ASCANIO COLONNA

0
1136
ascanio-colonna
Print Friendly, PDF & Email

ASCANIO COLONNA  Duca di Tagliacozzo,conte di Albe, marchese di Atessa, barone di Carsoli, conte di Manoppello.

Signore di Anagni, Rocca di Papa, Paliano, Grottaferrata, Nemi, Marino, Lanuvio, Genzano di Roma, Ceccano, Sonnino, San Lorenzo, Vallecorsa, Pescocostanzo. Figlio di Fabrizio, fratello di Sciarra, cugino di Vespasiano.

1495 – 1557 (aprile)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1512  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Lazio

Con Vespasiano e Prospero Colonna si fa mallevadore della sicurezza di Alfonso d’Este recatosi a Roma per discutere la pace con il papa Giulio II.

1520  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 Gran Connestabile

 

 

 

Alla morte del padre l’imperatore Carlo V gli assegna la carica di gran connestabile del regno di Napoli.

1521  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Impero Francia  

 

 

 

Gli viene affidato un comando di fanti spagnoli.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Campania

 

Lug. Campania A fine mese si sposa a Napoli con Giovanna d’Aragona, figlia del conte Ferdinando di Castellanza, duca di Montalto, uno dei tanti figli illegittimi del re di Napoli Ferrante d’Aragona. Alle nozze è costretto dal padre Fabrizio che minaccia di diseredarlo in caso di disubbidienza.
Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Abruzzi

Si ammala a Trezzano.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Marino.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lazio

Alla morte del papa Leone X entra in Roma con 600 cavalli. Il collegio dei cardinali gli affida l’incarico di mantenere l’ordine nella città affinché i lavori del conclave procedano normalmente.

1522  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

 

 

Raccoglie nuove truppe.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lazio

Accoglie in Roma il papa Adriano VI e gli porta il baldacchino: in tale circostanza domanda, invano, al pontefice la grazia per Lelio della Valle imputato di omicidio.

1523  

 

 

 

 

 

 

 

………….. Impero Francia  

 

Abruzzi

Contrasta negli Abruzzi i partigiani dei francesi; si impadronisce del feudo di Manoppello a spese di  Camillo Pardo Orsini.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Roma, in San Pietro, per l’incoronazione di Clemente VII.

1524  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Campania

Entra in Napoli con il viceré di Napoli Carlo di Lannoy.

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova nel pavese.

Mar.  

 

 

 

60 lance Lombardia ed Emilia

E’ inquadrato nella retroguardia dell’ esercito imperiale. Infesta il territorio di Guastalla con Vespasiano Colonna.

…………..  

 

 

 

 

 

Abruzzi

Si porta a Tagliacozzo e, da qui, giunge a L’Aquila. Ha il compito di respingere l’attacco portato da Giovanni Stuart, duca di Albany, e da Renzo di Ceri nel regno di Napoli.

1525  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Abruzzi

Raduna nell’aquilano 3000 fanti; invade lo stato della Chiesa ed insegue le milizie degli Orsini in fuga.

Ago. Impero Francia 60 lance Piemonte
Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene segnalato a Casalmaggiore; si sposta alla difesa di Cremona.

1526  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Lazio

Si rappacifica con il cardinale Pompeo Colonna.

Giu. Impero Chiesa  

 

Lazio

Con Vespasiano Colonna, il duca di Sessa Luigi Fernandez di Cordoba ed il viceré di Sicilia Ugo di Moncada raccoglie a Marino 800 cavalli e 6000 fanti per attaccare i pontifici.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lazio

Sposta alcuni grossi pezzi di artiglieria da Rocca di Papa e da Cave per condurle a Marino; da tale località molesta lo stato della Chiesa. Occupa Anagni; le pressioni di Ugo di Moncada sul pontefice sono tali che è concordata una pace tra le parti.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lazio

