BANDINO DA CASTEL DELLA PIEVE

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

BANDINO DA CASTEL DELLA PIEVE  (Bandino Bandini, Bandino Stefani) Di Città della Pieve. Signore di Città della Pieve.

+ 1515 ca.

Anno, mese Stato. Comp.ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1492
………….. Orsini Orvieto Umbria

Con l’aiuto degli Orsini occupa Monteleone d’Orvieto: entra in tal modo in lite con Orvieto per il possesso di tale castello.

Estate Umbria

Penetra nell’ orvietano con Guido e Rodolfo Baglioni.

1493
Nov. Umbria

Interviene nella disputa il papa Alessandro VI, che si reca ad Orvieto e gli ordina di abbandonare Monteleone d’Orvieto, Montegabbione, Fabro e Salci.

1495
Inverno Firenze Siena Toscana

Combatte i senesi. Inviato alla riconquista di Montepulciano, tenta di avere per trattato la località. La congiura è scoperta; nonostante ciò 60 fuoriusciti ne scalano le mura e penetrano nella città: sono costretti a ritirarsi con molte perdite perché non sostenuti dai fiorentini.

Estate Guerra privata Orvieto Umbria

Apre nuovamente le ostilità contro Orvieto, che si è impossessata dei castelli di Fabro e di Selci a spese del fratello Cesario. Paolo Orsini e Gentile Pandolfo Magalotti cercano, invano, di farlo riavvicinare al comune; gli orvietani, viceversa, ricorrono al  Borgia.

1496
Gen. Umbria

Prosegue il conflitto per recuperare Monteleone d’Orvieto. Giulio e Paolo Orsini premono inutilmente nei suoi confronti per farlo desistere dalla sua offensiva.

Lug. Umbria

Si impadronisce della torre di Selci; nell’ azione viene ucciso il castellano Angelo della Piccialuta. Preda il bestiame del contado  e lo conduce a Città della Pieve. Si intromettono il Borgia, Giulio e Paolo Orsini per ridurlo a più miti consigli.

1497
Gen. Orsini Chiesa Umbria e Lazio

Con Giovanni della Rovere appoggia l’iniziativa di Vitellozzo Vitelli e degli Orsini ai danni dei pontifici. Si trova con il Vitelli sotto le mura di Orvieto, ne devasta le campagne e dà alle fiamme prati e vigneti. Di seguito prende,  la strada per Sassotagliato, transita tra Lubiana e Bagnorea (Bagnoregio), perviene a Civitella d’Agliano e Celleno. Partecipa alla battaglia di Soriano nel Cimino in cui sono disfatti i pontifici.

Feb. Bandini Orvieto Umbria

Ritorna a Monteleone d’Orvieto;  continua a minacciare la comunità d’Orvieto.

Mar. Umbria

Intercetta diversi carri di frumento destinati ad Orvieto.

Apr. giu. Umbria

Perde Fabro; inizia dei negoziati con alcuni cittadini di Orvieto che si concludono ai primi di giugno con una tregua favorita dai Baglioni. Questa viene violata dagli avversari dopo alcuni giorni: è così  attaccato in Monteleone d’Orvieto da 66 cavalli leggeri, 160 fanti e due uomini d’arme comandati da Gentile Monaldeschi della Cervara. Gli è conquistato il castello di Selci;  presso Ficulle viene sconfitto il nipote Ippolito sempre dal Monaldeschi. Gli orvietani si accampano nei pressi di quest’ ultima località verso la chiesa di Sant’ Angelo; il Castel della Pieve, con le sue artiglierie, li costringe presto ad allontanarsi verso Montegabbione. Espugna questo castello e lo mette a sacco. Ne esce con venti cavalli e 30 fanti e si pone all’ inseguimento degli orvietani. Gli avversari, con Pirro da Marciano, sono sorpresi e messi in fuga. Dopo la vittoria si reca ad Allerona con 25 cavalli e 60 fanti, vi fa dare alle fiamme tre/quattro case e vi razzia numeroso bestiame; si avventura sotto Orvieto con 50 cavalli e 50 fanti, depreda ancora del bestiame e fa alcuni prigionieri.  Ha poi modi di cogliere con 60 cavalli in imboscata un convoglio di vettovaglie diretto a Ficulle. Gli viene contro ora Corrado Monaldeschi della Cervara;  è costretto a ripiegare.

