ANTONIO PIO Figlio di Galeazzo Pio; fratello di Giberto Pio, Marsilio Pio, Giacomo Pio e di Ludovico Pio. Cittadino di Padova.
- 1410 ca.
| Anno, mese | Stato. Comp. ventura | Avversario | Condotta | Area attività | Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1373 | Milano | Lega | Emilia | Combatte le truppe della lega antiviscontea. | |
| 1374 | |||||
| Ott. | Lega | Milano | Emilia | Defeziona nel campo avverso con il fratello Giacomo allorché viene espulso da Carpi. | |
| 1379 | Emilia | E’ compreso dai viscontei con il fratello Giacomo nella pace con gli scaligeri. | |||
| 1382 | |||||
| ……… | Lombardia | E’ segnalato a Bozzolo. | |||
| ………. | Padova | Austria | Veneto | Fronteggia le truppe del duca d’Austria: ha l’incarico di assediare con mangani e bombarde Castelcucco e Crespignaga che gli si arrendono a patti in breve tempo. | |
| 1384 | |||||
| Ago. | Veneto | Gli è concessa la cittadinanza di Padova. | |||
| 1386 | |||||
| Giu. | Padova | Verona | Veneto | Prende parte alla battaglia di Brentelle, nei pressi di Padova, nel cui svolgimento ha l’incarico di reggere il gonfalone del Carro. emblema dei carraresi. | |
| 1387 | |||||
| Mar. | Veneto | E’ pure presente nella alla battaglia di Castelbaldo, dove ancora Giovanni Acuto gli consegna il gonfalone con il Carro: con la vittoria segue l’Acuto e Giovanni degli Ubaldini nel loro solenne ingresso in Padova. | |||
| 1393 | |||||
| Nov. | Veneto | A Padova, per i funerali del signore della città Francesco da Carrara celebrati nel duomo cittadino: è segnalato tra i nobili che ne sostengono la cassa funebre. | |||
| 1397 | |||||
| Giu. | Veneto ed Emilia | Accompagna da Padova a Ferrara Gigliola da Carrara moglie del marchese Niccolò d’Este. | |||
| 1401 | |||||
| Mar. | Lombardia | Podestà di Mantova per conto dei Gonzaga. Ricopre il medesimo incarico l’anno successivo. | |||
| 1406 | Lombardia | Podestà di Cremona per conto del signore della città Gabrino Fondulo. | |||
| 1410 | Muore. |
CITAZIONI
-“Nobilis et egregius miles honorabilis potestas Mantuae.” Da una lettera di Francesco Gonzaga riportata dal D’ARCO
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