Viene concluso un accordo tra colonnesi e pontifici. Clemente VII congeda le sue milizie comandate da Malatesta Baglioni e dal conte di Anguillara Gentile Virginio Orsini.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lazio

Con Pompeo e Vespasiano Colonna approfitta della situazione di debolezza del papa ed irrompe in Roma per la Porta di San Giovanni: con lui sono anche Ugo di Moncada, 400 cavalli leggeri, 600 archibugieri e 2000 picchieri; lo seguono, infine, altri 500 cavalli e circa quattromila contadini armati. Penetra in Trastevere attraverso ponte Sisto con 500 fanti e qualche cavallo e scaccia dal portone di Santo Spirito Stefano Colonna, che vi è appostato alla difesa con 200 fanti. Prende alloggio nel Palazzo dei Santi Apostoli e costringe Clemente VII a rifugiarsi in Castel Sant’ Angelo; saccheggia i palazzi pontifici, la chiesa di San Pietro e parte del Borgo Leonino impadronendosi in poche ore di un bottino valutato sui 30000 ducati. Chiede la resa degli avversari e si rifiuta di incontrarsi con i cardinali che lo ricercano. E’ conclusa una nuova tregua di quattro mesi con disdetta di due, sempre grazie alla mediazione di Ugo di Moncada: i colonnesi vengono perdonati. Si ritira a Grottaferrata.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lazio

Continua ad infestare da Grottaferrata l’agro romano fin sulle porte della capitale. E’ dichiarato ribelle e viene scomunicato; si unisce con Vespasiano e Pompeo Colonna per fronteggiare i pontifici a Frosinone.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lazio Abruzzi

E’ attaccato da Vitello Vitelli nelle sue terre: in breve gli rimangono nel Lazio solo Rocca di Papa e Paliano. Si rifugia ad Avezzano, da dove dà disposizioni al suo luogotenente Lelio Filomarino. Si propone di recuperare Paliano, alla cui difesa per i pontifici si trova Stefano da Amelia.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lazio

Accoglie a Gaeta con il cardinale Pompeo Colonna il viceré di Napoli Carlo di Lannoy. Con tali rinforzi è in grado di recuperare le sue terre;  si dirige verso Tivoli con 2000 fanti e 300 cavalli. Cerca inutilmente di occupare Scarpa (Cineto Romano), piccolo castello dell’ abbazia di Farfa; scorre la campagna con Pompeo Colonna: Napoleone Orsini lo fronteggia a Vallebona e lo obbliga a ripiegare. Ripiega su Paliano.

1527  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lazio

Congiura nuovamente ai danni del papa con Carlo di Lannoy, Vespasiano Colonna e Napoleone Orsini al fine di impadronirsi di Vicovaro.

Feb.  

 

 

 

 

 

Abruzzi

Abbandona L’Aquila di fronte all’avanzata di Renzo di Ceri.

Mar.  

 

 

 

 

 

Lazio

E’ sconfitto a Terracina dai pontifici.

Mag.  

 

 

 

 

 

Lazio

Rientra a Roma con Vespasiano e Pompeo Colonna in pieno svolgimento del sacco della città ad opera di lanzichenecchi e di spagnoli. Anche Palazzo Colonna è stato messo a sacco.

Giu.  

 

 

 

 

 

Lazio

Si allontana da Roma con 8000 fanti; entra in Velletri ed è nominato governatore della città: impone ai cittadini una taglia di 24000 scudi a titolo di risarcimento per i danni arrecati dagli abitanti a Marino l’anno precedente. Gli abitanti gliene consegnano subito 7000 e, per la somma residua, ipotecano il territorio di Lariano e parte di quello di Fagiole.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lazio

E’ sostituito nel suo incarico di governatore di Velletri da Giambattista Castaldo.

1528  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Umbria

Occupa nei pressi di Orvieto i castelli di Vela e di Castra Castrorum.

Apr. giu.  

