BALDASSARRE DI SCIPIONE

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Cerca nel sito:

Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

BALDASSARRE DI SCIPIONE  (Baldassarre Rimbotti, Baldassarre da Siena) Di Siena. Conte. Fuoriuscito. Detto Dall’ Occhio perché cieco di un occhio  perso, giovanissimo, in un duello.  Padre di Giulio.

+ 1515

 

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
………

Milita nelle compagnie di Virginio Orsini.

1495
Apr. Siena Firenze 10 lance Toscana

Combatte in Val di Chiana attorno a Montepulciano. Affianca Giovanni Savelli alla conquista di Ponte a Valiano (Valiano). Nella località è costruito un  bastione.

1496
Apr. mag. Siena 20 lance Toscana

Litiga con Firmino Bichi ed è confinato per un anno a Campagnatico. Per potere rientrare a Siena cattura all’osteria di Castiglioncello, presso Staggia, Giovanni Antonio del Vescovo di cui Baldassarre di Scipione ha saputo far parte di una congiura ordita ai danni di Pandolfo Petrucci da Lucio Bellanti; appresi i contenuti della trama segnala al signore della città   il trattato di cui è venuto a conoscenza. Viene liberato dal confino e dalle penalità in cui è incorso per la sua collaborazione con alcuni fuoriusciti; ottiene 2000 ducati in donativo, una cavalcatura ed una condotta di 20 lance per cinque  anni. Diversa ( e più credibile) è la versione di una fonte senese. Si collega con i fuoriusciti e Lucio Bellanti per scacciare da Siena Pandolfo Petrucci. Nello stesso tempo fa il doppio gioco e svela a Pietro Borghese gli estremi della trama.  Cattura Giovanni Antonio del Vescovo e si fa rilasciare da quest’ultimo una confessione completa. Con la sua delazione a Baldassare di Scipione è  affidato il compito di sostituire Lucio Bellanti sia nei Nove di Guardia, sia  nel suo incarico di castellano  della rocca di Porto Ercole.

1497
Mar. Siena 20 lance Toscana Milita agli ordini di Antonio Maria da San Severino.
….. Toscana La sua indole lo trascina in altre litigi, soprattutto nella faida contro i Borghese. Pandolfo Petrucci continua a stimarlo ed a proteggerlo.
Ago. Toscana Cattura Niccolò Borghese, avversario politico di Pandolfo Petrucci.
1498
  Gen. mag. Toscana

Uno dei suoi famigli  ferisce un giovane appartenente alla famiglia Borghese a seguito di una lite per una donna. Come conseguenza Baldassarre di Scipione sfugge a stento ad un’imboscata tesagli da oltre quaranta membri di tale famiglia. Gli avversari politici di Pandolfo Petrucci chiedono che gli sia revocata la condotta. Per evitare un pericoloso conflitto è inviato con i suoi uomini ad alloggiare a San Quirico d’Orcia. A febbraio il signore di Siena si attiva per trovargli una condotta altrove; a maggio Baldassarre di Scipione chiede il permesso di lasciare Siena.

……… Venezia Firenze 30 cavalli Toscana

Ottiene da Carlo Orsini il comando di 30 cavalli.  Contrasta i fiorentini nel Casentino.

Nov. A metà mese grazie all’intermediazione di Pandolfo Petrucci è conclusa una pacificazione formale tra Baldassarre di Scipione ed i Borghese.
Dic. Toscana e Lazio

Ha l’incarico da Guidobaldo da Montefeltro di muovere con 50 fanti in soccorso di Montefattecchio: è sospettato, anche in questo caso, di condurre una specie di doppio gioco  con l’informare gli avversari sui propri movimenti. E’ inviato a Roma.

1499
Gen. Toscana

Al ritorno da Roma è catturato a Monte Cornaro. Condotto a Firenze, gli è imposta una taglia ed è costretto a giurare che nel corso della guerra non avrebbe più preso le armi contro la repubblica.

Ago.

