ARRIGO DI MONTFORT

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Condottieri di ventura

1179      ARRIGO DI MONTFORT  (Heinrich von Montfort Tettnang, Arrigo di Monforte) Della Renania. Conte di Montfort. Cognato di Giovanni e di Rodolfo d’Asburgo.

+ 1395 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1363 Firenze Pisa 500 barbute Toscana

Viene assunto dai fiorentini con 2000 cavalli per combattere i pisani: il suo nome è segnalato alla repubblica dal signore di Padova Francesco da Carrara. Combattono pure al suo fianco i cognati Giovanni e Rodolfo d’Aburgo. Le bande tedesche al servizio dei fiorentini sono pure raggiunte da due compagnie di cavalli svevi comandati da Hugo von Melichingen ed Ermanno di Wartenstein (quest’ultimo con 100 barbute).

1364  

 

 

 

 

 

 

 

 
Apr.  

 

 

 

Capitano g.le

 

Toscana

Contrasta nel Mugello la “Compagnia Bianca” di Alberto Sterz e di Giovanni Acuto nonché 3000 barbute tedesche capitanate da Anichino di Baumgarten. Si collega con Pandolfo Malatesta nelle sue azioni militari allorché quest’ultimo, contro la volontà degli Otto della Guerra, cavalca nel Mugello con 1000 barbute. Arrigo di Montfort si accampa a Scarperia: una sua compagnia di 40 uomini respinge con Enrico Paher più di 100 inglesi. Nello stesso mese il condottiero viene nominato capitano generale al posto di Pandolfo Malatesta desideroso di rientrare a Rimini per un breve periodo di tempo (dieci/quindici giorni). Fa subito costruire tre serragli alla difesa di Firenze, il primo sulla strada che porta a Sant’Antonio, il secondo a San Gallo (per entrambi trova l’opposizione in Manno Donati) ed il terzo sopra le case poste sulla via lungo le mura.

Mag.  

 

 

 

 

 

Toscana

Anichino di Baumgarten e gli inglesi occupano i colli di Montughi e di Fiesole ed attaccano la Porta di San Gallo alla cui difesa si trovano anche il Donati, Bonifacio Lupo e Giovanni Malatacca. Molti fiorentini escono fuori dai serragli, sono respinti ed uccisi in seguito ad un attacco condotto da Everardo della Campana e da Guglielmo Cogno. Il Montfort deve intervenire in loro soccorso e combattere corpo a corpo con il della Campana. Dopo lo scontro esce da Firenze con provviste per quindici giorni: con lui sono Giovanni e Rodolfo d’Asburgo (1500 barbute), il Donati, 500 balestrieri e molti cavalli fiorentini. Da San Miniato prende la strada della Val d’Elsa, transita vicino a Gello e punta su Pisa. Tocca San Piero a Grado e devasta tutti i contadi attraversati nella marcia. Negli stessi giorni giunge a Pisa una compagnia di 1400 cavalli, che viene subito assoldata per 2000 fiorini dagli avversari. Alla notizia il Montfort fa tagliare il ponte di Stagno e prosegue con Gualterotto dei Lanfranchi alla volta di Livorno: Manno Donati, invece, si incontra con i capi della nuova compagnia e li convince a rientrare a Pisa. Il condottiero tedesco ha così il tempo di occupare sia Porto Pisano che Livorno e di dare alle fiamme le due località; abbandona di notte  il territorio ed a marce forzate raggiunge Volterra prima che gli sia bloccato dagli avversari il passo di Montescudaio. In un giorno sono percorse dalle sue truppe trentotto miglia di strade di montagna.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

Viene sostituito nel comando da Galeotto Malatesta; rimane ad affrontare i pisani come suo luogotenente.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Sconfigge Giovanni Acuto a Cascina: nella battaglia si distingue per il contrattacco portato con Rodolfo d’Asburgo della sua cavalleria che sconfigge quella nemica e che lo porta con la sua carica fino alle mura di Pisa: sono sconvolte, in tal modo, tutte le schiere, comprese quelle di scorta ai carriaggi posti nella retroguardia. Nello scontro vi sono più di 1000 morti; i prigionieri sono 2000.

1379  

 

 

 

 

 

 

 

 
Sett. Comp. ventura Genova  

 

Liguria

Segue Astorre Manfredi contro i genovesi.

1380  

 

 

 

 

 

 

 

 
Mag. Firenze Siena  

 

Toscana  
1384  

 

 

 

 

 

 

 

 
Lug. Firenze Comp. ventura  

 

Toscana

E’ inviato con Giovanni Beltoft, al comando di 50 lance, in soccorso dei senesi minacciati dalle compagnie di ventura.

Ago. Firenze Angiò  

 

Toscana

Viene richiamato dal senese per l’arrivo in Toscana di Enguerrand di Couchy.

1390  

 

 

 

 

 

 

 

 
………….  

 

 

 

 

 

Germania

Milita al servizio del duca Stefano di Baviera.

Ago. Firenze Milano 600 lance Veneto

Disgustato dalle azioni del duca di Baviera si trasferisce agli stipendi dei fiorentini e dei bolognesi. Raggiunge a Padova  l’Acuto.

1391  

 

 

 

 

 

 

 

 
Primavera  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ sempre segnalato nel padovano con i suoi cavalli tedeschi.

1395  

 

 

 

 

 

 

 

Muore.

 CITAZIONI

“Sincerae vir fidei.” BRACCIOLINI

“Valente homo.” BUONINSEGNI

Alla battaglia di Cascina “Il primo cavalier, ch’uscì dal giro/ Fu ‘l conte Arrigo, che della sua gente/ Era rimaso principe, e campione,/ E misesi tra lor com’un lione.” PUCCI

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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