BARTOLOMEO BOCCANERA/BARTOLOMEO DA PRATO

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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BARTOLOMEO BOCCANERA/BARTOLOMEO DA PRATO  (Bartolomeo di Gherardaccio)  Di Prato.

Genero di Filippo Guazzalotti.

1351- 1397 (luglio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
…………….. Toscana

Viene esiliato da Firenze a seguito del fallimento del movimento dei Ciompi.

1368

A diciassette anni è affidato dal padre Gherardaccio di Geri alla guida di Giovanni degli Ubaldini, forse suo zio, affinché lo addestri al mestiere delle armi.

1379 Toscana E’ bandito da Firenze con molti altri fuoriusciti per un’incursione nel contado.
1380
Primavera Comp. ventura Toscana

Entra in Toscana con Alberico da Barbiano ed i fuoriusciti in Arezzo; con Tommaso da Panzano e Moscone dei Beccanugi uccide a metà mese l’ambasciatore fiorentino Giovanni di Mone che sta cercando di impedire la caduta della città nelle mani di Carlo di Durazzo.

Ago. Durazzo Napoli Campania

Segue Carlo di Durazzo alla conquista del regno di Napoli. Dopo la conquista della città è chiamato a far parte del consiglio di guerra, con una provvigione mensile di 100 ducati e la signoria delle terre di San Felice e di Ruvo.

1382 Toscana

Rientra a Firenze.

1386
Mar. Padova Verona Veneto

Con Filippo da Pisa è sotto Conegliano al comando di 60 lance e di venti cavalli ungheri.

Apr. Veneto

Si unisce con Ugolino Ghislieri ed Antonio Balestrazzo per assalire con 250 lance, 150 fanti di Conegliano e di Serravalle (Vittorio Veneto) e 30 cavalli ungheri, nei pressi di Conegliano, 300 lance, 400 balestrieri e 400 fanti scaligeri che da Mestre si stanno dirigendo verso il Friuli. I suoi uomini si danno alla preda dopo un iniziale successo: i fanti avversari di Ostasio da Polenta reagiscono e lo catturano con Lorenzo da Pisa.

Lug. Veneto

Liberato, a luglio si trova a Padova allorché viene stipulato il contratto per la scarcerazione dello stesso da Polenta, fatto prigioniero nella battaglia delle Brentelle.

1388
Apr. Chiesa Antipapa 200 lance Lazio

Si muove nel Patrimonio ed attorno al lago di Bolsena con Pietro Farnese, Andronico e Marcoardo dalla Rocca per contrastare la compagnia dei bretoni al servizio dell’antipapa Clemente VII. Recupera Acquapendente, San Lorenzo Nuovo e Proceno.

Mag. Umbria

Di stanza ad Orvieto per rafforzare il presidio della bastia di San Lorenzo a Vigna: dalla maremma sopraggiungono i bretoni. Il Boccanera è costretto ad uscire dal circondario con i beffati ( membri di una delle due fazioni  di Orvieto).

Giu. Antipapa Chiesa Lazio

Allo scadere della ferma, a fine maggio, i pontifici ritardano alcuni giorni nel ricondurlo al loro servizio: il Boccanera aspetta che il conte di Campagna Carlo Brancaccio lasci Viterbo,  si reca in tale città e passa agli stipendi di Rinaldo Orsini.

Lug. Umbria

E’ segnalato ad Orvieto. I senesi inviano a lui ed a Domenico da Firenze 350 fiorini affinché i due capitani non molestino i loro possedimenti.

1389
Giu. Umbria

Si allontana con 250 cavalli per depredare il contado di Corbara ai danni di Francesco da Montemarte. Vi ritorna dopo quattro giorni con Bernardo della Sala e Corrado Monaldeschi al comando di 400 cavalli. Si ferma qualche giorno sul Tevere ed è sorpreso nottetempo da 260 cavalli pontifici e 150 fanti che lo mettono in fuga e gli catturano 40 cavalli.

Ago. Umbria Scorre nel territorio di Todi;  lo mette a ferro e fuoco con Rinaldo Orsini.
…………….. Firenze Milano 600 cavalli Toscana

Lotta contro i viscontei.

1390
Giu. Umbria e Toscana

Lascia il perugino con la sua compagnia;  si congiunge in Toscana con Giovanni Colonna e Filippo da Pisa. Attacca Foiano della Chiana con mezza compagnia: cade in un agguato tesogli da Giovanni Tedesco da Pietramala ed è catturato con gli altri due condottieri.