Bartolomeo d’Alviano tenta invano di fargli ottenere dai veneziani una condotta di venti uomini d’arme o una provvigione di 400 ducati.

1501
Mag. Firenze Perugia Umbria

E’ inviato in soccorso dei fuoriusciti perugini contro i Baglioni. Lascia il territorio di Cortona ed attacca Passignano sul Trasimeno con Ludovico da Marciano e Piero del Monte a Santa Maria. Penetra nel borgo; è affrontato da Giulio Cesare dalla Cornia che lo respinge dal castello con la perdita di otto uomini d’arme a seguito di uno scontro durato tre ore. Avviene il confronto decisivo: prima del suo svolgersi i senesi promettono un premio di 2000 ducati per chi lo consegni loro vivo.  Fatto prigioniero, riesce a fuggire mentre sta per essere condotto a Borghetto. Muore la cavalcatura al soldato che lo sta scortando; lo Scipione approfitta di tale momento per darsi alla fuga.

1503
Gen. feb. Chiesa Orsini Capitano lance spezzate Toscana

Passa agli stipendi di Cesare Borgia. Gli è affidato  il comando delle lance spezzate. Sollecita il duca Valentino ad agire contro Pandolfo Petrucci, alleato degli Orsini ribelli allo stato della Chiesa. Entra in Siena, sobilla i cittadini ed ha inizio la rivolta. Pandolfo Petrucci e Giampaolo Baglioni sono costretti a lasciare  la città.

Nov. Umbria

Si trova a Foligno per conto del Borgia

1504
Mag. Borgia Campania e Lazio

Scorta il duca Valentino in fuga da Gaeta a Napoli;  ottiene un salvacondotto da Consalvo di Cordoba e raggiunge Roma.

Giu. Lazio

A Roma. Ripara nel palazzo di Prospero Colonna alla notizia dell’incarceramento del Borgia da parte degli spagnoli.

1508
Gen.

E’ dichiarato ribelle dai senesi.

1509
Mag. Venezia Francia Impero Lombardia

Partecipa alla battaglia di Agnadello dove ha il comando di 100 uomini d’arme della compagnia dell’Alviano. E’ fatto prigioniero dopo avere riportato cinque ferite: per il suo comportamento nel combattimento viene elogiato dallo stesso re di Francia Luigi XII.

Ago. sett. 100 cavalli leggeri Veneto

Liberato dietro il pagamento di una taglia, passa alla difesa di Padova. Gli è affidato il comando di 100 balestrieri a cavallo.

Ott. Veneto

Prende parte all’occupazione di Bovolenta; durante la divisione del bottino viene a contesa con Girolamo Pompei;  schiaffeggia tale condottiero di fronte al provveditore Giovanni Paolo Gradenigo. Il Pompei cerca di ucciderlo; i veneziani invitano lo Scipione a Venezia affinché si scusi del suo operato nel Collegio dei Pregadi.

Nov. Friuli

Si reca a Venezia;  si riconcilia con il Pompei. E’ trasferito in Friuli.

1510
Feb. Governatore Friuli

Si trova a Gradisca d’Isonzo con il provveditore Alvise Dolfin: gli è dato l’incarico di governatore delle truppe del Friuli.

Mar. Friuli

Scorre più volte nel territorio nemico con Luigi da Porto, Vigo da Perugia ed Antonio da Pietrasanta.  A seguito della conquista di Vipulzano si muove alla volta di San Martino e di Crusca nei pressi di Cormons. Vipulzano ricade in potere degli imperiali; allo  Scipione è dato il compito da Alvise Dolfin di riconquistare la località: rifiuta.

Apr. 63 cavalli leggeri Friuli

Ogni azione offensiva ai danni di Cormons è rinviata a causa dell’ingresso di rinforzi agli imperiali in Gorizia. Lo Scipione è segnalato in esplorazione a Tolmezzo.

