono confiscati a favore di Pierdomenico Leopardi.

1487

 

Gen. feb.

 

Marche

 

E’ sconfitto a Vaccaro; stretto sempre più da vicino dai pontifici, spedisce come suoi ambasciatori a Costantinopoli i nipoti Pietro Baligani e Leone Pifero per chiedere soccorsi al sultano. Invia a Costantinopoli un altro nipote, Angelo Malazampa, quando viene a conoscenza che i precedenti emissari sono stati catturati con la risposta. Anche un terzo ambasciatore è catturato a Lecce.

Mar. mag.

 

Marche

 

Viene assalito dal cardinale Giuliano della Rovere che si attenda a Montefano. I pontifici fanno uccidere davanti alle mura di Osimo un suo nipote perché egli non vuole arrendersi. Non dà tregua agli assedianti e con continue scaramucce mette in difficoltà gli avversari. Al comando delle truppe pontificie è preposto Gian Giacomo da Trivulzio.

Giu.

 

Marche

 

Il Trivulzio fa impiccare cinque turchi diretti ad Osimo; per rappresaglia il Guzzoni  fa impiccare altrettanti soldati milanesi da lui catturati in precedenza; il cardinale  Giuliano della Rovere fa appendere ad un albero nei pressi delle mura cittadine un suo emissario diretto a Costantinopoli con un uomo d’arme. Il Guzzoni prende alla sprovvista gli assedianti ed in una scaramuccia ne uccide 300, compreso Giovanni Vitelli. Nel proseguio della campagna, tuttavia, cade in un agguato tesogli dallo spagnolo Sanchez nel corso del quale si salva a stento con il ferimento della sua cavalcatura.

Lug.

 

Marche

 

Il Trivulzio costringe il Guzzoni alla resa; vi è una mediazione di Lorenzo dei Medici tramite Francesco Gaddi per la quale ottiene in cambio della capitolazione  8000 ducati (1000 in contanti e 7000 da pagarsi a Firenze).

Ago.

 

Marche e Toscana

 

Abbandona Osimo in pieno giorno per la Porta di San Giacomo accompagnato da Bartolomeo da Montolmo: ne esce con settantaquattro persone e diciannove muli carichi dei suoi beni. Si reca a Senigallia con la scorta del  Trivulzio e di dieci uomini d’arme. Tocca Pesaro  e  Firenze. In tale città è raggiunto dalla notizia dell’uccisione a Roma del nipote Malazampa fatto squartare in piazza Navona.

Dic.

 

Toscana

 

Gli è concessa la cittadinanza fiorentina.

1488

 

Sett.

 

Milano

 

Genova

 

Piemonte  e Liguria

 

Milita al soldo dgli sforzeschi. All’occupazione di Savona.  Affianca Ludovico Sforza a Novi Ligure; si muove dal castello di Altare e punta su Savona dove è raggiunto dai fuoriusciti, dagli uomini del marchese del Finale e da quelli del marchese del Monferrato. Assedia la città; occupa l’arsenale suscitando l’ira dei fuoriusciti Obietto Fieschi e Giovanni Adorno.

Ott.

 

Liguria

 

Assale all’alba a Savona il castello vecchio dopo avere fatto bombardare dalle artiglierie le case intermedie che  separano questo dal castello di San Giorgio: in due ore di combattimento la fortezza viene presa. Di seguito il Guzzoni assedia  il castello di San Giorgio dove si trovano Alessandro ed Alfonso Fregoso. Dà battaglia al rivellino, si impossessa di una delle torri; alla fine Alfonso Fregoso, ferito gravemente, si arrende a patti. Si lamenta con Ludovico Sforza per l’esiguità del bottino trovato nel castello, da dividere, peraltro, tra lui, Lorenzo da Mozzanica e Matteo da Pirovano. Lo Sforza è obbligato a venire incontro alle esigenze dei tre condottieri.

1490

 

Sett.

 

Lascia gli stipendi del duca di Milano.

