BALDACCIO D’ANGHIARI

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

BALDACCIO D’ANGHIARI  (Baldaccio Bruni, Baldaccio Pieri, Baldaccio da Citerno) Di Ranco, presso Anghiari.

Signore di Fichino (frazione di Casciana Terme) e Spinello.

1400 ca. – 1441 (Settembre)

BALDACCIO D'ANGHIARI
Ritratto del condottiero Baldaccio d’Anghiari, castello di Sorci (Arezzo)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1420
……………..Toscana

Viene accusato da Carlo da Pietramala di volere sottrarre Anghiari al dominio dei fiorentini; si unisce con Mazzone d’Anghiari ed altri banditi ed uccide un famiglio del Pietramala, Tardiolo d’Anghiari, che lo ha accusato.

Mag.ToscanaE’ condannato alla decapitazione in contumacia. I suoi beni sono confiscati.
1422
Sett.ToscanaRientra in Anghiari dopo la fuga. Si riconcilia con il congiunto dell’ucciso.
1424
……………..RiminiMilanoRomagnaMilita agli stipendi di Carlo Malatesta contro i viscontei.
Lug.RomagnaPrende parte alla battaglia di Zagonara. Segue il Malatesta allorché il signore di Rimini si rappacifica con il duca di Milano Filippo Maria Visconti.
1426
Mar. apr.Toscana

Si trova a Ranco da dove continua nelle sue ruberie. Ferisce in modo grave un nemico personale, Antonio Cocchi, in un agguato posto tra Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) ed Anghiari; assale pure un vetturale che porta mercanzie da Firenze a L’Aquila.  Si appropria di 3 salme di merci e di 200 fiorini. Il vicario di Anghiari Niccolò Serragli lo condanna per il primo delitto alla multa di 500 lire e per il secondo (aprile) all’impiccagione.

1430
Gen.LuccaFirenze100 fantiToscanaDifende Collodi dagli attacchi portati da Niccolò Fortebraccio.
Feb.Toscana

Costretto alla resa, si trasferisce a Poggiana con i suoi uomini. In un’azione cattura Antonello da Pescopagano. A sua volta sorpreso a Pontetetto con 80 fanti, viene fatto prigioniero con 60 uomini da Genovino da Genova. Viene rinchiuso nel castello di Ripafratta.

Mar.FirenzeLuccaToscana

Per ottenere la libertà si offre ai fiorentini per combattere i lucchesi; a metà mese si reca a Firenze. Il Falza, Girolamo d’Anghiari, Bernardino degli Ubaldini della Carda e Cantiano da Cantiano si rendono mallevadori nei suoi confronti per 2000 fiorini.

1431
Giu.FirenzeLucca MilanoToscana

Per il valore dimostrato ottiene la revisione della prima sentenza da parte dei fiorentini. Nell’agosto di due anni dopo sarà assolto anche dalla seconda accusa.

1432
Mar.Toscana

Si muove attorno a Lucca con Giacomo Bello. Informa Micheletto Attendolo sulla possibilità di entrare di sorpresa nella città per la cattiva sorveglianza in alcuni tratti delle mura. Gli assalitori sono scoperti ed i fiorentini catturati sono impiccati.

……………..Toscana

Conquista Collegalli;  da tale castello depreda il territorio vicino facendo più prigionieri. Cattura un certo Gaspare da Lucignano, che gli assomiglia: lo fa vestire con i suoi indumenti, lo fa uccidere e gettare fuori dalla fortezza mentre i suoi soldati liberano i reclusi. Costoro corrono a Pisa al fine di informare le autorità della rivolta di Collegalli a favore dei viscontei.  L’Anghiari sorprende in un agguato molti armati venuti a prendere possesso del castello.

1433
Feb.Toscana

Nel novembre dell’anno precedente Arrigo Squarcialupi, commissario fiorentino di Castellina in Chianti, decide di vendicarsi perché i cavalli ungheri nelle loro scorrerie sono soliti  tagliare le mani ai loro prigionieri ed a rimandarli indietro così mutilati. Costui contatta Brunoro della Scala, che milita nel campo avverso, e gli promette la consegna del castello e della rocca di Castellina in Chianti in cambio di alcuni benefici a Siena, della consegna di 4000 ducati e della condotta biennale di dieci lance e di 200 fanti. A metà mese gli ungheri trovano aperta la porta della località. Vi irrompono e lo Squarcialupi fa chiudere la saracinesca alle loro spalle: l’Anghiari, che è stato introdotto in precedenza con i suoi uomini nel castello, dà loro addosso, uccide molti avversari e fa numerosi prigionieri. Lo Squarcialupi fa ora aprire la porta e vi  colloca davanti un pancone: sul tavolato i prigionieri devono apporre la mano affinché questa sia tagliata dallo stesso commissario fiorentino con la sua spada.