Mag. Friuli

Fa pressione per lasciare il Friuli e spostarsi in Polesine con il provveditore  Gradenigo; litiga con molti condottieri tra i quali Teodoro dal Borgo:  è presa la decisione di accontentarlo.

Giu. Venezia Impero Ferrara Francia 100 cavalli leggeri Friuli

Insegue un drappello di imperiali e cattura 12 cavalli boemi. E’ spostato da Gradisca d’Isonzo per la sua inimicizia con Costantino Paleologo: invia a Venezia un suo emissario per fornire la sua versione in merito ai contrasti con il Paleologo e per avere il permesso di completare l’organico della sua compagnia. La vertenza si conclude in una sua riconciliazione con il condottiero greco grazie alla mediazione di Alvise Dolfin ed a un suo trasferimento temporaneo a Pordenone. Porta nel contempo l’organico della compagnia a 100 balestrieri a cavallo. A Pordenone arresta  Giovanni Daniele Mantiga ed altri cittadini noti per le loro simpatie filoimperiali e si appropria dei loro beni. Presto il suo operato viene ancora richiesto a Gradisca d’ Isonzo. Nuovi screzi con gli altri condottieri della Serenissima:  anche Giovanni Paleologo e Manoli Clada hanno di che a ridire sul suo comportamento.

Lug. Friuli

Cade nei pressi di Gorizia in un agguato  tesogli da 1000 cavalli e da 1000 fanti dalla quale si salva a stento con sette cavalli prima nel castello di Strassoldo e poi  a Serravalle. Rientra a Gradisca d’Isonzo.

Ago. 100 cavalli leggeri Friuli e Veneto

Compie una sortita sotto Gorizia con Enea da Cavriana. Antonio Savorgnano si reca in Collegio e chiede il suo trasferimento: lo Scipione è inviato al campo di Torre, presso Padova, con la sua compagnia.

Sett. Veneto

Si trova a Badia Polesine con Giovanni Forti; costruisce un ponte sull’Adige alla Torre Marchesana;  irrompe nel rodigino.

Nov. Veneto

Alla guardia di Ficarolo.

Dic. Veneto

E’ segnalato a Castelnuovo sul Po.

1511
Feb. Friuli

Raggiunge Udine con 80 balestrieri a cavallo a seguito della rivolta popolare provocata da Antonio Savorgnano ai danni del partito nobiliare.

Mar. Veneto

In Polesine.

Giu. Friuli

Attacca sul fiume Natisone, nei pressi di Cormons, 400 fanti e 100 cavalli croati reduci da un saccheggio nel territorio di Gradisca d’Isonzo: lo Scipione si scontra con i fanti che lo tengono a bada mentre Luigi da Porto con i suoi cavalli leggeri mette in fuga i cavalli avversari. Gli imperiali abbandonano il bottino e lasciano sul terreno 380 morti.

Ago. 184 cavalli leggeri Veneto

Si reca a Venezia per chiedere in Collegio un aumento della sua condotta. Il doge Andrea Loredan lo rispedisce al campo con buone parole.

Sett. Veneto e Friuli

Si muove tra Conegliano e  Sacile con molte cernite di Antonio Savorgnano allorché nei pressi della seconda località si avvicina un grosso contingente di milizie tedesche. Con la caduta di Sacile ripara a Marano Lagunare dove si trova in grandi difficoltà sia per la mancanza di alloggi per i suoi uomini, sia per la carenza di vettovaglie e di foraggio per le cavalcature. Si sposta a Gradisca d’Isonzo di cui è nominato governatore;  ne passa alla difesa con 700 uomini. Gli è concessa dal Consiglio dei Dieci la metà dei beni di Antonio Savorgnano che, nel frattempo, ha tradito la causa della Serenissima per quella imperiale. Attaccato negli stessi giorni da Giorgio di Liechhtenstein (500 cavalli tedeschi, 100 cavalli borgognoni, 100 cavalli francesi, 120 stradiotti, 180 cavalli di nobili italiani, 200 cavalli croati guidati da Cristoforo Frangipane, 5000/6000 fanti per ventidue bandiere) lo Scipione deve abbandonare Gradisca d’Isonzo a causa dell’ ammutinamento delle truppe e dei maneggi di Antonio Savorgnano. Lascia di notte la città (in cui abbandona la sua compagnia che viene svaligiata dagli avversari) con un figlio, un nipote ed un paggio; prende una barca e per l’Isonzo si dirige verso Aquileja; si rifugia  a Marano Lagunare con il provveditore Alvise Mocenigo.