…………

 

Milano

 

1492

 

Lombardia

 

Lo Sforza dimostra benevolenza nei suoi confronti;  si offre anche di pagargli 1000 ducati al posto di un suo debitore che non gli vuole riconoscere un suo credito (la riscossione dei frutti di alcuni investimenti fatti dal Guzzoni durante la sua permanenza a Firenze). Lo Sforza, inoltre, si attiva per appianare la disputa tra lo stesso Boccolino ed il nipote Giambattista Malazampa, il quale, colpito nei propri interessi per la confisca dei beni del parente, ne richiede il risarcimento. Ludovico Sforza si offre come garante e propone di assumere personalmente il carico dell’ indennizzo.

1493

 

Lug.

 

Lombardia

 

Il Guzzoni cade in disgrazia;  gli sono confiscati i suoi beni. Alcuni storici tramandano la notizia che la causa sarebbe stata nella confidenza fatta ad un amico secondo la quale sarebbe stato in grado di espugnare il Castello Sforzesco alla testa di un piccolo nucleo di armati. La diceria è percepita da Ludovico Sforza come una minaccia. Il Guzzoni è imprigionato nel Castello Sforzesco;  viene torturato per sei mesi con l’accusa di avere partecipato ad una congiura a favore degli aragonesi, interessati a far valere i diritti al ducato dell’erede naturale,  Gian Galeazzo Sforza, ormai maggiorenne, e della moglie di quest’ultimo Isabella d’Aragona, figlia del re di Napoli Alfonso.

1494

 

Giu.

 

Lombardia

 

Non sopporta di essere giustiziato dalle mani del boia;  preferisce impiccarsi da solo nel piazzale del Castello Sforzesco.

 CITAZIONI

“Tollere jam cupiens heros Bucolinus ad astra;/ Vult populos patriae nomen habere suae./ Militibus fretus, celsae quoque moenibus arcis/ Innumeras strages lata per arva dedit.” da un poema di F. PANFILI, riportato dal COLUCCI

“Huomo audacissimo e di gran seguito.” VALORI

“Vago di sempre nuove avventure.” CECCONI

“Ed era uno delicate bone armizere.” BERNARDI

“Era Boccolino terribile uomo, superbo, iracondo, e tale..che difficilmente dava luogo a ragionamenti quieti.” BALDI

“Uomo subito, ambizioso, risoluto, di smisurati concetti e che aveva grande autorità fra’ suoi concittadini, non tanto per le ricchezze, quanto per un certo suo piglio soldatesco, e per una certa sbrigliata e rozza eloquenza con cui gli animi del volgo a sue voglie volgeva.” UGOLINI

“Uomo valoroso, ostinato ed astuto.” ROSMINI

“Di spirito altiero..Il quale militò in Calabria in servigio della casa Aragonese; e in occasione di sostenere l’onore della patria e guerre con circonvicini, diede saggio del suo invitto coraggio, degno in vero di perpetua memoria, se non si fosse poi reso temerario e ribelle a tempo d’Innocenzo VIII: attentato di troppa infausta rimembranza a posteri, poichè con il suo esterminio portò seco anco quello della patria, benché il suo ardire non fosse stato secondato che da pochi, e quelli o forosciti o forzati.” MARTORELLI

“Soggetto ben noto nell’arte di guerreggiare.” TALLEONI

“Era detto Boccolino non solo amato a temuto per tutta la provincia della marca Anconitana, m’ancora per tutta Italia e fuori di essa insieme.” SARACINI

“Uomo di gran seguito e autorità nella sua patria, di maraviglioso ardire e dell’arte della guerra intendentissimo.” SERDONATI

“Uomo ardito e ambizioso.” ANGELITA

“Ergo equitum, peditumque simul manus undique coit/ Jusso parata sequi, quam dux Bucolinus agendam/ Accipit, hic juvenes inter pulcherrimus omnes/ Nobilium de gente fatus, non arma timescit/ Densa, nec hostiles ferro superare phalanges/ Ambigit…” Da un racconto in versi di A. D’ONOFRIO, di Osimo, riportato dal MARTORELLI

“Whose family had been prominent the town (Osimo) since the thirteenth century, was a proud, aggressive, self-willed man. He had won some repute as a soldier, and the patronage of the Duke of Calabria.” SHAW

 

     BIOGRAFIE SPECIFICHE

-G. Cecconi. Vita e fatti di Boccolino Guzzoni di Osimo, capitano di ventura del secolo XV.

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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