Sett.MilanoFirenze RiminiRomagna

Occupa con l’inganno Castel del Rio a Ludovico Alidosi. I fiorentini esercitano una forte pressione nei suoi confronti affinché lasci il territorio.

Ott.Romagna

Restituisce Castel del Rio. Mette a sacco Galeata su istigazione del conte di Poppi Francesco di Battifolle, nemico di Sigismondo Pandolfo Malatesta; occupa Spinello che viene parimenti messa a sacco. Respinto da Pondo, è affrontato dai Malatesta.

Dic.300 fantiRomagnaE’ respinto da Rocca San Casciano. Ottiene, invece, il castello di Torrita, sopra Sarsina ed ai piedi di Bobbio.
1434
Mar.Comp. venturaChiesaRomagna

Si trova tra Rocca San Casciano e Dovadola; effettua una scorreria ai danni di Guelfo di Dovadola. Le prede ed i prigionieri vengono condotti a Galeata. Vane sono le proteste del signore di Forlì Antonio Ordelaffi. Sono arruolate alcune compagnie di fanti per affrontarlo: da questo momento non osa più molestare il forlivese.

……………..FortebraccioChiesaUmbria

Contrasta i pontifici e le milizie di Francesco Sforza. I Malatesta da Sogliano approfittano della sua assenza per riprendergli Spinello di cui si è fatto signore.

1435
……………..Conte  PoppiChiesa200 fantiToscana

Incaricato della difesa di Sanepolcro con 200 fanti, si arrende al patriarca Giovanni Vitelleschi a seguito di quaranta giorni di assedio.

Mag.FirenzeMilanoRomagnaA Rimini.
Lug.ToscanaFronteggia Niccolò Piccinino. I fiorentini gli impediscono di venire a battaglia con i viscontei.
1436
Gen.10 lance e 200 fanti

Viene condotto per quattro mesi; della sua compagnia di fanti, un terzo è composto di balestrieri, un terzo di lancieri ed un terzo di palvesari. Gli è anche dato il grado di connestabile.

Mag. giu.A maggio viene riconfermato nella condotta. A giugno ottiene il comando di 28 cavalli al posto dei palvesari.
Lug.Liguria

E’ inviato in Liguria al fine di contrastarvi gli avversari; si segnala alla difesa di Albenga. Con continui scontri obbliga il Piccinino a ritirarsi.

Ago.

Come ricompensa per il valore dimostrato gli viene concesso il privilegio di essere considerato sempre in ordine nelle periodiche rassegne.

1437
……………..Toscana

Tiene a bada i lucchesi;  conquista Motrone, nei pressi di Pietrasanta: un disertore porta via dal castello tutte le “noci” delle balestre, cosicché i difensori non sono in grado di opporre resistenza.

Giu.Emilia

Staziona nei pressi di Pontremoli. Ottiene la cittadinanza fiorentina e gli viene donata Oltrarno, in San Felice, una casa del valore di 400 fiorini.

Ott.GenovaMilanoLiguria
1438
Gen.Gli sono accordati altri privilegi dai fiorentini.
Apr.ToscanaUn suo famiglio si batte a duello a Pisa con un famiglio di Francesco Sforza.
Mag.VeneziaMilano400 fantiLombardiaNel bresciano.
Giu.Emilia

Si muove da Ferrara;  è sorpreso dai nemici tra Finale Emilia e Bondeno. Ferito, è catturato e condotto a Bologna. E’ liberato tramite uno scambio di prigionieri.

……………..MilanoUmbriaPassa al servizio di Niccolò Piccinino. Gli è affidato il comando della fanteria in Umbria.
……………..Comp. venturaToscanaSi impadronisce del castello di Figline presso Chiusi.
1439
Feb.ToscanaVive a Firenze con la famiglia.
PrimaveraFirenzeMilanoLombardiaE’ inviato in soccorso dei veneziani con 300 cavalli e 1000 fanti.
……………..UrbinoRiminiMarcheAgli stipendi di Guidantonio da Montefeltro contro il signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta.
Nov.Marche

Depreda il territorio di Fano; mette  a sacco in modo orrendo Tavoleto con Federico da Montefeltro al fine di vendicarsi dell’ uccisione di alcuni suoi uomini.

1440
Mar.MarcheAd Orciano di Pesaro. mette a sacco il castello di Fossa nel Montefeltro.
Apr.MilanoChiesaUmbria e Lazio

Nel perugino con Giovanni da Sesto. Si impossessa di Fichino appartenente a Pietro Paolo Monaldeschi; molesta il territorio tra Acquapendente ed Orvieto.