Ott. Friuli

Provvede a rafforzare le difese di Marano Lagunare di cui è eletto governatore.

Nov. Friuli

Ha l’ordine di affiancare Renzo di Ceri nella sua azione di recupero del Friuli: invia ad Udine alcuni cavalieri con Ruggero da Udine ed un araldo per chiedere la sottomissione della città ai veneziani. Si ferma a Castions in attesa della risposta; entra nella città ove è  accolto da molti gentiluomini e dal popolo festante. Per ciò che attiene il conflitto ritarda ad arte i suoi movimenti per mere ragioni di prestigio in quanto, in qualità di governatore delle truppe in Friuli, non vuole sottostare agli ordini del Ceri.

Dic. Friuli

Attacca Gradisca d’Isonzo con il Ceri: allorché il condottiero romano spinge ad abbandonare le operazioni di assedio per dedicarsi ad altri obiettivi lo Scipione lo contrasta con l’appoggio del provveditore Gradenigo. Va invece d’accordo con il Ceri quando si tratta di denunciare l’esistenza di altri fatti negativi quali il forte ritardo nell’ erogazione delle paghe. Nel ritirarsi ha una grande lite con il Ceri (è accusato tra l’altro della perdita di Gradisca d’Isonzo) che viene sedata a stento dalle autorità della Serenissima.

1512
Gen. 100 cavalli leggeri Veneto

Espone a Venezia in Collegio il suo pensiero sulla recente campagna in Friuli; è trasferito a Vicenza per rafforzare il contingente di truppe messo a disposizione del provveditore generale Andrea Gritti. Lascia Albaredo d’Adige.

Feb. Lombardia

Al comando di 3000 fanti assale Brescia e costringe i francesi a rinchiudersi nel castello. Entra nella città per la grata della Porta di Sant’Alessandro sul Garza mentre Luigi Avogadro vi penetra per Porta Pile. Come riconoscimento del suo valore il Consiglio dei Savi gli assegna una condotta di 100 lance. Brescia  è subito attaccata dai francesi di Gastone di Foix: Andrea Gritti colloca Baldassarre di Scipione alla difesa di un fossato con un argine che sbarra la strada che conduce dalla fortezza alla cittadella nuova. Dal castello escono 500 uomini d’arme armati con asce ed una grossa compagnia di archibugieri. La resistenza dei veneziani è accanita; gli stradiotti perdono però ogni speranza, rompono la Porta di San Lazzaro e si danno alla fuga; i  francesi entrano allora in Brescia ed anche gli uomini di Baldassarre di Scipione sono preda dello  spavento. Combatte ancora per un po’ nei pressi della Porta Bruciata della cittadella; alla fine si arrende con il Gritti nelle mani di Giovanni di Sainte -Colombe. Nella battaglia tra i veneziani muoiono 16000 uomini. Lo Scipione è condotto a Milano ed è incarcerato nel castello di Pavia con il provveditore  Gritti ed il podestà di Brescia Antonio Giustinian; gli è imposta una taglia di 260 ducati.

Apr. Veneto e Lombardia

Liberato sulla parola, si reca a Venezia alla ricerca del denaro per il riscatto. Alloggia a San Mosè;  è interpellato dal Collegio dei Savi.

Mag. Governatore cavalli leggeri Veneto

Rilasciato dai francesi, ritorna a Venezia con Taddeo della Volpe.  Affianca il doge in numerose cerimonie pubbliche. Gli sono consegnati 500 ducati per radunare 100 balestrieri a cavallo; in Collegio si parla anche di una sua candidatura come possibile governatore dei cavalli leggeri. Il Ceri si oppone senza esito a tale nomina.