1391
Giu. Firenze Siena  Milano Toscana

Segue Luigi da Capua, di cui è mariscalco, nella sua azione devastatrice nel senese.

1393
Gen. Toscana Testimone alle nozze di Corrado Prospero con la figlia di Giovanni Acuto, Caterina.
1395
Mag. Firenze Milano 150 lance Toscana

E’ condotto per sei mesi.

Giu. Toscana

Viene inviato in soccorso dei lucchesi con 150 lance; con Bolognino Boccatorta e Gaspare Montecuccoli costringe Ceccolo Broglia e Brandolino Brandolini ad abbandonare il ponte di San Piero in Campo. Tallona i viscontei fino ai confini con il pisano. Rafforza  le difese del ponte, del poggio di Nozzano e quelle di Castiglioncello. Al termine della missione rientra a Lucca.

Nov. Firenze 1000 cavalli Lombardia ed Emilia

Allo scadere della ferma è ricondotto dai fiorentini con Antonio degli Obizzi a mezzo soldo; si sposta  nel mantovano e nel ferrarese per controllare i movimenti dei viscontei.

1396
Feb. Firenze Milano Emilia

Viene assoldato con 2000 cavalli e 1000 fanti. Irrompe nel modenese con Ludovico Gabriotto Cantelli e l’Obizzi;  saccheggia i territori di Reggio Emilia e di Parma.

Apr. Lucca Toscana

Ritorna in Toscana, è congedato dai fiorentini.  Passa agli stipendi dei lucchesi.

Mag. Comp. ventura C.di Castello Umbria

Con Francesco da Cantiano ed il Cantelli  compie un’incursione nel piano di San Martino e nel contado di Città di Castello: vi arreca gravi danni. Ricevuti 550 fiorini dagli abitanti desiste dalle devastazioni per spostarsi nell’aretino. Sosta presso Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) e desola anche tale territorio.

Giu. Comp. ventura Siena  Pisa Toscana

Spinto dai conti di Montescudaio e dai Gambacorta si accinge ad entrare nel pisano con 1000 cavalli ed i fuoriusciti. I senesi gli riconoscono una taglia di 3400 fiorini (nella realtà il costo sopportato dal comune è di 4060 fiorini a causa di alcune regalie per i capitani della compagnia); a fine mese è segnalato a Capannoli con il Cantelli, l’Obizzi e Felcino da Perugia.

Lug. Toscana

Si leva da Capannoli, prende la strada di Perignano e si avvia a Settimo; prosegue per Pisa con Niccolò della Gherardesca ed i Gambacorta (Priamo, Giovanni e Lotto, quest’ultimo è il vescovo di Pisa). Giunge sotto Pisa con 200 cavalli; tocca San Michele e San Iacopo d’Orticaia; cavalca sotto le mura cittadine dalle Piagge sino alla porta, alla distanza di un colpo di balestra, preceduto da trombettieri vestiti con l’arma dei Gambacorta. Priamo Gambacorta arringa il popolo. Sono razziati 200 capi di bestiame tra castroni e maiali; sono uccisi dalla compagnia 2 uomini e catturati altri 2. In Pisa non vi è alcun tentativo insurrezionale; per tale motivo, verso sera, il Boccanera si sposta in direzione di San Lorenzo alle Corti e di San Savino. Al comando di 400 cavalli si scontra con i pisani a Putignano; assale invano Caprona (difesa da molti balestrieri) con 500 cavalli, punta su San Iacopo a Sanbra dove sono incendiate alcune case dei contadini e sono distrutti i raccolti. Si dirige su San Piero a Grado, attraversa l’Arno e penetra in Val di Calci. Si trattiene per breve tempo a Lucca; con il fallimento di alcune trattative avviate in Pisa da Felcino da Perugia con Jacopo d’Appiano, riprende le sue devastazioni. Vengono bruciate case a Riglione Oratoio ed a Calci, sono distrutti molti mulini a Campo ed a San Lorenzo alle Corti. Si trasferisce nel lucchese alla ricerca di vettovaglie. I fiorentini gli inviano in soccorso 400 lance agli ordini dell’  Obizzi e di Ugo di Monforte;  con costoro sorprende a Ripafratta la compagnia di Giovanni da Barbiano cui sono catturati 600 cavalli. Si sposta nel senese ad Abbadia a Isola; è obbligato a retrocedere per l’arrivo di rinforzo ai pisani di 6000 cavalli condotti da Alberico da Barbiano. Si ritira a Castiglioncello del Trinoro e vi è sconfitto da Giovanni da Barbiano con la perdita di 150 cavalli. E’ accusato da alcuni fiorentini di informare sui suoi movimenti il signore di Pisa Jacopo d’Appiano: per giustificarsi  accusa, a sua volta, di tradimento il Cantelli.

