ASTORGIO DI DURAFORT

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Cerca nel sito:

Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

Condottieri di ventura

0609      ASTORGIO DI DURAFORT  (Ettore di Durfort, Nestore di Linguadoca) Del Limousin. Conte.

+ 1360 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura  

 

Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

…………..  

 

 

 

 

 

Francia

Appartiene al ramo di Aurillac (diocesi di Saint-Flour, Cantal) della grande famiglia dei Durfort, imparentata per mezzo di matrimoni con i la Tour, con i la Jugie e con i Chateauneuf. Sposa una nipote del papa Clemente VI.

1343
Ott. Chiesa Forlì Romagna Viene eletto rettore di Romagna. Spinge i suoi soldati sotto Cesena: è respinto.
Nov. Romagna Tenta un analogo attacco ai danni di Forlì. E’ sconfitto nel faentino.
1344  

 

 

 

 

 

 

 

 

………….. Romagna Contrasta ancora Francesco Ordelaffi. Assale nuovamente Cesena;  ne è ancora respinto con forti perdite.
Ott.    

 

 

 

Emilia

Abbandona l’impresa e si ritira a Taibo, ove si trattiene dieci giorni senza effettuare alcuna operazione. Si incontra a Modena con il marchese di Ferrara Obizzo d’Este, Ostasio da Polenta, Giovanni Manfredi, Ramberto Malatesta e Bertolaccio Mainardi.

1347  

 

 

 

 

 

 

 

 

Dic. Chiesa Manfredi  

 

Emilia

E’ nominato rettore di Bologna e conte di Romagna. Sceglie di abitare a Faenza: Giovanni Manfredi si rifugia a Bagnacavallo. Il Durafort cattura il fratello Guglielmo e minaccia di giustiziarlo se non gli viene consegnata la località. Lo libera su pressione degli abitanti di Faenza;  assedia il Manfredi in Bagnacavallo. Il rivale si arrende, infine, a patti. Il Durafort impedisce al re Ludovico  d’Ungheria di transitare nei territori di Imola e di Faenza nella sua marcia alla conquista del regno di Napoli.

1348  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. mar. Chiesa Forlì  

 

Romagna

Approfitta di un’assenza di Francesco Ordelaffi nel regno di Napoli con il re di Ungheria per attaccare Forlì. La motivazione ufficiale è data dal fatto che gli Ordelaffi si sono rifiutati di pagare il dovuto  censo allo stato della Chiesa. Devasta il forlivese; rientra il signore di Forlì ed ai primi di marzo i contendenti addivengono ad un accordo. Nel contempo pur di raccogliere denaro, richiama dall’esilio i fuoriusciti del ravennate e di Cervia che sono obbligati a pagare una tassa per essere assolti da ogni pena.

Giu.  

 

 

 

 

 

Romagna

Cerca di catturare in Faenza Giovanni di Alberghettino Manfredi che ha organizzato una congiura ai suoi danni. Lo assedia in Gatteo e lo costringe a cedere; si rappacifica apparentemente con i rivoltosi, salvo uno che è decapitato nella piazza di Faenza per avere commesso altri delitti.

1349  

 

 

 

 

 

 

 

 

…………..  

 

 

 

 

 

Romagna

Durante il periodo pasquale organizza a Faenza un banchetto cui partecipa anche il Manfredi: costui, riscaldato dal vino, chiede di poter fare valere un suo diritto.  Riceve l’assenso del Durafort; si forma una masnada che, prese le armi, si reca nella cucina per prelevarvi del pollame. Ne nasce un tumulto al termine del quale il Durafort è costretto ad espellere il Manfredi per l’uccisione di Franceschino della Valle, da lui inviato al Manfredi stesso per mettere la pace tra le parti.

1350  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Francia Romagna

Si trova in Provenza per motivi privati. Durante la sua assenza il Manfredi solleva Faenza contro lo stato della Chiesa.  Astorgio di Durafort rientra subito in Romagna; abbandona presto il circondario di Faenza per ritirarsi   in fretta  ad Imola.

Mar. Chiesa Faenza Forlì Capitano g.le Romagna

Viene eletto capitano generale dell’esercito pontificio con Niccolò della Serra.

Apr.  

 

 

 

 

 

Emilia

A Ferrara, alla ricerca di soccorsi.

Mag.  

 

 

 

 

 

Romagna

Non può muoversi in aiuto di Bertinoro che si arrende nelle mani dell’Ordelaffi. Gli giungono finalmente soccorsi dai Visconti, dagli estensi e dagli scaligeri: muove da Forlì verso il ponte fortificato di San Procolo a tre miglia da Faenza e si imbatte nel nemico. Non attacca la città;   con Rostagno da Avignone (400 cavalli provenzali) ed altri 800 cavalli, nonché 1000 masnadieri, sceglie di investire Solarolo. Viene respinto a causa della forte pioggia. Scorre nel territorio vicino; attacca senza esito Bagnacavallo. Nel corso di un assalto sono catturati tre soldati tedeschi e tre italiani, tra cui il reggiano Paolo Manfredi. Si ferma all’assedio di Solarolo.

Lug.  ago.  