 

 

 

 

 

Lazio e Campania

A Gaeta. Alla morte del congiunto Vespasiano incamera nel proprio patrimonio le terre di Sonnino, San Lorenzo e Vallecorsa spettanti ad Isabella Colonna, promessa ad Ippolito dei Medici e futura moglie di Luigi Rodomonte Gonzaga. Nasce un aspro conflitto tutto interno alla famiglia Colonna. E’ sostenuto nelle sue ragioni dal cardinale Pompeo e dal fratellastro Sciarra. Si trasferisce alla difesa di Napoli,  assediata dal Lautrec;  a maggio fa parte con il principe d’Orange, il viceré di Napoli Ugo di Moncada, Alfonso d’Avalos, Ferrante Gonzaga e Fernando Alarcon del consiglio che deve giudicare di tradimento Fabrizio Maramaldo. Il condottiero è assolto. Ai primi di giugno rimane ferito alla mano destra ed a un piede nella battaglia navale di Capo d’Orso in cui Filippino Doria ed il Barbacieux annientano la flotta imperiale. Nel lo scontro muoiono Ugo di Moncada e Cesare Fieramosca; egli è fatto prigioniero (dopo essersi arreso nelle mani di Niccolò Lomellino) con il marchese di Vasto Alfonso d’Avalos, il principe di Salerno Ferrante da San Severino, Giovanni di Santacroce, il Seron, Camillo Colonna e l’ammiraglio Brizio Giustiniani. Più di 1000 sono i morti tra gli imperiali; 500 tra i francesi.

Lug.  ago.  

 

 

 

 

 

Liguria e Campania

E’ condotto a Genova con Camillo Colonna e gli altri prigionieri. Durante la prigionia con Alfonso d’Avalos convince Andrea Doria a defezionare nel campo imperiale. Liberato ad agosto, dopo il pagamento di una taglia, ritorna ad Ischia con il marchese di Vasto.

Ott.  

 

 

 

 

 

Abruzzi e Lazio

Viene nominato viceré degli Abruzzi: cerca di impadronirsi di Atri, confiscata ad Andrea Matteo Acquaviva, e di Cellino Attanasio: il suo tentativo è frustrato dalla resistenza degli abitanti. Invia 600 cavalli e 600 fanti in soccorso del fratello Sciarra, coinvolto nella ribellione di L’Aquila. A fine mese ritorna a Castelgandolfo.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lazio

Ripara a Marino per sfuggire alla peste. Gli è rinnovato da Carlo V il titolo di gran connestabile.

1529  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Umbria

Entra in Cascia.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lazio

E’ segnalato a Roma.

Ago. nov. Impero Firenze  

 

Umbria Emilia

Affianca il principe d’Orange in Umbria. A Spello. A novembre si trova a Bologna all’ incontro tra Carlo V rd il papa Clemente VII. E’ alloggiato con Alfonso d’Avalos nel Palazzo Pubblico.

1530  

 

 

 

 

 

 

 

…………..  

 

 

 

 

 

Toscana

All’assedio di Firenze.

Giu. Chiesa Orsini  

 

Lazio

Coadiuva i pontifici contro Napoleone Orsini;  ottiene Paliano.

1531 Non sopporta l’autoritarismo dei viceré imperiali nel regno di Napoli. Appoggia nella sua fronda il principe di Salerno Ferrante da San Severino.
1532  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Marche

Raggiunge Loreto con un nutrito seguito e vi si incontra con Guidobaldo della Rovere. Si sposta di seguito a Pesaro ove è ospitato da Francesco Maria della Rovere.

Lug.  

 

 

 

 

 

 

 

Alla morte del cardinale Pompeo Colonna diviene l’elemento di spicco della sua casata.

………….. Impero Impero Ottomano  

 

Ungheria

Combatte i turchi del sultano Solimano.

