ANTONIO MARIA ORDELAFFI Figlio di Cecco

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ANTONIO MARIA ORDELAFFI Figlio di Cecco. Di Forlì. Signore di Forlì e Forlimpopoli.

1460 (maggio) – 1504 (febbraio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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Romagna

Viene battezzato nella chiesa di San Mercuriale. Suoi padrini di battesimo sono il cardinale Orsini e Bartolomeo Colleoni. Sono pure organizzate alcune feste cui prende parte anche Sigismondo Pandolfo Malatesta.

1466  

 

 

 

 

 

Romagna

E’ fatto imprigionare con il padre dallo zio Pino.

1469
Apr.  

 

 

 

 

 

Romagna

Con l’aiuto di Battaglino da Faenza, un caposquadra già amico del padre Cecco e dello zio materno Carlo Manfredi, viene liberato con la madre ed i fratelli dalla prigionia. Si rifugia a Faenza.

1477
Dic. Romagna e Marche Deve abbandonare Faenza allorché Carlo Manfredi perde la signoria della città ad opera del fratello Galeotto. Antonio Maria Ordelaffi segue lo zio a Ferrara;  ripara a Fano con i congiunti.
1480

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. apr. Romagna Alla morte dello zio Pino lascia il regno di Napoli con i fratelli Francesco e Ludovico; salpa da Fano e, convinto dai fautori del padre Cecco, si trasferisce a Modigliana. Ad aprile scoppia in Forlì una rivolta a suo favore.
Lug. ago.

 

Ordelaffi

 

Forlì Chiesa  

 

Marche e Romagna

Cerca di impadronirsi della signoria di Forlì ai danni della vedova Lucrezia della Mirandola. Accolto favorevolmente dalla popolazione, alla testa di milizie cittadine guidate da Graziolo dell’Orso e di truppe faentine che gli sono fornite da Galeotto Manfredi e da Pretone da Modigliana, entra in Forlì e tenta di penetrare nella rocca di Ravaldino dove si è rifugiata la congiunta. Lascia la città con il fratello Francesco e si accinge ad impadronirsi dei castelli della giurisdizione di Forlì: tutti gli aprono le porte tranne la rocca di Forlimpopoli. A metà mese inizia ad assediare la fortezza di Ravaldino. La zia intuisce il pericolo, gli si offre in moglie e lo adula con doni e lusinghe (una celata già del marito, lavorata in oro ed argento, un giuppone, una giornea, le barde della cavalcatura di Pino). L’Ordelaffi sembra favorire questo disegno anche perché, nel frattempo, muore il figlio naturale dello zio Sinibaldo, scelto dal padre come erede della signoria; permette pertanto che entrino vettovaglie nella rocca. Nel suo sforzo di conciliazione l’Ordelaffi seda un tumulto sorto tra i suoi partigiani e quelli della parte avversa. Gli muove contro l’esercito pontificio condotto da Federico da Montefeltro. Fallite le trattative di matrimonio perché Lucrezia della Mirandola si disimpegna guadagnando sempre nuovo tempo, l’Ordelaffi si perde d’animo ed abbandona Forlì per risparmiare la città dal saccheggio delle truppe di Girolamo Riario e di quelle del duca di Urbino.  I condottieri pontifici ottengono la fortezza da Lucrezia della Mirandola con le minacce e dietro l’esborso di una grossa somma di denaro.

Ott. dic.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ripara a Modigliana nel fiorentino; si accorda con Galeotto Manfredi e Giovanni Bentivoglio ed organizza un trattato in Forlì cui aderiscono numerosi artigiani: il complotto è scoperto e si conclude con alcune esecuzioni. Si rifugia a Faenza con i fratelli. A metà dicembre è scoperta in Forlì una nuova congiura tendente, come la  precedente, a favorire il suo ingresso in città per la Porta di Schiavonia.