 

 

 

 

 

Emilia e Romagna

Intento all’assedio di Solarolo incomincia ad ordire un trattato in Bologna al fine di togliere la città ai Pepoli, peraltro suoi alleati. Promette 30000 fiorini a Buonincontro d’Andrea ed a Ranieri di Castel San Pietro che sono scoperti e giustiziati; protesta la sua innocenza ed invita i Pepoli al campo di Solarolo affinché facciano da mediatori nel conflitto in essere con il Manfredi. Giunge Giovanni Pepoli lusingato dalle sue parole e da falsi giuramenti. E’ preparato un sontuoso banchetto nel padiglione del  Durafort: al momento della partenza il Pepoli è catturato con un figlio del fratello Giacomo e 200 cavalli bolognesi che lo hanno accompagnato nel campo pontificio. Tutti sono condotti prigionieri nella rocca d’Imola. Il Durafort si accorda in segreto con Mastino della Scala per assalire Bologna. Occupa Castel San Pietro Terme, Fagnano, Piancandolo, Lugo, Dozza, Varignana, Ozzano dell’ Emilia e tutto il bolognese sino all’Idice. Cade in suo potere anche Bagnacavallo;  è affidato ancora a Guglielmo Manfredi il vicariato della località. Promette ai soldati per ogni conquista paga doppia e mese compiuto: non è però in grado di ottemperare agli impegni presi, per cui le truppe si ammutinano e pretendono subito 70000 fiorini. Bologna sarà attaccata solo al momento del saldo delle loro spettanze. Il Durafort consegna in pegno Giovanni Pepoli e tutti i prigionieri fatti fino a quel momento; affida pure in pegno ai soldati Castel San Pietro Terme. Il Pepoli si riscatta subito pagando una taglia di 80000 fiorini, 20000 subito ed il resto in breve tempo, e dando in ostaggio tre figli. Dopo cinquantadue giorni ritornerà libero dal fratello.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Rifiuta le proposte dei fiorentini di cui giustamente non si fida;  vuole entrare in Bologna da conquistatore.

Ott. Chiesa Milano  

 

Emilia

Scopre una congiura organizzata ai suoi danni dai Pepoli e dal capitano di Castel San Pietro Terme: ne fa impiccare i complici dopo averli fatti trascinare a coda di cavallo. A metà mese avviene il punto di svolta: l’arcivescovo di Milano Giovanni Visconti acquista Bologna dai Pepoli. A questi ultimi viene assicurata la signoria dei castelli di San Giovanni in Persiceto, di Crevalcore, di Mirandola e di Sant’ Agata Bolognese, la somma di 200000 fiorini, dei quali 80000 subito, il pagamento di 8500 fiorini a Guarnieri di Urslingen per un mese arretrato di stipendi, una provvigione mensile di 200 fiorini a Giacomo ed a Giovanni Pepoli, mentre altri 2000      fiorini dati ad altri sei loro famigliari. Il Durafort continua la guerra con maggiore accanimento contro i viscontei.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Raggiunto dalle milizie dell’ Urslingen conduce un assalto generale a Bologna. Galeazzo Visconti gli invia contro 1000 soldati che sono respinti; molti nemici sono uccisi e viene dato alle fiamme un borgo vicino. L’azione non ha esito.

Dic.  

 

 

 

 

 

Emilia e Romagna

Si ritira a Budrio; occupa Argenta e San Giovanni in Persiceto. Tocca San Giorgio di Piano e Volta di Reno;  si colloca davanti alle porte di Bologna per impedire l’arrivo di rinforzi ai difensori. La sua offensiva si ferma per la mancanza di denaro per le    paghe dei soldati: costoro si ammutinano e preferiscono stanziare nella bastia di Budrio per continuare nelle loro scorrerie.  Bernabò Visconti consegna 80000 fiorini ai mercenari tedeschi e borgognoni del  Durafort e l’esercito pontificio si scioglie. Il Durafort è obbligato a rientrare ad Imola con i suoi provenzali;  vi è assediato dai viscontei.

1351  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia Veneto e Toscana

Si reca a Ferrara, a Verona ed a Firenze alla ricerca di soccorsi: da novembre, infatti, la Camera Apostolica di Avignone non ha potuto mandargli che 35000 fiorini, di cui la metà proviene da un mutuo imposto ai cardinali ed ai vari membri della curia.

…………..  

 

 

 

 

 

Francia

Si reca ad Avignone;  restituisce al papa il mandato di difensore della Chiesa. Rimane nella sua carica di rettore della Romagna.

1352  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

Il pontefice Clemente VI e Giovanni Visconti trovano un accordo. Il Durafort si porta a Bologna e lascia la città con del denaro  che gli viene consegnato dagli stessi Visconti: il papa, per gratitudine nei suoi confronti  gli cancella un debito di 1000 fiorini che ha nei confronti della Camera Apostolica.

1355  

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov. Francia Inghilterra  

 

Francia

Combatte nella guerra dei Cent’Anni. Si pone con 1000 cavalli nella selva di Crugny per cogliere in agguato il principe di Galles (il Principe Nero) che sta ritornando con ricco bottino nei territori controllati dagli inglesi. E’ sconfitto sonoramente perché gli avversari prevengono la sua imboscata collocando anticipatamente nel luogo previsto (una foresta) numerose truppe.

1360  

 

 

 

 

 

 

 

Muore.

 CITAZIONI

“Uomo di vastissima ambizione, di pochissima fede e capace di ogni tradimento.” VERCI

“Cupidusque ideo extollendo divitiis et honoribus.” CHIARAMONTI

Print Friendly, PDF & Email
Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
Print Friendly, PDF & Email