1533  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

A Bologna al fianco dell’ imperatore Carlo V. Due lanzichenecchi ubriachi tentano di penetrare nella stalla del palazzo in cui è alloggiato: i famigli del Colonna si oppongono loro; nasce una rissa in cui i primi trovano soccorso in altri dodici fanti tedeschi. La contesa si allarga e termina con l’uccisione di dieci lanzichenecchi e di molti servitori di Ascanio Colonna. Il capitano della guardia imperiale decide allora di saccheggiare i suoi alloggiamenti. Ascanio  Colonna riesce a salvarsi gettandosi da una finestra; si rompe una gamba nella fuga e ripara in una casa vicina.

Mag.  

 

 

 

 

 

Lazio

Clemente VII, con un breve, gli intima di restituire le terre da lui occupate agli eredi di Vespasiano Colonna: raduna truppe per resistere ai pontifici.

1534  

 

 

 

 

 

 

 

Nov.  

 

 

 

 

 

Campania

Riceve l’imperatore a Napoli.

1536  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Roma sempre al fianco di Carlo V; in una cerimonia è visto portare il globo.

1537 Lazio In contrasto con il papa Paolo III, di casa Farnese. Si rifiuta di imporre nelle sue terre un’imposta voluta dal pontefice per  fare fronte al pericolo ottomano; impedisce, inoltre, ai suoi vassalli di prendere ai lavori di fortificazione di Roma.
1538  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Roma; accoglie il papa reduce dall’incontro di Nizza con il re di Francia. I dissapori con Paolo III raggiungono un tale livello che si parla di una sua prossima scomunica.

1539 Lazio Allorché Livia Colonna, una nipote sotto la sua tutela, viene rapita dall’odiato Marzio Colonna con la complicità di Pier Luigi Farnese, sospetta la connivenza del pontefice nella vicenda ed accusa in pubblico quest’ultimo di intromettersi nelle questioni riguardanti la propria famiglia. Nello stesso anno Paolo III estende la tassa sul sale anche alle terre che ne sono esenti per antichi privilegi, come ad esempio quelle soggette ai Colonna grazie ad un privilegio del secolo precedente, concesso da Martino V (di casa Colonna) alla sua famiglia. Il Colonna si rifiuta di sottostare al relativo pagamento.
1541

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

Colonna

 

Chiesa  

 

Lazio

I gabellieri arrestano alcuni suoi seguaci colpevoli di non aver pagato la tassa sul sale in obbedienza alla volontà del loro signore. Il Colonna aumenta le azioni offensive ai danni della Santa Sede;  scorre nell’agro romano, attacca i viaggiatori diretti a Roma;  razzia il bestiame di Giacomo Lambenari, appaltatore delle saline di Ostia. Paolo III emana un breve nei suoi confronti con il quale gli intima di presentarsi davanti a lui a Roma entro il termine di tre giorni, pena la confisca dei beni. Il Colonna chiede soccorsi al duca di Firenze ed al viceré di Napoli; la moglie Giovanna d’Aragona, che vive separata da lui da tre anni, impegna i propri gioielli per reclutare truppe a suo favore.

Mar. Lazio L’ambasciatore imperiale a Roma, il marchese d’Aguilar, tenta di rabbonire il papa ventilando la possibilità che il Colonna consegni Rocca di Papa al figlio del pontefice Pier Luigi Farnese in cambio della fortezza di Nepi e di quella di Castro; si tenta pure di combinare un matrimonio tra Vittoria Farnese, figlia di Pier Luigi, e Fabrizio Colonna primogenito di Ascanio. Il Colonna si oppone; rafforza le difese di Rocca di Papa e ripara a Genazzano con 2000 fanti.
Apr. mag.  