Giu. Veneto

A Vicenza.

Lug. 100 cavalli leggeri Lombardia Piemonte Emilia

Si sposta all’assedio di Pavia con il provveditore generale Paolo Capello; affianca gli svizzeri nella loro azione e prende parte a tre assalti alle mura. Con la caduta della città raggiunge il campo di Castellazzo nei pressi di Alessandria. Esce da Novi Ligure e segue l’  esercito veneziano, staccatosi dagli svizzeri, verso Casalmaggiore. Con i suoi balestrieri a cavallo, 100 schioppettieri, gli stradiotti del provveditore Giovanni Vitturi, i fanti di Giovanni dal Borgo e due falconetti lascia Piacenza per impossessarsi del porto cittadino e dei navigli in navigazione sul Po.

Ago. ott. Lombardia

All’assedio di Brescia. Dopo una breve malattia riprende le operazioni ed ha il comando della batteria della Pusterla (una colubrina e 3 cannoni); l’assedio dura anche il mese successivo. Nel periodo lo Scipione ha modo di partecipare ai vari consigli di guerra e di fornire al governatore generale Giampaolo Baglioni (con Pietro da Longhena e Serafino da Cagli) 1000 guastatori. Con la resa dei francesi nelle mani degli spagnoli accompagna a Ghedi il provveditore Leonardo Emo che, nel palazzo già di Niccolò Orsini, si incontra con il viceré di Napoli Raimondo di Cardona.

Dic.

Ha ai suoi ordini 93 cavalli leggeri.

1513
Gen.

Invia una lettera di protesta a Venezia perché in Senato sono stati espressi giudizi poco lusinghieri nei suoi confronti dal provveditore Leonardo Emo: accusa quest’ultimo di sodomia e di ubriachezza.

Apr. 70 cavalli leggeri Veneto

Si trova al campo di San Bonifacio: litiga con il provveditore degli stradiotti Giovanni Vitturi e lo sfida a duello tramite un trombetta. Interviene il provveditore generale Domenico Contarini che acquieta gli animi. Convocato a Venezia, si scusa per il diverbio; il doge lo rabbonisce e lo rinvia al campo.

Mag. Governatore Friuli

Ritorna in Friuli e raggiunge Udine. Ottiene nuovamente l’incarico di governatore delle truppe.

Giu. Friuli

Ha il comando di 67 cavalli leggeri.

Lug. Friuli

Gli sono consegnati 500 ducati per radunare 200 cavalli leggeri.

Ago. Friuli

Esce da Udine e si porta sui confini a Tolmezzo ed a Chiusaforte. Con Teodoro dal Borgo ed il Vitturi scaccia gli avversari dal contado di Gradisca d’Isonzo; li assale a Mortegliano dove sono uccisi 600 uomini.

Ott. Friuli

Alla Motta; non manca di usare le maniere dure con i notabili di Udine suscitando con ciò forti rimostranze. Provvede a rafforzare le difese di Marano Lagunare.

Dic. Venezia Impero Spagna Veneto

Si reca a Venezia; chiede denaro perché le truppe si stanno ammutinando per il ritardo delle paghe. Ha il compito, con Girolamo Savorgnano, di recuperare Marano Lagunare conquistata da Cristoforo Frangipane dopo avere rotto  una tregua. Esce da Udine alla testa di quattro colonne: la prima comandata da Ladislao Cosazza con cavalli croati, stradiotti ed i cavalli leggeri di Niccolò da Pesaro (500); la seconda comandata dallo stesso  Scipione con il Farfarello (60 lance); la terza con uomini d’arme perugini guidati da Baldassarre Signorelli; l’ultima con Silvestro Aleardo, lo Scanderbecco, Giacomo da Spilimbergo con alcuni cavalli, Bernardino da Parma e Vincenzo da Maddaloni con 380 fanti e 3000 cernite raccolte da Girolamo Savorgnano. Alla retroguardia si trova Luca d’Ancona che conduce dieci pezzi di artiglieria campale. Lo Scipione invia i cavalli alla guardia di Muzzana del Turgnano e di Gonars; con il resto degli uomini si accampa alla chiesa di Santa Maria, vicino a Marano Lagunare, in attesa della flotta di Bartolomeo da Mosto.

