BELISARIO ACQUAVIVA

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Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

BELISARIO ACQUAVIVA Conte e duca di Nardò. Figlio di Giulio Antonio Acquaviva, fratello di Andrea Matteo Acquaviva.

1464- 1528 ( luglio )

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1484/1485NapoliVeneziaPuglia

Ha l’incarico di difendere le coste pugliesi dalle scorrerie dei veneziani. Sulla fine del 1485 aderisce alla congiura dei baroni ai danni del re di Napoli Ferrante d’Aragona.

1495NapoliFranciaSiciliaAffronta i francesi del Montpensier. per i suoi meriti ottiene in feudo Casamassima e Conversano confiscati al fratello Andrea Matteo.
1497
Mar.PugliaRestituisce al fratello Casamassima e Conversano. Ottiene dal nuovo re di Napoli Federico d’Aragona la contea di Nardò.
Giu.CampaniaA Capua per l’incoronazione di Federico d’Aragona.
1501NapoliFrancia
1502SpagnaFranciaPugliaCombatte i francesi agli ordini di Consalvo di Cordoba.
1503
Feb. apr.PugliaAlla difesa di Barletta. Prende parte alla battaglia di Cerignola.
Dic.CampaniaAlla battaglia del Garigliano.
1504PugliaSegue gli spagnoli al recupero delle Terre di Bari e d’Otranto.
……………PugliaE’ nominato duca di Nardò.
1507

Venuto in sospetto al re di Spagna Ferdinando il Cattolico per la sua amicizia con Consalvo Cordoba, abbandona il mestiere delle armi e si ritira nel suo feudo di Nardò. Nella città fonda un’accademia che chiama “Del Lauro”.

1510
Sett.Campania

Si trova a Napoli  nella chiesa di San Domenico per un parlamento dei baroni indetto per protestare contro l’ingresso nel regno dell’ inquisizione.

1528
Lug.

Muore di peste a Napoli.  Destinatario di una lettera del Galateo “Vituperatio litterarum”. Sposa Sveva da San Severino del ramo di Bisignano.

 CITAZIONI

-” Fu savio Cavaliere, e se ne gli affari bellici riuscì valoroso, non fu minor del fratello nell’opere delle lettere, havendo lasciati liibri da lui composti della caccia e dell’uccellare, dell’arte della guerra, del duello e dell’institutione de’ figliuoli de’ principi, dell’eccellenza della christiana religione, sopra i salmi e altri trattati.” CAMPANILE

-” Qui populis dare iura suis, non destituit numquam,/ Qui patriae toties praefuit ore potens,/ Nec minus eratas ductando in proelio turmas,/ Fortiter austerum, Martis obiit opus./ Palladis amplexus, numen veniente senecta,/ Ipse docet quales, convenit esse duces.” Da un sonetto del Gravina raccolto dal CAMPANILE.

-” Non Aquavivas abest Belisarius, optima prudens/ Virtutis monimenta suae, fidissima magni/ Cordagerens Caroli titulis, discedere numquam/ Parthenope voluit, tanta est constantia fortis/ Et virtus animi, nullo sub tempore pallens.” C. QUENNA NEL “De bello Neapolitano”.

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