 

 

 

 

 

Lazio Campania ed Abruzzi

E’ attaccato dai pontifici comandati da Pier Luigi Farnese.  Rocca di Papa viene bombardata e distrutta; il Colonna, che è alla guardia di Genazzano, invia il fratello Sciarra a soccorrere la località con 700 fanti. L’impresa non ha il successo sperato; nel proseguo del tempo i pontifici investono Paliano. Ne esce Fabio Colonna con 1500 fanti; costui assale le milizie ecclesiastiche e per poco non riesce ad inchiodare le artiglierie nemiche. Il Farnese, alla fine, ha il sopravvento e negli ultimi giorni di maggio capitola anche Paliano. Il Colonna è costretto da Alessandro Vitelli a rifugiarsi a Roccaguglielma e nei propri feudi abruzzesi di Albe e di Tagliacozzo. Invano Carlo V fa pressioni sul pontefice affinché i suoi possedimenti nello stato della Chiesa vengano restituiti ai figli Fabrizio e Marcantonio.

………….. Abruzzi Negli anni che trascorre negli Abruzzi intacca progressivamente il patrimonio famigliare cedendo con patto di retrovendita larga parte delle sue proprietà. La sorella Vittoria lo soccorre donandogli le terre di Pescocostanzo: neanche ciò pone freno alla dispersione delle sue sostanze causata non solo dal bisogno di fronteggiare i creditori, ma soprattutto dalla sua prodigalità. E’ in questo periodo che si parla delle sue simpatie ereticali, alimentate dall’influsso della sorella,  che lo portano ad avvicinarsi alle posizioni legate alla Riforma di Bartolomeo Ochino.
1549  

 

 

 

 

 

 

 

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto e Lazio

Alla morte del pontefice lascia Venezia; vani sono i tentativi di Carlo V di conciliare le due parti.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lazio

Si ferma a Marino;  gli è regalato una cavalcatura dal viceré di Napoli don Pietro di Toledo.

1550  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lazio

L’avvento al soglio pontificio di Giulio III permette a Camillo Colonna di recuperare con le armi le terre confiscate da Paolo III ad Ascanio e di restituirle al congiunto. Una bolla papale  riammette quest’ultimo al legittimo possesso dei feudi laziali. Rientra in possesso di Paliano e di altre terre: dona al pontefice una tazza di porfido, che sarà messa più tardi nel giardino del Belvedere da Clemente XI.

Mag.  

 

 

 

 

 

Lazio

Vende Nemi a Giuliano Cesarini per 4000 scudi.

1551 Lazio La morte del figlio Fabrizio all’assedio di Parma contro i francesi costringe Carlo V a riprendere i rapporti con il Colonna. Viene così riconosciuto come il principale alleato degli imperiali all’interno di Roma. Per mettergli un freno, tuttavia, si tenta di ricongiungerlo con la moglie e di affiancargli il figlio  Marcantonio che è destinato a succedergli alla testa del casato.
1552
………….. Lazio Su sollecitazione di Ignazio di Loyola (il futuro santo) si riconcilia con la moglie Giovanna d’Aragona che rientra a Roma al suo fianco. La concordia tra i due coniugi dura poche settimane: presto Giovanna d’Aragona abbandona Ascanio per rifugiarsi a Napoli. Lo accusa di sperperare il proprio patrimonio e di vivere in modo dissoluto. Molti tra i Colonna vedono nel dissidio coniugale l’opportunità per denunciare all’ imperatore l’incapacità di Ascanio di amministrare i propri beni e la sua scarsa affidabilità politica. Numerosi sono gli appelli a Carlo V del cardinale Pacheco, nuovo viceré di Napoli, affinché Giovanna d’Aragona ritorni a Roma e prenda il controllo della casata.
Dic. Lazio La moglie torna assieme con il figlio Marcantonio nel palazzo romano dei Santi Apostoli dove li attende il Colonna. Ne esce dopo meno di un giorno attaccando il marito per ila condotta violenta tenuto nei confronti suoi e del figlio. La donna riceve il sostegno di quanti conoscono il collerico Ascanio. La versione di Giovanna d’Aragona viene smentita sia dal marito, che dal gesuita Pedro de Ribadeneyra che, nella sua biografia di Ignazio di Loyola, accuserà alcuni cardinali ed altri dignitari della corte pontificia di avere distrutto l’opera di riconciliazione tessuta dal fondatore della Compagnia di Gesù. Veemente è la denuncia del Colonna a Carlo V nei riguardi della moglie e del figlio; tuttavia essa non trova ascolto a corte.
1553  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Abruzzi Non risponde all’appello imperiale che gli ordina di prendere le armi contro i francesi nella guerra di Siena. Si rinchiude in uno dei suoi castelli abruzzesi; proibisce pure al figlio Marcantonio di prendere parte al conflitto. Marcantonio decide al contrario di disubbidire ai suoi ordini e si dirige nel senese alla testa di un contingente di 300 cavalli. Il Colonna viene denunciato di tradimento per un suo presunto avvicinamento al partito francese. La moglie lo dipinge come pazzo, puttaniere, assassino: tra le accuse quella di aver fatto radere al suolo e di avere dato alle fiamme un casale di Giuliano Cesarini e di avere fatto abortire con la sua collera la nuora Felice Orsini. Per vendicarsi Ascanio, a sua volta, rivela un presunto incesto tra la moglie ed il figlio. Costui è escluso dalla successione ed è diseredato.
…………..  