1482  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Firenze Chiesa  

 

Romagna

Su istigazione dei fiorentini, nemici del papa Sisto IV, avanza su Forlì alle prime luci dell’alba. Si colloca con i fuoriusciti davanti alle mura tra la rocca di Ravaldino e la Porta Schiavonia; aspetta l’arrivo dello zio Galeotto Manfredi che deve giungere con molti uomini d’arme. Il congiunto non compare; nonostante ciò tenta di scalare le mura cittadine con i suoi uomini fiducioso in un qualche movimento interno. Alla difesa della città si trovano quattro squadre di uomini d’arme e 200 fanti, senza contare le truppe pontificie comandate da Alfonso Spagnolo. Respinto, dopo un’ora è costretto a ritirarsi; si dirige verso Ladino e San Pietro in Arco. Il giorno seguente tenta un nuovo assalto alla Porta di San Pietro; ha ancora la peggio. A seguito di un lungo scontro deve ritirarsi verso Castrocaro Terme. Depreda il forlivese e fa alcuni prigionieri; nuovamente istigato, si accosta a Banzole, occupa Petrignano, che gli è data da Francesco dal Masare;  sorprende in una scaramuccia i soldati che ne sono alla guardia.

Sett.  

 

 

 

 

 

Romagna e Toscana

Gian Francesco da Tolentino lo costringe a lasciare il forlivese ed a rifugiarsi in Toscana: viene dichiarato ribelle.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Fugge a Milano.

1483  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Alla notizia dell’alleanza dello stato della Chiesa con gli sforzeschi abbandona il ducato di Milano e si rifugia a Crema con sette persone. Tocca Cremona, Legnago e Venezia.

Apr. Venezia Chiesa 150 cavalli Romagna

Gli è concessa dai veneziani una condotta di 150 cavalli e di 25 provvigionati. Giunge nel ravennate; gli sono donati 100 ducati.

Estate  

 

 

 

 

 

Romagna

Alloggia a Ravenna nella casa di Matteo Fabbri presso la chiesa di Santa Maria Maggiore.

Autunno  

 

 

 

 

 

Romagna

Si trova sempre in Romagna alla testa di tre squadre di uomini d’arme.

1486

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

Ordelaffi

 

Forlì  

 

Romagna

Il giorno del Venerdì Santo cerca di entrare in Forlì.

1487

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

Ordelaffi

 

Forlì  

 

Romagna

Con l’appoggio dei veneziani tenta di recuperare Forlì ai danni del Riario. Organizza un nuovo complotto con l’ausilio di alcuni contadini di Rubano. A fine mese sei componenti della famiglia Roffi tentano di impadronirsi di Porta Cotogni con altri cospiratori. Giuliano Feo, governatore della città, ordina il contrattacco ed i ribelli sono respinti. Molti sono arrestati e cinque di costoro  sono subito  impiccati e squartati. Il giorno seguente Caterina Sforza, giunta da Imola, inizia personalmente gli interrogatori dei prigionieri che portano alla condanna alla decapitazione per altri sei uomini ed alla liberazione di uno ingiustamente accusato. Le teste dei congiurati sono infisse su delle lance e condotte in giro per le vie cittadine; le loro viscere sono gettate in un secchio; i resti dei corpi sono appesi alle porte di Forlì per diversi giorni.

1488

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Venezia

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Ordelaffi

 

Forlì  

 

Romagna

All’uccisione del Riario attua un ulteriore tentativo per impadronirsi della signoria di Forlì; la vedova Caterina Sforza sventa le sue mire.  L’Ordelaffi si deve accontentare di vivere a Ravenna con la provvigione di 300 ducati anno che gli è passata dalla Serenissima.

