BISACCIONE (Bisaccione Bisaccioni) Di Jesi. Conte.
1541 – 1603 (agosto)
| Anno, mese | Stato. Comp. ventura | Avversario | Condotta | Area attività | Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1570 | Venezia | Impero ottomano | Cipro | ||
| 1571 | |||||
| Ott. | Chiesa | Impero Ottomano | Grecia | Prende parte alla battaglia di Lepanto. | |
| ………….. | Firenze | Impero Ottomano | Affianca i cavalieri dell’ordine di santo Stefano nel dare la caccia ai corsari barbareschi. | ||
| ………….. | Spagna | Impero Ottomano | Olanda e Belgio | Combatte nelle guerre di Fiandra. | |
| ………….. | Impero | Impero Ottomano | Ungheria | Affronta i turchi in Ungheria. | |
| ………….. | Chiesa | Ugonotti | Francia | ||
| 1585 | Chiesa | Comp. ventura | Romagna | Si oppone in Romagna ad un gruppo di briganti comandato da Alfonso Piccolomini. | |
| ………….. | Romagna | Governatore di Castrocaro Terme. | |||
| 1590 | |||||
| Ott. dic. | Lazio | Dà la caccia ai briganti Alfonso Piccolomini e Marco Sciarra. Intercetta un gruppo di banditi facenti parte delle bande dei due briganti, rimasto isolato e diretto, come il resto dei loro compagni, verso le saline di Ostia e Roma. Sorprende costoro a Centeno: tutti i briganti, catturati vivi o morti nel combattimento, sono impiccati ed issati a penzolare per alcuni giorni su dieci pali ai bordi della strada. Ha un altro scontro con il resto della banda a Caprarola. Persevera nell’inseguimento anche dopo che gli avversari sono riusciti a superare l’accerchiamento, subito a Montirosi, ad opera dei granducali comandati da Camillo del Monte a Santa Maria e dai pontifici di Virginio Orsini. Tallona i briganti sino a Villa San Giovanni in Tuscia ed a Barbarano Romano: i nemici, ancora una volta, riescono a sfuggirgli attraverso una foresta inestricabile. Si racconta ancora oggi a Barbarano Romano che, nelle notti di agosto, si possono udire le urla di rabbia del Bisaccione per la delusione. | |||
| 1591 | Emilia | Ottiene il comando di un colonnello di fanti; il suo campo d’azione ha ora come base logistica Ferrara. A gennaio cattura nei pressi di Cesenatico il Piccolomini, sulla cui testa pende una condanna a morte in contumacia del granduca di Toscana. Lo conduce a Forlì con 300 fanti della sua compagnia. Litiga con il governatore della città Pompeo Sperelli che lo vuole arrestare per conto dei pontifici. Suonano le campane a stormo per impedire al capitano fiorentino di condurre a Firenze il Piccolomini. Il Bisaccione scardina una porta cittadina e si dirige verso la capitale del granducato. | |||
| ………….. | Chiesa | Ugonotti | Francia | Prende parte alle guerre di religione in Francia. | |
| ………….. | Umbria | E’ eletto dai pontifici governatore dell’Umbria. | |||
| 1602 | Chiesa | Corsari barbareschi | Campania | Il luogotenente della flotta pontificia Flaminio Delfini gli dà il comando di 2 galee per dare la caccia ai corsari barbareschi tra le isole del golfo di Napoli. | |
| 1603 | |||||
| ………….. | Lazio | Ha il comando interinale della flotta pontificia. | |||
| Ago. | Sicilia | Conduce a Messina 7 galee per darne il comando al nuovo capitano della flotta pontificia Ippolito Malaspina. Giunto nella città vi muore all’improvviso a fine mese. E’ sepolto nella chiesa di San Giovanni. Ai suoi funerali presenzia il Malaspina. |
CITAZIONI
-“Valoroso guerriero, che meritò onorevoli cariche non solo del suo principe, ma anche dagli esteri..Del suo valor militare e della prattica che avea grandissimamnella tattica ne lasciò in testimonianza anche un’opera.” COLUCCI
-Con il fratello Desiderio “Hanno talmente allargata la fama del loro valore, che sono a comun voce posti fra i migliori soldati che vivano nella Marca.” GRIZIO
-“Conte, famoso condottiero e soldato di ventura…Trasforma la caccia ai Briganti, in particolare verso Alfonso Piccolomini e Marco Sciarra, in un fatto personale carico di sentimenti d’odio, così forte che era solito dire:”Senza pietà et senza tregua sino all’inferno lo voglio cercà.” SCIARRA
-Sul suo sepolcro è inscritto il seguente epitaffio ” D.O.O./ Bisaccionus ex Aesio Piceni oppido oriundus/ Post egregiam christianae reipublicae/ Multis, ac difficillimis bellis ad Cyprum insulam/ In Pannonia, in Gallia aliisq. locis navatam operam/ Cum militum in Umbria ecclesiastica provincia/ Dux esset/ Ac in pontificiam classem imperium/ Summo proximum obtineret/ Decessit Messanae annum agens LXII/ DIE XXI augusti MDCIII