 

 

 

 

 

Lazio

Alla morte di Lucrezia della Rovere occupa con la forza il palazzo in piazza Santi Apostoli già di proprietà del figlio Marcantonio.

…………..  

 

 

 

 

 

Lazio

Viene citato a Roma da alcuni suoi creditori, Cola e Luca Evangelista. Il Colonna maltratta il messo che gli vuole notificare la denuncia e fa spianare alcune case che gli Evangelista possiedono a Nettuno; invia anche suoi sicari a Roma per uccidere costoro. Giulio III lo condanna e gli confisca i beni.

1554
Sett.  

 

 

 

 

 

Campania

Il figlio Marcantonio rientra dal senese; occupa Marino con l’aiuto degli abitanti e si impossessa dopo tre giorni di assedio del castello di Paliano. Il Colonna chiede, invano, al papa ed a Carlo V di intervenire a suo favore; rafforza le difese di Carsoli, di Tagliacozzo e di altre località. Da ultimo, si rifugia a Trasacco. Il cardinale Pacheco procede ad arrestarlo con il pretesto di impedire che il regno di Napoli divenga il campo di battaglia di un conflitto famigliare. Una volta condotto a Napoli viene accusato di alto tradimento, nonché  di collaborazionismo con i nemici francesi: i suoi beni nel regno sono posti sotto sequestro della corona. In modo analogo si comporta il papa Giulio III che decide di favorire il figlio. Il Colonna viene rinchiuso in Castelnuovo; il figlio Marcantonio, invece, viene riconosciuto dal pontefice legittimo erede delle proprietà colonnesi nello stato della Chiesa; anche Carlo V assicura il figlio di Ascanio sul suo futuro quale capo del casato.

1557  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Campania

Muore per malattia nelle segrete di Castelnuovo. E’ sepolto a Paliano.

 CITAZIONI

“Illustre nell’armi, huomo di gran consiglio e reverito da tutti i principi d’Italia.” SANSOVINO

“Valoroso capitano.” BOSI

“Fu..illustre nell’armi e huomo di gran consiglio.” MAZZELLA

“A cui dell’arme, nulla virtù manca.” ROSEO

“Egli verrà ritratto come assassino, eretico e sodomita, sempre disponibile a umiliare una moglie di cui risaltano, in contrario le innegabili ed evidenti virtù.” Dalle pagine dedicate alla moglie Giovanna d’Aragona di Filonico Alicarnasseo riprese dal napoletano Costantino Castriota

“Egli fu insigne Capitano de’ suoi tempi.” MUGNOS