1514
Gen. Friuli e Veneto

Dopo un primo assalto a Marano Lagunare sale sulla flotta e fa condurre a terra, a San Vito, cinque pezzi di artiglieria con i quali batte la piazza per un giorno; ordina a Girolamo Savorgnano di eseguire un’azione diversiva assalendo il centro da tre lati mentre egli avrebbe attaccato dal mare. Colloca 200 fanti a San Gervasio e 100 al ponte di San Giorgio; invia stradiotti, balestrieri a cavallo ed uomini d’arme a Castions per sorvegliare la strada di Gradisca d’Isonzo e per impedire che da quel lato arrivino soccorsi ai difensori. L’attacco da terra non ha però luogo per vari motivi: le lance non vogliono unirsi con le cernite per il ritardo delle paghe; gli uomini imbarcati sulle galee non possono avvicinarsi alle mura a causa dell’alta marea; solo le truppe trasportate dalle barche entrano in paese e sono facilmente respinte. Infine tali imbarcazioni con i loro armati si ritirano senza il permesso del provveditore nella più grande confusione. Nel marasma generale lo Scipione cerca di salvare almeno le artiglierie piazzate a San Vito: è assalito da 400 cavalli e da ottocento contadini armati di schioppo che inseguono i suoi uomini nella palude. Si getta in acqua per salvarsi a nuoto nella galea di Angelo Tron ed è ferito ad una guancia da un colpo di archibugio; una galea, sulle 4 che hanno partecipato all’azione, perviene in potere degli avversari con tutte le artiglierie. Lo Scipione è accusato della sconfitta dal provveditore Bartolomeo da Mosto per avere ordinato l’attacco nonostante il parere negativo dei responsabili della flotta; il suo operato è invece difeso dal sopracomito Tron. Si porta a Treviso;  il luogotenente del Friuli Giacomo Badoer preme affinché siano licenziati i suoi cavalli leggeri. E’ convocato a Venezia in Collegio per giustificare la sua condotta.

Feb. Friuli e Veneto

Si trova alla difesa di Spilimbergo; ritorna quasi subito a Treviso per provvedere alla consegna della paga ai suoi uomini e, soprattutto, per non sottostare alle direttive di Malatesta Malatesta da Sogliano.

Mar. Friuli

Si collega con l’Alviano e lo appoggia alle conquiste di Sacile e di Pordenone.

Giu. Veneto

Cerca invano di soccorrere con i suoi cavalli leggeri Bernardino Antignola ed Annibale di Lenzo attaccati in Cittadella dagli spagnoli.

Lug. Veneto

Nel Polesine con 89 cavalli leggeri.

Ago. Veneto

Il Vitturi è catturato dagli imperiali; Baldassarre di Scipione contribuisce al suo riscatto devolvendo a tale scopo il ricavato di una taglia di un veronese. Si discute in Collegio il progetto di concedergli una condotta di 1000 fanti (di cui 300 subito) ed al figlio Giulio una condotta di 50 cavalli leggeri.

Sett. Veneto

Resta al campo con Giampaolo Manfrone allorché l’Alviano punta su Bevilacqua.