1489  

 

 

 

 

 

 

 

Estate  

 

 

 

 

 

Romagna e Friuli

Si parla di un suo possibile matrimonio con Caterina Sforza, specie dopo essere stato invitato a trascorrere alcune settimane di riposo alla villa di Giardino residenza estiva dei Riario ad Imola. La Sforza mette subito a tacere ogni voce con la persecuzione dei propalatori della diceria. I veneziani gli rinnovano la provvigione annua di 300 ducati e lo trasferiscono in Friuli.

1494

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

 

Ordelaffi

 

Forlì

 

 

 

Romagna

Si allea con il partito filofrancese;  tenta ancora una volta di rientrare in Forlì. E’ segnalata la sua presenza a Sant’Agata; deve fuggire a Ravenna.

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Friuli

I veneziani lo trasferiscono ancora in Friuli.

1498  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ritorna a Ravenna allorché Ottaviano Riario è condotto dai fiorentini per combattere i veneziani in Toscana.

Ago.  

 

 

 

 

 

Romagna

Staziona in Val di Lamone.

Ott.  

 

 

 

 

 

Romagna

A Ravenna. I veneziani lo appoggiano nel suo tentativo di ottenere Forlì ai danni di Caterina Sforza e gli anticipano 120 ducati. Il tentativo abortisce.

Dic.  

 

 

 

 

 

Romagna

A Ravenna. Chiede denaro.

1499  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. giu.  

 

 

 

 

 

Romagna

Continue sono le sue richieste ai veneziani per avere sussidi o, in alternativa, una condotta.

Dic.  

 

 

 

 

 

Romagna

Vive sempre a Ravenna.

1503  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Romagna

La notizia della morte del papa Alessandro VI lo coglie a Ravenna.

Ott. Ordelaffi Chiesa  

 

Romagna

Irrompe nel forlivese con l’aiuto dei Morattini; si porta a Castrocaro Terme e cede tale rocca ai fiorentini in cambio di 10000 fiorini. Si congiunge con il commissario fiorentino Giovanni Battista Ridolfi, si impossessa della torre di Schiavonia (facendovi prigioniero il castellano spagnolo Zuccar) ed entra in Forlì con 25 balestrieri a cavallo e molti cittadini. Il luogotenente di Cesare Borgia Pietro Remiro si rinchiude nella rocca di Ravaldino prima ed a Cesena poi. L’Ordelaffi chiede invano soccorsi ai veneziani; è viceversa accolto dalla popolazione nella cattedrale. Invia a Roma propri ambasciatori al papa Pio III per domandare l’investitura ufficiale di Forlì: ottiene una risposta negativa.

Nov.  

 

 

 

 

 

Romagna

Si ammala di quartana. A metà mese, alla morte del pontefice, invia altri ambasciatori al nuovo papa Giulio II con la speranza di ottenere il riconoscimento della signoria di Forlì.

Dic.  

 

 

 

 

 

Romagna

Assale con le artiglierie la rocca di Ravaldino in Forlì. Fa impiccare uno spagnolo che, uscito dalla fortezza, reca con sé alcune lettere a Cesena destinate alle autorità ecclesiastiche. Cerca ancora l’aiuto dei veneziani cui offre la rocca di Forlimpopoli; apre trattative con Consalvo di Mirafonte per ottenere la fortezza di Ravaldino.

1504  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Romagna

Gli è consegnata la rocca di Forlimpopoli dal castellano spagnolo Bravo da Stilla in cambio di 800 ducati che sono depositati su una banca di Ravenna. Su tale esempio anche il castellano di Forlì, Consalvo di Mirafonte, capitola con la mediazione di Luffo Numai e del medico Pier Antonio Padovani. Antonio Maria Ordelaffi può entrare nella fortezza di Ravaldino a Forlì dopo avere garantito allo stesso Mirafonte la somma di 15000 ducati da depositarsi su un banco di Venezia. Per raccogliere la somma gli sono concessi venti giorni.

Feb.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ammalato da tempo, muore ai primi del mese. E’ sepolto nella città nella chiesa di Santa Maria da Fornovo. Sposa una Contarini.

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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