……………..FirenzeMilano302 cavalliToscana

Alla difesa di Marradi; deve cedere per la viltà del commissario Bartolomeo Orlandini.  Se ne lamenta con la Signoria. A Collelungo.

Giu.Comp. venturaPiombinoToscana e Umbria

Partecipa alla battaglia di Anghiari. Durante una pausa del conflitto depreda Fighino, che appartiene a Pietro Paolo Monaldeschi; ne esce con 500 fanti e 50 cavalli; simula di recarsi nel Patrimonio, prende invece la strada per i boschi verso il mare. Giunge  ad Istia d’Ombrone e passa oltre Massa Marittima. In due giorni si porta da Lucca nel territorio di Piombino.

Lug.Toscana

All’alba si pone in agguato presso Suvereto. Invia nella località dieci suoi uomini travestiti da mietitori;  costoro si impadroniscono di una porta. L’Anghiari entra e mette a sacco il castello; le prede sono vendute a Firenze. Assedia la rocca di Suvereto che cede dopo alcuni giorni. Si incontra con Tartaro da Perugia che gli inviatogli dal Piccinino. Prosegue nelle sue scorrerie verso il Serchio dove 200 fanti e 30 cavalli si impadroniscono di molto bestiame e di 3 barche che trasportano frumento per i mulini. Razzia pure le cavalle del conte di Poppi;  porta le depredazioni nel senese. A Scarlino giungono per contrastarlo  100 fanti inviati da Rinaldo Orsini. Cavalca la campagna di Buriano.

Dic.Toscana

Attacca Piombino. Vi è un intervento da parte dei fiorentini. Gli è  riconosciuta dalla vedova di Jacopo d’Appiano, Paola Colonna, la taglia di 9000/9500 fiorini.

1441
Gen.Toscana

L’arrivo di Rinaldo Orsini lo convince a lasciare il territorio con 400 fanti e 80 cavalli. Consegna Suvereto e prende la strada di Monteverdi Marittima.

Apr.ChiesaMilanoRomagna

Passa agli stipendi dei pontifici per due mesi con 700 uomini tra cavalli e fanti. Si porta in Romagna con 2000 fanti e 50 lance per combattere Francesco Piccinino.

Mag.EmiliaOccupa Baragazza, nel bolognese, dopo averne corrotto il castellano con 900 ducati. Espugna Bargi; ha Casi dagli stessi abitanti.
Giu.Emilia

Respinge da tale località un attacco portato dalle fanterie del Piccinino. Deruba Gaspare Montecuccoli  che è stato accusato di somministrare vettovaglie agli avversari. Ottiene Monte Calderaro e Sassano.

Ago.Comp. venturaPiombino  LuccaToscana

A seguito di una tregua tra i contendenti raccoglie nuove truppe ed entra in Firenzuola con 1200 uomini tra fanti e cavalli. Raggiunto da Francesco da Bologna, per i monti del Mugello cala in Val di Marina e si inoltra in Val di Nievole. Si fanno  sentire i Dieci di Balia per le devastazioni portate dai suoi uomini al territorio; si accampa presso Capannori e punta su Piombino dove viene spinto da Emanuele d’Appiano. A Vico; attraversa l’Arno; a Rosignano; giunge sotto le mura di Piombino. I fautori del d’Appiano non si muovono ed alla difesa della città si pongono Giovanni ed Angelo Orsini. Fallite le sue mire, si ritira in Garfagnana ai danni degli estensi; con il grosso delle truppe si volge per la Valdarno su San Miniato.

Sett.FirenzeMilanoToscana  Romagna

Espugna e mette a sacco Castelnuovo di Garfagnana facendovi molti prigionieri di taglia. Estorce ai lucchesi 4000 fiorini (la richiesta iniziale è di 10000 fiorini). Segue il Malatesta all’ assedio di Forlì.  Richiamato a Firenze, viene convocato nel Palazzo della Signoria dal  gonfaloniere di giustizia Bartolomeo Orlandini. E’ accusato  di essersi insignorito con l’inganno di Borgo alla Collina, di Ranco e di Soci. Nel corso della discussione  è assalito all’improvviso dal capitano del popolo e dai suoi 8 fanti: lo si ritiene  troppo vicino alle posizioni politiche di Neri Capponi ostile a Cosimo dei Medici.  Il cadavere è gettato da una finestra nel cortile dell’adiacente Palazzo del Capitano;  viene decapitato per fare apparire l’uccisione  come un’esecuzione giudiziaria.   Altre cause della sua esecuzione sono via via indicate nel sacco di Suvereto, nel tentativo di occupare di Piombino, nel suo desiderio di passare agli stipendi dello stato della Chiesa ai danni di Francesco Sforza alleato degli stessi Medici. Per altre fonti ancora la responsabilità della sua morte è tutta da addebitarsi allo stesso Francesco Sforza che ha fatto pressione sui fiorentini per punirlo a causa della sua spedizione nel lucchese il mese precedente. E’ sepolto nel chiostro della chiesa di Santo Spirito a Firenze. La vedova Annalena Malatesta, a seguito della morte prematura del figlio Galeotto, vende tutti i suoi beni per trasformare la sua casa, posta nella via Romana, l’antica via di San Pier Gattolini, in un convento, conosciuto dalla cittadinanza come “Annalena”. Vi  si  rinchiude  con altre donne e vi rimane rinchiusa fino alla morte.  La leggenda narra che il fantasma del condottiero si aggiri nei pressi di Palazzo Vecchio  in attesa di prendersi la sua vendetta.