Ago. sett. Comp. ventura Perugia  Siena Toscana e Umbria

Devasta il contado di Calci; dopo l’accordo stipulato fra fiorentini e pisani si trasferisce in Umbria, danneggia il perugino ed il senese. Biordo dei Michelotti gli consegna 4500 fiorini affinché lasci la regione e prenda la via di Arezzo.

Ott. Firenze Comp. ventura 560 lance Toscana

Con Tommaso degli Albizzi contrasta la marcia del Brandolini e di Giovanni Tedesco da Pietramala.

Nov. Comp. ventura Pisa Toscana

Rientra nel pisano, si collega ancora con Niccolò della Gherardesca ed i Gambacorta per incendiare due porte di Pisa. Si reca a Fabbrica: a causa sia della mancanza di vettovaglie, sia perché in Pisa entrano 1000 cavalli inviati dai viscontei e dai senesi, preferisce riparare nel fiorentino.

Dic. Toscana

Prosegue nelle sue scorrerie nel pisano con l’Obizzi.

1397
…………….. Firenze Milano 900 cavalli Toscana

Milita agli ordini di Bernardo della Serra.

Giu. Toscana

Abbandona il lucchese all’ avvicinarsi di Alberico da Barbiano e di Leonardo Malaspina. Giunge a Colle di Val d’Elsa; incomincia a comportarsi con alterigia nei riguardi di Bernardo della Serra e non ne rispetta gli ordini. Scorre nel pisano con 200 cavalli. Con Paolo Orsini (altri 400 cavalli) giunge sino al porto di Livorno predando molto bestiame e catturando più di 200 uomini: il bottino, valutato superiore ai 13000 fiorini, escluse le taglie, è condotto a San Miniato. Entra nella località e per la divisione delle prede  vi viene a contesa con Giovanni Colonna che ha  spalleggiato l’azione senza  parteciparvi in modo diretto. Si frappongono i fiorentini per cercare di sedare gli animi. Il Boccanera, inoltre, sempre più in contrasto con il della Serra, tenta di sorprendere i nemici a Colle di Val d’Elsa: l’impresa fallisce per cui è ancora una volta sospettato di tradimento.

Lug. Toscana

Ai primi del mese viene arrestato dai fiorentini in un momento in cui gli uomini della sua compagnia sono lontani. E’ fatto decapitare dal capitano generale per la sua slealtà sulla piazza di Colle Val d’Elsa. E’ sepolto a Prato. Sposa Antonia Guazzalotti, figlia di Filippo.

CITAZIONI

“Egregius procul dubio bellator ac magnarum iam copiarum ductor.” SANT’ANTONINO

“Latronum duce.” BEVERINI

“E per questo modo morio il dicto Bartolomeo tristamente; della chui morte si può dire così: o fortuna quanto se nascoza, e quanto coll’archo tuo percuoti diricto, e non può dalla tua infinita providenza ne’ contra di te alcuno riparo avere.” SERCAMBI

“La sua nascita coincide con la fine della libertà comunale di Prato, caduta sotto la giurisdizione di Firenze, e l’esilio delle famiglie che alla connessione si erano opposte con la forza e fra le quali figurava anche quella del padre del neonato Bartolomeo, cui i contemporanei dettero fin da giovane il soprannome di Boccanera, donde il cognome (Bocchineri) ai discendenti di lui…Il lungo servizio prestato al soldo di Firenze e la reputazione fin’allora goduta avevano fatto credere a Bartolomeo che il grado assegnato al guascone (Bernardo della Serra) gli spettasse di diritto, e quindi le discordie fra i due capi esplose immediata, e violenta: dai capi dilagò negli eserciti e il de Serres si vide negato negato dai soldati del pratese quella ubbidienza che legittimamente gli era dovuta nella sua qualità di comandante supremo. La gelosia e l’ambizione fecero il resto.” PAMPALONI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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