Lug. Umbria

Seguono nuove trattative con Ludovico da Marciano; nel corso delle stesse, alla testa di 60 cavalli si appropria di un altro convoglio di vettovaglie diretto sempre ad Orvieto. Conclude la pace e Monteleone d’Orvieto ritorna nelle mani degli orvietani.

1498
Mar. Firenze Pisa Venezia 50 cavalli leggeri Toscana
Mag. Toscana

Viene sconfitto e fatto prigioniero nella battaglia di San Regolo.

1499
Sett. Firenze Pisa Toscana
Nov. 50 balestrieri a cavallo Toscana
1501
Feb. Perugia Fuoriusciti Umbria

Spalleggia con 80 cavalli leggeri i Baglioni contro i fuoriusciti perugini.

Apr. Umbria

E’ segnalato nei pressi di Fossato di Vico;  vi si pone in agguato: dal castello escono 50 fanti per scortarvi dentro un carico di vettovaglie. Li assale,  uccide cinque soldati e ne cattura 35: costoro sono consegnati a Giampaolo Baglioni che li fa impiccare davanti alla porta di Fossato di Vico perché tutti banditi da Perugia. Trascorrono due giorni e gli avversari lasciano la località.

Dic. Toscana E’ segnalato ad Arezzo.
1503
Gen. Guerra privata Chiesa Umbria

Riprende la  guerriglia ai danni degli orvietani e dei pontifici. Esce da Monteleone d’Orvieto; i suoi uomini assalgono al ponte della Carnaiola sei muli carichi di mercanzie inviati da Michelotto Coreglia ad Orvieto. Sono uccisi tre mulattieri perché hanno riconosciuto gli assalitori.

Feb. Firenze Pisa Toscana Al campo di Cascina. Con il locale commissario impedisce il passo a Rinieri della Sassetta che, per conto dei pontifici del  Borgia, sta inseguendo Pandolfo Petrucci, in fuga da Siena e diretto a Lucca.
Apr. 90 balestrieri a cavallo Toscana Permette a quindici cavalli leggeri della sua compagnia di unirsi con il Baglioni, perseguitato dal papa Alessandro VI. A metà mese prende parte ad un assalto contro Pisa. I fiorentini si collocano a Santa Croce in Fossabanda per battere con l’artiglieria il bastione detto del Barbagianni. Sono posti cannoni in tre punti ed il bastione è bombardato per tre giorni. Ne sono gettate a terra sessanta braccia. I pisani sono confusi; vengono rianimati da alcune donne, tra cui Pantasilea da Buti, vedova con quattro figlie, che provvedono a chiudere le brecce con travi, panche, casse, fascine ed altro legname. Corrado Tarlatini fa porre sopra il fossato alcuni tavoloni in cui sono conficcati numerosi chiodi, ricoperti con un leggero strato di terra. Sul fondo del fossato sono collocati vari materiali quali pece, zolfo, fascine,  olio, trementina, polvere da sparo ed altri materiali infiammabili. Al termine del fuoco d’artiglieria i fiorentini ordinano l’assalto; nel frattempo i pisani hanno finito di costruire un nuovo bastione al posto del precedente munito di trincee e di sei grossi pezzi di artiglieria. Prime a portarsi all’attacco sono le milizie francesi; seguono le bande del Casentino ed i fiorentini di Bandino da Castel della Pieve. Un verrettone uccide una figlia di Pantasilea da Buti; la madre getta il corpo dentro la città e con le altre figlie continua il combattimento. I fiorentini finiscono sui chiodi dei tavoloni;  riescono, nonostante tutto, ad entrare nel bastione; i pisani danno fuoco alle materie infiammabili contenute nel fossato ed è strage degli avversari. Bandino da Castel della Pieve ed il commissario Antonio Giacomini continuano nella loro azione; giungono in soccorso dei difensori del bastione due squadre di fanti spagnoli e l’attacco è respinto.
Mag. Toscana Ha il comando di 90 balestrieri a cavallo. Collabora sempre con il commissario generale  Giacomini; dà il guasto al pisano. A fine mese sconfigge gli avversari cui infligge la perdita di 40 uomini tra morti e feriti (tra i fiorentini uccisi quattro cavalli). Nell’azione si impadronisce di un’insegna pisana.
Ago. Umbria

Può rientrare in Città della Pieve a seguito della morte del pontefice Alessandro VI.