 CITAZIONI

-” Uomo in guerra eccellentissimo, perché in quelli tempi non era alcuno in Italia, che di virtù di corpo e d’animo lo superasse; ed aveva intra le fanterie, perché di quelle sempre era stato capo, tanta riputazione, ch’ogni uomo estimava che con quello in ogni impresa e ad ogni sua volontà converrebbero.” MACHIAVELLI

-“Fra tutti valente a usare le fanterie…Giovane tuttora di grande animo e feroce in guerra, non si era per anche inalzato al pari dei sommi e più fortunati condottieri per esserl’arma delle fanterie tenuta di grado inferiore; ma per la grande esrimazione goduta tra quelle si credeva che se la fortuna a lui arridesse, potrebbe egli formare di tale arme un esercito da contrapporre forse ai maggiori di quella età.” CAPPONI

-“Era detto Balduccio grande e grasso, e gran ladro, e aveva poca leanza.” DELLA TUCCIA

-“Egli stimava l’omicidio ardimento e fortezza: il mancamento della fortezza diceva essere il temere delle cose paurose e sospette: la fede eleggeva essere suggetta alla servitù: e così la bestialità reputava virtuoso ardimento.” CAVALCANTI

-“Havea una grande conducta de fanti, più che contestabili che se trovasse.” CORPUS CHRONIC. BONOMIENSUM

-“Baldaccio è rimasto nella storia soprattutto perché legato alla politica di Cosimo il Vecchio, e perché posto accanto alla maggiore schiera dei condottieri finiti tragicamente per i sopsetti dei governi che se n’erano serviti. Non si può negare tuttavia che in un’epoca in cui la fanteria era in Italia, e si può dire in Europa, tanto scaduta, egli ci appare soprattutto come un temuto condottiero di fanti…In realtà il suo nome non appare legato a nessuna delle imprese di grido del tempo, né ad alcuna innovazione tattica. E in un periodo in cui gli stati tendevano legare a sé e fissare al suolo, attraverso infeudazioni, condottieri e compagnie di ventura, in una risorgente forma di feudalismo guerriero, le milizie di Baldaccio, formate soprattutto da ribaldi d’ogni specie, rappresentavano una forma sempre più anacronistica.” PIERI

-“On citait de lui des traits de bravure, et l’on ne parlait que tout bas de certaines aventures fort peu à son honneur.” PERRENS

-“Omo del comuno de Fiorença condutiero di fanti da piè..Hommo da fare de l’altrue suo e sostenudo dai fiorentine como suo furone (ladro).. Uxado contestabele da pè.” G. DI PEDRINO

-“Uomo di guerra eccellentissimo, e che in quei tempi non aveva in Italia chi lo superasse in virtù di corpo e d’animo; aveva tra le fanterie, delle quali fu sempre condottiero, tanta riputazione, che ogni uomo stimava con lui ogni impresa facile, perché le soldatesche aderivano ciecamente alla sua volontà.” ADEMOLLO

-“A distinguished condottiere leader.” BROWNING

-“(La sua uccisione) commosse tutta Firenze e lo stesso papa Eugenio IV provò dolore e sdegno per quell’efferato delitto, malamente ricoperto dall’accusa di tradimento..Da allora il fantasma di Baldaccio d’Anghiari si aggira nei meandri di Palazzo Vecchio aspettando il momento della sua vendetta. La presenza costante della sua immaginaria figura ci fa ricordare le ingiustizie del passato e l’ammonimento e l’efferatezza della giustizia di allora. Il 6 settembre si fa vedere anche nel Castello dei Sorci di Anghiari località natale del Baldaccio.” FIRENZEMIA.WEBNOTE.IT/CURIOSITA/BALDAC

-“Uomo di gran valore e d’insuperabile ardire.” COLESCHI

     BIOGRAFIE SPECIFICHE

C. Brizzi. Baldaccio d’Anghiari. Uomo d’arme eccellentissimo.

L. Passerini. Baldaccio d’Anghiari.

Fonte immagine: wikipedia

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