Ott. Veneto

Ad Oderzo. Appoggia l’Alviano quando il condottiero umbro esce dal campo di Brentelle per prendere la strada di Vicenza e Marostica. Giunto a Thiene è informato che il vero obiettivo della missione è Rovigo: si porta subito a Conselve, si sposta sull’ Adige, si incontra a Cavarzere con il provveditore Andrea Bondimier e trova un punto ad Anguillara Veneta in cui gettare un ponte di barche. Ritorna a Malo dove si è fermato l’Alviano e rientra nel Polesine. Si porta sotto Rovigo in un giorno di mercato: alla testa di sette lance spezzate, che recano sulle groppe delle loro cavalcature altrettanti archibugieri, occupa una porta. Ferito nello scontro  deve essere trasportato a Padova per essere curato. Domenico Contarini lo elogia per il suo comportamento; il Consiglio dei Savi prende una decisione nei suoi confronti e gli permette di scegliere tra una condotta di 100 lance con una provvigione mensile di 100 ducati, oppure il comando di 300 fanti con una provvigione di 60 ducati per paga ed una condotta di 50 cavalli leggeri per il figlio Giulio.

1515
Apr. Veneto

Giunge in segreto nel Polesine con 500 fanti per razziare, a Canale, una mandria di duecento cavalcature al pascolo nelle vicinanze; attraversa l’Adige con quindici barche. Gli avversari vengono preavvertiti da alcuni abitanti e l’iniziativa non ha successo.

Ott. Lombardia

Prende parte ancora una volta all’assedio di Brescia. Affianca  Pietro Navarro. Attacca le mura della città inquadrato nelle schiere del capitano spagnolo al riparo di una macchina da guerra in legno.

Nov. Lombardia

Ha l’incarico di sovrintendere alle artiglierie.

Dic. Lombardia

Muore di febbre nei pressi di Brescia. E’ sepolto a Venezia.

CITAZIONI

“Huomo d’altissimo valore con la mano et col consiglio.” Da una cronaca riportata dal FRATI

Alla difesa di Brescia “Chi avesse visto il franco Baldisera/ de Scipion fra li nemici entrare/ con faccia irata, minacciante e fiera,/ hor questo hor quello al pian morto mandare,/ harebbe giudicato come l’era/ fior e corona d’ogni hom singulare,/ ch’el valoroso et bon Hector di Troia/ non diede mai a Greci tanta noia.” Da un poema coevo riportato dal FRATI

“E’ homo valentissimo.” SANUDO

“Come a quello che e d’ingegno e di valore avea pochi pari nell’esercito.” BARBARO

“Uomo di altissima virtù, di nazione senese, e losco d’un occhio, ch’egli perdette combattendo giovinetto in duello..Uomo di molta virtù nella militar disciplina.” DA PORTO

Con Giampaolo Manfrone “Capitani molto famosi.” ROSEO

“Bon condottiere.” BRION

Con Alvise Mocenigo “Capitani amendue di chiaro credito.” VERDIZZOTTI

“Uomo di altissima virtù, di nazione senese, e losco d’un occhio, ch’egli perdette giovinetto in duello.” CASATI

(Alla battaglia di Creazzo) Hor baldissera di scipion gradito/ che non trovò né a piede, né a cavallo/ guerrier sì valoroso, e tanto ardito/ che li durasse a fronte al martial ballo./ Costui sopra un corsier d’arme guarnito/ sì ch’io lo potrei ben signagliallo/ a quanti scipioni in roma furo/ tanto era nel ferir presto e sicuro./ Mai non fu hom in guerra così crudo/ com’era sto guerrier de cui vi parlo/ d’ogni misericordia, e pietà nudo/ da nol poter pensar non che narrarlo./ Insoma a dir il ver io vi concludo/ per trarmi tottalmente fora il tarlo/ del cor, che a nostri giorni anchor non fue/ hom di tanto ardimento, e tal virtue.”/…(In occasione della sua morte) “Morì da fluso con doglia aspra, e fiera/ e perché ogni soldato l’havea caro/ lo pianser molti con turbata ciera./ E fu da ciascad’un indi honorato/ et a Vinegia il corpo suo mandato.” DEGLI AGOSTINI

Fonte immagine: Le bande di Baldassarre di Scipione

Print Friendly, PDF & Email
Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
Print Friendly, PDF & Email