BICHINO DA MARANO

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1856
Porta Santa Croce, Reggio Emilia
Porta Santa Croce, Reggio Emilia

BICHINO DA MARANO  Di Parma.

Figlio di Brandaligi da Marano.

  • 1374 (giugno)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1360
Lug.FerraraEmiliaA Ferrara al servizio degli estensi.
1367
Gen.VenetoSi distingue in una giostra a Padova organizzata per le nozze (per procura) di Gigliola da Carrara, figlia di Francesco, con il duca Venceslao di Sassonia.
1372
Apr.FerraraReggio Emilia MilanoCapitano g.leEmilia

Si trova a Sassuolo. Alla notizia che 12 cavalli e 40 fanti, guidati da Guido Manfredi e da Feltrino Boiardi hanno occupato la Porta di San Pietro di Reggio Emilia, si muove nottetempo verso la città. Si ferma alla chiesa di San Giovanni, nei pressi della Porta di San Pietro dove si sono attestati il Manfredi ed il Boiardi.  Il fuoriuscito Gabriele Cavasacchi si dirige verso la medesima porta allo scopo di avvertire gli occupanti del prossimo arrivo dell’esercito estense. Le guardie della torre sovrastante tale ingresso fanno in tempo a calare la saracinesca intrappolando in tal modo gli attaccanti. Interviene subito Bichino da Marano con 300 barbute. La saracinesca viene rotta e gli estensi irrompono in Reggio Emilia. Guido Manfredi si impadronisce di Porta Castello; Selvatico Boiardi combatte i difensori della Porta di San Pietro che si arrendono in breve tempo. Feltrino Gonzaga si rinchiude nel castello; il figlio Guglielmo cavalca a Crevalcore dove sono stanziate le truppe di Bernabò Visconti.  Il congiunto riesce a rientrare nel castello con 50 uomini d’arme viscontei e molte vettovaglie. Senza sosta lo stesso Guglielmo prosegue per Milano. Bernabò Visconti invia in soccorso a Feltrino Gonzaga 500 lance agli ordini del figlio Ambrogio.

Mag.Emilia

In Reggio Emilia fa pure irruzione Lucio Lando, anch’egli al soldo degli estensi. Il condottiero non solo mette la località a sacco con le sue masnade, ma se ne impadronisce per  venderla al signore di Milano Bernabò Visconti. Bichino da Marano si ritira.

1373
Mag.Emilia

Si reca a Bologna e, al cospetto del cardinale Pietro di Bourges, riconosce che gli estensi ricevono dalla Santa Sede il vicariato di Ferrara dietro il censo annuo di 10000 fiorini ed il mantenimento di 100 cavalli per conto dei pontifici.

1374
Mag.Emilia

E’ fatto imprigionare dal podestà di Ferrara Niccolò Cavalcanti con l’accusa di  connivenza o quanto meno di complicità nella vendita di Reggio Emilia da parte di Lucio Lando ai viscontei. La sentenza di morte gli è letta dall’alto della ringhiera del palazzo del comune. Condannato all’ impiccagione, la sua pena è commutata dal marchese di Ferrara Niccolò d’Este nel carcere a vita a pane ed acqua nel castello di Lendinara.

Giu.VenetoMuore in carcere a Lendinara.

NESSUNA CITAZIONE

Fonte immagine in evidenza: wikipedia

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