………….. Firenze Chiesa 100 cavalli leggeri
Dic. Romagna

A Galeata con 100 cavalli leggeri.  Si dirige verso Forlì: ha il compito di sostenere Antonio Maria Ordelaffi nel suo tentativo di recuperare la signoria della città.

1504
Mar. Firenze Pisa Toscana

Ha il comando di 100 cavalli leggeri. E’ sfidato a duello da Rinieri della Sassetta, fermo a Napoli. Il duello viene differito.

Giu. Toscana Con il Baglioni e Chiriaco dal Borgo mette a sacco il lucchese. Entra in Viareggio e dà alle fiamme 3 imbarcazioni cariche di vino e di farina destinate a Pisa. Sono anche incendiati i magazzini della località. I tre condottieri scorrono sino al passo di Romito ed a Camaiore, dove sul litorale si appropriano di cento capi di bestiame pisano. Sono affrontati da 300 fanti lucchesi; 30 sono i morti tra gli avversari. Il danno delle loro depredazioni è valutato in 14000 fiorini. Il bestiame ed i beni di cui si sono appropriati i soldati sono fatti restituire ai lucchesi su ordine dei Dieci di Balia al Giacomini. Nello stesso mese Il della Sassetta reitera la sfida a duello nei  confronti di Bandino da Castel della Pieve. Tramite Annibale Bentivoglio è trovato anche il campo dove effettuare lo scontro (Ferrara). La Signoria non gli concede il permesso di battersi.
Ago. Toscana

Gli è dato l’incarico di proteggere i lavori dei guastatori impegnati a tagliare gli argini dell’Arno nelle vicinanze di Lari. Di seguito è inviato a Viareggio con 25 cavalli per intercettare 2 imbarcazioni cariche di vino e formaggi destinati a Pisa. Sono uccisi i marinai; è buttato in acqua il carico e sono distrutti alcuni magazzini a terra.

Sett. Toscana

Con Chiriaco dal Borgo sconfigge presso Martinetto Ludovico Bergamino.

Dic. Toscana E’ segnalato al campo di Cascina. A fine mese ottiene il permesso di rientrare nelle proprie terre  con 20/25 cavalli leggeri.
1505
Apr. Toscana

Segue Luca Savelli con 400 cavalli e 500 fanti; rifornisce di vettovaglie il castello di Ripafratta. Per tagliare le linee di rifornimento da Lucca a Pisa, si prepara ad espugnare Filettole, posto di fronte a Ripafratta sull’altra sponda del Serchio. Effettua una scorreria nel lucchese che termina con la razzia di più di quattrocento capi di bestiame: sulla strada del ritorno viene assalito e catturato sul ponte Cappellese da Corrado Tarlatini che comanda quindici uomini d’arme, 40 cavalli leggeri e 60 fanti. I pisani recuperano le prede; i fiorentini sono messi in fuga con la perdita di 50 uomini e la cattura  di altri 370. Gli avversari si impadroniscono di cinque bandiere, compreso il suo gonfalone. Rilasciato a maggio, ritorna ad assediare Pisa.

Giu. lug. Toscana

E’ sempre sotto Pisa. Continua nella sua disputa con  il della Sassetta dal quale è nuovamente sfidato a duello.

Ago. Toscana In perlustrazione nei pressi di Montecarlo.
Nov. Toscana Al campo di Cascina. Chiede il rinnovo dell’anno di beneplacito come previsto dalla sua condotta.
1507
Ago. Firenze Pisa Toscana Con Paolo da Parrano e Musacchino da Musacchio scorre sino alle mura di Pisa alla testa di 200 cavalli leggeri e di 1000 fanti. I tre condottieri si impadroniscono nei borghi del capoluogo di centoventi capi bovini e catturano trenta contadini. Per ogni prigioniero viene consegnato un ducato al soldato che lo ha fatto prigioniero.
1508
Feb. Firenze Pisa Toscana Al campo di Cascina. Dà il guasto al contado pisano con i suoi cavalli leggeri affiancando il commissario Niccolò Capponi.
Mar. Toscana Staziona nel territorio di Pescia.
1512
Lug. Firenze Impero Chiesa Toscana

Sempre a Pescia per affrontare imperiali e pontifici. Ha l’incarico di sorvegliare la Val di Nievole agli ordini di Girolamo del Monte a Santa Maria.

1515

Muore.

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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